Rai, Staderini e Urbani:
''Nostro mandato a disposizione del Parlamento''
''Nostro mandato a disposizione del Parlamento''
I due consiglieri d'amministrazione di viale Mazzini in una lettera al presidente della commissione di Vigilanza Landolfi: ''Siamo pronti ad accettare fin d'ora qualsiasi determinazione vorrà assumere in proposito''. La replica: ''Una lezione di stile''
Roma, 31 ott. - (Adnkronos) - "La preghiamo signor Presidente di considerare la nostra attuale posizione di Consiglieri a completa disposizione del Parlamento, accettando noi fin d'ora qualsiasi determinazione che la Commissione da Lei presieduta vorrà assumere in proposito". Lo scrivono i consiglieri d'amministrazione della Rai Marco Staderini e Giuliano Urbani, in una lettera congiunta al presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi(nella foto).
''Caro Presidente - esordiscono i due consiglieri nella lettera inviata a Landolfi - le recenti iniziative, governative e parlamentari, variamente riguardanti il funzionamento del Consiglio di Amministrazione della Rai del quale facciamo parte, crediamo ci diano il diritto e il dovere di precisarLe quanto segue, proprio nelle Sue vesti di Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radio televisivi''. ''Ci riferiamo - in primo luogo - all'atto governativo che ha condotto alla sostituzione del Consigliere Petroni (con modalità e motivazioni che ci appaiono in clamorosa violazione con quanto espressamente previsto dalle leggi vigenti, in particolare dalla legge n.112, del 3 maggio 2004, art. 20, comma 4) - scrivono Staderini e Urbani - E - in secondo luogo - ci riferiamo anche all'auspicio espresso recentemente con un voto della Commissione da Lei presieduta, finalizzato a sollecitare immediate dimissioni del Presidente Petruccioli dalla carica oggi ricoperta".
"Per il rispetto che tutti dobbiamo alle leggi (specialmente nel caso di una loro violazione così palese) e alle volontà espresse dal Parlamento - proseguono - riteniamo che sarebbe per noi assolutamente irresponsabile comportarci 'come se' questi due atti non fossero stati compiuti e, oggi, non ci riguardassero in alcun modo! Riteniamo invece, e per contro, che ambedue gli atti citati costituiscano oggettivamente una evidentissima alterazione delle regole formali e degli stessi presupposti politici che furono all'origine della nostra nomina, nonché (cosa assai rilevante per l'Azienda Rai) delle più elementari modalità di funzionamento dello stesso Consiglio di Amministrazione''. ''Tutto ciò premesso, La preghiamo signor Presidente di considerare la nostra attuale posizione di Consiglieri a completa disposizione del Parlamento, accettando noi fin d'ora qualsiasi determinazione che la Commissione da Lei presieduta vorrà assumere in proposito. Tanto Le dovevamo", concludono i due consiglieri.
''Dai consiglieri Urbani e Staderini giunge un'apprezzabile lezione di stile'', ha dichiarato Landolfi.
''Caro Presidente - esordiscono i due consiglieri nella lettera inviata a Landolfi - le recenti iniziative, governative e parlamentari, variamente riguardanti il funzionamento del Consiglio di Amministrazione della Rai del quale facciamo parte, crediamo ci diano il diritto e il dovere di precisarLe quanto segue, proprio nelle Sue vesti di Presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radio televisivi''. ''Ci riferiamo - in primo luogo - all'atto governativo che ha condotto alla sostituzione del Consigliere Petroni (con modalità e motivazioni che ci appaiono in clamorosa violazione con quanto espressamente previsto dalle leggi vigenti, in particolare dalla legge n.112, del 3 maggio 2004, art. 20, comma 4) - scrivono Staderini e Urbani - E - in secondo luogo - ci riferiamo anche all'auspicio espresso recentemente con un voto della Commissione da Lei presieduta, finalizzato a sollecitare immediate dimissioni del Presidente Petruccioli dalla carica oggi ricoperta".
"Per il rispetto che tutti dobbiamo alle leggi (specialmente nel caso di una loro violazione così palese) e alle volontà espresse dal Parlamento - proseguono - riteniamo che sarebbe per noi assolutamente irresponsabile comportarci 'come se' questi due atti non fossero stati compiuti e, oggi, non ci riguardassero in alcun modo! Riteniamo invece, e per contro, che ambedue gli atti citati costituiscano oggettivamente una evidentissima alterazione delle regole formali e degli stessi presupposti politici che furono all'origine della nostra nomina, nonché (cosa assai rilevante per l'Azienda Rai) delle più elementari modalità di funzionamento dello stesso Consiglio di Amministrazione''. ''Tutto ciò premesso, La preghiamo signor Presidente di considerare la nostra attuale posizione di Consiglieri a completa disposizione del Parlamento, accettando noi fin d'ora qualsiasi determinazione che la Commissione da Lei presieduta vorrà assumere in proposito. Tanto Le dovevamo", concludono i due consiglieri.
''Dai consiglieri Urbani e Staderini giunge un'apprezzabile lezione di stile'', ha dichiarato Landolfi.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















