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Rassegna di La voce del 29 Aprile 2008
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Messaggio Rassegna di La voce del 29 Aprile 2008 
 



Martedì, 29 Aprile : 2008

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(Cliccare sui singoli Titoli dell'INDICE per leggere l'articolo corrispondente)


Il prestito ponte ad Alitalia è senza dubbio un aiuto di stato. Bruxelles potrebbe forse approvarlo se lo considerasse "risolutivo". Ma sembra solo volto a prendere tempo. Nessuna soluzione in vista. L'abolizione dell'Ici riguarda l'80 per cento degli italiani. Quali altre tasse aumenteranno per compensare questo "regalo"?
Le compagnie petrolifere tendono ad adeguare rapidamente i prezzi dei carburanti ai rincari del greggio. Sono molto lente, invece, a trasferire i ribassi sui clienti finali. In Italia più che altrove. Perché?
Ancora una volta i sondaggi elettorali si sono rivelati inaffidabili. Cerchiamo di capirne il motivo partendo dai criteri con cui vengono formati i campioni di popolazione.
L'Islanda sembra sull'orlo del collasso finanziario. Forte indebitamento verso l'estero, inflazione che corre e moneta sopravvalutata sono i principali problemi, cui si aggiungono le turbolenze della crisi internazionale dei subprime. Ma i fondamentali restano solidi.

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      DOVE APPRODA IL PRESTITO PONTE
      di Mario Sebastiani
      argomento Infrastrutture e Trasporti - Europa

      Per essere utile il prestito ponte dovrebbe essere risolutivo per le sorti di Alitalia. Preludere cioè dell'arrivo di un acquirente certo. A queste condizioni neanche Bruxelles avrebbe da ridire. Alla compagnia serve non solo un partner finanziario, ma anche un partner industriale solido. Il socio finanziario dovrebbe immettere soldi freschi, quello industriale essere in grado di inserirla in uno dei grandi network europei. Air France rispondeva a entrambi i requisiti. Non altrettanto si può dire dei nuovi pretendenti. Soprattutto se tra questi c'è Sviluppo Italia.
      
    *
     IN MORTE DELL'ICI
      di Gilberto Muraro
      argomento Fisco - Istituzioni e Federalismo

      L'abolizione dell'Ici è una vittoria dell'apparenza sulla sostanza. Proprio perché l'imposta riguarda l'80 per cento degli italiani, dovrebbe essere chiaro che gli stessi beneficiari dovranno pagare in altre forme quello che è presentato come un regalo. Il minor gettito dei comuni sarà compensato con trasferimenti dal centro. Ma mentre l'Ici si autoregola, un sussidio per definizione genera una domanda unanime di incremento. Tutto fa pensare che nella manovra su imposte nazionali per sostituirne una locale non ci sia alcun guadagno né di efficienza né di equità.
      
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      BENZINA CARA, MA NON TROPPO
      di Enrico D'Elia
      argomento Energia e Ambiente

      Negli ultimi cinque anni, i rincari dei carburanti sono stati molto inferiori a quelli della materia prima, soprattutto grazie all'apprezzamento dell'euro. Le politiche ambientali, poi, hanno garantito ulteriori risparmi agli automobilisti. In tutti i paesi, però, le compagnie petrolifere tendono ad adeguarsi rapidamente ai rincari, mentre sono molto lente a trasferire i ribassi sui clienti finali. E in Italia resistono posizioni di rendita e meccanismi di formazione dei prezzi che finiscono per penalizzare i consumatori e le imprese, anche rispetto ai partner europei.
      
    *
      UN ESERCITO NASCOSTO NELLA GUERRA DEI SONDAGGI
      di Laura Fumagalli e Emanuela Sala
      argomento Informazione

      Ancora una volta il risultato elettorale ha smentito i sondaggi della vigilia. Che in Italia sono condotti su un campione estratto dall'elenco telefonico. Una pratica basata implicitamente sull'assunto dell'identità fra intenzioni di voto di chi è presente nella lista di campionamento e chi ne risulta sistematicamente escluso, perché il suo numero di telefono non è nella guida. Invece, i due gruppi manifestano a priori un livello di interesse e partecipazione alla politica ben diverso. Ragionevole ipotizzare che anche i loro comportamenti elettorali siano differenti.
      
    *
      IL VULCANO ISLANDA
      di Thorvaldur Gylfason
      argomento Internazionali

      L'Islanda va verso il tracollo economico? In un paese caratterizzato a lungo da un'economia dirigista, le liberalizzazioni sono state incomplete. Ora i problemi sono molti: un forte indebitamento verso l'estero, un'inflazione che corre e una moneta sopravvalutata. Su tutto questo si innestano le turbolenze seguite alla crisi internazionale dei subprime. Ma nonostante la necessità di serie riforme, i fondamentali restano solidi. Gli islandesi, grandi lavoratori e con un buon livello di istruzione, avrebbero tutto da guadagnare dall'ingresso nell'Unione Europea.
      
    *
      QUANDO LA FUSIONE AUMENTA I PREZZI
      di Orley Ashenfelter e Daniel Hosken
      argomento Finanza - Internazionali

      Le fusioni sono vantaggiose o svantaggiose per i consumatori? Negli Stati Uniti, su cinque casi problematici, quattro mostrano alla verifica empirica un aumento dei prezzi al consumo dei prodotti coinvolti. Tutto sommato modesto, ma considerato che siamo nel campo del largo consumo, il trasferimento implicito dai consumatori alle imprese è rilevante. E' senz'altro possibile che permettendo alcune fusioni non competitive, l'autorità di controllo ne abbia ammesse altre più efficienti, che sarebbero state ostacolate da una politica antitrust più rigida.
      
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      FONDO CHE SCEGLI, COSTO CHE TROVI*
      di Giampaolo Galli e Roberto Manzato
      argomento Pensioni

      Si torna a parlare di introdurre per legge una forma di controllo dei prezzi dei prodotti previdenziali. Le scorciatoie non servono, lo ha dimostrato il Regno Unito. Invece la normativa dovrebbe garantire condizioni di partenza meno diseguali fra le diverse forme previdenziali, per avere un minimo di concorrenza nelle grandi e medie imprese. Non solo si ridurrebbero gli attuali differenziali, forse si riuscirebbe anche a raggiungere a costi contenuti quel gran numero di italiani che vuole ragionare delle proprie scelte di investimento con un consulente di fiducia.


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