Cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma
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MARINI:
UE, LA PIU' RILEVANTE EVOLUZIONE CONTEMPORANEA
ROMA - L'Unione Europea, che oggi festeggia i cinquanta anni dalla firma dei Trattati di Roma, è "la più rilevante evoluzione politica e istituzionale nell'epoca contemporanea", frutto della "audacia e lungimiranza" di sei nazioni che posero le basi di questa "opera nuova" che ha riunificato l'Europa, lacerata nel secolo scorso da due guerre mondiali. Il presidente del Senato Franco Marini nell'aprire la seduta solenne per il 50/o anniversario dei trattati di Roma nell'aula del Senato ha salutato così le autorità italiane ed europee presenti.
Nel suo discorso di introduzione, Marini ha messo in evidenza il ruolo dei parlamenti nazionali nella costruzione dell'Europa unita. "I parlamenti - ha ricordato il presidente del Senato - furono subito protagonisti, approvando rapidamente, senza egoismi nazionali, quei Trattati che un impatto così rilevante avrebbero avuto sugli ordinamenti nazionali".
"Da allora - ha aggiunto Marini - molta strada è stata fatta. Il Parlamento europeo, come era negli auspici dei fondatori, ha trovato il suo ruolo di co-legislatore, di organo essenziale per il controllo della vita dell'Unione. I singoli parlamenti partecipano sempre più attivamente alla formazione del diritto comunitario controllando l'azione dei propri governi". "Sono convinto - ha sottolineato Marini - che, oggi, proprio dai parlamenti nazionali che rappresentano democraticamente i cittadini e le forze politiche dei singoli paesi, può e deve venire quel contributo permanente in più, quella responsabilità continua e certa, che deve saper proporre e anche criticare, ma che deve sempre sostenere la vitalità, la costruzione e l'iniziativa di questa fondamentale casa comune".
Secondo il presidente del Senato, "alcune regole sono oggi indispensabili per la crescita del ruolo politico interno ed esterno della nostra Unione" e "lo stesso rilancio della capacità di intervento e di mediazione del'Onu può trarre un grande beneficio dalla nostra più incisiva unità di intenti su tante LE questioni che riguardano lo sviluppo democratico e sociale in molte aree e regioni del mondo". Marini ha anche evidenziato l'importanza della riunione domenica prossima a Berlino dei capi di Stato e di Governo definendola "l'occasione per rilanciare il nostro impegno di fronte alle sfide che ci attendono e su risposte che non possono essere più rimandate". (ANSA)
Nel suo discorso di introduzione, Marini ha messo in evidenza il ruolo dei parlamenti nazionali nella costruzione dell'Europa unita. "I parlamenti - ha ricordato il presidente del Senato - furono subito protagonisti, approvando rapidamente, senza egoismi nazionali, quei Trattati che un impatto così rilevante avrebbero avuto sugli ordinamenti nazionali".
"Da allora - ha aggiunto Marini - molta strada è stata fatta. Il Parlamento europeo, come era negli auspici dei fondatori, ha trovato il suo ruolo di co-legislatore, di organo essenziale per il controllo della vita dell'Unione. I singoli parlamenti partecipano sempre più attivamente alla formazione del diritto comunitario controllando l'azione dei propri governi". "Sono convinto - ha sottolineato Marini - che, oggi, proprio dai parlamenti nazionali che rappresentano democraticamente i cittadini e le forze politiche dei singoli paesi, può e deve venire quel contributo permanente in più, quella responsabilità continua e certa, che deve saper proporre e anche criticare, ma che deve sempre sostenere la vitalità, la costruzione e l'iniziativa di questa fondamentale casa comune".
Secondo il presidente del Senato, "alcune regole sono oggi indispensabili per la crescita del ruolo politico interno ed esterno della nostra Unione" e "lo stesso rilancio della capacità di intervento e di mediazione del'Onu può trarre un grande beneficio dalla nostra più incisiva unità di intenti su tante LE questioni che riguardano lo sviluppo democratico e sociale in molte aree e regioni del mondo". Marini ha anche evidenziato l'importanza della riunione domenica prossima a Berlino dei capi di Stato e di Governo definendola "l'occasione per rilanciare il nostro impegno di fronte alle sfide che ci attendono e su risposte che non possono essere più rimandate". (ANSA)
I TRATTATI DI ROMA 50 ANNI DOPO
Il 25 marzo del 1957 a Roma faceva freddo. Ma la pioggia non aveva impedito a centinaia di romani di schierarsi lungo il percorso del corteo di auto blu che poco prima delle 18 si era diretto verso il Campidoglio per la cerimonia della firma, nella sala degli Orazi e Curiazi.
Dalle auto che si erano fermate davanti al palazzo dei Conservatori, sul quale sventolavano le sei bandiere di Francia, Germania Belgio, Olanda, Lussemburgo e Italia erano scesi i ''padri'' della costruzione europea: il cancelliere tedesco Conrad Adenauer, il primo ministro lussemburghese Joseph Bech, i ministri degli esteri francese,Christian Pineau, belga, Paul Henry Spaak, e olandese Joseph Luns. Per l' Italia, il presidente del Consiglio, Antonio Segni ed il ministro degli Esteri Antonio Martino.
Poco dopo, davanti alle telecamere dei sei paesi interessati, su un lungo tavolo coperto da un drappo di damasco rosso, la cerimonia della firma, preceduta da brevi discorsi (i primi a parlare erano stati Martino, Spaak ed Adenauer), scandita dai rintocchi della ''Patarina'', la campana del Campidoglio. In tutti gli interventi era stato ricordato Alcide De Gasperi ed il suo impegno per creare le basi dell'integrazione europea.Un'ora dopo l' arrivo del corteo in piazza del Campidogliola cerimonia era finita.
Come Spaak aveva subito dopo sottolineato, molto cammino restava ancora da compiere, anche se la prima grande tappa era stata raggiunta. Dovevano passare sedici anni perche' il 1 gennaio 1973 i sei paesi originari diventassero nove, per arrivare a 12 dopo altri tredici anni e a 15 il 1 gennaio 1995. E nel frattempo, dai trattati di Roma si e' passati all'Atto unico europeo, entrato in vigore nel 1986, e al trattato di Maastricht , firmato nel' 91 ed entrato in vigore nel '93.
Dalle auto che si erano fermate davanti al palazzo dei Conservatori, sul quale sventolavano le sei bandiere di Francia, Germania Belgio, Olanda, Lussemburgo e Italia erano scesi i ''padri'' della costruzione europea: il cancelliere tedesco Conrad Adenauer, il primo ministro lussemburghese Joseph Bech, i ministri degli esteri francese,Christian Pineau, belga, Paul Henry Spaak, e olandese Joseph Luns. Per l' Italia, il presidente del Consiglio, Antonio Segni ed il ministro degli Esteri Antonio Martino.
Poco dopo, davanti alle telecamere dei sei paesi interessati, su un lungo tavolo coperto da un drappo di damasco rosso, la cerimonia della firma, preceduta da brevi discorsi (i primi a parlare erano stati Martino, Spaak ed Adenauer), scandita dai rintocchi della ''Patarina'', la campana del Campidoglio. In tutti gli interventi era stato ricordato Alcide De Gasperi ed il suo impegno per creare le basi dell'integrazione europea.Un'ora dopo l' arrivo del corteo in piazza del Campidogliola cerimonia era finita.
Come Spaak aveva subito dopo sottolineato, molto cammino restava ancora da compiere, anche se la prima grande tappa era stata raggiunta. Dovevano passare sedici anni perche' il 1 gennaio 1973 i sei paesi originari diventassero nove, per arrivare a 12 dopo altri tredici anni e a 15 il 1 gennaio 1995. E nel frattempo, dai trattati di Roma si e' passati all'Atto unico europeo, entrato in vigore nel 1986, e al trattato di Maastricht , firmato nel' 91 ed entrato in vigore nel '93.
GLI INTERVENTI
11:18 - POETTERING, SALVAGUARDIAMO LA CARTA COSTITUZIONALE
"Il Parlamento europeo vuole che la sostanza del Trattato costituzionale sia salvaguardata ivi incluso il capitolo sui valori. Tutto questo dovrà diventare giuridicamente vincolante entro le prossime elezioni europee del 2009". Il presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Poettering, intervenendo alla seduta solenne al Senato per il 50/mo anniversario dei Trattati di Roma, difende il processo di riforma dell' Unione e invita ad un impegno collettivo affinché "i miglioramenti democratici e legislativi previsti dal Trattato costituzionale siano realizzati". "Dobbiamo dotarci - aggiunge Poettering - degli strumenti necessari per rendere più trasparente e democratica la nostra opera. Ai giovani voglio dire che dobbiamo impegnarci e farci ispirare dal coraggio dei padri fondatori, tra cui il grande patriota e democratico Alcide De Gasperi".
11:07 - COLOMBO, SERVE UN SUPPLEMENTO DI ANIMA
"Il rilancio del processo europeo ha bisogno di un supplemento di anima e responsabilità". E' quanto ha sostenuto il senatore a vita Emilio Colombo, nel suo intervento al Senato. "Gran parte del nostro futuro - ha sottolineato Colombo - sta nella storia di questi 50 anni. E oggi bisogna ritrovare un forte discorso pubblico europeo, con il coinvolgimento delle nuove generazioni e la mobilitazione di tutte le istituzioni".
10:56 - ANDREOTTI, TROPPA PIGRIZIA INTERNAZIONALE
"Specie ora che non c'é più non solo Breznev ma neanche l'Unione Sovietica, c'é troppa pigrizia internazionale sia nelle visioni che nei progetti politici". Il senatore a vita Giulio Andreotti, intervenendo al Senato, non si limita ad un discorso di commemorazione ma critica gli europeisti di oggi ricordando il valore dei padri fondatori dell'Unione a cominciare da Alcide De Gasperi "i cui meriti non sono stati mai riconosciuti" e del quale Andreotti ricorda lo specifico ruolo nel favorire l'ingresso della Germania, e Gaetano De Martino, "un piccolo siciliano a cui va riconosciuto di aver fatto partire il progetto comunitario di convergenza continentale". Andreotti ha esordito definendosi come "uno dei superstiti del governo Segni che nel '58 avvio' il cammino italiano in Europa" e accennando al difficile lavoro per convincere gli italiani all' importanza della costruzione dell' Europa ha detto, tra l'altro, che "all'inizio la grande industria, soprattutto automobilistica, non era favorevole all'abbattimento delle frontiere, ma più tardi il modello europeo fu difeso proprio dai produttori".
10:51 - GISCARD, ORA ADOZIONE ISTITUZIONI EFFICACI
L' Unione europea deve impegnarsi per una "adozione definitiva di istituzioni democratiche efficaci e trasparenti". Valery Giscard D'Estaing, ex presidente della Repubblica francese e uno dei fondatori della Comunità europea intervenendo al Senato, in occasione della seduta solenne nell'anniversario della firma dei Trattati di Roma ha sottolineato gli obiettivi da realizzare ricordando che mentre il passato dell' Europa si basa sulla distinzione tra i Paesi, con la loro cultura e la loro storia, "l'identità futura è ancora sconosciuta". Secondo l'ex presidente francese, che ha concluso il suo intervento dicendo di "essere fiero di essere un europeo come voi", "la pace, la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale, e la tolleranza" sono i grandi valori su cui si basa l'Europa. "Valori - ha aggiunto - da non imporre, ma da proporre agli altri. Da proporre insieme agli altri, grandi o piccoli, ricchi o poveri". D'Estaing ha anche osservato che "in un mondo che si organizza in grandi insiemi" l'Europa rappresenta il terzo protagonista sulla scena globale anche se il suo prodotto interno lordo "è già il primo".
10:20 - CIAMPI, RIPRENDERE DOPO LA PAUSA DI RIFLESSIONE
"Occorre riprendere il cammino e dotare l'Europa di organi propri delle sue nuove dimensioni. Non é pensabile che i cittadini europei, che si recheranno alle urne nel 2009 per eleggere il Parlamento europeo, non conoscano il quadro istituzionale nel quale i loro rappresentanti si muoveranno". L'esortazione ad andare avanti nel processo di riunificazione viene dal senatore a vita, Carlo Azeglio Ciampi. Dopo aver ricordato i valori su cui si fonda l'Unione, a cominciare dal "rispetto della vita umana e il riconoscimento della sua dignità", il presidente emerito della Repubblica ha ripercorso le tappe del processo di unificazione fino alla battuta di arresto impressa dai referendum in Francia ed in Olanda. "Ne è seguita - ha sottolineato Ciampi - una pausa di riflessione ormai esaurita, occorre andare avanti anche se i margini sono stretti". "L'obiettivo - ha osservato Ciampi - non è facile ed è bene che ogni sforzo per raggiungerlo sia tentato da subito, a cominciare dalla dichiarazione di Berlino di domenica prossima, prima di pensare a soluzioni, similmente a quanto accaduto per l'euro, condivise da tutti, ma applicate inizialmente solo da un primo, robusto gruppo di Paesi".
10:07 - Berlusconi IN AULA AL SENATO VICINO D'ALEMA
Il leader di FI Silvio Berlusconi è giunto nell'aula della Camera dove è in corso la celebrazione per i 50 anni dei Trattati di Roma. Il leader dell'opposizione, arrivato nell'emiciclo a cerimonia iniziata, ha preso posto al banco della Commissione, praticamente accanto al ministro degli Esteri Massimo D'Alema. All'altro banco delle Commissioni, fra gli altri, ascoltano gli interventi i ministri dell'Economia e delle Politiche Comunitarie, Padoa - Schioppa e Bonino, e la senatrice a vita Rita Levi Montalcini.
10:02 - BARROSO, ISPIRARE I CITTADINI CON UNA NUOVA VISIONE
"E' importante che questa occasione ci serva per guardare avanti" ed "ispirare i cittadini con una nuova visione europea". Lo ha affermato il presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso nel suo intervento al Senato per le celebrazioni dei 50 anni dei Trattati di Roma. Secondo Barroso ora "la missione" dell'Europa è quella di "promuovere la libertà e lo stato di diritto" e "promuovere i valori e gli interessi comuni dell'Europa al di là delle sue frontiere": questo, ha sottolineato il presidente della Commissione Europea "é il grande cimento per l'Europa del XXI secolo, un nuovo e migliore ordine globale". Barroso ha quindi sottolineato che è necessaria "una soluzione al problema del Trattato costituzionale" e che lo slancio per farlo si può andare a cercarlo anche nel suo passato, quando gli accordi del '57 rappresentarono in un continente devastato dalla guerra ''la rivincita del dialogo sulla vendetta, del buon governo sulle armi".
9:45 - PRODI: SERVE UN'EUROPA FORTE, RILANCIO ENTRO IL 2009
"Ringrazio i Presidenti del Senato e della Camera per questa iniziativa. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto nobilitarla ulteriormente con la loro presenza. · E' per me un enorme piacere essere qui. Intervenire alle celebrazioni dell' Europa della partecipazione democratica. · In questi ultimi mesi, insieme ai nostri amici tedeschi, abbiamo molto lavorato per far ripartire il processo europeo. Per sancire solennemente la fine del lutto e della pausa di riflessione". Così Romano Prodi ha esordito nel suo intervento al Senato in occasione della commemorazione dei 50 anni della firma dei trattati di Roma "Ed è con questo spirito che ci prepariamo ad adottare la dichiarazione di Berlino", ha proseguito. "Noi- ha aggiunto il presidente del Consiglio- vogliamo un' Europa forte, efficiente, adatta ad affrontare le sfide globali. Perché di fronte al Mondo che cambia l'Europa non è più una scelta ma una necessità, un imperativo (...)".
9:44 - BERTINOTTI, E' GARANZIA DI PACE E GIUSTIZIA
"C'é grande bisogno di Europa", perché "non esiste altra via per rispondere al bisogno di giustizia sociale, di solidarietà e di pace che con grande intensità noi tutti oggi avvertiamo". Lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti nel suo intervento nell'Aula del Senato per la cerimonia celebrativa del 50/mo anniversario dei Trattati di Roma. "Una rinascita dell'Europa, o forse meglio ancora della civiltà europea - spiega Bertinotti - passa oggi attraverso il recupero del carattere plurale delle sue radici, della sua storia, della sua visione di futuro". E aggiunge che bisogna recuperare "lo spirito della fondazione dell'Europa che oggi celebriamo " per "rilanciare un progetto ambizioso e che resta tuttavia ancora incompiuto. E' lo spirito che deve guidarvi oltre i confini di una Europa delle elite per confrontarci con chi si sente escluso; che ci spinge a recuperare la disposizione ad analizzare ed investigare la realtà, a non arretrare di fronte alle istanze di inclusione, di accoglienza e di partecipazione che salgono da una parte rilevantissima della società. Si tratta - conclude - di costruire un futuro in cui le nuove generazioni possano credere e su cui possano investire".
9:23 - MARINI APRE IN SENATO LA SEDUTA SOLENNE
L'intervento del presidente del Senato Franco Marini ha aperto nell'Aula del Senato la cerimonia celebrativa del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Dopo quello del presidente del Senato ci saranno i saluti del presidente della Camera Fausto Bertinotti, del presidente del Consiglio Romano Prodi e del presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso. Al termine dei saluti, le testimonianze di Carlo Azeglio Ciampi, Valery Giscard d'Estaing, Giulio Andreotti, Jacques Delors e Emilio Colombo sull'Europa politica ed il suo ruolo nel mondo. Quindi, dopo un intermezzo con la proiezione di alcuni filmati d'epoca, prima il presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Poettering e poi i presidenti dei Parlamenti d'Europa parleranno sul tema 'I Parlamenti nel cuore della costruzione europea'.
11:07 - COLOMBO, SERVE UN SUPPLEMENTO DI ANIMA
"Il rilancio del processo europeo ha bisogno di un supplemento di anima e responsabilità". E' quanto ha sostenuto il senatore a vita Emilio Colombo, nel suo intervento al Senato. "Gran parte del nostro futuro - ha sottolineato Colombo - sta nella storia di questi 50 anni. E oggi bisogna ritrovare un forte discorso pubblico europeo, con il coinvolgimento delle nuove generazioni e la mobilitazione di tutte le istituzioni".
10:56 - ANDREOTTI, TROPPA PIGRIZIA INTERNAZIONALE
"Specie ora che non c'é più non solo Breznev ma neanche l'Unione Sovietica, c'é troppa pigrizia internazionale sia nelle visioni che nei progetti politici". Il senatore a vita Giulio Andreotti, intervenendo al Senato, non si limita ad un discorso di commemorazione ma critica gli europeisti di oggi ricordando il valore dei padri fondatori dell'Unione a cominciare da Alcide De Gasperi "i cui meriti non sono stati mai riconosciuti" e del quale Andreotti ricorda lo specifico ruolo nel favorire l'ingresso della Germania, e Gaetano De Martino, "un piccolo siciliano a cui va riconosciuto di aver fatto partire il progetto comunitario di convergenza continentale". Andreotti ha esordito definendosi come "uno dei superstiti del governo Segni che nel '58 avvio' il cammino italiano in Europa" e accennando al difficile lavoro per convincere gli italiani all' importanza della costruzione dell' Europa ha detto, tra l'altro, che "all'inizio la grande industria, soprattutto automobilistica, non era favorevole all'abbattimento delle frontiere, ma più tardi il modello europeo fu difeso proprio dai produttori".
10:51 - GISCARD, ORA ADOZIONE ISTITUZIONI EFFICACI
L' Unione europea deve impegnarsi per una "adozione definitiva di istituzioni democratiche efficaci e trasparenti". Valery Giscard D'Estaing, ex presidente della Repubblica francese e uno dei fondatori della Comunità europea intervenendo al Senato, in occasione della seduta solenne nell'anniversario della firma dei Trattati di Roma ha sottolineato gli obiettivi da realizzare ricordando che mentre il passato dell' Europa si basa sulla distinzione tra i Paesi, con la loro cultura e la loro storia, "l'identità futura è ancora sconosciuta". Secondo l'ex presidente francese, che ha concluso il suo intervento dicendo di "essere fiero di essere un europeo come voi", "la pace, la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale, e la tolleranza" sono i grandi valori su cui si basa l'Europa. "Valori - ha aggiunto - da non imporre, ma da proporre agli altri. Da proporre insieme agli altri, grandi o piccoli, ricchi o poveri". D'Estaing ha anche osservato che "in un mondo che si organizza in grandi insiemi" l'Europa rappresenta il terzo protagonista sulla scena globale anche se il suo prodotto interno lordo "è già il primo".
10:20 - CIAMPI, RIPRENDERE DOPO LA PAUSA DI RIFLESSIONE
"Occorre riprendere il cammino e dotare l'Europa di organi propri delle sue nuove dimensioni. Non é pensabile che i cittadini europei, che si recheranno alle urne nel 2009 per eleggere il Parlamento europeo, non conoscano il quadro istituzionale nel quale i loro rappresentanti si muoveranno". L'esortazione ad andare avanti nel processo di riunificazione viene dal senatore a vita, Carlo Azeglio Ciampi. Dopo aver ricordato i valori su cui si fonda l'Unione, a cominciare dal "rispetto della vita umana e il riconoscimento della sua dignità", il presidente emerito della Repubblica ha ripercorso le tappe del processo di unificazione fino alla battuta di arresto impressa dai referendum in Francia ed in Olanda. "Ne è seguita - ha sottolineato Ciampi - una pausa di riflessione ormai esaurita, occorre andare avanti anche se i margini sono stretti". "L'obiettivo - ha osservato Ciampi - non è facile ed è bene che ogni sforzo per raggiungerlo sia tentato da subito, a cominciare dalla dichiarazione di Berlino di domenica prossima, prima di pensare a soluzioni, similmente a quanto accaduto per l'euro, condivise da tutti, ma applicate inizialmente solo da un primo, robusto gruppo di Paesi".
10:07 - Berlusconi IN AULA AL SENATO VICINO D'ALEMA
Il leader di FI Silvio Berlusconi è giunto nell'aula della Camera dove è in corso la celebrazione per i 50 anni dei Trattati di Roma. Il leader dell'opposizione, arrivato nell'emiciclo a cerimonia iniziata, ha preso posto al banco della Commissione, praticamente accanto al ministro degli Esteri Massimo D'Alema. All'altro banco delle Commissioni, fra gli altri, ascoltano gli interventi i ministri dell'Economia e delle Politiche Comunitarie, Padoa - Schioppa e Bonino, e la senatrice a vita Rita Levi Montalcini.
10:02 - BARROSO, ISPIRARE I CITTADINI CON UNA NUOVA VISIONE
"E' importante che questa occasione ci serva per guardare avanti" ed "ispirare i cittadini con una nuova visione europea". Lo ha affermato il presidente della Commissione Europea José Manuel Durao Barroso nel suo intervento al Senato per le celebrazioni dei 50 anni dei Trattati di Roma. Secondo Barroso ora "la missione" dell'Europa è quella di "promuovere la libertà e lo stato di diritto" e "promuovere i valori e gli interessi comuni dell'Europa al di là delle sue frontiere": questo, ha sottolineato il presidente della Commissione Europea "é il grande cimento per l'Europa del XXI secolo, un nuovo e migliore ordine globale". Barroso ha quindi sottolineato che è necessaria "una soluzione al problema del Trattato costituzionale" e che lo slancio per farlo si può andare a cercarlo anche nel suo passato, quando gli accordi del '57 rappresentarono in un continente devastato dalla guerra ''la rivincita del dialogo sulla vendetta, del buon governo sulle armi".
9:45 - PRODI: SERVE UN'EUROPA FORTE, RILANCIO ENTRO IL 2009
"Ringrazio i Presidenti del Senato e della Camera per questa iniziativa. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto nobilitarla ulteriormente con la loro presenza. · E' per me un enorme piacere essere qui. Intervenire alle celebrazioni dell' Europa della partecipazione democratica. · In questi ultimi mesi, insieme ai nostri amici tedeschi, abbiamo molto lavorato per far ripartire il processo europeo. Per sancire solennemente la fine del lutto e della pausa di riflessione". Così Romano Prodi ha esordito nel suo intervento al Senato in occasione della commemorazione dei 50 anni della firma dei trattati di Roma "Ed è con questo spirito che ci prepariamo ad adottare la dichiarazione di Berlino", ha proseguito. "Noi- ha aggiunto il presidente del Consiglio- vogliamo un' Europa forte, efficiente, adatta ad affrontare le sfide globali. Perché di fronte al Mondo che cambia l'Europa non è più una scelta ma una necessità, un imperativo (...)".
9:44 - BERTINOTTI, E' GARANZIA DI PACE E GIUSTIZIA
"C'é grande bisogno di Europa", perché "non esiste altra via per rispondere al bisogno di giustizia sociale, di solidarietà e di pace che con grande intensità noi tutti oggi avvertiamo". Lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti nel suo intervento nell'Aula del Senato per la cerimonia celebrativa del 50/mo anniversario dei Trattati di Roma. "Una rinascita dell'Europa, o forse meglio ancora della civiltà europea - spiega Bertinotti - passa oggi attraverso il recupero del carattere plurale delle sue radici, della sua storia, della sua visione di futuro". E aggiunge che bisogna recuperare "lo spirito della fondazione dell'Europa che oggi celebriamo " per "rilanciare un progetto ambizioso e che resta tuttavia ancora incompiuto. E' lo spirito che deve guidarvi oltre i confini di una Europa delle elite per confrontarci con chi si sente escluso; che ci spinge a recuperare la disposizione ad analizzare ed investigare la realtà, a non arretrare di fronte alle istanze di inclusione, di accoglienza e di partecipazione che salgono da una parte rilevantissima della società. Si tratta - conclude - di costruire un futuro in cui le nuove generazioni possano credere e su cui possano investire".
9:23 - MARINI APRE IN SENATO LA SEDUTA SOLENNE
L'intervento del presidente del Senato Franco Marini ha aperto nell'Aula del Senato la cerimonia celebrativa del cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Dopo quello del presidente del Senato ci saranno i saluti del presidente della Camera Fausto Bertinotti, del presidente del Consiglio Romano Prodi e del presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso. Al termine dei saluti, le testimonianze di Carlo Azeglio Ciampi, Valery Giscard d'Estaing, Giulio Andreotti, Jacques Delors e Emilio Colombo sull'Europa politica ed il suo ruolo nel mondo. Quindi, dopo un intermezzo con la proiezione di alcuni filmati d'epoca, prima il presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Poettering e poi i presidenti dei Parlamenti d'Europa parleranno sul tema 'I Parlamenti nel cuore della costruzione europea'.
- Horacio Verbitsky


















