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Mercoledì, 9 Luglio : 2008 Il Giorno
L’appello rivolto a Comune, Provincia e Regione
Petizione con 600 firme contro la nuova discarica
di ITALIA BRONTESI
— Brescia — UNA DISCARICA da 80 mila tonnellate di rifiuti, contenenti amianto. A dire di no è il «Comitato difesa salute ambiente» con gli abitanti di San Polo e Buffalora, dove, tra via Bettole e via Brocchi, è prevista la realizzazione della discarica. Una petizione con 600 firme è già stata indirizzata al sindaco di Brescia Adriano Paroli, al presidente della Provincia Alberto Cavalli, al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e al presidente della circoscrizione Est Enio Garzetti per chiedere che né questa né altre discariche siano realizzate nell’area sud di Brescia e cominci, invece, la fase di recupero ambientale a partire dal «piano cave».
«CI SI RICORDA di questa zona di Brescia, il territorio di S. Polo e Bettole-Buffalora - spiega Valerio Beccalossi, presidente del Co.di.sa - solo quando è necessario trovare una collocazione per tutte quelle opere e attività pericolose o distruttive per l’ambiente o la salute, come può esserlo una discarica. Basti pensare che Brescia è la discarica lombarda visto che contiene il 50 per cento delle discariche della Regione e, dati alla mano, i quartieri di S. Polo e Bettole-Buffalora sono la discarica di Brescia».
NELLA ZONA, ricorda Beccalossi, ci sono già dieci discariche, ci sono aziende come l’Alfa acciai, l’Ecoservizi, l’Aeb, il traffico della tangenziale sud e dell’autostrada A4, con mille veicoli al giorno ciascuna e conseguente inquinamento acustico e atmosferico dovuto al traffico, cave attive e dismesse.
«Qualsiasi persona lungimirante e di buon senso - aggiunge il presidente del Co.di.sa - capirebbe che è arrivato il momento di interrompere la fase distruttiva e iniziare quella del recupero ambientale. I residenti da decenni sopportano questo e giustamente non vogliono altre discariche. Cosa ancora più assurda questa discarica è stata inserita nell’area individuata come parco delle cave, atteso da più di 20 anni e che proguendo di questo passo si dovrà chiamare parco delle discariche».
«I RESIDENTI di S. Polo e Bettole-Buffalora - aggiunge - per decenni hanno assistito alla devastazione della zona con il saccheggio di sabbia e ghiaia, i cavatori che nel corso degli anni hanno svuotato il territorio, ora lo stanno riempendo con rifiuti di ogni genere. Insomma, dopo il danno la beffa».
«CI SI RICORDA di questa zona di Brescia, il territorio di S. Polo e Bettole-Buffalora - spiega Valerio Beccalossi, presidente del Co.di.sa - solo quando è necessario trovare una collocazione per tutte quelle opere e attività pericolose o distruttive per l’ambiente o la salute, come può esserlo una discarica. Basti pensare che Brescia è la discarica lombarda visto che contiene il 50 per cento delle discariche della Regione e, dati alla mano, i quartieri di S. Polo e Bettole-Buffalora sono la discarica di Brescia».
NELLA ZONA, ricorda Beccalossi, ci sono già dieci discariche, ci sono aziende come l’Alfa acciai, l’Ecoservizi, l’Aeb, il traffico della tangenziale sud e dell’autostrada A4, con mille veicoli al giorno ciascuna e conseguente inquinamento acustico e atmosferico dovuto al traffico, cave attive e dismesse.
«Qualsiasi persona lungimirante e di buon senso - aggiunge il presidente del Co.di.sa - capirebbe che è arrivato il momento di interrompere la fase distruttiva e iniziare quella del recupero ambientale. I residenti da decenni sopportano questo e giustamente non vogliono altre discariche. Cosa ancora più assurda questa discarica è stata inserita nell’area individuata come parco delle cave, atteso da più di 20 anni e che proguendo di questo passo si dovrà chiamare parco delle discariche».
«I RESIDENTI di S. Polo e Bettole-Buffalora - aggiunge - per decenni hanno assistito alla devastazione della zona con il saccheggio di sabbia e ghiaia, i cavatori che nel corso degli anni hanno svuotato il territorio, ora lo stanno riempendo con rifiuti di ogni genere. Insomma, dopo il danno la beffa».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















