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PREMIO della CRITICA TEATRALE al REGISTA CESARE LIEVI

CESARE LIEVI  E LUDOVICA MODUGNO
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PREMIATI per “L’UNA E L’ALTRA” di Botho Strauss


Il CTB  Teatro Stabile di Brescia propone ancora una volta, con “L’una e l’altra” di Botho Strauss, per la regia di Cesare Lievi, uno spettacolo necessario

E’ stato assegnato a Palermo nel cantiere del futuro Teatro Garibaldi il premio della critica teatrale 2008. Fra i vincitori lo spettacolo “L’una e l’altra” di Botho Strauss per la regia di Cesare Lievi.

Il premio è stato ritirato dal dott. Diego Ambrosi, Presidente del CTB Teatro Stabile di Brescia il quale nel suo intervento, dopo il ringraziamento a nome di Cesare Lievi,che non ha potuto essere presente perché impegnato all’estero, “ha dichiarato che il premio dato allo spettacolo L’una e l’altra, al regista e all’interprete è il riconoscimento a livello nazionale dell’importanza del Teatro Stabile di Brescia”.
Il presidente Giuseppe Liotta dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, nell’introduzione alla consegna dei premi dice che da una originale indagine conoscitiva che ha interessato l’intera area geografica del teatro italiano ha portato a premiare per la stagione 2007/2008 lo spettacolo “L’una e l’altra” di Botho Strauss per la regia di Cesare Lievi.

Così la motivazione:

Cesare Lievi con “L’una e l’altra” di Botho Strauss mette in scena l’intreccio di tre piani: lo scontro tra due donne, l’una delle quali ha sottratto il marito all’altra. La deriva esistenziale e l’incestuosa attrazione dei figli delle due donne, l’una attratta masochisticamente dal dolore, l’altro irresoluto fino all’apatia; la fauna che ruota senza scopo intorno a questi due rapporti sghembi. Ma l’ironia corrode questo testo e ogni sua posizione, al punto di poter rovesciare ogni elemento nel suo contrario. Tornando una volta di più sulle tracce della sua amata drammaturgia tedesca, e portando all’attenzione una delle ultime opere di uno degli autori contemporanei più stimolanti ed influenti, Cesare Lievi allestisce un secco dramma dell’inutilità e della disperazione quotidiana in cui ogni cosa fa intuire un inquietante sottofondo umano ed esistenziale. Non è l’ennesimo apologo sulla solitudine dell’individuo. La sottile ironia del testo e il mutevole spazio mentale della scena – reinventato da Margherita Palli con la consueta lucidità, e illuminato da Gigi Saccomandi con asettico rigore – mette in scena un microcosmo fuori squadra, che affonda nel silenzio delle parole taciute e annaspa nel vuoto dell’anima e dei rapporti umani.

Al crocevia tra metafora, simbolo e rappresentazione, lo spettacolo ci consegna un problema da risolvere, per le nostre, prima che per le vite dei personaggi.

E il CTB Teatro Stabile di Brescia propone ancora una volta uno spettacolo necessario.  

Così la motivazione per Ludovica Modugno:

Dal teso e serrato confronto con Paola Mannoni in “L’una e l’altra” di Botho Strauss, all’ineffabile e idiosincratico personaggio della “Signora” ne “La badante” di Cesare Lievi, Ludovica Modugno mostra tutta l’affidabile ricchezza espressiva di un’attrice matura che ha attraversato fin da giovanissima la scena della grande regia critica italiana, alternandola al cinema, alla televisione, e al doppiaggio.

La sua “Lissie”, uno dei poli dialettici attorno a cui ruota il testo di Botho Strauss, fa filtrare, dall’apparente normalità della superficie del personaggio, le inquietudini di una donna sfiorita e senza più punti di riferimento. La sua “Signora” cela, sotto un velo di burbera durezza, l’esatta percezione delle proprie storie e del momento in cui le tocca congedarsi dalla vita, illuminando la coscienza di sé dalla coscienza del proprio tempo. Per dare corpo, voce e nervi a questi personaggi, e ai loro sottotoni esistenziali, Ludovica Modugno aggiorna l’asciutta lezione della moderna recitazione all’italiana, non mandando mai di conferire una sfumatura di morbida umanità a rigore della concessione delle sue dramatis personae.

Altri premi sono stati dati allo spettacolo “Chiove” del catalano Pau Mirò per il teatro di ricerca, a The brigs del Living Theatre, ad Alessandro Gassman regista e protagonista de La parola ai giurati, allo scenografo Maurizio Balò,il regista Sergio Maifredi, l’autore Sergio Pierattini, il puparo Mimmo Cuticchio, il Teatro Gioco Vita, il Festival Drodesera di Dro, Tino Caspanello e lo stesso Teatro Garibaldi di Palermo che ha ospitato la cerimonia di consegna dei premi.il premio speciale, intitolato al critico Paolo Emilio Poesio, è andato a Gianrico Tedeschi.

  



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