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 AIDS: news in aggiornamento continuo
PRIMA PAGINA: Le news di ViviCentro di oggi
Sabato 1 dicembre è la Giornata Mondiale della Lotta all'Hiv.
Risultati e prospettive sulla diffusione della malattia.
- Intervento del Ministro della Salute Livia Turco
Ultima modifica di Redazione il 24 Mar 2008 17:28, modificato 7 volte in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 AIDS: 4.OOO NUOVE INFEZIONI ANNO, 200 MORTI IN 2007
Venerdì, 30 Novembre 2007 - 12:50
Usa preservativo, in amore non rischiare
AIDS: 4.OOO NUOVE INFEZIONI ANNO,
200 MORTI IN 2007
ROMA - Diminuisce la mortalità di Aids in Italia ma aumentano le infezioni che, per oltre il 65% dei casi, avvengono per via sessuale. Ogni anno si registrano infatti circa 4 mila nuove infezioni, mentre la stima dei decessi per il 2007 è di circa 200 morti contro, ad esempio, i 4.581 del 1995. I dati relativi alla diffusione dell'Aids sono stati diffusi oggi dal ministero della Salute alla vigilia della giornata mondiale dell'Aids che si celebrerà domani. Nel nostro paese, dall'inizio dell'epidemia ad oggi, si sono registrati 58.400 casi di Aids e tra questi i decessi sono stati 35.300. Dal 1995, anno del picco dell'epidemia, ad oggi si è passati dal 5.600 casi di malattia conclamata ai circa 1.200 attuali.
Un risultato, rileva il ministero, raggiunto soprattutto grazie all'effetto della terapia antiretrovirale combinata. Ciò ha infatti portato ad un aumento della prevalenza di persone che vivono con una diagnosi di Aids: ad oggi se ne stimano oltre 23 mila. I sieropositivi (tra i quali sono comprese anche le persone affette da Aids) si stimano siano oltre 120 mila, Questo numero tende però ad aumentare in quanto ogni anno si verificano circa 4 mila nuove infezioni, e l'aumento della sopravvivenza delle persone sieropositive comporta un aumento del numero di infetti sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda l'andamento della mortalita', si conferma il picco del 1995 con 4.581 morti, mentre dal 1997 si inizia a registrare un progressivo decremento delle morti fino all'attuale stima dell'anno 2007 di circa 200 decessi. Effetto delle nuove terapie antiretrovirali che hanno contribuito a trasformare l'Aidsad una malattia ad andamento cronico. Rispetto invece alla distribuzione regionale, (al 1 dicembre 2007), la regione col numero piu' elevato di casi rimane la Lombardia (30%), seguita da Lazio (13%) ed Emilia Romagna (10%). Risultano invece meno colpite sia in termini di numeri assoluti che di tasso di incidenza, le regioni dell'Italia meridionale.
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 Re: AIDS: 4.OOO NUOVE INFEZIONI ANNO, 200 MORTI IN 2007
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 AIDS: GIORNATA MONDIALE, 'ORA LA SVOLTA'
Sabato, 1 Gennaio 2007 - 15:26
AIDS: GIORNATA MONDIALE, 'ORA LA SVOLTA'
WASHINGTON - L'America e' impegnata a fare ogni sforzo per ''invertire la tendenza e creare una svolta, una volta per tutte, nella lotta all'Hiv/Aids'': lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, George W.Bush, in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids, annunciando che si rechera' in Africa all'inizio del 2008.
Parlando in una chiesa metodista in Maryland dove opera un' organizzazione cristiana attiva in Namibia nella lotta al virus, Bush ha sottolineato che gli sforzi di questi anni da parte degli Usa ''hanno dato risultati sorprendenti''. Bush ha citato tra l'altro il fatto che in 5 anni il numero delle persone nell' Africa sub-sahariana che ricevono trattamenti per l'Aids e' passato da 50.000 a quasi 1,4 milioni.
La Casa Bianca ha lanciato nel 2003 un piano per la lotta all'Aids per il quale gli Usa hanno stanziato 15 miliardi di dollari e lo scorso maggio Bush ha chiesto al Congresso di raddoppiare la cifra per i prossimi cinque anni, portandola a 30 miliardi di dollari. Il presidente ha esortato in Maryland il Congresso ad agire in fretta per approvare lo stanziamento, spiegando che i fondi serviranno ''a sostenere il trattamento per circa 2,5 milioni di persone, a prevenire oltre 12 milioni di nuovi casi e a sostenere l'assistenza per 12 milioni di persone, tra cui 5 milioni di orfani e bambini a rischio''. Il programma anti-Aids finanziato dagli Usa e' attivo in 120 paesi in Africa, Asia e nei Caraibi e Bush ha indicato la lotta al virus come una delle principali priorita' del resto del suo mandato. Per sottolinearlo, il presidente ha annunciato che si rechera' con la moglie Laura in Africa all'inizio del prossimo anno: le date e le tappe del viaggio saranno rese note in futuro.
AIDS: GALLO, IN SVILUPPO VACCINO CHE BLOCCHI INGRESSO HIV
Un vaccino che induca gli anticorpi umani a bloccare l'ingresso del virus Hiv nella cellula o che comunque li induca ad uccidere la cellula gia' infettata dal virus. E' questo il principio di base su cui si fonda il funzionamento del vaccino in fase di sviluppo nei laboratori diretti da Robert Gallo, direttore dell'Istituto di Virologia Umana dell'Universita' di Baltimora che non si e' pero' voluto spingere nei dettagli tecnici di questo vaccino. Il vaccino in sviluppo a Baltimora, ha accennato Davide Zella presidente della Fondazione Ricerca e Progresso che ha organizzato una conferenza in occasione della giornata mondiale dell'Aids, si basa su una molecola diversa da quelle che sono al centro di altri vaccini, una molecola dell'involucro virale che cambia conformazione quando il virus interagisce con la cellula. ''Abbiamo appena ricevuto una donazione dalla fondazione Gates - ha detto Gallo - che ci consentira' di passare alla fase di sperimentazione per cercare di capire il meccanismo d'azione di questo vaccino sul modello animale (scimmia) e al contempo c'e' una grossa azienda farmaceutica americana, la Wyatt, che sta cercando di portare avanti studi su larga scala sempre sugli animali, i primissimi risultati saranno disponibili entro aprile maggio e se saranno positivi si potra' passare successivamente ai trial di fase uno di sicurezza, questo ovviamente se va tutto bene, se non ci sono intoppi''. Questa e' una fase molto delicata, ha precisato Gallo, perche' comunque bisogna vedere quanto rimangono attivi gli anticorpi e cercare un adiuvante che ne prolunghi l'efficacia. Pur essendo in una fase precoce di sviluppo, Gallo si dice fiducioso sull'idea che c'e' dietro il suo vaccino. ''Non sto ovviamente dicendo che il vaccino che abbiamo in fase di sviluppo a Baltimora sia quello che avra' successo, questo non lo posso affermare, quello che pero' posso dire e' che e' basato su un buon razionale, su una buona logica, quindi ci auguriamo che funzioni''.
TROPPE SPERIMENTAZIONI FRENANO LA RICERCA
Troppe sperimentazioni su vaccini candidati contro l'Hiv che pero' non sembrano promettenti ''sottraggono fondi importanti alla ricerca di base, e alla possibilita' di sviluppo e messa a punto di un vaccino veramente valido, e in piu' riducono la fiducia stessa nei confronti dei vaccini''. E' quanto dichiarato da Robert Gallo direttore dell'Istituto di Virologia Umana dell'Universita' di Baltimora intervenuto alla conferenza della Fondazione Ricerca e Progresso tenutasi alla Provincia in occasione della giornata mondiale dell' Aids. ''Molti di noi ritenevano che molti vaccini in fase di sviluppo non potessero funzionare - ha spiegato Gallo, e la nostra opinione finora e' stata confermata''. ''Molte persone ritengono che siccome non c'e' un vaccino candidato che possa rivelarsi come quello valido - ha aggiunto Gallo, co-scopritore del virus dell'HIV nel 1984 - pensano sia comunque necessario procedere a sperimentazioni e cercare di vedere quali informazioni si possono trarre e cosa se ne puo' imparare, secondo me questo non funziona'', appunto perche' quei finanziamenti potrebbero essere utilizzati in modo piu' razionale.
Ultima modifica di Redazione il 27 Mar 2008 20:20, modificato 1 volta in totale
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 AIDS, SU UN UOMO IN ITALIA
SPERIMENTATO UN VACCINO
Lunedì, 24 Marzo : 2008 Leggo on line
AIDS, SU UN UOMO IN ITALIA
SPERIMENTATO UN VACCINO
Arriva all'importante traguardo della sperimentazione sull'uomo un vaccino che vuole rallentare la diffusione dell'Hiv in un paziente malato di Aids studiato all'Università di Brescia dall'equipe di Arnaldo Caruso, direttore della cattedra di microbiologia e del servizio di virologia pediatrica agli Spedali Civili di Brescia. La sperimentazione sull'uomo di AT20 (questo il nome in codice del probabile vaccino) sarà avviata nei prossimi mesi con l'apposito progetto "ImanA" in quattro centri italiani (a Brescia, Torino, Milano e Perugia), e sarà presentata nel dettaglio giovedì nel corso di una conferenza stampa all'Università bresciana. Con questo vaccino «si profila una nuova strategia vaccinale terapeutica - spiegano gli esperti - che dovrebbe essere in grado di rallentare enormemente la capacità del virus dell'Aids di replicarsi e diffondersi nell'organismo del paziente».
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 AIDS: A BRESCIA PRIMA SPERIMENTAZIONE SU VACCINO TERAPEUTICO
Giovedì, 27 Marzo : 2008
AIDS: A Brescia PRIMA SPERIMENTAZIONE
SU VACCINO TERAPEUTICO
(AGI) - Brescia, 27 mar. - Parte da Brescia la sperimentazione clinica sull'uomo del primo vaccino terapeutico in Italia contro l'Aids. L'AT20 - questo il nome del probabile vaccino - e' frutto di uno studio ventennale condotto da un'equipe di ricercatori della cattedra di Microbilogia dell'Universita' di Brescia, diretta dal prof. Arnaldo Caruso, che nell'ambito del progetto "Imana" ha individuato una nuova molecola la quale permetterebbe di abbattere drasticamente la proliferazione del virus. Il vaccino sara' testato, a partire da settembre, su un campione di 60 persone sieropositive in quattro centri italiani: Brescia, Milano, Torino e Perugia.
La prima fase della sperimentazione, volta a misurarne l'innocuita', dovrebbe durare sei mesi, nel corso dei quali ai pazienti saranno inoculate fino a 5 dosi vaccinali.
Successivamente si passera' a una seconda e terza fase - per cui si devono ancora reperire le risorse finanziarie - per valutare la reale efficacia dell'AT20, anche su ceppi del virus dell'HIV diffusi in altri Paesi del mondo.
"La strada intrapresa dai bresciani e' una novita' - ha spiegato oggi il prof. Caruso a una conferenza stampa a margine di un convegno promosso dalla facolta' di Medicina, 'Nuove strategie preventive e terapeutiche anti-Aids' -. Finora si era lavorato piu' sul fronte della prevenzione che pero', paradossalmente, come hanno dimostrato molti tentativi americani, spesso possono incrementare i rischi. Il vaccino terapeutico ha come obiettivo quello di fare invece convivere il paziente con il virus, ripristinando una condizione clinica di portatore sano. L'idea e' concepire in futuro un sistema di cura intermittente con le terapie antiretroviarali, cosi' da alleggerire il malato dalla somministrazione continua di farmaci".
Il vaccino svolgerebbe la propria azione arginante del virus mediante il blocco dell'attivita' biologica di una proteina, la P17, che rilascia cellule infette e non viene riconosciuta dai normali anticorpi. Il progetto "Imana", che ha ricevuto il placet dell'Istituto superiore di Sanita', si affianca a un'altra sperimentazione vaccinale in corso, a cura della dottoressa Barbara Ensoli, sviluppato pero' su un versante preventivo e terapeutico insieme. "Lo studio bresciano ha raggiunto un risultato importante - ha commentato il presidente dell'ISS, Enrico Garaci - che cosi' si affianca alla sperimentazione avviata da noi (quello della dott.ssa Ersoli) creando una proficua alleanza. In Italia si fanno ancora pochi trial clinici, tanto che le fasi uno e due delle sperimentazioni vaccinali avvengono spesso all'estero.
L'Istituto superiore di Sanita' coordina un progetto di ricerca in cui sono coinvolti otto Stati". (AGI)
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 Tutto italiano il nuovo farmaco anti Hiv
Venerdì, 18 Aprile : 2008 La Stampa
Tutto italiano il nuovo farmaco anti Hiv
ROMA - È tutto italiano il nuovo farmaco contro l’Aids: fa parte della classe degli inibitori dell’integrasi e si chiama Isentress (raltegravir). Il farmaco, da oggi in commercio anche in Italia, è basato su una molecola che è stata scoperta a Pomezia dai ricercatori dell’Irbm, l’Istituto Ricerche di Biologia Molecolare "Pietro Angeletti". Italiani i ricercatori, “made in Italy” il prodotto e italiano anche il primo paziente che si è sottoposto al trattamento a base di raltegravir, che inibisce l’enzima chiave per la replicazione dell’Hiv, abbassando rapidamente la carica virale e portandola al di sotto delle 50 copie/ml, alzando notevolmente la conta dei linfociti senza però presentare gli effetti collaterali normalmente correlati alla somministrazione di terapie antiretrovirali.
Il nuovo farmaco, per la prima volta, blocca l’integrasi che, insieme alla trascrittasi inversa e alla proteasi, è uno dei tre enzimi necessari alla riproduzione e alla propagazione del virus all’interno delle cellule umane. Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Irbm di Pomezia, è orgoglioso dell’italianità della scoperta: «L’Irbm conta più di 200 ricercatori, prevalentemente italiani, molti dei quali con esperienze di studio e professionali all’estero, di età media compresa fra i 30 e i 35 anni e con una maggioranza del 52% di donne. La nostra ricerca era incentrata - racconta - sullo studio di un importante enzima bersaglio per l’epatite C che presenta caratteristiche del tutto simili a quelle di un bersaglio enzimatico dell’Hiv: l’integrasi, appunto. Anche i laboratori americani lo stavano studiando e, quindi, abbiamo cominciato a collaborare come se fossimo un unico laboratorio. Abbiamo così portato avanti studi su più molecole, selezionando poi la “candidata migliore”. Ma non è finita perché, con ulteriore soddisfazione, quello che oggi è diventato un farmaco è il prodotto di una molecola generata all’origine proprio nel nostro Irbm».
I risultati della sperimentazione di fase III della molecola, effettuati su un paziente italiano, hanno dimostrato che raltegravir, rispetto a pazienti di un gruppo placebo, associato ad altri farmaci contro l’Hiv, possiede un’attività antivirale di gran lunga più potente rispetto alle terapie combinate sinora somministrate. I farmaci, inoltre, per essere efficaci, devono essere metabolizzati. «Uno dei meccanismi per garantire questo risultato è la loro ossidazione, demolizione ed eliminazione - aggiunge Ciliberto - Risultato che si ottiene tramite un sistema chiamato boost, che comporta la contemporanea somministrazione del farmaco antiaids insieme ad un altro farmaco, il ritonavir, per assicurare il mantenimento di alti livelli plasmatici del medicinale nell’organismo. Ma tutto ciò, se da una parte comporta maggiore efficacia della terapia, dall’altra provoca seri effetti collaterali. Raltegravir, invece, non necessita del sistema boost perché è metabolizzato con un altro meccanismo di detossificazione, meglio tollerato dall’organismo».
Hiv e Aids hanno ucciso più di 25 milioni di persone in tutto il mondo e a tutt’oggi sono circa 35 milioni quelle che convivono con il virus. Solo nel 2007 sono stati circa 2 milioni e mezzo i casi di nuove infezioni. «È di gran lunga cambiato il target del paziente che scopre di avere l’Aids. Non è più un tossicodipendente o un omosessuale, ma sempre più spesso una persona di 40 anni, eterosessuale, che arriva tardi alla diagnosi perché ritiene di non aver avuto rapporti a rischio - spiega Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) - E questo costituisce un problema terapeutico perché spesso la malattia è in uno stadio così avanzato da essere difficilmente curabile. Oggi, grazie a nuovi farmaci come quello che viene presentato oggi, siamo in grado di “recuperare” anche questo tipo di pazienti».
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 CLIMA: RISCALDAMENTO GLOBO ALIMENTA DIFFUSIONE AIDS
Venerdì, 2 Maggio : 2008
CLIMA: RISCALDAMENTO GLOBO
ALIMENTA DIFFUSIONE AIDS
SYDNEY - Il riscaldamento globale è la nuova minaccia alla sempre più diffusa epidemia di Hiv nel mondo, perché indirettamente rende più vulnerabili alla morte ed a gravi malattie da Hiv/Aids chi vive nei paesi in via di sviluppo.
A dare il nuovo avvertimento sul futuro della lotta alla malattia è stato oggi il docente di salute pubblica e diritti umani dell'università del Nuovo Galles del sud Daniel Tarantola parlando ad un forum internazionale sull'Hiv a Sydney.
"E' divenuto chiaro con l'epidemia di Hiv che discriminazione, ineguaglianza di genere e mancanza di accesso ai servizi essenziali rendono vulnerabili alcune popolazioni più di altre", ha detto. Questi problemi non sono andati via, ha aggiunto, e oggi delle nuove minacce si profilano all'orizzonte, "mentre la situazione economica globale si deteriora, la scarsezza alimentare peggiora e il cambiamento climatico comincia a colpire coloro che erano già dipendenti da economie di sopravvivenza".
"Il cambiamento climatico farà scattare una catena di eventi aumentando lo stress sulla società e la vulnerabilità a malattie, incluso l'Hiv", ha concluso Tarantola.
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 Una pomata a base di ormoni blocca il virus HIV?
Sabato, 7 Giugno : 2008 Pensiero Scientifico
Una pomata a base di ormoni
blocca il virus HIV?
di david frati
Una pomata a base dell’ormone femminile estriolo bloccherebbe la trasmissione del virus HIV negli uomini proteggendo l’epidermide del prepuzio e impedendo al virus di penetrare nelle cellule di Langerhans. Lo afferma uno studio pubblicato dalal rivista PLoS ONE. I ricercatori dell’University of Melbourne coordinati da Roger V. Short hanno scoperto che più alti sono i livelli di cheratina presenti nell’epidermide del prepuzio, meno probabile è il contagio HIV, perché la cheratina funziona da barriera tra l’esterno e le cellule di Langerhans.
Spiega Short: “Le cellule di Langerhans sono come polpi che vivono nel nostro epitelio, e appena c’è un’infezione accorrono sul luogo dell’intrusione per ‘inglobare’ i microorganismi ostili. I virus HIV sono in grado di legarsi a recettori presenti sui ‘tentacoli’ delle cellule di langerhans, trasformandole da killer al servizio del nostro corpo a untrici che trasportano i virus nelle regioni dei linfonodi”.
L’uso di pomata all’estriolo stimola drammaticamente la produzione di cheratina, con un effetto che dura fino a 5 giorni dall’applicazione. Secondo i ricercatori australiani la pomata potrebbe diventare una valida alternativa alla circoncisione, che si è rivelata una pratica capace di dimezzare i rischi di infezione da HIV.
Fonte: Short RV, Pask AJ, McInnes K et al. Topical Oestrogen Keratinises The Human Foreskin and May Help Prevent HIV Infection. PLoS ONE 3(6): e2308 doi:10.1371/journal.pone.0002308.
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 SCOPERTA PICCOLA MOLECOLA IN GRADO DI BLOCCARE HIV
 = News con documentazione video
Martedì, 28 Ottobre : 2008
SCOPERTA PICCOLA MOLECOLA
IN GRADO DI BLOCCARE HIV
ROMA - Ecco una nuova strategia di attacco all'Aids: colpire il virus Hiv 'alle spalle' agendo non direttamente su di lui ma sui 'macchinari cellulari' della persona infettata 'dirottati' dal virus per replicarsi e diffondersi nell'organismo. Infatti esperti italiani hanno dimostrato, per ora su cellule in provetta, che si puo' bloccare l'infezione, colpendo una proteina umana chiamata DDX3, la quale suo malgrado, aiuta il virus a replicarsi.
La scoperta, pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry, e' di ricercatori del Laboratorio di Virologia Molecolare diretto da Giovanni Maga presso l'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia (Igm-Cnr), in collaborazione con il Laboratorio di Chimica Farmaceutica dell'Universita' di Siena, diretto da Maurizio Botta.
''Si tratta sicuramente di un approccio interessante e del tutto nuovo - ha commentato il lavoro Giovanni Rezza, responsabile del Dipartimento delle Malattie infettive parassitarie presso l'Istituto Superiore di Sanita' - ma di certo, anche a giudicare dalla rivista su cui e'pubblicato lo studio, si tratta di una ricerca di base con potenziali ricadute solo a lungo termine; bisogna dunque rimanere cauti sul valore applicativo di questa scoperta''.
Tutti i farmaci antiretrovirali oggi disponibili hanno come bersaglio d'azione un enzima del virus stesso. I ricercatori del Cnr hanno pensato a una strategia diversa di attacco al virus, non mirando direttamente su di lui, ma sulle proteine umane che di fatto il virus 'dirotta' per moltiplicarsi. Infatti, all'interno della cellula infettata, il virus HIV prende il controllo di numerosi enzimi umani, distogliendoli dalle loro normali funzioni e 'obbligandoli' a lavorare per lui.
''Uno di questi enzimi e' la proteina cellulare DDX3 - ha spiegato Maga - il cui ruolo e' facilitare il flusso di informazione genetica dentro la cellula. Il virus HIV si inserisce in questo 'circuito' e fa si' che DDX3 trasporti solo l'informazione genetica virale, al fine di massimizzare la produzione di proteine virali a scapito di quelle cellulari''. Quindi DDX3 e' un attore essenziale per la riproduzione del virus all'interno delle cellule umane.
Con questo presupposto i ricercatori del CNR hanno messo a punto una molecola che mette 'KO' DDX3 ed hanno visto che, cosi' facendo, l'Hiv non e' piu' capace di moltiplicarsi e l'infezione si blocca. ''Questi risultati dimostrano, per la prima volta che un farmaco diretto contro un enzima cellulare e' in grado di bloccare l'infezione da HIV'', ha detto Maga, finora la ricerca di nuovi bersagli d'azione di farmaci anti-Hiv si concentrava esclusivamente su molecole virali.
''Questo tipo di approccio - ha detto Rezza - e' interessante perche', se fosse dimosrata in vivo su animali e poi sull'uomo la sua fattibilita', potremmo un giorno avere a disposizione farmaci del tutto nuovi e contro i quali il virus molto difficilmente potrebbe acquisire resistenze''. Si potrebbe ipotizzare di attaccare il virus su due fronti, ha concluso Rezza, con una terapia multipla a base di farmaci 'classici', che colpiscono il virus direttamente, e di una nuova classe di farmaci che miri invece alle proteine umane che aiutano l'Hiv.
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