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Sabato, 9 Agosto : 2008 Thomas Bendinelli, Brescia Oggi
LA POLEMICA. I provvedimenti per regolare il traffico cittadino non piacciono a Legambiente che attacca la Loggia
Collegata: «11 Agosto 2008: Un’alba radiosa per giornate (st)ruggenti. »
Dilettanti allo sbaraglio, sindrome da febbre asfaltatrice, follia da anni cinquanta: Legambiente non lesina parole pesanti per definire i piani sulla mobilità in centro storico che la giunta Paroli (ieri c’è stato anche l’atto formale con l’approvazione della nuova ordinanza in merito) si appresta a mettere in atto dalla prossima settimana. Dalla riapertura della ZTL alla riduzione dei percorsi delle Lam, passando per le asfaltature in via San Faustino e la sosta breve in piazza Duomo, l’associazione ambientalista non salva nulla.
«Siamo molto preoccupati per i passi all’indietro che si stanno facendo - afferma il presidente di Legambiente Mario Capponi -: invece di andare nella direzione della maggior parte delle città europee, sembra di essere tornati agli anni cinquanta». Di esempi, per Capponi, ce ne sono parecchi, la decisione di sostituire il porfido in via San Faustino con l’asfalto è uno di questi: «Un provvedimento folle anche dal punto di vista economico - afferma -, che punta a trasmettere l’idea di un altro modello di mobilità». Non diverso il giudizio sul ritorno della sosta breve gratuita, in alcune ore della giornata, in piazza Duomo: «Quale è il senso di questo provvedimento - si chiede Capponi -, quando a 150 metri c’è il parcheggio di piazza Vittoria? L’unico risultato sarà vedere automobili con il motore acceso in attesa che si liberi un posto». «La Giunta ha annunciato che farà rispettare la sosta massima dei 15 minuti - aggiunge Isaac Scaramella -: cosa significa? Che in altre zone c’è già un livello di tolleranza diverso e che la legge è variabile a seconda delle circostanze?».
Angiola Masneri lamenta l’assoluta mancanza di progettazione partecipata in queste decisioni: «Non c’è stato alcun confronto con i cittadini e le associazioni - spiega -: hanno semplicemente annunciato le loro intenzioni». Il problema, per Dario Balotta della direzione regionale di Legambiente, è che «siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio». «La sperimentazione di cui parlano è una parola vuota se non viene riempita di contenuti e obiettivi», osserva. Meglio sarebbe parlare in termini chiari di volumi di traffico che si vuole raggiungere in centro, di quanto si vuole ridurre l’inquinamento per avvicinarsi agli standard europei, di quale velocità commerciale e quanti passeggeri si intendono portare sugli autobus. Già, per Ballotta, quando si parla di politiche della mobilità bisogna partire da smog ed essere concreti. Invece nei programmi dell’Amministrazione non c’è nulla di tutto questo: «Smantellano le lam - ricorda -, ma si sa che in Europa, ogni mille abitanti, ci sono 170 metri di corsie preferenziali per i bus, che in Italia scendono a 85 e a Brescia sono 40?».
Legambiente accusa l’Amministrazione di «ideologia» e la sfida a scendere sul concreto dei provvedimenti. «Negli anni cinquanta il sindaco Bruno Boni tolse le tramvie che collegavano la città alla provincia - conclude Capponi -. Fu una scelta poco lungimirante, ma comprensibile visto il periodo. ma ripetere certi errori 50 anni dopo, mentre si parla di inquinamento, Pm 10, accordi di Kyoto e via dicendo, è un’autentica follia».
«Siamo molto preoccupati per i passi all’indietro che si stanno facendo - afferma il presidente di Legambiente Mario Capponi -: invece di andare nella direzione della maggior parte delle città europee, sembra di essere tornati agli anni cinquanta». Di esempi, per Capponi, ce ne sono parecchi, la decisione di sostituire il porfido in via San Faustino con l’asfalto è uno di questi: «Un provvedimento folle anche dal punto di vista economico - afferma -, che punta a trasmettere l’idea di un altro modello di mobilità». Non diverso il giudizio sul ritorno della sosta breve gratuita, in alcune ore della giornata, in piazza Duomo: «Quale è il senso di questo provvedimento - si chiede Capponi -, quando a 150 metri c’è il parcheggio di piazza Vittoria? L’unico risultato sarà vedere automobili con il motore acceso in attesa che si liberi un posto». «La Giunta ha annunciato che farà rispettare la sosta massima dei 15 minuti - aggiunge Isaac Scaramella -: cosa significa? Che in altre zone c’è già un livello di tolleranza diverso e che la legge è variabile a seconda delle circostanze?».
Angiola Masneri lamenta l’assoluta mancanza di progettazione partecipata in queste decisioni: «Non c’è stato alcun confronto con i cittadini e le associazioni - spiega -: hanno semplicemente annunciato le loro intenzioni». Il problema, per Dario Balotta della direzione regionale di Legambiente, è che «siamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio». «La sperimentazione di cui parlano è una parola vuota se non viene riempita di contenuti e obiettivi», osserva. Meglio sarebbe parlare in termini chiari di volumi di traffico che si vuole raggiungere in centro, di quanto si vuole ridurre l’inquinamento per avvicinarsi agli standard europei, di quale velocità commerciale e quanti passeggeri si intendono portare sugli autobus. Già, per Ballotta, quando si parla di politiche della mobilità bisogna partire da smog ed essere concreti. Invece nei programmi dell’Amministrazione non c’è nulla di tutto questo: «Smantellano le lam - ricorda -, ma si sa che in Europa, ogni mille abitanti, ci sono 170 metri di corsie preferenziali per i bus, che in Italia scendono a 85 e a Brescia sono 40?».
Legambiente accusa l’Amministrazione di «ideologia» e la sfida a scendere sul concreto dei provvedimenti. «Negli anni cinquanta il sindaco Bruno Boni tolse le tramvie che collegavano la città alla provincia - conclude Capponi -. Fu una scelta poco lungimirante, ma comprensibile visto il periodo. ma ripetere certi errori 50 anni dopo, mentre si parla di inquinamento, Pm 10, accordi di Kyoto e via dicendo, è un’autentica follia».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















