 | PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rignano |  |
Giusto trasferire da un luogo ad altro "personale" sotto accusa per "presunti abusi"?
| Non dovrebbero operare fino alla conclusione del processo |
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| No, fino a prova contraria sono innocenti |
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| Sì, per riportare la serenità |
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fromor
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
Mi domando cosa abbia fatto di male Milan 67 per essere stato condannato da un giudice sadico a permanere in questo gruppo di vivicentro.
Ogni pena deve essere commisurata alla colpa ... per cui presumo che l'abbia fatta vertamente grossa!
Perciò, caro Milan 67 non ti rimane che evadere da questo gruppo di mentecatti, e di persone in continua contraddizione nel loro dire con profondi scollamenti fra il dire ed il fare.
Questo è un gruppo tremendo! da ultimo girone dell'inferno ... perciò sii buono, sii cristiano a lasciaci in pace senza infierire su noi che, essendo tutti mal fatti e della stessa nefanda pasta ... vi ci troviamo bene!
Grazie della tua tanto agognata contumacia (se credi ti iuteremo ad evadere)
Un mentecatto che però sta bene nel gruppo (similes amant similia!)
Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
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melusina
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
SENTIMENTI DA RIGNANO FLAMINIO
Mi piacerebbe cari amici di questo forum, e mi rivolgo in particolare a Stan per quanto vicino lo sento nel cuore, riportare l’attenzione sui sentimenti veri e reali di quanti vivono direttamente questa tragedia che coinvolge bambini e famiglie di Rignano Flaminio ma anche di Brescia, Bergamo, Vallo etc ect (e quanto mi pesa scrivere questo eccetera!). Ho spiegato sin dai primi giorni della mia iscrizione su vivicentro che io vivo la realtà di questo caso da vicino, da molto vicino ed ho scritto a volte col sentimento che scaturisce da una profonda ferita apertami nel cuore da questi bambini ed a volte con la rabbia di chi ascolta diffamanti attacchi verso le persone a cui voglio bene! A volte, per questo, sono stata compresa, a volte ignorata ed a volte attaccata duramente! A qualcuno che non ha ben compreso vorrei spiegare che il mio cuore è con i bambini e con le loro famiglie, che avendo ogni giorno contatti con loro non ho mai nutrito e mai nutrirò dubbi su quanto dicono e vivono e che quindi sarò sempre e fino alla fine dalla loro parte: a prescindere da chi è il colpevole!! Si cerchi la verità, si cerchi ovunque chi ha fatto del male a questi angeli ma mai, ripeto mai, si cerchi di deviare le loro parole, i loro racconti, di infangarli oltre… Chi non vive questa tremenda realtà da vicino, chi se ne stà comodamente in altro paese o città seduto davanti alla propria TV, al proprio caminetto, col bicchierino di brandy in mano, col cane che gli scodinzola chiedendogli un biscotto…. chi qui non ci vive e non conosce… per favore o taccia o non lanci accuse verso questi bambini!! E’ facile da lì colpire, è troppo facile ma vile. A Rignano Flaminio ormai non si vive più. L’aria è pesante e scandita costantemente da giornate passate a sperare che non vengano convocate altre famiglie, perché tutto questo caso si sta ingrandendo sempre di più, si torna indietro di anni ed altre lacrime vengono versate da nuove famiglie che hanno pensato di non entrarci per niente, mai… Una petroliera è affondata a largo ma ciò che ne esce sta pian piano inquinando tutto il mare e le coste sono ancora lontane: ma anche loro verranno toccate e questo mare sarà morto per sempre! C’è da qualche parte qui intorno, dentro i forum, in qualche blog una persona che si è presa l’onere di accompagnare un bambino, una famiglia ad affrontare gli interrogatori per l’idoneità all’incidente probatorio?? Io si, lo ho fatto!! Mi sono presa l’onere, mi è stato accordato questo onore e, a parte l’acuirsi della mia ulcera che stà chiedendo il trasloco da me, ho incontrato anche l’altra parte di realtà, quella che i giornali e le TV hanno provato a raccontare ma solo ed esclusivamente per la tiratura e lo share. In un ospedale dove trovi solo il girone infernale fatto da bambini come puoi essere solo un mestierante? Di fronte a tanti angeli con problemi di ogni natura e grado ho guardato in alto chiedendo a Dio: perché? Stavo male, volevo scappare ma Dio mi ha risposto mandandomi l’abbraccio di un bambino ed allora volevo rimanere lì, con tutti loro, abbracciarli, coccolarli, raccontargli storie e farli addormentare tra le mie braccia. Quell’abbraccio e quel grazie datomi con il linguaggio dei gesti mi ha dato più amore di quanto abbia mai pensato esistesse. Ed io ero lì ad accompagnare un bambino a colloquiare per dare conto dei suoi orribili racconti, per dire le parole che facciano dire agli adulti: è in grado di sostenere l’incidente probatorio! E poi? Cosa accadrà poi? Quanto stanno pagando ancora questi bambini farà in modo che le loro parole puniranno i colpevoli? Che vengano individuati e puniti? Lascio per ora queste domande così. Tra pochi giorni verranno consegnati i risultati dei Ris… A me piace solo pensare e sperare che tutti questi bambini un giorno saranno degli adulti forti e capaci e che siano le fondamenta per un mondo migliore.
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Stanislao
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
SENTIMENTI DA RIGNANO FLAMINIO
Mi piacerebbe cari amici di questo forum, e mi rivolgo in particolare a Stan per quanto vicino lo sento nel cuore, riportare l’attenzione sui sentimenti veri e reali di quanti vivono direttamente questa tragedia che coinvolge bambini e famiglie di Rignano Flaminio ma anche di Brescia, Bergamo, Vallo etc ect (e quanto mi pesa scrivere questo eccetera!). Ho spiegato sin dai primi giorni della mia iscrizione su vivicentro che io vivo la realtà di questo caso da vicino, da molto vicino ed ho scritto a volte col sentimento che scaturisce da una profonda ferita apertami nel cuore da questi bambini ed a volte con la rabbia di chi ascolta diffamanti attacchi verso le persone a cui voglio bene! A volte, per questo, sono stata compresa, a volte ignorata ed a volte attaccata duramente! [...]
Quell’abbraccio e quel grazie datomi con il linguaggio dei gesti mi ha dato più amore di quanto abbia mai pensato esistesse. Ed io ero lì ad accompagnare un bambino a colloquiare per dare conto dei suoi orribili racconti, per dire le parole che facciano dire agli adulti: è in grado di sostenere l’incidente probatorio! E poi? Cosa accadrà poi? Quanto stanno pagando ancora questi bambini farà in modo che le loro parole puniranno i colpevoli? Che vengano individuati e puniti? Lascio per ora queste domande così. Tra pochi giorni verranno consegnati i risultati dei Ris… A me piace solo pensare e sperare che tutti questi bambini un giorno saranno degli adulti forti e capaci e che siano le fondamenta per un mondo migliore.
Grazie carissima,
ottima esposizione che va ad aggiungersi alle altre già espresse sia da me che da wildgreta e, l'altro giorno, anche da Franz.
Il tutto, inoltre, è chiaramente indicato e segnalato anche nelle note per l'ingresso, l'uso e la "navigazione" di vivicentro ma ... c'è sempre qualcuno che fa finta di non capire.
Pazienza, basta non farci caso e ribattere giusto il qb tanto per rimettere le cose nel giusto ordine (cosa che si è fatto fin'ora). Non farci caso quindi e continua a stare vicino ai "tuoi" piccoli sicura di avere sempre accanto a te anche noi tutti e tutto il nostro affatto. OK? Per gli altri, come ebbe a dire "qualcuno" guarda caso "papà" della nostra lingua - non "pedofilo" della stessa:
NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA!
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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wildgreta
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
Rignano, lo scrittore e il profumo del pane
Fra tante parole messe insieme un po' a caso per parlare di Rignano Flaminio, spesso qualcosa sfugge. E infatti mi era sfuggita questa vera "perla". Un articolo pieno di sentimento (nel senso antico del termine) nei confronti di un paese che sembra abbia accolto il nostro scrittore come una seconda mamma. Lo ha cullato con le sue notti tranquille, dispensando al risveglio profumi e arie passate, via da inutili confusioni.Una volta giunto qui, il traffico impazzito è per Damiani solo un ricordo. E al suo posto...il profumo del pane, la luce nitida, l'aria pulita e la storia che qui sembra ancora così palpabile da poterla respirare. I servizi funzionano benissimo, dalla sua stanza può godere di tre generi di "vista" diversi. Storica ( il campanile scrostato deve restare così, è troppo bello), civica, e naturalistica sul Monte Soratte. Il "rosolio" gronda da queste poche ma significative righe che, solo per caso, sono capitate su di un quotidiano, visto che sarebbero ben altre le pagine per cui parrebbero scolpite: un'ideale enciclopedia sulla poesia del paesaggio della provincia laziale, un ideale poema sulla riscoperta della vita fuori dalle grandi città, un'ideale di livello alto, in un mondo dove ormai il livello è diventato troppo basso.
Ecco perchè, anche se tardivamente visto che l'articolo è del 24 ottobre, io ringrazio Damiani. Per un attimo, ci ha fatto credere di esserci trasferiti da un'altra parte. Sì, per un attimo, siamo riusciti a vendere le nostre case che nessuno vuole; per un attimo i costruttori che si erano visti regalare le caparre da chi aveva rinunciato all'acquisto di appartamenti prenotati, hanno ricominciato a costruire perchè a Rignano la gente arriva a frotte. Per un attimo i negozianti che avevano deciso di chiudere le loro attività, hanno visto ricomparire i clienti. Per un attimo i bambini hanno ricominciato a correre felici verso l'asilo, le mamme non sono più preoccupate e di notte dormono invece di piangere. Per un attimo i padri sono andati a lavorare la mattina sapendo che le loro famiglie erano al sicuro, hanno lavorato tranquilli e sono stati più produttivi. Quando siamo passati sul corso principale, poi, per un attimo abbiamo avvertito un lancio di petali di rose alle nostre spalle, al posto degli sputi che, di solito, ci vengono raccontati.
Grazie, perchè, per un attimo, Damiani ci ha fatto dimenticare di vivere a Rignano Flaminio. Ma poi, il pugno nello stomaco: Damiani non vuole confessare di vivere a Rignano Flaminio, quindi se qualcuno glielo domanda, dice di abitare a Sant'Oreste. E perchè? Perchè dovrebbe rispondere a troppe domande. Perchè "l'inchiesta sulla pedofilia si è abbattuta sul paese come un 11 settembre e non saprei che dire, perché ne so esattamente quanto lui. Certo, non lo chiamerei paese degli orchi."
Per concludere, nemmeno io lo chiamerei paese degli orchi, perchè queste immagini fantastiche portano su di un binario pericoloso: fatti veri trattati come favole. Vorrei dire a tutti i poeti e agli scrittori che, a un certo punto della loro vita, hanno sentito il bisogno di fare un'esternazione sul "caso Rignano" che, quando si tratta di bambini abusati, non credo ci sia spazio per licenze poetiche, nè per alati sforzi letterari. Non è obblogatorio avere un'opinione, non è obbligatorio argomentare il fatto di non essersene fatta una. Molto meglio riposarsi, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.
Un luogo, uno scrittore Claudio Damiani a Rignano Flaminio. Ruvido, individualista. Ma anche razionale, etrusco
Non lo chiamerei "paese degli orchi", questo no. Per chi viene da Roma, come me che mi ci sono trasferito è un po´ andare al Nord
Un bar sotto il campanile . Rignano, voglia di quiete
di Claudio Damiani
Una campanella batte a ogni ora le ore, montata su volute di ferro dal sapore barocco, povere e gentili
In piazza le feste con la banda, le processioni, le bancarelle, i mercatini, i luoghi d´incontro Il paese è bellissimo, non troppo vicino a Roma da esserne snaturato, né troppo lontano. Sta sotto il Soratte, montagna sacra che lo magnetizza e, insieme, veglia su lui, abitata da maghi e santi, streghe e nazisti, briganti, antichissimi sacerdoti del dio lupo, lupi. Proprio per questo il paese ha qualcosa di selvaggio e nello stesso tempo ordinato, civile;è ruvido, individualista, e nello stesso tempo razionale, etrusco. Per chi viene da Roma, come me che mi ci sono trasferito, è un po´ un andare al nord (e in effetti sta a nord).
Dalla mia casa ho tre viste: una che potrei chiamare civica, una storico-artistica, una naturalistica. Quella civica è la piazza del paese, che si chiama piazza Vittorio Emanuele II (prima si chiamava piazza della Repubblica, prima ancora Vittorio Emanuele II, sic), un lungo rettangolo e stretto tra il borgo antico e la via Flaminia (km 39). Qui le feste con la banda, le processioni, i carri del carnevale, le bancarelle e i mercatini, i bar, i luoghi di incontro. E´ questo l´unico punto a Rignano dove a certe ore è possibile anche non trovare il parcheggio (io un po´ mi arrabbio ma solo appena, se penso a quello che mi succedeva quando abitavo a Roma). C´è proprio sotto le mie finestre un sarcofago tardo romano, trasformato in fontana, che è un luogo di incontro e di gioco di bambini, ma anche di ragazzi un po´ chiassosi nelle ore notturne, attratti forse inconsciamente dal mistero che spira nella cavità marmorea, come un buco nero.
La seconda vista, storico-artistica, dà sulla piazza Borgia che ha al centro la Rocca, detta dei Borgia perché forse il Valentino la rinforzò o restaurò, sta di fatto che è uno scatolone un po´ povero, un cubo di tufo senza quasi finestre, ora fortunatamente in restauro, perché cascavano pezzi e era transennato da molto. Sul tetto crescevano piante e un fico a cui m´ero molto affezionato, anche perché ce l´avevo proprio davanti a un mio balcone. Dei restauri da molto tempo già si parlava, che sarebbero stati avviati, ma lui cresceva tranquillo in cima alla torre, senza soffrire di vertigini, incurante dell´estetica, e del suo destino che, incombenti i restauri, era ben segnato. In autunno perse le foglie, ma gli uccelli ancora si raccoglievano sui suoi rami. Poi un giorno, erano da poco cominciati i lavori, non c´era più.
Ma se la Rocca è tozza, c´è un campaniletto alla sua destra al lato della piazza snello e gentile che è un gioiello, con una campanella in testa un po´ fessa, ma dolce, che batte a ogni ora le ore (e le ripete, pure), montata su volute in ferro battuto di sapore barocco, povere e gentili. Ricordo la prima notte quando ci trasferimmo qui, l´anno scorso, che la campanella ci svegliava a ogni ora. Adesso non la sento più. Cioè la sento solo di giorno, e quando la sento mi fa piacere che mi dice l´ora. E mi fa piacere anche che dopo cinque minuti me la ridice, perché a volte non l´ho capita bene.
Questo campanile spero che non lo restaurino, perché è troppo bello così scrostato, screziato di rosa e ocra d´antiche tinte, colorato dal tempo, e così intonato con i colori del tramonto. E mi viene in mente, perché gli assomiglia in gentilezza, la chiesa romanica di Sant´Abbondio del VI sec., che un tempo era forse il centro del paese, e oggi è al margine. Sarebbe da restaurare la strada che dal borgo antico porta a questo piccolo monumento edificato su un precedente tempio romano, vero miracolo che vi trovate di fronte all´improvviso camminando nella campagna tra noccioli e castagni. Qui è terra antichissima (falisci, capenati, etruschi), terra di confini, continuamente scompigliati, difficilmente difendibile perché troppo attaccata alla Flaminia, diversamente dai paesi vicini che ne sono tutti un po´ discosti. Mi diceva Memmo mio vicino, che ha un grande negozio di mobili e è rignanese doc, che è questo secondo lui il motivo della scarsa presenza di cognomi locali, attaccati al territorio. E´ il motivo forse dell´individualismo di cui dicevo sopra, ma anche dell´apertura al nuovo e al diverso che caratterizza questo paese e che mi ha stupito da subito.
La terza vista, quella naturalistica, è sul monte Soratte. Quando vidi la casa per la prima volta, e ero molto incerto se comprarla o no, perché era troppo grande, troppo da ristrutturare, c´era un tetto enorme da rifare, questa vista fu quella che mi convinse. Il Soratte vi arde con le sue sette punte, come è giusto che sia per una sua vista da sud. E´ ben visibile in alto l´eremo di San Silvestro, costruito su un precedente tempio di Apollo, da dove papa Silvestro I accorse come un fulmine a Roma a guarire Costantino dalla lebbra (e ne ebbe in cambio il potere temporale, la famosa "donazione"), e ve ne sarebbe l´impronta del ferro di cavallo su un pietrone della Flaminia proprio qui nel paese. Non si vedono invece i tanti altri eremi sparsi, coperti e taluni completamente nascosti e avvolti dalla vegetazione, non si vede la "Casaccia dei ladri", toponimo che lascia ben intendere come il monte fosse un tempo ricettacolo di briganti, briganti e lupi, tanto che nell´800 non so quale papa, per liberarsi in un sol colpo dei due fastidi, lo fece circondare e poi ardere per intero. Non si vedono le sue infinite grotte e ricettacoli e meri, dove si favoleggia sia ancora nascosto il tesoro dei nazisti in fuga, e chissà quant´altri tesori. Nella famosa ode Vides ut alta stet ecc. Orazio lo vede candido di neve, paralizzato dal gelo, e il suo intoccabile candore gli evoca il calore, il fuoco della casa, e l´amicizia e l´amore, e il carpe diem. Goethe vi ambienta invece, se ben ricordo, la notte di Valpurga classica, il megaraduno delle streghe, grande sabba notturno. E il monte fu un´isola, tanti milioni di anni fa, e tutt´intorno mare.
Ma adesso scendo e vado un po´ in giro. C´è il bar di Bruno (bar centrale), che prima di venire qui aveva un bar in zona Piramide a Roma, dietro la Rocca c´è il pane di Marietta che è buonissimo. Qui a parte le attività commerciali, i servizi che sono ben organizzati, e qualche attività collegata soprattutto all´edilizia e a manufatti di cemento, la gran parte della gente lavora a Roma. Il paese è cresciuto e è tuttora in crescita (siamo intorno ai settemila), vengono molti da Roma, numerosi sono gli stranieri, specialmente rumeni, ma non c´è la congestione che trovate invece, che so, a Morlupo, o a Riano. Qui è tutto disteso, ben organizzato, non esiste il traffico. La stazioncina della Roma-Viterbo è proprio in centro, comodissima. Il treno, certo, è lento, ma vi porta dritto a Piazza del Popolo (l´ultima corsa per rientrare da Roma, è vero, è alle 21.20, troppo presto, speriamo che prima o poi ne mettano un´altra più tardi). Io la macchina non la chiudo, qui la vita è tranquilla, la gente è accogliente. C´è una socialità vivace e franca e insieme un riserbo, una rusticità orgogliosa che fanno quella socialità ancor più bella, e più comoda. Io sono qui da un anno e mi sento già rignanese. Certo se qualcuno mi chiede dove vivo, non sapendo che vivo qui, io gli rispondo che abito a Sant´Oreste, o a Faleria, che stanno a pochi chilometri. Perché se dicessi la verità dovrei poi rispondere a mille domande su questa vicenda di presunta pedofilia che s´è abbattuta sul paese come un 11 settembre, e non saprei che dire, perché ne so esattamente quanto lui. Certo non lo chiamerei "paese degli orchi", questo no. (La Repubblica 24 ottobre 2007)
Note biografiche: Claudio Damiani, poeta, classe 1957. "CLAUDIO DAMIANI, IL POETA CHE ATTRAVERSA DA SOLO LA DIMENSIONE DELL'UMANO CON LA PROPRIA ESPERIENZA".
Damiani è universale, sia quando scrive della sua amata Sabina, sia quando si “immerge” naturalisticamente nel laghetto di Fraturno, sia quando tocca l’essenza più profonda nello sguardo in superficie dell’amato albero di noci o della stradina trasfigurata, per un attimo, in una misteriosa fanciulla.
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
Giovedì, 13 Dicembre 2007 - 16:24
RIGNANO: RIS, NON TROVATI DNA
NE' IMPRONTE DEI BIMBI
ROMA - Nessun reperto sia dal punto di vista del Dna sia dal punto di vista delle impronte digitali, attribuibile ai bambini vittime dei presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio, è stato trovato dai carabinieri del Ris su i peluche e l'auto di una delle maestre indagate dalla procura di Tivoli. E' quanto emerge dalla perizia depositata oggi dagli stessi carabinieri del Ris al gip del Tribunale di Tivoli. Nelle oltre mille pagine della perizia svolta dai carabinieri del Ris di Messina, secondo quanto riferito dall'avvocato Roberto Borgogno, uno dei difensori degli indagati Gianfranco Scancarello, autore tv, e della moglie Patrizia Del Meglio, maestra della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, si afferma che non vi sono elementi che fanno risalire ai bambini ritenuti sessualmente abusati le tracce biologiche ricavate dai peluche sequestrati nella abitazione della Del Meglio e nell'auto di Marisa Pucci, altra maestra finita sotto inchiesta. "E' uno zero assoluto - ha detto Borgogno - dal punto di vista dell'accusa".
L'accertamento era stato disposto in sede di incidente probatorio per verificare se le tracce biologiche riscontrate sui peluche e nell'auto della maestra Pucci erano riconducibili ai 19 bimbi della scuola 'Olga Rovere' vittime dei presunti abusi sessuali. I carabinieri del Ris di Messina prelevarono la saliva dei bimbi (da cui hanno ricavato i codici genetici) il 13 novembre scorso. Fu prelevato anche il dna dei sette indagati sempre su disposizione del gip del Tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli.
Tutti e sette gli indagati dal pm di Tivoli Marco Mansi, le maestre, la bidella e l'autore tv Gianfranco Scancarello, nonché il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva, si sottoposero al tampone - per il prelievo della saliva - nella caserma dei carabinieri di Bracciano, in provincia di Roma. Una volta isolati i dna di indagati e presunte vittime, i codici genetici sono stati comparati dagli esperti con quelli che gli stessi carabinieri avevano trovato durante le loro indagini su capelli, peli e altro materiale biologico repertato nelle abitazioni, sui peluche, e nelle auto di alcuni dei sette indagati, con esito negativo per l'accusa. La discussione sull'esito delle analisi è comunque prevista il 18 dicembre prossimo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
NESSUNO E' STATO SCAGIONATO!
Rignano Flaminio: Perché la perizia dei Ris non può escludere che gli abusi ci siano stati
di Roberta Lerici
La fiducia nella giustizia e nella magistratura che continua a indagare sulla tragedia di Rignano Flaminio, mi portano a ritenere che, qualora fosse confermato anche nell’incidente probatorio del 18 dicembre che non vi siano corrispondenze fra i reperti raccolti dai Ris nelle abitazioni e nelle auto di alcuni indagati e i bambini che stanno sostenendo l’incidente probatorio, questo non significherebbe nulla. Oltre al fatto che i reperti siano stati raccolti sei mesi dopo l'inizio delle indagini, devo ricordare che in tutte le sedi giudiziarie in cui si è dovuto analizzare il caso di Rignano Flaminio, nessuno ha mai affermato che i bambini non fossero stati abusati. Se mai, l’incertezza è stata posta sui metodi di attuazione dell’abuso e sull’accertamento delle responsabilità degli indagati per tali abusi (da parte della Cassazione che sulla sentenza del Riesame si è espressa, però, solo sui primi sei casi denunciati e non su tutti i diciannove, senza poter considerare i successivi indizi raccolti). Il valore ed il peso giudiziario della perizia dei Ris si conosceranno solo dopo l’incidente probatorio del 18 dicembre, quando tutte le parti potranno porre domande ai Ris, che spiegheranno nei dettagli le loro conclusioni. Per evitare brutte figure come quella della diffusione di indiscrezioni sulla sentenza della Cassazione in cui molti si sono lanciati ad affermare che “gli abusi andavano cercati fuori dalla scuola”, (fatto che ha costretto a un'immediata smentita il primo Presidente Carbone :“Nella sentenza non è scritto che gli abusi vadano cercati fuori dalla scuola”), penso sia meglio attendere.
Meglio evitare titoli come quelli apparsi oggi che attribuiscono alla perizia dei Ris il potere di escludere gli abusi sui bambini. Si può delinquere anche senza lasciare la propria firma, come è avvenuto in due casi recenti. E questo lo dico a prescindere da chi sia il responsabile, visto che solo la magistratura potrà stabilirlo.
Il fatto che qui non ci sia stato un omicidio, non significa che non ci sia stato un reato. Il fatto che nessuna perizia dei Ris sul caso Perugia abbia inchiodato l'assassino, significa forse che la studentessa inglese non sia stata uccisa? Significa forse che non ci siano persone indagate?
Su questo sito, poi, ho pubblicato numerose sentenze della Cassazione che indicano in modo inequivocabile come la sola testimonianza dei bambini nei processi per abuso sessuale e non solo, abbia portato a condanne definitive, anche in mancanza di altri riscontri. La testimonianza dei bambini ha valore di prova, eppure in molti sembrano non saperlo. In questi giorni i magistrati stanno ascoltando anche bambini più grandi. Le indagini non sono ancora finite. Non è cambiato nulla. Il loro impegno prosegue, perché sapere chi abbia abusato dei bambini di Rignano Flaminio è imprescindibile, non solo per le famiglie e gli abitanti di Rignano, ma per tutto il nostro Paese. Non si può pensare che qualcuno riesca a sfuggire alle maglie della giustizia dopo aver distrutto l’infanzia a tanti bambini e la vita a tanti genitori. Siamo rimasti inorriditi dalle testimonianze rese dai tre bambini che, finora, hanno sostenuto l'incidente probatorio. Erano tra i più piccoli. Ne restano ancora 15 o 18 (se verrà accolta la richiesta del PM di aggiungerne altri tre). Passeremo un altro anno a sentire raccontare orrori. Passeremo un altro anno a sentire una parte di stampa e di opinione pubblica dare dei "bugiardi" a bambini e genitori, e dei “testardi” agli inquirenti.
Mentre i bambini continueranno a stare male e i genitori continueranno a farli curare. E’ davvero questo il paese in cui vogliamo vivere?
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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wildgreta
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
Non sono completamente d'accordo con questo articolo ma lo posto perchè qui il giornalista non appare superficiale o addirittura cieco come tanti altri. E' un giornalista che, a mio avviso, si fa delle domande ovvie ma questo "ovvio" in mezzo a tanto marciume giornalistico diventa pregevole e quindi va sottolineato. Quando dico "marciume" intendo dire che non possono i giornalisti sostituirsi ai giudici, non possono emettere sentenze al loro posto. Troppo spesso, nella vicenda di Rignano Flaminio, ci si è dimenticati che ognuno deve fare il suo mestiere e, soprattutto quando si tratta di bambini, fare gli Sherlock Holmes e i Watson, è immorale. Assolutamente immorale.
Libertà ha scritto: CASTELLI IN ARIA O CASTELLI DI SABBIA?
Dove sono i "castelli cattivissimi" di cui hanno parlato i bambini di Rignano Flaminio? Dove cercarli, ora che la perizia dei Ris ha accertato che nessun segno del loro Dna è stato rintracciato nelle case e nelle auto in cui hanno detto di essere stati abusati, perfino negli orsetti che sarebbero stati usati per coinvolgerli meglio? I difensori di parte civile dicono che le indagini, in particolare le perquisizioni, sono state fatte in modo maldestro, in grave ritardo, a sei mesi circa dalle prime segnalazioni. Anche la difesa degli accusati ha sostenuto spesso che l'indagine è nata male ed è proseguita peggio, con ampie concessioni allo spettacolo, alle suggestioni e al circo mediatico. In un libro recente, molto documentato e molto equilibrato, un giornalista, Claudio Cerasa, ha ricostruito l'intera, controversa vicenda. Il libro si intitola "Ho visto l'uomo nero. L'inchiesta sulla pedofilia a Rignano Flaminio tra dubbi, sospetti e caccia alle streghe" (Castelvecchi editore) e ripercorre sia la vicenda giudiziaria sia quella mediatica e, soprattutto, il loro incrociarsi a formare l'opinione pubblica, a nutrire i giudizi sommari, a farsi evento seriale, come già Cogne, e Novi Ligure, e Garlasco, e adesso Perugia.
Ma nel caso dei bambini della scuola di Rignano c'è stato subito dell'altro: i bambini, appunto, e la molteplicità delle voci accusatorie e il loro dichiarare di fondarsi sulle parole, sui racconti dei bambini medesimi (sul loro parlare infantile, in una lingua un po' magica e un po' aliena, un po' da decifrare come un oracolo e un po' da prendere alla lettera: insomma, una lingua straordinaria, che non parleranno mai più dopo che saranno usciti da quell'età oscura e incantata, disarmata come nessuna ma anche, come nessuna, priva di sotterfugi e di calcoli).
Questo essere, al tempo stesso, una storia che mette al centro i bambini, e un'intera comunità, che la trama schierava su fronti opposti dividendo e contrapponendo gli educatori genitori dagli educatori professionali, fatalmente coinvolgeva l'opinione pubblica come poche altre. In che mani rischiamo di mettere i nostri figli, ci si è chiesti.
Cosa rischiamo, quali atroci accuse dobbiamo temere di vederci rivolgere nel nostro lavoro, si chiedeva chiunque si immedesimasse negli insegnanti. Così, l'ansia della verità è stata sempre, in questa storia, più forte che in altre.
Ora la perizia dei Ris segna indubbiamente un punto per la difesa. Tutto, però, sta a indicare che non è affatto questa la parola finale. Si sa di altre accuse e di altri testimoni, di altri bambini, più grandi, che avrebbero raccontato altri abusi.
Si annunciano contro perizie. Il confronto giudiziario e le polemiche, dunque, continueranno.
Continueremo a interrogarci su quei "castelli cattivissimi", a chiederci se sono cupi castelli in aria o ripugnanti castelli di sabbia, se una trama inconsapevole e ispirata dalla suggestione, dalla paura e dall'amore per quei bambini li ha costruiti nelle loro piccole menti o [b]se invece una trama diversa, perversa, è stata sviluppata e non ha lasciato a quei bambini nient'altro che un'incerta possibilità di raccontarla usando parole fiabesche, improbabili perché derivate da un linguaggio naturalmente fantastico e naturalmente alieno da una consapevole malizia e, dunque, da una oggettiva capacità descrittiva.
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wildgreta
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
[align=center]Rignano, avvocati dei bimbi:
«Quei peluche sono stati ripuliti»
ROMA (17 dicembre) - «L'inchiesta sulle maestre di Rignano Flaminio non è affatto conclusa. È chiaro che, per quanto riguarda gli esami dattiloscopici compiuti dal Ris, i reperti in sequestro sono stati ripuliti». Ad affermarlo sono gli avvocati di parte civile nel procedimento sui presunti abusi ai danni di bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, i penalisti Franco Merlino e Antonio Cardamone, che annunciano battaglia in vista dell'udienza, prevista per domani, per la discussione della perizia del Ris davanti al gip del tribunale di Tivoli Cecilia Angrisano.
Secondo i legali «non si può affermare che gli indagati siano stati scagionati dalla perizia del Ris. A Rignano Flaminio non ci sono i fantasmi. Non si spiega come mai non sia stata trovata alcuna impronta digitale rinvenuta sul cavallo a dondolo, sulla pompa della piscinetta gonfiabile e sulla stessa piscinetta a casa della maestra Patrizia Del Meglio e del marito Gianfranco Scancarello. Non è possibile che sui 136 reperti esaminati non sia stato trovato né il dna dei padroni di casa né degli altri due figli dei coniugi».
Su 61 peluche infatti è stato trovato dai Ris il dna della figlia undicenne dei coniugi Scancarello. «È chiaro che quindi che i reperti, per quello che riguarda gli esami dattiloscopici, i reperti in sequestrati sono stati ripuliti», hanno detto i legali. «Chi spostava i pupazzi?», si sono chiesti i penalisti. «La perizia conferma sostanzialmente i nostri dubbi - hanno concluso - Ad almeno cinque mesi dalla conoscenza dell'indagine era impossibile trovare tracce del reato».
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wildgreta
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
Una vita in guanti bianchi
I dubbi sollevati dalle parti civili sulle perizie dei Ris a Rignano, mi hanno fatto pensare che forse è possibile non lasciare le proprie tracce in casa propria. Basta girare sempre con i guanti bianchi e non sputare mai. Poi, se per sbaglio si tocca qualcosa, basta sterilizzarla subito. A monte, sottolineo che ci sono migliaia di persone che passano su questo mondo senza lasciare alcuna traccia, quindi perché stupirsi della mancanza di tracce sugli oggetti trovati in casa di alcuni indagati di Rignano? Vedremo dopo l’udienza cosa emergerà e passiamo ai tanti personaggi che si sono espressi in questi giorni sulla mancanza di riscontri fra il Dna dei bambini e quello degli indagati.
Primo fra tutti, lo psicologo Meluzzi, il portavoce di Don Gelmini. Meluzzi ha affermato serenamente che le maestre di Rignano sono innocenti e lui, pur non avendo letto le carte, ne è sempre stato sicuro. Bravo! Così alle cinquanta denunce per abusi sessuali da cui deve verbalmente difendere Don Gelmini, potrà aggiungere le circa 30 di Rignano Flaminio. Non saranno troppe per un uomo solo?
Seconda penna felice, Renato Farina: dopo aver difeso se stesso da tutt’altro tipo di accuse, per tenersi in allenamento, decide di scrivere un articolo in cui si dice certo DELL’INNOCENZA degli indagati di Rignano e titola il suo pezzo:”Noi l’avevamo detto”. Anch’io l’avevo detto che non tutti sono obbligati a scrivere qualcosa. E poi, il pezzo da novanta, il giornalista Carlo Bonini di Repubblica che, fra un elicottero di Speciale e un fascicolo che scotta, chiede che l’indagine per abusi sessuali sui trenta bambini di Rignano Flaminio venga definitivamente archiviata. Essendo però una penna raffinata, non lo fa con la rozzezza degli altri. In pratica egli propone di “far cadere la cosa”, citando il termine inglese “drop the investigation”. Purtroppo, appena ho letto l’inizio del suo articolo, mi è venuta in mente una vecchissima scenetta di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia recentemente riproposta.Ciccio teneva in braccio Franco, e quando Franco diceva “Facciamo cadere la cosa” Ciccio rispondeva “ Sì, facciamola cadere” e mollava Franco per terra. Era esilarante. Ma il talento si vede anche nel titolo che, forse non ha fatto lui ma che sicuramente porterà fortuna al suo autore: “Indagini senza futuro”
Anche Bonini, come Farina, “lo aveva detto” che a Rignano non era successo niente ma io, ogni volta che sento ostentare tanta sicurezza in casi così complessi, mi domando: “Andrei a casa di una persona sconosciuta che afferma di aver subito un furto a dirgli, guarda che ti sei sbagliato, a te non è sparito niente. I ladri te li sei inventati.” No, perché non conosco la persona, non so cosa c’era a casa sua e non avrei gli elementi per affermare che non gli sia sparito nulla. In più, non conoscendolo affatto, non potrei neppure dargli del pazzo o del visionario. Ma a Rignano Flaminio tutto è permesso, si va a casa degli altri e si emette una sentenza inappellabile. Tanto chi li conosce quelli? Valgono e contano meno di zero. Una trentina di mocciosi manipolati da genitori impazziti, che peso vuoi che abbiano nella società? Nessuno, rispetto a tanti bravi giornalisti.
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maddie
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 Re: PEDOFILIA: Post In Continuo Aggiornamento - CASO Di Rign
Se Meluzzi dice che è sicuro dell'innocenza delle maestre vuol dire che la verità è esattamente il contrario!
Vi ricordate quando, ospite di trasmissioni televisive, parlava dell'omicidio di Tommaso Onofri? Meluzzi sosteneva (e ne era fermamente convinto!) che dietro il sequestro del piccolo Tommy ci fossero le "sette sataniche"
E della strage di Erba?
Si diceva certo (era evidente!) che l'omicida non poteva essere che il marito marocchino della vittima!
Mi ricordo che anche Striscia la notizia in una puntata di qualche tempo fa si è occupata delle numerose "cantonate" di questo psicologo.
Stiamo a vedere.....
Una vita in guanti bianchi
I dubbi sollevati dalle parti civili sulle perizie dei Ris a Rignano, mi hanno fatto pensare che forse è possibile non lasciare le proprie tracce in casa propria. Basta girare sempre con i guanti bianchi e non sputare mai. Poi, se per sbaglio si tocca qualcosa, basta sterilizzarla subito. A monte, sottolineo che ci sono migliaia di persone che passano su questo mondo senza lasciare alcuna traccia, quindi perché stupirsi della mancanza di tracce sugli oggetti trovati in casa di alcuni indagati di Rignano? Vedremo dopo l’udienza cosa emergerà e passiamo ai tanti personaggi che si sono espressi in questi giorni sulla mancanza di riscontri fra il Dna dei bambini e quello degli indagati.
Primo fra tutti, lo psicologo Meluzzi, il portavoce di Don Gelmini. Meluzzi ha affermato serenamente che le maestre di Rignano sono innocenti e lui, pur non avendo letto le carte, ne è sempre stato sicuro. Bravo! Così alle cinquanta denunce per abusi sessuali da cui deve verbalmente difendere Don Gelmini, potrà aggiungere le circa 30 di Rignano Flaminio. Non saranno troppe per un uomo solo?
Seconda penna felice, Renato Farina: dopo aver difeso se stesso da tutt’altro tipo di accuse, per tenersi in allenamento, decide di scrivere un articolo in cui si dice certo DELL’INNOCENZA degli indagati di Rignano e titola il suo pezzo:”Noi l’avevamo detto”. Anch’io l’avevo detto che non tutti sono obbligati a scrivere qualcosa. E poi, il pezzo da novanta, il giornalista Carlo Bonini di Repubblica che, fra un elicottero di Speciale e un fascicolo che scotta, chiede che l’indagine per abusi sessuali sui trenta bambini di Rignano Flaminio venga definitivamente archiviata. Essendo però una penna raffinata, non lo fa con la rozzezza degli altri. In pratica egli propone di “far cadere la cosa”, citando il termine inglese “drop the investigation”. Purtroppo, appena ho letto l’inizio del suo articolo, mi è venuta in mente una vecchissima scenetta di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia recentemente riproposta.Ciccio teneva in braccio Franco, e quando Franco diceva “Facciamo cadere la cosa” Ciccio rispondeva “ Sì, facciamola cadere” e mollava Franco per terra. Era esilarante. Ma il talento si vede anche nel titolo che, forse non ha fatto lui ma che sicuramente porterà fortuna al suo autore: “Indagini senza futuro”
Anche Bonini, come Farina, “lo aveva detto” che a Rignano non era successo niente ma io, ogni volta che sento ostentare tanta sicurezza in casi così complessi, mi domando: “Andrei a casa di una persona sconosciuta che afferma di aver subito un furto a dirgli, guarda che ti sei sbagliato, a te non è sparito niente. I ladri te li sei inventati.” No, perché non conosco la persona, non so cosa c’era a casa sua e non avrei gli elementi per affermare che non gli sia sparito nulla. In più, non conoscendolo affatto, non potrei neppure dargli del pazzo o del visionario. Ma a Rignano Flaminio tutto è permesso, si va a casa degli altri e si emette una sentenza inappellabile. Tanto chi li conosce quelli? Valgono e contano meno di zero. Una trentina di mocciosi manipolati da genitori impazziti, che peso vuoi che abbiano nella società? Nessuno, rispetto a tanti bravi giornalisti.
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wildgreta
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
RIGNANO; RIS A GIP: REPERTI E PELOUCHE FORSE SONO STATI LAVATI
Roma, 18 dic. (Apcom) - "Non possiamo rispondere con certezza, non abbiamo elementi per dire senza ombra di dubbio che i reperti ed i pelouche, da noi analizzati, siano stati lavati. Di certo è una possibilità. Del resto è passato del tempo dall'avvio dell'indagine al sequestro". Così i carabinieri del Ris di Messina hanno risposto al gip di Tivoli, Cecilia Angrisano, nel corso dell'udienza per la discussione della perizia svolta nell'ambito dell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili a Rignano Flaminio. A sollevare la questione sul perché su pupazzi, giocattoli, abiti e maschere di carnevale, non sono state rinvenute tracce biologiche utili e/o impronte digitali, sono stati gli avvocati di parte civile. La difesa, con gli avvocati Giosuè Bruno Naso e Roberto Borgogno, hanno precisato che la questione posta ai militari era "in astratto" ed in ogni caso gli investigatori dell'Arma non hanno detto che i reperti sono stati "ripuliti" o meno. L'accertamento, svolto in incidente probatorio, riguarda 19 dei 21 bambini individuati dal pm Marco Mansi come parti offese, e coinvolge come indagati 7 persone, tra cui quattro maestre della scuola 'Olga Rovere' di Rignano. I carabinieri del Ris, sempre su sollecitazione degli avvocati delle famiglie, hanno spiegato che, in merito alle impronte digitali, delle 13 "impronte parziali" rilevate nell'ottobre dello scorso anno in realtà sono ne state analizzate solo 3, non attribuendole inoltre a nessuno di utile per l'inchiesta. Il motivo è semplice, a parere dei militari di Messina: i materiali di alcuni giocattoli non "conservano" in modo adeguato, nel tempo, le impronte.
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 Re: PEDOFILIA: Post In Continuo Aggiornamento - CASO Di Rign
Se Meluzzi dice che è sicuro dell'innocenza delle maestre vuol dire che la verità è esattamente il contrario!
Vi ricordate quando, ospite di trasmissioni televisive, parlava dell'omicidio di Tommaso Onofri? Meluzzi sosteneva (e ne era fermamente convinto!) che dietro il sequestro del piccolo Tommy ci fossero le "sette sataniche"
E della strage di Erba?
Si diceva certo (era evidente!) che l'omicida non poteva essere che il marito marocchino della vittima!
Mi ricordo che anche Striscia la notizia in una puntata di qualche tempo fa si è occupata delle numerose "cantonate" di questo psicologo.
Stiamo a vedere.....
Una vita in guanti bianchi
........ riprendo questo post unicamente per dare un saluto ed un benvenuto alla nuova arrivata che, oltretutto, percepisco ben informata, attenta ed agguerrita. Ciò che a noi serve insomma. Bentrovata quindi
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign
Si riporta, di seguito (anche per mantenerla in "selezione" diretta), la stessa news segnalata da "Wildgreta" proveniente da fonte ANSA
Martedì, 18 Dicembre 2007 - 16:51
RIGNANO:
PERIZIA RIS AL VAGLIO DEL GIP
I peluche analizzati nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dalla magistratura di Tivoli sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio "potrebbero essere stati lavati". Lo hanno dichiarato i carabinieri del Ris, sottolineando che si tratta di un'ipotesi che non può essere esclusa, durante l'udienza tenutasi oggi davanti al gip Cecilia Angrisano per l'esame della perizia svolta su numerosi reperti al fine di verificare se fossero presenti tracce biologiche riconducibili ai 19 bambini ritenuti sessualmente abusati.
Rispondendo alle domande poste dalle parti (il gip Angrisano, il pm Marco Mansi, i difensori degli indagati ed i rappresentanti di parte civile), i militari del Ris non hanno escluso che nel caso in cui i peluche ed alcuni abiti, sequestrati nell'abitazione della coppia Patrizia Del Meglio-Gianfranco Scancarello, fossero stati lavati, le eventuali tracce biologiche possano essere sparite. Nel ribadire che non ci sono residui attribuibili ai bambini della scuola materna "Olga Rovere", gli esperti, secondo quanto si è appreso, hanno anche precisato che alcuni genotipi estrapolati dagli stessi reperti e non attribuiti ad alcuno dei protagonisti della vicenda, potrebbero essere ricondotti a Del Meglio-Scancarello e ad uno dei figli maschi. Tra i dati certi c'é che le tracce biologiche trovate su 61 dei 136 peluche esaminati appartengono alla figlia undicenne della coppia. Nel corso dell'udienza i periti nominati per l'esecuzione dell' incidente probatorio hanno spiegato che la inutilizzabilità di una decina di impronte digitali prelevate da alcuni giocattoli é conseguenza di un degrado delle stesse alla luce dei materiali e delle vernici che li compongono, spesso refrattario alle impronte. "Le perplessità che avevamo manifestato alla lettura delle conclusioni peritali - hanno dichiarato alcuni avvocati di parte civile - sono state confermate oggi. I carabinieri, di fatto, hanno confermato la possibilità che i reperti sotto sequestro siano stati lavati o puliti. Il che ha determinato l'assenza di tracce biologiche o dattiloscopiche". Per Giosué Naso, difensore della maestra Marisa Pucci, in "un paese normale, all'esito di un incidente probatorio del genere, a questa vicenda si porrebbe fine con una richiesta di archiviazione". "Invece - ha aggiunto - si continuerà con le audizioni dei bambini per tutto il 2008 per giungere allo stesso risultato di adesso: ossia che non si può sostenere l'accusa in un processo". Sul piano delle indagini è previsto domani il deposito dei risultati dell'indagine psicologica condotta dai periti neuropsichiatrici sull'idoneità di quattro bambini a rendere testimonianza. Per un quinto bambino i periti hanno chiesto una proroga di otto giorni prima di pronunciarsi. Infine é previsto per l'8 gennaio prossimo il deposito dei risultati sull'idoneità di altri tre bambini
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