Prezzi alimenti, ''in futuro aumenti fino al 50%''
E' l'allarme lanciato dall'Ocse al Forum internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio (Video 1 - 2 - 3 - 4). Marini (Coldiretti): ''In un solo giorno, dal 29 settembre al primo ottobre, il prezzo del pane ha segnato un incremento del 79%''
Cernobbio, 19 ott. (Adnkronos/Ign) - I prezzi degli alimentari aumenteranno in futuro fra il 20 e il 50%, è quanto emerso dalla relazione di Stefan Tangermann, direttore del Commercio e dell'Agricoltura dell'Ocse, intervenuto ai lavori del Forum internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio, organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti (Video 1 - 2 - 3 - 4). Marini (Coldiretti). In particolare i prezzi di manzo dovrebbero aumentare del 20%, quelli del formaggio del 50% a causa delle riforme di politica agricola, della domanda di cibo nelle economie emergenti e dell'espansione dei biocarburanti a livello mondiale.
Non solo. C'è chi denuncia un aumento del pane del 79% in un solo giorno. ''La mia impressione personale - afferma Sergio Marini, presidente di Coldiretti, nel corso della presentazione della ricerca 'Indagine 2007, Coldiretti - Swg. Le opinioni di italiani ed europei sull'alimentazione' - è che i dati Istat sui prezzi non siano attendibili. In un solo giorno, dal 29 settembre al primo ottobre, il prezzo del pane è passato da 1 euro al chilo a 1,79 euro al chilo. Si parla di un aumento del 79% in un solo giorno''. Marini ha mostrato i prezzi rilevati in un ipermercato di Roma ad un solo giorno di distanza. ''La verità - continua Marini - non è che il prezzo del pane è aumentato del 7% in un anno, ma che è aumentato del 79% in un solo giorno''.
Dall'indagine Coldiretti-Swg, presentata a Cernobbio, emerge che a seguito dei rincari dei prezzi tre italiani su quattro hanno cambiato le abitudini alimentari principalmente variando il menù della spesa (il 40% in modo drastico), con una maggiore attenzione all'etichetta e in particolare alla provenienza dei cibi a favore di quelli locali.
La ricerca evidenzia come la responsabilità degli aumenti viene attribuita in Italia soprattutto ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal produttore al consumatore (66%) a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei (42%). Ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e dalle catene di distribuzione (37%) mentre sono del tutto scagionati gli agricoltori. Gli italiani temono per il mancato governo della situazione e addirittura il 37% arriva a chiedere, sottolinea la Coldiretti, un intervento pubblico per calmierare i prezzi degli alimenti. Il 29%, continua la Coldiretti, ritiene che occorra favorire direttamente gli acquisti dagli agricoltori e solo il 6% considera come soluzione la concentrazione della distribuzione commerciale con la riduzione dei piccoli negozi a favore degli ipermercati.
I cambiamenti nel comportamento di acquisto sono giustificati dal fatto, rileva la Coldiretti, che la spesa alimentare e la seconda voce dopo l'abitazione ed assorbe il 19% della spesa mensile totale delle famiglie per un valore che è salito a 467 euro al mese destinati nell'ordine principalmente all'acquisto di carne per 106 euro, di frutta e ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova e formaggi per 64 euro.
Se complessivamente la spesa alimentare è rimasta invariata le quantità portate a casa si sono ridotte dell'1,5% e tra gli spostamenti più significativi si registra un calo nei consumi di pane (-7,4%), pasta di semola (-7,4%), latte fresco (-2,6%), vino (-7,9%), carne bovina (-4,1%) mentre aumentano la carne di pollo (+7,5%) e le uova (+6,4%), secondo le elaborazioni su dati Ismea Ac Nielsen nei primi otto mesi del 2007.
Non solo. C'è chi denuncia un aumento del pane del 79% in un solo giorno. ''La mia impressione personale - afferma Sergio Marini, presidente di Coldiretti, nel corso della presentazione della ricerca 'Indagine 2007, Coldiretti - Swg. Le opinioni di italiani ed europei sull'alimentazione' - è che i dati Istat sui prezzi non siano attendibili. In un solo giorno, dal 29 settembre al primo ottobre, il prezzo del pane è passato da 1 euro al chilo a 1,79 euro al chilo. Si parla di un aumento del 79% in un solo giorno''. Marini ha mostrato i prezzi rilevati in un ipermercato di Roma ad un solo giorno di distanza. ''La verità - continua Marini - non è che il prezzo del pane è aumentato del 7% in un anno, ma che è aumentato del 79% in un solo giorno''.
Dall'indagine Coldiretti-Swg, presentata a Cernobbio, emerge che a seguito dei rincari dei prezzi tre italiani su quattro hanno cambiato le abitudini alimentari principalmente variando il menù della spesa (il 40% in modo drastico), con una maggiore attenzione all'etichetta e in particolare alla provenienza dei cibi a favore di quelli locali.
La ricerca evidenzia come la responsabilità degli aumenti viene attribuita in Italia soprattutto ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal produttore al consumatore (66%) a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei (42%). Ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e dalle catene di distribuzione (37%) mentre sono del tutto scagionati gli agricoltori. Gli italiani temono per il mancato governo della situazione e addirittura il 37% arriva a chiedere, sottolinea la Coldiretti, un intervento pubblico per calmierare i prezzi degli alimenti. Il 29%, continua la Coldiretti, ritiene che occorra favorire direttamente gli acquisti dagli agricoltori e solo il 6% considera come soluzione la concentrazione della distribuzione commerciale con la riduzione dei piccoli negozi a favore degli ipermercati.
I cambiamenti nel comportamento di acquisto sono giustificati dal fatto, rileva la Coldiretti, che la spesa alimentare e la seconda voce dopo l'abitazione ed assorbe il 19% della spesa mensile totale delle famiglie per un valore che è salito a 467 euro al mese destinati nell'ordine principalmente all'acquisto di carne per 106 euro, di frutta e ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova e formaggi per 64 euro.
Se complessivamente la spesa alimentare è rimasta invariata le quantità portate a casa si sono ridotte dell'1,5% e tra gli spostamenti più significativi si registra un calo nei consumi di pane (-7,4%), pasta di semola (-7,4%), latte fresco (-2,6%), vino (-7,9%), carne bovina (-4,1%) mentre aumentano la carne di pollo (+7,5%) e le uova (+6,4%), secondo le elaborazioni su dati Ismea Ac Nielsen nei primi otto mesi del 2007.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















