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Giovedì, 20 Marzo : 2008
ROMA - Silvio Berlusconi va dritto per la sua strada e disegna il piano 'b' per la privatizzazione di Alitalia: cordata italiana con AirOne e Intesa Sanpaolo. E questo nonostante dall'Istituto di credito non sia arrivata alcuna conferma. "Non c'é nulla sul tavolo", spiega infatti Corrado Passera. Ma, appunto, il Cavaliere non si arrende e chiede anche un prestito ponte al governo. I tempi però stringono, gli ribadisce Romano Prodi nel corso di un colloquio telefonico: se un'offerta c'é davvero, è bene che i protagonisti si facciano avanti. Anche perché senza una proposta concreta, spiega il Professore, Bruxelles bollerebbe il finanziamento come un aiuto di Stato. Berlusconi e Prodi si parlano di rado. Di telefonate in quindici anni se ne possono contare una ventina al massimo, l'ultima che risulta alle cronache è stata per la missione in Libano. A distanza di un anno e mezzo, è la vicenda della privatizzazione Alitalia a convincere, prima il Professore e poi il Cavaliere, ad alzare il telefono.
Un contatto diretto, cercato prima da Prodi ieri sera, e oggi concretizzatosi con chiamata dell'ex Premier, per verificare insieme quanto fosse concreta l'ipotesi rilanciata, con forza, dal leader del Pdl di una cordata italiana che possa strappare la compagnia aerea ad Air France. Ma proprio la richiesta del prestito sarebbe suonata 'stonata' al Professore. Fino a quel momento Prodi sarebbe stato incline a credere all'avversario di sempre. Quando si sono messi di traverso i soldi, però, si sarebbe rafforzato il timore di un 'bluff'. La preoccupazione che circola in ambienti del Pd è infatti che il leader di Forza Italia voglia solo prendere tempo, giocare la partita a fini elettoralistici; un atteggiamento che rischia - si ragiona - di portare Alitalia dritta nelle mani del commissario liquidatore. Eppure Berlusconi, dopo tanto riserbo, ora sembra irremovibile e pronto a non arrendersi davanti a niente, neanche davanti al no di Intesa Sanpaolo . A metà pomeriggio infatti Corrado Passera fa sapere che sul tavolo non c'é nulla e che, anzi, il progetto AirOne-Alitalia "era bello" ma "basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".
Berlusconi prima casca dalle nuvole ("fatemi fare delle telefonate...vi dirò'"), poi annuncia che la grande banca non si è affatto ritirata e che aspetta solo la 'due diligence'. Un nuovo passo avanti, che però ottiene un secco"no comment" da parte dell'istituto di credito. Aver rimesso in campo l'ipotesi di una privatizzazione 'made in Italy' avrebbe comunque altre due conseguenze negative, si insiste in ambienti di governo: ha portato a un irrigidimento delle posizioni dei sindacati (che infatti chiedono più tempo e tornano a fare pressing per il prestito ponte da 300 milioni di euro) ma anche di quelle di Air France, che tenta di giocare al ribasso. Anche perché una certezza però c'é: i tempi, come ammonisce, il Tesoro "restano strettissimi". Il Pdl sembra comunque ritrovare una sua unità. Oggi infatti il leader di An Gianfranco Fini bolla come 'dilettantesco' il governo e ammette che rispetto a qualche giorno fa, quando lui stesso aveva lasciato aperto uno spiraglio alla proposta Air France, ci sono "troppe ombre". Dopodiché, il leader di An prova a smorzare l'idea che possano entrare in campo anche Marina e Pier Silvio Berlusconi e dice che se il Cavaliere ha ragione a fare appello agli imprenditori italiani, questo non vuol dire che abbia "sposato la cordata AirOne". Cambi di idee che sono nel mirino del Pd: Walter Veltroni accusa i leader del Pdl di aver parlato e continuare a parlare della vicenda Alitalia "con leggerezza" e senza coerenza. "Si annunciano cose che non si verificano - insiste Veltroni - nonostante siano questioni di grande delicatezza".
Veltroni: "Da Pdl parole con leggerezza"
SAVONA -I principali leader del Pdl, "su una questione di grande delicatezza, parlano con grande leggerezza", pronunciando affermazioni che si contraddicono l'un l'altra "come il giorno e la notte". Lo ha detto Walter Veltroni, durante un comizio a Savona. Veltroni ha sottolineato le divisioni interne al Pdl su questioni importanti come le pensioni, le missioni all'estero e Alitalia. "Su Alitalia - ha detto Veltroni - Fini e Berlusconi dicono cose contraddittorie, come il giorno e la notte". "Si tratta di una questione di grande delicatezza - ha proseguito Veltroni - perché abbiamo a che fare con posti di lavoro in gioco, in Alitalia e a Malpensa, eppure si parla con leggerezza, si annunciano cose che non si verificano, nonostante siano questioni di grande delicatezza".
Intesa Sanpaolo: "Non c'e' nulla sul tavolo"
MILANO - Su Alitalia "non c'é nulla sul tavolo". Lo ha detto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. "A fine dicembre siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa", ha spiegato rispondendo a una domanda nel corso della presentazione dei risultati del 2007. Un analista aveva chiesto in particolare a Passera un commento alle dichiarazioni su un possibile nuovo coinvolgimento della banca nella partita: "Non abbiamo mai investito in qualcosa perché chiamati da qualcuno", ha risposto.
Casini: "Cordata italiana primo diktat della Lega"
VERONA - Per il leader dell'Udc Pierferdinando Casini "il materializzarsi improvviso di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi". Casini lo ha detto nel corso di un incontro a Verona, affermando che con Alitalia "Berlusconi comincia a pagare i prezzi alla Lega di un ipotetico Governo del PdL". "Se c'erano imprenditori italiani capaci - ha proseguito il leader dell'Udc - perché non sono venuti fuori prima? Non vorrei fosse una boutade elettorale e la cordata di Berlusconi scompaia il 14 aprile".
Casini ha quindi sottolineato che la compagnia di bandiera "é allo stremo per condizionamenti di diversa natura". "Il problema c'era già durante il Governo Berlusconi: era sul tavolo ma si è rimandato tutto - ha detto - Una politica del rinvio intrapresa anche dal Governo Prodi". Tornando al ruolo della Lega Nord, Casini ha definito il movimento di Bossi la "golden share del prossimo Governo. Sarà la forza determinante - ha concluso - e quando dirà no, Berlusconi dovrà chinare il capo".
Santanche' a Berlusconi: "Metti i soldi se ci credi"
PORDENONE - "Silvio mettici i soldi: se ci credi in questa cosa e pensi che ci siano altre possibilità, scendi in campo". Lo ha detto la candidata premier de La Destra Daniela Santanché interpellata sulla vicenda Alitalia a margine di un incontro a Pordenone. "Non vorrei, però - ha aggiunto - che fosse uno spot elettorale, perché si lascerebbero molti italiani e molti lavoratori a terra". "Non sono particolarmente convinta dalla proposta di Air France, ma - ha detto - la trattativa migliore è quella possibile: bisogna negoziare perché penso a quelle migliaia di lavoratori che se non succede che si trova un partner importante per rilanciare Alitalia, saranno in gravi difficoltà e ci saranno dolori per tutti". "Io figli che possono metterci i soldi per cambiare le sorti di Alitalia nel nostro Paese non li posso avere. Vorrei solo che - ha concluso - Berlusconi applicasse come principio il nostro credo: poter guardare gli italiani negli occhi".
APPROFONDIMENTI
Fmi: da crisi mutui allarme recessione
ASSOCIATE
Asse Berlusconi-sindacati: scelta dopo il voto
Ue a Tesoro: No a garanzia ne' risarcimento Sea
Rischio commissario, i fallimenti del cielo
Un contatto diretto, cercato prima da Prodi ieri sera, e oggi concretizzatosi con chiamata dell'ex Premier, per verificare insieme quanto fosse concreta l'ipotesi rilanciata, con forza, dal leader del Pdl di una cordata italiana che possa strappare la compagnia aerea ad Air France. Ma proprio la richiesta del prestito sarebbe suonata 'stonata' al Professore. Fino a quel momento Prodi sarebbe stato incline a credere all'avversario di sempre. Quando si sono messi di traverso i soldi, però, si sarebbe rafforzato il timore di un 'bluff'. La preoccupazione che circola in ambienti del Pd è infatti che il leader di Forza Italia voglia solo prendere tempo, giocare la partita a fini elettoralistici; un atteggiamento che rischia - si ragiona - di portare Alitalia dritta nelle mani del commissario liquidatore. Eppure Berlusconi, dopo tanto riserbo, ora sembra irremovibile e pronto a non arrendersi davanti a niente, neanche davanti al no di Intesa Sanpaolo . A metà pomeriggio infatti Corrado Passera fa sapere che sul tavolo non c'é nulla e che, anzi, il progetto AirOne-Alitalia "era bello" ma "basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".
Berlusconi prima casca dalle nuvole ("fatemi fare delle telefonate...vi dirò'"), poi annuncia che la grande banca non si è affatto ritirata e che aspetta solo la 'due diligence'. Un nuovo passo avanti, che però ottiene un secco"no comment" da parte dell'istituto di credito. Aver rimesso in campo l'ipotesi di una privatizzazione 'made in Italy' avrebbe comunque altre due conseguenze negative, si insiste in ambienti di governo: ha portato a un irrigidimento delle posizioni dei sindacati (che infatti chiedono più tempo e tornano a fare pressing per il prestito ponte da 300 milioni di euro) ma anche di quelle di Air France, che tenta di giocare al ribasso. Anche perché una certezza però c'é: i tempi, come ammonisce, il Tesoro "restano strettissimi". Il Pdl sembra comunque ritrovare una sua unità. Oggi infatti il leader di An Gianfranco Fini bolla come 'dilettantesco' il governo e ammette che rispetto a qualche giorno fa, quando lui stesso aveva lasciato aperto uno spiraglio alla proposta Air France, ci sono "troppe ombre". Dopodiché, il leader di An prova a smorzare l'idea che possano entrare in campo anche Marina e Pier Silvio Berlusconi e dice che se il Cavaliere ha ragione a fare appello agli imprenditori italiani, questo non vuol dire che abbia "sposato la cordata AirOne". Cambi di idee che sono nel mirino del Pd: Walter Veltroni accusa i leader del Pdl di aver parlato e continuare a parlare della vicenda Alitalia "con leggerezza" e senza coerenza. "Si annunciano cose che non si verificano - insiste Veltroni - nonostante siano questioni di grande delicatezza".
Veltroni: "Da Pdl parole con leggerezza"
SAVONA -I principali leader del Pdl, "su una questione di grande delicatezza, parlano con grande leggerezza", pronunciando affermazioni che si contraddicono l'un l'altra "come il giorno e la notte". Lo ha detto Walter Veltroni, durante un comizio a Savona. Veltroni ha sottolineato le divisioni interne al Pdl su questioni importanti come le pensioni, le missioni all'estero e Alitalia. "Su Alitalia - ha detto Veltroni - Fini e Berlusconi dicono cose contraddittorie, come il giorno e la notte". "Si tratta di una questione di grande delicatezza - ha proseguito Veltroni - perché abbiamo a che fare con posti di lavoro in gioco, in Alitalia e a Malpensa, eppure si parla con leggerezza, si annunciano cose che non si verificano, nonostante siano questioni di grande delicatezza".
Intesa Sanpaolo: "Non c'e' nulla sul tavolo"
MILANO - Su Alitalia "non c'é nulla sul tavolo". Lo ha detto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. "A fine dicembre siamo stati esclusi dalla gara e da tre mesi non prendiamo parte ad alcuna trattativa", ha spiegato rispondendo a una domanda nel corso della presentazione dei risultati del 2007. Un analista aveva chiesto in particolare a Passera un commento alle dichiarazioni su un possibile nuovo coinvolgimento della banca nella partita: "Non abbiamo mai investito in qualcosa perché chiamati da qualcuno", ha risposto.
Casini: "Cordata italiana primo diktat della Lega"
VERONA - Per il leader dell'Udc Pierferdinando Casini "il materializzarsi improvviso di una cordata italiana per Alitalia è il primo diktat della Lega a Berlusconi". Casini lo ha detto nel corso di un incontro a Verona, affermando che con Alitalia "Berlusconi comincia a pagare i prezzi alla Lega di un ipotetico Governo del PdL". "Se c'erano imprenditori italiani capaci - ha proseguito il leader dell'Udc - perché non sono venuti fuori prima? Non vorrei fosse una boutade elettorale e la cordata di Berlusconi scompaia il 14 aprile".
Casini ha quindi sottolineato che la compagnia di bandiera "é allo stremo per condizionamenti di diversa natura". "Il problema c'era già durante il Governo Berlusconi: era sul tavolo ma si è rimandato tutto - ha detto - Una politica del rinvio intrapresa anche dal Governo Prodi". Tornando al ruolo della Lega Nord, Casini ha definito il movimento di Bossi la "golden share del prossimo Governo. Sarà la forza determinante - ha concluso - e quando dirà no, Berlusconi dovrà chinare il capo".
Santanche' a Berlusconi: "Metti i soldi se ci credi"
PORDENONE - "Silvio mettici i soldi: se ci credi in questa cosa e pensi che ci siano altre possibilità, scendi in campo". Lo ha detto la candidata premier de La Destra Daniela Santanché interpellata sulla vicenda Alitalia a margine di un incontro a Pordenone. "Non vorrei, però - ha aggiunto - che fosse uno spot elettorale, perché si lascerebbero molti italiani e molti lavoratori a terra". "Non sono particolarmente convinta dalla proposta di Air France, ma - ha detto - la trattativa migliore è quella possibile: bisogna negoziare perché penso a quelle migliaia di lavoratori che se non succede che si trova un partner importante per rilanciare Alitalia, saranno in gravi difficoltà e ci saranno dolori per tutti". "Io figli che possono metterci i soldi per cambiare le sorti di Alitalia nel nostro Paese non li posso avere. Vorrei solo che - ha concluso - Berlusconi applicasse come principio il nostro credo: poter guardare gli italiani negli occhi".
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ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















