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Parco Tarello, il polmone della città
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Lunedì, 30 Aprile 2007 - Brescia Oggi

I lavori sono ormai ultimati. Il 10 maggio il Comune entrerà in possesso del primo lotto, a fine mese la consegna simbolica ai cittadini

Parco Tarello, il polmone della città


Dieci ettari di verde e bosco voluti dal Prg nel cuore di Brescia. Investiti quasi 6 milioni

di Eugenio Barboglio


Il parco Tarello, il più grande polmone verde della città, verrà consegnato al Comune tra pochi giorni. Presumibilmente il 10 maggio ci sarà la consegna. I lavori sono praticamente conclusi: manca solo qualche dettaglio, le panchine, ad esempio non hanno ancora trovato dimora negli spazi verdi. A fine mese la Loggia a sua volta potrà consegnarlo ai cittadini.

È grande il Tarello, circa 10 ettari; recupera a verde una porzione di territorio che si estende a sud della ferrovia fino a via Cefalonia. A guardar giù dal cavalcavia Kennedy la si vede bene tutta l’estensione del parco. E ancora di più è suggestivo guardare dall’alto di uno dei «grattacieli» di Bresciadue: dal Simbol oppure dal Cristal Palace. Lì potevano esserci dei palazzi, invece il Prg ha lasciato lo spazio per il verde. Alberi e fiori sono stati preferiti al cemento armato e al vetro.

I lavori sono stati iniziati nel febbraio del 2005 e quindi la consegna sostanzialmente rispetta i tempi previsti. In realtà si è trattato di una consegna a rate: un lotto alla volta. Sull’ultimo l’impresa Floricultura Pasquale Gervasini s.r.l. di Varese in associazione temporanea di impresa con la ditta Angiolino Borri (parte dei lavori sono stati eseguiti in subappalto dall’impresa Litta di Milano, la stessa impiegata nella riqualificazione di corso Garibaldi) ha cominciato a operare otto mesi fa.

Lo schema a tranche si spiega con la necessità del Comune di svolgere lavori anche viabilistici connessi alla realizzazione del parco. Quando l’Amministrazione ha deciso di mettere mano a tutta l’area sottostante il Kennedy, ha lanciato un concorso di idee, procedura per altro sollecitata a più riprese dall’Ordine degli architetti di Brescia che già all’epoca della stesura del Prg della città rilevò che non se ne faceva abbastanza ricorso. Era il 2000, sette anni, che gli architetti Cesare Pellegrini, Joao Gomes da Silva, Ines Norton de Matos, Enzo Renon, Mauro Armellini, Massimo Marai, Teresa Figueiredo Marques, Jacopo Pellegrini, Giorgio Nieri, Ines Lobo, Erika Skabar, Claudia Taborda si aggiudicarono l’importante commessa.

Il loro progetto è caratterizzato da uno schema spaziale incentrato su due assi approssimativamente ortogonali tra loro. Il principale, orientato nord-sud, si sviluppa attraverso una grande radura lunga circa cinquecento metri e delimitata sui quattro lati: sui due estremi nord e sud da strutture architettoniche leggere e tendenzialmente trasparenti: una serra sul lato sud (che sarà realizzata successivamente) e una vasca d’acqua sormontata da una pensilina sul lato nord, ad est da un muro-viale alberato che contribuisce ad evidenziarne la tettonica ad andamento concavo, e ad ovest da un bosco di essenze caducifoglie. Questo bosco che «si farà» col tempo, accentua, per contrasto, il vuoto della radura con la sua prospettiva sulla città storica.

Ad est del viale alberato si colloca una serie di giardini tematici, definiti da recinti e caratterizzati da differenti situazioni topografiche e trattamenti del suolo.

Questo è quanto verrà consegnato tra qualche giorno all’Amministrazione, e cioè il primo lotto, il «grosso» del polmone verde; in secondo lotto ad ovest del cavalcavia è quella parte del progetto che andrà in porto successivamente.
La superficie complessiva dell’area finita ammonta a poco più di 10 ettari e il costo complessivo a consuntivo è risultato circa di 5.900.000 di euro di cui 3.400.000 per lavori.



lunedì 30 aprile 2007 cronaca pag. 7

- LA SICUREZZA

Sarà aperto anche di notte
vigilato da 8 videocamere


Sarà un parco aperto anche di notte. Non è così per tutti. In alcuni casi attorno ai giardini pubblici vengono messe recinzioni. E l’ingresso dopo il tramonto è impedito. Sono parchi con un orario di visita e se non lo si rispetta ci si imbatte in un cancello chiuso. L’unica specie di cancello al Tarello è quella sorta di porta ad arco che segna virtualmente l’ingresso ufficiale. Un ingresso solo pro forma, perchè in realtà al giardino si può accedere da ogni parte.
 
Qualcuno preferisce che i parchi siano chiusi, per ragioni di sicurezza notturna. Teme che diventino enclavi della microcriminalità, dimora di «senza casa», e alla fine luoghi non più sicuri. E si guadagnino una cattiva fama che ricade anche sulle ore diurne.

Alla scelta di tenerlo aperto ha quindi fatto da compensazione l’installazione di otto videocamere collegate con le centrali della Questura, Carabinieri e polizia locale. «Occhi» del tutto identici a quelli disseminati nelle strade in funzione anticrimine. Non è comunque escluso che venga predisposto anche un servizio di vigilanza privata.

Certo è che il parco sarà la cerniera di collegamento tra la Brescia storica e Brescia 2. Perno di un’area in trasformazione, che verrà attraversata da parte a parte dal tracciato della metropolitana leggera automatica, che qui procederà in galleria.

La viabilità è stata ridisegnata attorno al parco. A Est via Pietro Nenni è già stata prolungata fino a via Sostegno. Ora la stessa «operazione» è in progetto sul versante Ovest. Via Corfù che ora termina incrociando via Sardegna sarà anch’essa prolungata fino a via Sostegno.

In questo modo sarà di fatto completato il periplo viabilistico attorno al grande giardino. A margine del quale restano i grandi punti interrogativi costituiti dagli edifici del Gasometro e dell’Albergo Brescia, sul cui destino si accavallano ipotesi da anni ormai. Sul primo dieci anni fa era stato bandito anche un concorso di idee dal quale erano scaturite varie ipotesi di riuso, dalla biblioteca al centro polifunzionale.

Quanto all’albergo, è recente la messa all’asta dell’immobile dismesso, asta che però è andata deserta. e.b.

  





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- Horacio Verbitsky
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