SCEGLI: Cronaca - Politica - Economia - Ambiente - Salute - VideoNews
- Sport
L'Okkio Arte, Cinema e Comunicazione - Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini - ZTL in Italia
Entertainment
- Spettacoli - Arte & Cultura - Eventi - Cuoco anch'io
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
(documentazione video)
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
L'Okkio Arte, Cinema e Comunicazione - Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini - ZTL in Italia
Entertainment
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Sabato, 12 Luglio : 2008
Rasta, da Haile' Selassie' a Marley
COLLEGATA:
I RASTA POSSONO DETENERE MOLTA MARIJUANA
La sentenza
MILANO - E' grazie a Bob Marley e al reggae che la cultura rastafari, fede di origine ebraico-cristiana, ma anche versione religiosa del movimento politico nazionalista noto come Etiopismo, predicato da Marcus Garvey, si è fatta conoscere - a grandi tratti - al di fuori dei confini della Giamaica fin dai primi anni '80. I suoi seguaci, riconoscibili per i lunghi dreadlocks (dure e spesse treccine di capelli) votivi e per l'uso della marijuana come erba medicinale e meditativa, adorano Ras Tafari, l'Imperatore che salì al trono d'Etiopia nel 1930 con il nome di HaileSelassié.
In seguito alla sua incoronazione, alcuni credenti delle Chiese Etiopi riconobbero in lui il Cristo nella Sua Seconda Venuta, così come profeticamente annunciato dalla loro interpretazione delle Sacre Scritture, per le quali il dittatore etiope era il diretto discendente della Tribù di Giuda, che affonda le sue radici nell'incontro tra Re Salomone e la regina di Saba. Proprio sulla tomba di re Salomone, secondo l'interpretazione rasta delle Scritture, sarebbe cresciuta la marijuana, che viene anche associata all'albero della vita e della saggezza, presente nell'Eden al fianco dell'albero della conoscenza del bene e del male. E' per questo che i rasta, così come ricordato oggi dalla Cassazione, fumano (rigorosamente senza tabacco) la marijuana come erba apportatrice di saggezza e di ausilio alla preghiera.
Lo stesso Bob Marley, quando tornava a ricaricarsi a Nine Mile, il paesino rurale all'interno della Giamaica, dove era nato, per entrare in contatto diretto con Jah, il Dio dei rasta, era solito appoggiare la testa sul suo 'meditation pillow (cuscino per la meditazione, una pietra che oggi e' stata colorata di verde, giallo e rosso, ed è meta di tutti i seguaci del profeta del reggae) e fumare marijuana con uno speciale apparecchio chiamato 'bong', senza l'ausilio di cartine. Nella cultura rasta non esiste lo 'sballo' fine a se stesso, anzi, l'alcool è bandito, così come la carne. I rasta predicano infatti lo stile 'Ital', ossia il rispetto del proprio corpo attraverso una corretta e sana alimentazione, l'esercizio fisico e l'astensione dalle droghe, a eccezione della marijuana, che è considerata sacra. E, mentre profetizzano l'avvento del regno di Zion, la versione rasta della terra promessa, condannano i peccati di Babilonia, ossia la corruzione del mondo occidentale.
Anche se molti occidentali rimangono perplessi di fronte a una fede che ha per Dio un dittatore come Haile Selassié, il rastafarianesimo viene apprezzato per la sua predicazione di valori universali come la tolleranza e l'uguaglianza, diffusi attraverso la musica reggae e, in particolare, dai testi ispirati di Bob Marley.
In seguito alla sua incoronazione, alcuni credenti delle Chiese Etiopi riconobbero in lui il Cristo nella Sua Seconda Venuta, così come profeticamente annunciato dalla loro interpretazione delle Sacre Scritture, per le quali il dittatore etiope era il diretto discendente della Tribù di Giuda, che affonda le sue radici nell'incontro tra Re Salomone e la regina di Saba. Proprio sulla tomba di re Salomone, secondo l'interpretazione rasta delle Scritture, sarebbe cresciuta la marijuana, che viene anche associata all'albero della vita e della saggezza, presente nell'Eden al fianco dell'albero della conoscenza del bene e del male. E' per questo che i rasta, così come ricordato oggi dalla Cassazione, fumano (rigorosamente senza tabacco) la marijuana come erba apportatrice di saggezza e di ausilio alla preghiera.
Lo stesso Bob Marley, quando tornava a ricaricarsi a Nine Mile, il paesino rurale all'interno della Giamaica, dove era nato, per entrare in contatto diretto con Jah, il Dio dei rasta, era solito appoggiare la testa sul suo 'meditation pillow (cuscino per la meditazione, una pietra che oggi e' stata colorata di verde, giallo e rosso, ed è meta di tutti i seguaci del profeta del reggae) e fumare marijuana con uno speciale apparecchio chiamato 'bong', senza l'ausilio di cartine. Nella cultura rasta non esiste lo 'sballo' fine a se stesso, anzi, l'alcool è bandito, così come la carne. I rasta predicano infatti lo stile 'Ital', ossia il rispetto del proprio corpo attraverso una corretta e sana alimentazione, l'esercizio fisico e l'astensione dalle droghe, a eccezione della marijuana, che è considerata sacra. E, mentre profetizzano l'avvento del regno di Zion, la versione rasta della terra promessa, condannano i peccati di Babilonia, ossia la corruzione del mondo occidentale.
Anche se molti occidentali rimangono perplessi di fronte a una fede che ha per Dio un dittatore come Haile Selassié, il rastafarianesimo viene apprezzato per la sua predicazione di valori universali come la tolleranza e l'uguaglianza, diffusi attraverso la musica reggae e, in particolare, dai testi ispirati di Bob Marley.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












