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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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«Possono tornare a insegnare»
Autore Messaggio
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Messaggio «Possono tornare a insegnare» 
 
Brescia Oggi ha scritto: 
domenica 08 aprile 2007

PROCESSO-PEDOFILIA.

Dopo l’assoluzione le maestre e il bidello di un’asilo comunale devono pensare al futuro professionale

«Possono tornare a insegnare»


L’assessore Luigi Gaffurini: «La decisione deve spettare solamente a loro»


di Wilma Petenzi


«Possono tornare a fare le maestre. Devono solo volerlo».

L’assessore comunale al Personale Luigi Gaffurini non ha dubbi: le sei insegnanti e il bidello assolti l’altro giorno dall’infamante accusa di associazione a delinquere finalizzata all’abuso dei bambini della materna, di averli fotografati e ripresi oltre che «venduti», possono tornare in cattedra.

I sette dipendenti comunali non sono mai stati sospesi dal servizio, ma dirottati ad altre funzioni, hanno lavorato negli uffici, adattandosi a mansioni che non erano le loro. Si sono adattate a nuovi lavori in base alla loro predisposizione, ma è innegabile che alle maestre sia mancato l’insegnamento e il rapporto con i bambini.

«Le insegnanti sono state tenute in servizio - spiega Gaffurini - perchè non c’erano elementi per la sospensione dall’attività lavorativa. A questo punto, dopo la decisione dell’altro giorno del tribunale, siamo propensi a proporre alle insegnanti di tornare a fare il loro lavoro, ma bisogna vedere cosa decideranno».

 La scelta, quindi, dovrebbe spettare ai dipendenti comunali: saranno loro a scegliere, valutando il calvario appena superato, oltre agli eventuali rapporti che si possono creare con i genitori e i bambini dopo l’esperienza vissuta, che li ha portati anche a distribuire ai colleghi un vademecum di sopravvivenza che invitava alla freddezza con i bambini, per non correre rischi. Saranno le insegnanti e il bidello a dover capire se se la sentono ancora di riprovare e di tornare a fare il mestiere che facevano con passione (le dimostrazioni di stima di molti genitori non sono mancate alle insegnanti durante questi anni di sofferenza). Saranno i diretti interessati a capire se possono affrontare ancora il lavoro di prima, senza carichi eccessivi di tensione. A valutare, soprattutto, se la brutta esperienza vissuta non possa influenzare negativamente la loro professionalità e andare a scapito dei bambini.

«Anche perchè non tutte hanno reagito allo stesso modo - continua Gaffurini -, dipende anche dal carattere, dall’età e dall’esperienze vissute. Per alcune è stato più duro che per altre, una ha avuto anche problemi di salute non trascurabili. La sentenza dell’altro giorno - esprime la sua opinione l’assessore - mi ha sollevato molto. Conosco bene le insegnanti e ero convinto della loro innocenza, per cui la decisione del tribunale è stata una bella soddisfazione».

La disponibilità del Comune nei confronti dei suoi sette dipendenti è assoluta. Una disponibilità che va oltre l’aspetto lavorativo e contempla anche la sfera economica. Maestre e bidello hanno affrontato due anni di un processo lungo e difficile e impegnativo anche dal punto di vista economico.

«Stiamo effettuando tutte le verifiche - accenna l’assessore Gaffurini - per capire se le assicurazioni dell’amministrazione possono coprire in parte le spese legali. Prevedo che non sarà una cosa semplice, ma che ci sarà qualche difficoltà, ma noi stiamo facendo il possibile».

Gli anni bui per le sei maestre, il bidello e il sacerdote (ancora prima del processo aveva avuto il sostegno assoluto della Diocesi) sembravo davvero finiti.



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-BUONA PASQUA a TUTTO IL MONDO

- ... e poi ci si chiede perché aumenta la criminalità.

- Pedofilia: Per non dimenticare, non sottovalutare


Giornale di Brescia ha scritto: 

LA SCELTA CORAGGIOSA DI SUPERARE LO SFREGIO



- La città tira un sospiro di sollievo, innanzitutto perché «il fatto non sussiste». - Tira un sospiro di sollievo perché la giustizia giudicante - dopo anni di inchieste - ha saputo scegliere e chiamare per nome la verità processuale, senza cadere nella tentazione delle mezze verità o della delega ad altro livello di giudizio delle responsabilità della decisione. Da questo coraggio e da questa libertà può prendere le mosse, il necessario e possibile processo di riconciliazione.
- Tira un sospiro di sollievo perché è stato compiuto un primo passo verso l’uscita da un incubo che sotterraneamente, ma inesorabilmente, la stava fiaccando, inaridendo, ridotta com’era nell’angolo del sospetto diffuso, costretta alla gogna per l’accusa più terribile: aver abusato dei bambini.
- E tuttavia la città resta sfregiata, ferita nell’intimo. Ci sono innanzitutto le ferite di coloro che hanno portato sulle loro spalle l’accusa o il solo sospetto di essere in qualche modo entrati in questa vicenda. Uomini e donne, insegnanti e sacerdoti accusati di aver tradito una missione delicata e fondante per l’intera società com’è l’educazione, nel peggiore dei modi: assassinare l’innocenza.
- Ci sono le ferite dei bambini, le vere vittime. Abusati o usati: in questo caso la differenza appare davvero poco comprensibile. In ogni caso il tutto è intollerabile.
- Ci sono le ferite di un sistema socio-politico che non sempre ha saputo mantenere il sangue freddo, che talvolta ha subìto la tentazione della strumentalizzazione spicciola, del facile obiettivo di una rendita di posizione. Troppo poche sono state le parole della saggezza. Troppi i silenzi o - di contro - le urla sguaiate.
- C’è infine una ferita interiore, forse la più pesante: non essere riusciti a fare argine, con l’intelligenza e con la forza morale, a quel processo di diffusione di una sorta di psicosi collettiva, elargita a piene mani da agenzie esterne, nel tentativo di distruggere, con le persone, le istituzioni della città, destrutturandole nel cuore stesso dei bresciani, nella loro coscienza. Quante sale civiche e persino parrocchiali, nella nostra provincia, hanno ospitato - in buona fede, certo - seminagioni di dubbio, di paura. Quanti di noi sono stati convinti che in ogni scuola, perfino in ogni famiglia, ci potesse essere un potenziale pedofilo?
- Ora è tempo che la città si riprenda nelle proprie mani. La lettura delle motivazioni della sentenza aiuterà a capire anche i meccanismi giudiziari, a comprendere come e perché siamo potuti arrivare a tanto. Nella speranza che le lacerazioni, interiori ed esteriori, possano ricomporsi.
- È tempo di tornare a credere nella scuola, nelle diverse agenzie educative, aiutandole a non essere sole nel grande compito del crescere i nostri figli. È tempo di tornare a credere nella famiglia che, nonostante le tante difficoltà che incontra, non è la sentina di tutti i vizi e di tutte le perversioni. Anche in questo caso, la solitudine è un vortice che tutto annulla e tutto stravolge.
- Infine occorre ripartire dai bambini. Sono il bene più grande che una società coraggiosa ha a disposizione. Li deve curare, coccolare, far crescere come il tesoro più prezioso, e soprattutto educare al coraggio e alla verità. Solo così può difenderli dall’orco, quello vero e, non di meno, quello che i grandi inventano a proprio uso e consumo.


Bell'articolo davvero. Un esempio per la cittadinanza tutta. Un incoraggiamento a perseverare per un'altra parte della Città. Quella marcia, quella della protervia, dell'egoismo, del "tutto mi spetta e nulla devo", degli stupri, dello sballo ad ogni costo sempre e comunque, delle 38 morti sulla strada in poco più di tre mesi, della Brescia da bere insomma.

Alle porte di alcune Città o Paesi si nota, con orgoglio, un cartello con la scritta: Città denuclealizzata.
Brescia con altrettanto diritto potrà, da ora, metterne uno con scritto: Città Pedofilizzata!
Speriamo che il GdB ce ne dia con solerzia la toponomastica!



Brescia Oggi ha scritto: 
domenica 08 aprile 2007

Il Centro studi sicurezza pubblica ha messo a punto un vademecum dedicato a bambini e ragazzi per navigare in sicurezza

«Orchi» in rete, guida per evitarli


Una guida per navigare sicuri in Rete. È dedicata ai bambini e ai ragazzi che usano Internet ed è stata fortemente voluta dal Centro studi sicurezza pubblica di Brescia, diretto da Maurizio Marinelli. La guida alla sicurezza informatica «Net & Webby» messa a punto dalla Polizia postale è stata presentata nei giorni scorsi a Como e presto verrà distribuita in tutti i Comuni, scuole e uffici di polizia del Bresciano.
«L’obiettivo principale di questa guida alla sicurezza informatica - è spiegato in una nota del centro studi sicurezza pubblica - è quello di fornire suggerimenti e consigli utili rivolti ai giovani in età scolare e ai loro genitori e su come prevenire i rischi di vittimizzazione, a volta adottando banali misure cautelative» oltre che di «socializzare il problema alla famiglia e alla scuola, istituire il concetto di legalità» perchè sono sempre più preoccupanti le violenze a danno dei minori all’interno della Rete.
La guida è divisa in tre sezioni principali: Iniziare bene, Internet: un mare di opportunità, E se capitasse anche a me.
I primi consigli sono relativi all’uso stesso del computer, a non dedicare troppe ore al giorno e a stare seduto in maniera corretta. I consigli della guida sono per i ragazzi, ma soprattutto per i genitori. La guida, molto ricca e ben realizzata, mette in evidenza le potenzialità positive di Internet insegnando però a proteggersi da «incontri sgraditi». La guida insegna a proteggere i propri dati, a privilegiare i motori di ricerca sicura, a rispettare la presenza di indicazione «vietato ai minori» a segnalare i contenuti inadatti agli adulti e a concordare con i genitori il tempo di utilizzo del computer. Ai genitori la guida consiglia anche di trascorrere del tempo con i figli al computer navigando insieme, farsi mostrare i siti preferiti, i giochi on line e le chat che frequentano. I genitori, suggerisce sempre la guida, possono valutare la possibilità di usare un sistema di filtro o di blocco delle ricerche on line.
E ancora consigli dalla guida per le comunicazioni: non trasmettere mai nessuna informazione personale, non condividere mai la password della casella di posta, se arrivano messaggi da sconosciuti vanno subito cestinati, meglio non accettare nemmeno proposte di vendita di prodotti a prezzi eccesivamente scontati, non aprire link riguardanti materiale pornografico o inadatto, nè tantomeno scegliere nick name che possa attirare l’attenzione e che faccia allusione all’età, come ad esempio «lolita»



Image
TUTTI ottimi consigli che si sottoscrivono al 100% con l'aggiunta di uno:

- ACCERTATEVI sul personale degli asili bresciani, soprattutto se hanno l'appoggio del Comune.

- ACCERTATEVI di dove sono andate a finire le persone coinvolte nella vicenda di cui sopra.

- ACCERTATEVI, ACCERTATEVI, ACCERTATEVI

............ cercate di conoscere bene il personale, cercate magari di trovare e conoscere qualcuno che ha già frequentato la stessa struttura e, soprattutto, che conosca il personale stesso, che abbia dei bambini di pari età .... e che sia una famiglia seria ed affidabile.



Brescia Oggi ha scritto: 
domenica 08 aprile 2007

Pedofilia, una ferita difficile da rimarginare


Raffaello Parenti, 72 anni pensionato, è originario di Firenze, ma abita a Brescia da parecchi anni. Mentre beve il caffè al bar “La meta” di via Cremona sfoglia Bresciaoggi e commenta la sentenza di assoluzione sul caso-pedofilia.

Tutti assolti. Lei che idea si era fatto delle accuse di pedofilia alle maestre, al bidello e al sacerdote inquisiti e oggi assolti con formula piena ?
Ho seguito il processo sui giornali e non avendo bambini in età scolare o nipoti e Brescia credo di essere più sereno. Comunque sono i magistrati a valutare i fatti e a dover verificare la sussistenza delle prove a carico delle persone.

Si è creato un clima da caccia alle streghe?
Non saprei, perché certi fatti accadono e spesso sono messi a tacere, però adesso esiste una sentenza. Sono processi delicati: valutare le testimonianze dei bambini non deve essere facile e nello stesso tempo comprendo le preoccupazioni dei genitori.

E il coinvolgimento del clero bresciano?
Io sono stato educato in un collegio religioso e non credo che i sacerdoti siano diversi dagli altri, tanto che negli Usa il problema esiste. Comunque non generalizzerei. Non conosco i sacerdoti implicati, ma anche per loro vale il discorso sulle prove, anche perchè con certe accuse si rischia di rovinare la vita della persone, a prescindere dall’esito del processo.

Secondo lei è una ferita difficile da ricucire?
Credo proprio di sì. L’accusa era infamante e riguardava persone che avevano stabilito un rapporto di fiducia con i genitori dei bambini.

  





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Messaggio Re: «Possono tornare a insegnare» 
 
Brescia Oggi ha scritto: 
domenica 08 aprile 2007

Pedofilia, una ferita difficile da rimarginare


Raffaello Parenti, 72 anni pensionato, è originario di Firenze, ma abita a Brescia da parecchi anni. Mentre beve il caffè al bar “La meta” di via Cremona sfoglia Bresciaoggi e commenta la sentenza di assoluzione sul caso-pedofilia.

Tutti assolti. Lei che idea si era fatto delle accuse di pedofilia alle maestre, al bidello e al sacerdote inquisiti e oggi assolti con formula piena ?
Ho seguito il processo sui giornali e non avendo bambini in età scolare o nipoti e Brescia credo di essere più sereno. Comunque sono i magistrati a valutare i fatti e a dover verificare la sussistenza delle prove a carico delle persone.

Si è creato un clima da caccia alle streghe?
Non saprei, perché certi fatti accadono e spesso sono messi a tacere, però adesso esiste una sentenza. Sono processi delicati: valutare le testimonianze dei bambini non deve essere facile e nello stesso tempo comprendo le preoccupazioni dei genitori.

E il coinvolgimento del clero bresciano?
Io sono stato educato in un collegio religioso e non credo che i sacerdoti siano diversi dagli altri, tanto che negli Usa il problema esiste. Comunque non generalizzerei. Non conosco i sacerdoti implicati, ma anche per loro vale il discorso sulle prove, anche perchè con certe accuse si rischia di rovinare la vita della persone, a prescindere dall’esito del processo.

Secondo lei è una ferita difficile da ricucire?
Credo proprio di sì. L’accusa era infamante e riguardava persone che avevano stabilito un rapporto di fiducia con i genitori dei bambini.

  





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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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