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Sabato, 21 Giugno : 2008
IL CONFRONTO.
Bocciati tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni. Il sindaco assicura: «Disponibili al confronto, ma per le minoranze nei Cda è presto»
di Massimo Tedeschi
A Roma il confronto politico si inasprisce, il dialogo fra gli schieramenti fa naufragio sugli scogli taglienti della giustizia, ma in Loggia regge (per ora) un volonteroso e pericolante tentativo di dialogo fra maggioranza e opposizione.
L’ultimo adempimento post-elettorale (l’approvazione in Consiglio delle linee programmatiche del sindaco) si consuma fra buoni propositi e chiusure oggettive. La maggioranza Pdl-Lega-Udc approva il programma elettorale che l’ha portata al successo e sbarra la strada ai 15 emendamenti presentati dal Pd, ai 2 dell’Italia dei valori e al maxi-emendamento della Sinistra arcobaleno. «Il nostro programma elettorale non può essere variato - puntualizza Paroli alle opposizioni - ma non prendete questo voto come una chiusura».
LA SEDUTA si apre con un minuto di silenzio per ricordare Giuseppe Basile, l’esponente dell’Italia dei valori ucciso nel Leccese. Sui banchi di tutti i consiglieri un caschetto da ciclista e una tessera per «Bicimia» offerti da Brescia mobilità.
Il sindaco «apre» a un confronto nel merito su alcuni problemi ma chiude alla possibilità di riconoscere posti nei Cda alle opposizioni.
Soprattutto, Paroli detta le condizioni perchè il dialogo proceda: no ad attacchi personali, no a un’opposizione «fatta solo criticando». Poi esige ad alta voce (da dirigenti e funzionari, ma anche dai suoi assessori, a quanto pare) «fedeltà» e sobrietà negli annunci: «Mi sembra vengano richiamate decisioni non ancora prese».
PAROLI si dichiara disposto a affrontare con l’opposizione alcuni grandi temi, dal rapporto Loggia-Broletto allo sviluppo dell’Università. Poi chiarisce su A2A: «Se potessi partirei da zero. Noi chiedemmo di prevedere negli organismi rappresentanze di maggioranza e minoranza, e sei rappresentanti dell’opposizione presentarono una candidatura. Il sindaco decise di nominare un’altra persona. Capisco le preoccupazioni ma non posso sentirmi responsabile di quanto è accaduto finora». Paroli rivendica anche alcuni rinvii di decisioni assembleari e di consiglio: «Abbiamo dimostrato che la proprietà, Brescia e Milano insieme, vuole fare la proprietà. E di fronte a queste scelte il mercato non ha reagito male. Anzi». Poi il messaggio diretto a Milano: «Oggi è il momento per ripensare alla governance duale. Oggi o fra sei anni. Perchè sia chiaro che non accetteremo di ridiscuterla dopo che Milano avrà esercitato il suo triennio di guida del consiglio di gestione».
Il sindaco definisce «improvvida» la decisione del centrosinistra di procedere a nomine in società controllate a pochi giorni dalle elezioni. «Per me - dice - si deve lavorare al tentativo di una diversa rappresentanza di maggioranza e minoranza. Ma non subito». Infine il nodo-aeroporto: l’obiettivo è «assicurare la maggioranza dell’aeroporto di Brescia ai bresciani». Come fare? «Camere di commercio e associazioni degli imprenditori di Brescia e Verona hanno dimostrato di non saper dialogare. Ce la può fare la politica? Non lo so, ma l’aeroporto per Brescia può essere una grande occasione».
IN PRECEDENZA Emilio del Bono aveva dettato le sue condizioni per il confronto. Ad esempio sull’immigrazione: «Per noi - ha chiarito - legalità e integrazione viaggiano assieme, e più risorse si mettono per l’integrazione, più si difende la legalità». Poi la mobilità: ZTL, via Cremona e via XX settembre sono poca cosa: «Serve un governo sovracomunale della mobilità. Se si decide di puntare sulla metropolitana provinciale, questo è il momento per gettarne le basi». Su A2A, l’appello: «Se Brescia vuole vincere la sfida, serve una forte unità. Divisi, perdiamo».
Laura Castelletti, invece, ricorda la vicenda-pedofilia, cavalcato dal centrodestra in passato: «Il Consiglio dovrebbe avviare un confronto di riflessione». La Castelletti critica anche gli annunci degli assessori: «Dovrebbero anche dire ai bresciani i costi e i tempi di ogni scelta». Su A2A, un richiamo: «Si parla di cambi di governance, e intanto il titolo ha perso il 5%». Infine Donatella Albini (Sinistra arcobaleno) critica le politiche per l’immigrazione e il bonus bebè: «Le nascite si sostengono modificando la legge sulla maternità, come in Francia e Svizzera. Mille euro non bastano».
L’ultimo adempimento post-elettorale (l’approvazione in Consiglio delle linee programmatiche del sindaco) si consuma fra buoni propositi e chiusure oggettive. La maggioranza Pdl-Lega-Udc approva il programma elettorale che l’ha portata al successo e sbarra la strada ai 15 emendamenti presentati dal Pd, ai 2 dell’Italia dei valori e al maxi-emendamento della Sinistra arcobaleno. «Il nostro programma elettorale non può essere variato - puntualizza Paroli alle opposizioni - ma non prendete questo voto come una chiusura».
LA SEDUTA si apre con un minuto di silenzio per ricordare Giuseppe Basile, l’esponente dell’Italia dei valori ucciso nel Leccese. Sui banchi di tutti i consiglieri un caschetto da ciclista e una tessera per «Bicimia» offerti da Brescia mobilità.
Il sindaco «apre» a un confronto nel merito su alcuni problemi ma chiude alla possibilità di riconoscere posti nei Cda alle opposizioni.
Soprattutto, Paroli detta le condizioni perchè il dialogo proceda: no ad attacchi personali, no a un’opposizione «fatta solo criticando». Poi esige ad alta voce (da dirigenti e funzionari, ma anche dai suoi assessori, a quanto pare) «fedeltà» e sobrietà negli annunci: «Mi sembra vengano richiamate decisioni non ancora prese».
PAROLI si dichiara disposto a affrontare con l’opposizione alcuni grandi temi, dal rapporto Loggia-Broletto allo sviluppo dell’Università. Poi chiarisce su A2A: «Se potessi partirei da zero. Noi chiedemmo di prevedere negli organismi rappresentanze di maggioranza e minoranza, e sei rappresentanti dell’opposizione presentarono una candidatura. Il sindaco decise di nominare un’altra persona. Capisco le preoccupazioni ma non posso sentirmi responsabile di quanto è accaduto finora». Paroli rivendica anche alcuni rinvii di decisioni assembleari e di consiglio: «Abbiamo dimostrato che la proprietà, Brescia e Milano insieme, vuole fare la proprietà. E di fronte a queste scelte il mercato non ha reagito male. Anzi». Poi il messaggio diretto a Milano: «Oggi è il momento per ripensare alla governance duale. Oggi o fra sei anni. Perchè sia chiaro che non accetteremo di ridiscuterla dopo che Milano avrà esercitato il suo triennio di guida del consiglio di gestione».
Il sindaco definisce «improvvida» la decisione del centrosinistra di procedere a nomine in società controllate a pochi giorni dalle elezioni. «Per me - dice - si deve lavorare al tentativo di una diversa rappresentanza di maggioranza e minoranza. Ma non subito». Infine il nodo-aeroporto: l’obiettivo è «assicurare la maggioranza dell’aeroporto di Brescia ai bresciani». Come fare? «Camere di commercio e associazioni degli imprenditori di Brescia e Verona hanno dimostrato di non saper dialogare. Ce la può fare la politica? Non lo so, ma l’aeroporto per Brescia può essere una grande occasione».
IN PRECEDENZA Emilio del Bono aveva dettato le sue condizioni per il confronto. Ad esempio sull’immigrazione: «Per noi - ha chiarito - legalità e integrazione viaggiano assieme, e più risorse si mettono per l’integrazione, più si difende la legalità». Poi la mobilità: ZTL, via Cremona e via XX settembre sono poca cosa: «Serve un governo sovracomunale della mobilità. Se si decide di puntare sulla metropolitana provinciale, questo è il momento per gettarne le basi». Su A2A, l’appello: «Se Brescia vuole vincere la sfida, serve una forte unità. Divisi, perdiamo».
Laura Castelletti, invece, ricorda la vicenda-pedofilia, cavalcato dal centrodestra in passato: «Il Consiglio dovrebbe avviare un confronto di riflessione». La Castelletti critica anche gli annunci degli assessori: «Dovrebbero anche dire ai bresciani i costi e i tempi di ogni scelta». Su A2A, un richiamo: «Si parla di cambi di governance, e intanto il titolo ha perso il 5%». Infine Donatella Albini (Sinistra arcobaleno) critica le politiche per l’immigrazione e il bonus bebè: «Le nascite si sostengono modificando la legge sulla maternità, come in Francia e Svizzera. Mille euro non bastano».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















