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 CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Lunedì, 24 Dicembre 2007 17:38
CONTRADA,
MASTELLA AVVIA ISTRUTTORIA PER GRAZIA
"Preso atto della richiesta di grazia per Bruno Contrada trasmesso dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha disposto che venga subito avviata l'istruttoria della pratica". Lo rende noto il ministero della Giustizia. Peraltro, segnalate dai familiari le cattive condizioni di salute di Contrada, "gli uffici del ministero - viene sottolineato - si erano immediatamente attivati per acquisire notizie sul procedimento giudiziario in corso per il differimento della pena; informazioni, queste, che avevano subito trasmesso alla presidenza della Repubblica".
FIGLIO, NON CREDO PIU' A NULLA DOPO TANTE AMAREZZE - "Non mi sento di commentare niente. Dopo 15 anni di amarezza non credo più a nulla". Lo dice all'ANSA l'avvocato Guido Contrada, figlio di Bruno, dopo che il Capo dello Stato ha chiesto al Presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli di valutare l'opportunità di anticipare la data dell'udienza di trattazione del procedimento per il differimento della esecuzione della pena pendente dinanzi al Tribunale di sorveglianza di Napoli. Napolitano ha poi trasmesso la "implorazione-supplica" inviatagli dall'avvocato Giuseppe Lipera al Ministero della Giustizia cui spetta svolgere le attività istruttorie previste dall'art. 681 del Codice di procedura penale in materia di concessione delle grazie. "Troppe falsità - aggiunge Guido Contrada - sono state dette. Se prima non ho la certezza di questi fatti è inutile esprimere alcun giudizio".
NAPOLITANO GIRA 'SUPPLICA' AVVOCATO A MASTELLA - A quanto si apprende dal Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a seguito della lettera ricevuta dall'avv. Giuseppe Lipera e di altre segnalazioni sulle critiche condizioni di salute del dott. Bruno Contrada, detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, ha immediatamente acquisito notizie dal Ministero della Giustizia sullo stato del procedimento per il differimento della esecuzione della pena pendente dinanzi al Tribunale di sorveglianza di Napoli.
Il Capo dello Stato ha chiesto al Presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli di valutare l'opportunità di anticipare la data dell'udienza di trattazione del procedimento.
Ha poi trasmesso la "implorazione"-"supplica" inviatagli dall'avv. Lipera al Ministero della Giustizia cui spetta svolgere le attività istruttorie previste dall'art. 681 del Codice di procedura penale in materia di concessione delle grazie.
LEGALE, DA NAPOLITANO IL PIU' BEL REGALO DI NATALE - "L'iniziativa del presidente Giorgio Napolitano è il più bel regalo di Natale che Bruno Contrada potesse ricevere". Lo dice all'ANSA l'avvocato Giuseppe Lipera che intende "ringraziare il Capo dello Stato per la grandissima sensibilità" e "sperare che si possa trovare nel più breve tempo possibile una soluzione umana per il grave stato di salute" dell'ex numero due del Sisde.
CONTRADA DA' MANDATO A LEGALE PER REVISIONE PROCESSO - Bruno Contrada ha dato mandato ai propri legali di presentare richiesta di revisione del processo a conclusione del quale la prima Corte d'appello di Palermo, il 25 febbraio del 2006, ha confermato la sentenza di primo grado di condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha reso noto l'avvocato Giuseppe Lipera annunciando che "la richiesta sarà presentata alla Corte d'appello di Caltanissetta". "Faremo presto - aggiunge il penalista - perché Contrada sta veramente male, molto male: oggi l'ho incontrato nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e l'ho trovato davvero debilitato: sono molto preoccupato per il suo stato di salute".
Ultima modifica di Redazione il 09 Lug 2008 06:29, modificato 5 volte in totale
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 MASTELLA: TEMPI BREVI PER L'ITER DI GRAZIA A BRUNO CONTRADA
Martedì, 25 Dicembre 2007 - 15:38
MASTELLA: TEMPI BREVI PER L'ITER DI GRAZIA
A BRUNO CONTRADA
"Mi sembrava un atto dovuto, visto anche l'allarme destato dalle condizioni di salute" di Bruno Contrada. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella - nel corso di un'intervista al Gr Rai - ritiene "giusto" l'aver avviato l'istruttoria per un'eventuale concessione della grazia all'ex funzionario del Sisde, condannato a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
L'istruttoria sollecitata dal Capo dello Stato prevede la richiesta dei pareri (tecnici e non vincolanti) alla procura generale di Palermo e al Tribunale di sorveglianza di Napoli. La sua durata - spiega Mastella - potrebbe essere breve: "In questo caso l'urgenza deriva dalle condizioni di salute. Normalmente per l'attivazione di questi strumenti si impiegano sei mesi. Io mi auguro che si faccia molto, molto prima" L'interessamento del Quirinale e del ministero della Giustizia alla vicenda parte dal "dramma che sta vivendo Contrada", perché - aggiunge Mastella - "io valuto l'aspetto umano, come anche il Presidente della Repubblica ha valutato questo". L'interessamento del ministero della Giustizia, inoltre, non è nuovo: "Per la verità - sottolinea il Guardasigilli - a seguito della lettera che mi era stata inviata dall'avvocato (di Contrada, ndr), eravamo già intervenuti precedentemente sul Tribunale di sorveglianza di Napoli per vedere un po' il da farsi, nei limiti di quello che non appare mai un'interferenza del ministro rispetto all'attività della magistratura". Quanto all'ipotesi di una revisione del processo, Mastella frena: "non é qualcosa che attiene a me".
FIGLIO, NON CREDO PIU' A NULLA DOPO TANTE AMAREZZE - "Non mi sento di commentare niente. Dopo 15 anni di amarezza non credo più a nulla". Lo dice all'ANSA l'avvocato Guido Contrada, figlio di Bruno, dopo che il Capo dello Stato ha chiesto al Presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli di valutare l'opportunità di anticipare la data dell'udienza di trattazione del procedimento per il differimento della esecuzione della pena pendente dinanzi al Tribunale di sorveglianza di Napoli. Napolitano ha poi trasmesso la "implorazione-supplica" inviatagli dall'avvocato Giuseppe Lipera al Ministero della Giustizia cui spetta svolgere le attività istruttorie previste dall'art. 681 del Codice di procedura penale in materia di concessione delle grazie. "Troppe falsità - aggiunge Guido Contrada - sono state dette. Se prima non ho la certezza di questi fatti è inutile esprimere alcun giudizio".
RADICALI, SI PUO' E SI DEVE LIBERARLO - "Bruno Contrada oggi ha 77 anni, è una persona malata, affetta da una trentina di patologie tra cui un diabete mellito di tipo 2 difficile da curare e che richiede una dieta da effettuare col bilancino, sofferente dei postumi di un ictus che lo sta portando a una perdita progressiva della vista". Così i Radicali Rita Bernardini e Sergio D'Elia ritornano alla carica, dopo le indiscrezioni uscite dal Quirinale, sulla necessità di concedere la grazia a Contrada. "E' rinchiuso dal 10 maggio 2007 nell'unico carcere militare d'Italia che si trova a Santa Maria Capua Vetere. Poliziotto dal 1959, ha avuto numerosi e diversi incarichi fra i quali la direzione della Squadra mobile della Questura di Palermo, della Criminalpol per la Sicilia Occidentale e del SISDE. Viene arrestato esattamente 15 anni fa, la vigilia di Natale del 1992: l'accusa è quella di collusione con la mafia secondo le affermazioni di una vera e propria schiera di "collaboratori di giustizia" che hanno alla spalle i crimini più odiosi e raccapriccianti. Condannato in primo grado a 10 anni di reclusione, viene assolto in appello con la formula "perché il fatto non sussiste". Ma l'assoluzione viene cancellata dalla Cassazione. Ricondannato nel secondo appello, Bruno Contrada vede la sentenza confermata dalla seconda Cassazione.
Il Magistrato di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Dalla Pietra, ha rigettato il 12 dicembre scorso l'istanza di differimento della pena e la detenzione domiciliare presentata dagli avvocati. A leggere l'Ordinanza c'é da rimanere sbalorditi - proseguono i due radicali- perché le conclusioni non hanno nulla a che vedere con quanto scritto nell'ordinanza stessa, dove la descrizione del quadro clinico conferma l'assoluta incompatibilità con il regime di detenzione carceraria, sostenuta dagli stessi medici del carcere: lo affermano sia il Prof. Buscami che il Dott. Antonio Calmieri, ma per la Dott.ssa Della Pietra, la "compatibilità" la si assicura con il "frequente ricorso al ricovero in ospedale". Nel corso del colloquio che abbiamo avuto il 22 dicembre scorso, Bruno Contrada che - ricordiamolo - il 10 maggio scorso ha bussato spontaneamente al Carcere Militare per farsi rinchiudere in cella, si è manifestato in tutta la sua integrità di servitore dello Stato e ci ha subito detto, quasi a scusarsi delle sue condizioni di salute, "questo non è un gerontocomio, non è struttura adatta per assistere gli ultrasettantenni come me!" Nonostante la "giustizia" abbia riservato a lui, poliziotto e servitore dello Stato per quasi cinquant'anni, il trattamento infame che normalmente non è stato assegnato agli assassini che lui ha assicurato alla giustizia, è impressionante constatare, vedendolo e sentendolo parlare, la fierezza e la dignità di un uomo che continua a mantenere alto il senso dello Stato, a custodire ancora valori come quelli dei "gradi", della bandiera, della patria che a noi parrebbero militareschi e anacronistici. Pur convinti della sua innocenza, essendo l'unica sua colpa quella di non essersi fatto ammazzare dalla mafia come è accaduto a tanti suoi colleghi, oggi noi chiediamo a chi di dovere e di potere di sciogliere Contrada dai vincoli della pena carceraria- concludono - e di restituirlo agli affetti dei suoi cari, avendo ormai la "pena di infamia", già intollerabile per una persona normale ma ancor più intollerabile per chi ha servito lo Stato e ne viene ripagato con il giudizio di collusione con la mafia, fatto il suo corso definitivo. Se si vuole si può, se si può si deve".
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 Rita Borsellino: grave concedergli la grazia
Martedì, 25 Dicembre 2007
Rita Borsellino:
grave concedergli la grazia
PALERMO - Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso nella strage di via d'Amelio, chiederà un incontro al capo dello Stato Giorgio Napolitano in merito al dibattito in corso sulla concessione della grazia all'ex numero tre del Sisde, Bruno Contrada, che lei giudica grave. "Ritengo questa ipotesi estremamente grave - dice Borsellino - Contrada è stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni, Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita". Rita Borsellino aggiunge: "Comprendo i sentimenti di pietà che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di Contrada, ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l'alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo ciò che sapeva sulle complicità di parte delle istituzioni con l'organizzazione mafiosa". Per la Borsellino "coloro che si accingono a decidere devono sapere che questo dubbio si riaccenderà anche sul loro operato". "Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare - conclude - altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi. La mia richiesta al Capo dello Stato è da sorella di Paolo ma anche da parlamentare e da cittadina italiana".
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 Re: CONTRADA, MASTELLA AVVIA ISTRUTTORIA PER GRAZIA
Dopo Rita Borsellino, il no di Rita Scopelliti, dell'Associazione dei familiari
delle vittime di via dei Georgofili e della Fondazione Caponnetto
Contrada, altre voci contro la grazia
"Chiediamo un incontro a Napolitano"
Chiedono invece "rispetto per le sofferenze subite per 15 anni" i 7 fratelli dell'ex 007
Mentre Cicchitto ricorda il caso Bompressi e chiede che "non vengano usati due pesi e due misure"
Bruno Contrada
FIRENZE - Dopo le forti ragioni di contrarietà espresse da Rita Borsellino, anche l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili, la Fondazione Caponnetto e Rosanna Scopelliti si esprimono contro la concessione della grazia a Bruno Contrada, e chiedono un incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Come Rita Borsellino anche noi chiederemo un incontro al capo dello Stato in merito alla concessione di Grazia a Bruno Contrada", afferma in una nota l'Associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili. "E' importante da parte delle massime Istituzioni - spiega l'Associazione - ascoltare la voce di chi come noi ha pagato un prezzo incredibile, perchè servitori dello Stato hanno tradito questo Paese. Ma soprattutto perchè si sappia fino in fondo, che la mafia in carcere condannata per le stragi del 1993 sta giocando una partita per lei molto importante a suon di ricatti".
L'eventuale concessione della Grazia a Bruno Contrada incontra anche le critiche della Fondazione Caponnetto. "Il messaggio che verrebbe mandato al Paese nella lotta contro la mafia - afferma in una nota diffusa a Firenze Elisabetta Caponnetto, presidente ad honorem della Fondazione - sarebbe, a mio modesto avviso, deleterio in quanto farebbe apparire lo Stato debole soprattutto nel non difendere la memoria di coloro che per servirlo sono stati uccisi".
"Si pensi a Falcone, Borsellino e ai tanti giudici e agli esponenti delle forze dell'ordine uccisi dalla mafia - continua la Caponnetto -. Si pensi alle stragi del '93. Si pensi ai tantissimi cittadini e ai giornalisti uccisi dalla mafia, nel corso degli anni. Tale atto di clemenza vanificherebbe il loro impegno, la loro onestà. Tale atto di clemenza - conclude la nota della Fondazione - renderà sempre più difficile educare alla legalità ed al senso dello Stato gli studenti delle scuole italiane che regolarmente incontro".
Della stessa opinione Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato calabrese primo titolare della pubblica accusa in Cassazione del maxi-processo a Cosa nostra: "E' vero che a Natale siamo tutti più buoni - dice la Scopelliti - ma non dimentichiamo (e noi familiari di vittime della mafia non lo dimentichiamo) che, come giustamente già osservato da Rita Borsellino, Contrada è stato condannato per gravi reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per il quale mio padre ed altri magistrati e uomini delle istituzioni hanno pagato con la vita. La pietà umana nei confronti dello stato di salute di Contrada deve sapersi coniugare alla certezza della espiazione della pena, visto che in questo Paese la sola certezza della pena, tra un indulto, una prescrizione ed un pateggiamento non è garantita appieno".
A Rita Borsellino replicano però con una lettera anche i sette fratelli di Bruno Contrada, Elisa, Romano, Vittorio, Maria Rosaria, Carlo, Ida e Anna Contrada: "Abbiamo sentito le dichiarazioni della signora Rita Borsellino di cui rispettiamo il dolore sempre condiviso unitamente a tutti gli italiani - affermano - ma ci rattrista profondamente sentire affermazioni crudeli e gravi nei confronti di nostro fratello Bruno, della cui innocenza o colpevolezza non stiamo qui a discutere, anche se siamo sicuri che un giorno la vera giustizia ristabilirà la verità sulla sua vicenda giudiziaria".
"Nostro fratello sta male davvero ed ha settantasei anni e mezzo e potrebbe morire in qualsiasi momento e la signora Rita Borsellino, che è farmacista, questo lo dovrebbe capire meglio di chiunque", conclude la lettera.
Anche il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto si schiera con Bruno Contrada: "Ci auguriamo che non vengano usati due pesi due misure", chiede, facendo riferimento all'analoga vicenda di Ovidio Bompressi. Bompressi, ricorda Cicchitto, "fu scarcerato per grazia perchè stava morendo in carcere". "In entrambi i casi - aggiunge - ci troviamo di fronte a vicende giudiziarie assai travagliate e contrastate, ma anche a sentenze passate in giudicato. Allora un intervento umanitario in favore di Contrada è auspicabile di per sè, così come quello preso a suo tempo in favore di Bompressi, perché fortunatamente in Italia non esiste la pena di morte".
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 Re: CONTRADA: La richiesta di Grazia - Iter e pareri (agg.to
...... non conosco il caso, se non per il quanto appreso dalla stampa e quindi, per esperienza su altri casi a conoscenza diretta, il quanto hanno voluto, o potuto, dirci il che non è ne necessariamente, ne sicuramente verità o completezza di informazione. Eppure, basandomi unicamente su un giudizio a lungo procastinato e quindi lungamente meditato e contrastato, mi ritrovo ora a dover andare con il pensiero, subito, immediatamente, alle parole espresse appena ieri dalla sorella del Giudice Borsellino: Rita Borsellino: grave concedergli la grazia:
Rita Borsellino ha scritto: "Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare - conclude - altrimenti il rischio, dirompente per un Paese democratico fondato sulla giustizia, è che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi.[...]".
ed a quelle espresse da Fabio Cicchito (vicecoordinatore di Forza Italia) che, immediatamente, danno corpo concreto all'ipotesi paventata dalla Borsellino:
Cicchito ha scritto: Anche il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto si schiera con Bruno Contrada: "Ci auguriamo che non vengano usati due pesi due misure", chiede, facendo riferimento all'analoga vicenda di Ovidio Bompressi. Bompressi, ricorda Cicchitto, "fu scarcerato per grazia perchè stava morendo in carcere". "In entrambi i casi - aggiunge - ci troviamo di fronte a vicende giudiziarie assai travagliate e contrastate, ma anche a sentenze passate in giudicato. Allora un intervento umanitario in favore di Contrada è auspicabile di per sè, così come quello preso a suo tempo in favore di Bompressi, perché fortunatamente in Italia non esiste la pena di morte".
Eccoci. I precedenti richiamati e fatti pesare per altri (purché ovviamente NON normale cittadino, quelli poi li buttano, magari, nella fossa comune quando togleranno il disturbo di stare, tra l'altro, sulle "spese"), proprio come nelle parole della Borsellino.
Ma del resto non è che poi, alla fin fine, la sig.ra Borsellino si sia dovuta sforzare più di tanto. In Italia, lo si sà, il motivo di base è: Nessuno tocchi Caino. Sacrosanto quanto si vuole ma!
E se qualche volta ci si ricordasse anche di Abele?. Qualcuno lo conosce?, qualcuno sà che è esistito anche lui e che quindi esistono una infinità di Abele?
Abele che sono, regolarmente, uccisi, sbeffeggiati, fregati, malmenati ecc ecc una prima volta dal "delinquente" e poi, ancor più regolarmente, dal popolo italiano tramite le sue istituzioni; ma anche buona parte dello stesso.
Questo solo mi è dato di pensare in questo caso (come in tanti altri).
Non giudico, ripeto, perché non ne ho le cognizioni certe ed inconfutabili ma, se una qualche credenza (con grande sforzo di volontà e di credulità) ancora la si vuol lasciare alla nostra giustizia, allora il mio richiamo a ricordarsi anche di Abele non mi sembra ne forcaiuolo, ne impietoso, ne altro di negativo.
Sempre secondo me ...... voi .... pensatela come vi pare. Se poi magari ci dite anche quale esso sia, male non sarebbe!
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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 Re: CONTRADA: La richiesta di Grazia - Iter e pareri (agg.to
Mercoledì, 26 2007 - 14:59
CONTRADA, QUIRINALE:
NAPOLITANO HA PRESENTE PROCEDURE
"A proposito dell'intensificarsi di dichiarazioni e di appelli in merito al 'caso Contrada' si fa notare che il Presidente della Repubblica ha ben presente, di fronte a qualsiasi domanda di grazia, tutte le ragioni da prendere in considerazione, quanto stabilito dalla Corte Costituzionale e le procedure da rispettare. Qualsiasi provvedimento in materia di differimento della pena, basato sulla gravità delle condizioni di salute dei condannati che stiano scontandola in carcere, è - com'é noto - di esclusiva competenza della Magistratura di sorveglianza". E' quanto si legge in un comunicato della presidenza della Repubblica.
Le polemiche sulla proposta di grazia
FAMILIARI VITTIME MAFIA, STATO RIAPRE FERITE - "Lo Stato italiano, avanzando l'ipotesi di concedere la grazia a Bruno Contrada, continua a non perdere l'occasione per riaprire ferite dolorose e per non schierarsi dalla parte di chi ha creduto in questo stesso Stato sino all'estremo sacrificio". Lo dicono in una nota alcuni familiari di vittime di mafia, tra cui Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Rosanna Scopelliti, Mimmo Mangano, Rita Spartà, Giuseppe Ciminnisi, che rivolgendosi al presidente della Repubblica aggiungono: "Mastella continua a farsi portavoce delle ragioni di chi delinque non garantendo la certezza della pena e destabilizzando cosi la parte più sana di questo paese. Presidente Napolitano, proprio perché crediamo in questo Stato le chiediamo ma la colpa è dei mafiosi e dei loro complici o di chi ha lottato e perso la vita nella lotta alla mafia in nome di questo stesso Stato che lei si pregia di presiedere?"
I FRATELLI, RITA BORSELLINO RISPETTI DOLORE ALTRI - I sette fratelli di Bruno Contrada si dicono "rattristati dal sentire affermazioni crudeli" da parte "della signora Rita Borsellino", della quale "rispettano il dolore" e alla quale chiedono "rispetto per le sofferenze subite per 15 anni" da un uomo "condannato ingiustamente" e per il quale è stato avviato l'iter per la grazia, ipotesi ritenuta "grave" dalla sorella del magistrato. "Ma le discussioni sulla condanna sono ultronee - affermano Elisa, Romano, Vittorio, Maria Rosaria, Carlo, Ida e Anna Contrada - nostro fratello sta male davvero ed ha settantasei anni e mezzo e potrebbe morire in qualsiasi momento e la signora Rita Borsellino, che è farmacista, questo lo dovrebbe capire meglio di chiunque". "Abbiamo sentito le dichiarazioni della signora Rita Borsellino di cui rispettiamo il dolore sempre condiviso unitamente a tutti gli italiani - affermano i fratelli Contrada - ma ci rattrista profondamente sentire affermazioni crudeli e gravi nei confronti di nostro fratello Bruno, della cui innocenza o colpevolezza non stiamo qui a discutere, anche se siamo sicuri che un giorno la vera giustizia ristabilirà la verità sulla sua vicenda giudiziaria"."Vorremmo - si legge in una nota congiunta diffusa a Catania - lo stesso rispetto per le sofferenze da noi subite per 15 anni e per le torture psicologiche fisiche e morali sopportate da nostro fratello Bruno, chiedendoci spesso se per lui sarebbe stato meno penoso morire". "Comunque ancora solidali per la perdita del nostro grande magistrato Paolo Borsellino, che mai si espresse, né per iscritto e né verbalmente, in modo negativo nei confronti di Bruno Contrada - aggiungono i fratelli di Contrada - vogliamo precisare che Bruno è stato processato non in qualità di funzionario del Sisde, ma per presunte condotte che risalirebbero ai lontani anni '80, quando era dirigente della squadra mobile di Palermo e che e' stato condannato per concorso esterno all'associazione mafiosa mentre nessun delitto di favoreggiamento, corruzione, interessi privato o altro qualsiasi reato specifico gli è mai stato addebitato. Bruno è stato sfortunato: i suoi giudici hanno creduto agli ex mafiosi e assassini e non hanno creduto a centinaia e centinaia di persone per bene, come prefetti, capi della polizia, generali dei carabinieri...". "Tutto questo comunque allo stato è ultroneo - concludono i fratelli Contrada - Bruno sta male davvero ed ha settantasei anni e mezzo e potrebbe morire in qualsiasi momento e la signora Rita Borsellino, che è farmacista, questo lo dovrebbe capire meglio di chiunque".
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 Re: CONTRADA, Grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
"Patologie non gravi e compatibili con la detenzione". L'ultima parola al tribunale di Napoli
Scontro sulla grazia. Primo no alla scarcerazione, a gennaio il verdetto definitivo
"Contrada non sta morendo"
Per il giudice può restare in cella"
dal nostro iniviato CONCHITA SANNINO (Repubblica)
Bruno Contrada
SANTA MARIA CAPUA VETERE - Soffre di ischemia e di patologie broncopolmonari, oltre che di diabete, eczema, depressione. E tuttavia "le patologie da cui è affetto il detenuto Bruno Contrada non sono gravi", scrive il giudice. E soprattutto: "Esse non appaiono, allo stato, non trattabili in carcere".
C'è già il no ufficiale di un magistrato di Sorveglianza sul caso che divide schieramenti politici ed opinione pubblica, mentre la richiesta di grazia avanzata a favore dell'ex numero 3 del Sisde Bruno Contrada, attualmente rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (condannato a 10 anni per concorso in associazione mafiosa, fine pena segnata per ottobre 2014) alimenta il dibattito sull'istruttoria aperta dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, e infiamma l'attesa intorno alla futura decisione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, cui spetta in via esclusiva il potere di concedere il provvedimento di clemenza individuale.
Ieri altra sequenza di contrastanti pareri. Insorgono contro l'ipotesi della grazia il presidente della commissione antimafia Francesco Forgione ("Sarebbe il primo atto di clemenza per un reato di mafia nel nostro Paese, e non rappresenterebbe un buon segnale"); la vicepresidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Chelli ("Contrada venga curato e sconti la pena, ma se gli pesa: allora parli e chissà che non sappia qualcosa che ci riguarda"). Mentre il leader di An Gianfranco Fini riflette: "Il Presidente Napolitano sa cosa fare. Non si può fare come al bar". A favore della grazia il deputato azzurro Chiara Moroni. E al ministro Di Pietro che bacchettava il Guardasigilli, il ministro Mastella replica: "Non ho mai detto che la grazia a Contrada fosse un atto dovuto".
La prima fumata nera per l'ex alto funzionario Sisde risale al 12 dicembre scorso: riguarda la richiesta di differimento di pena avanzata dai legali, bocciata in fase provvisoria. Il magistrato Daniela Della Pietra dell'Ufficio di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, infatti, dopo aver riportato la relazione sanitaria elaborata da un tenente colonnello del carcere - in cui si riconosce che "ancorché le patologie presentate dal detenuto Contrada non configurino una condizione di imminente pericolo di vita, si ritiene che lo stato detentivo costituisca una prevedibile causa di grave peggioramento" - valuta che quei malanni "non possono dirsi gravi e non trattabili in carcere".
Sull'istanza si pronuncerà in via definitiva il Tribunale di sorveglianza di Napoli nell'udienza già fissata dal presidente Angelica Di Giovanni per il 24 gennaio: data peraltro definita "troppo lontana" dal legale Giuseppe Lipera che, insieme con il collega Enrico Tuccillo, ha avanzato una richiesta di anticipazione. Sull'ipotesi della grazia invece, la presidente Di Giovanni si limita a precisare: "A questo Tribunale non è giunta alcuna richiesta dal Guardasigilli. Quindi, per noi non c'è ancora alcuna istruttoria in corso".
Dal carcere, intanto, si fa vivo Contrada con una lettera aperta. "Tutti coloro che vogliono pronunciarsi sulla mia vicenda - scrive Contrada - non parlino per sentito dire. Si informino, leggano atti, sentenze, memorie difensive". Un messaggio che il suo legale Lipera prova a spiegare meglio: "Nel processo è stato impiegato materiale probatorio fornito dagli stessi pentiti che avevano parlato contro il giudice Carnevale e contro l'ex premier Andreotti: loro sono stati assolti, Contrada no".
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 Re: CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Venerdì, 28 dicembre 2007 - 13:48
CONTRADA: TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA,
UDIENZA IL 10 GENNAIO
CATANIA - Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha anticipato al 10 gennaio prossimo l'udienza per trattare la richiesta di scarcerazione per motivi di salute di Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere per scontare una condanna a dieci anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. Lo ha reso noto il suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, del Foro di Catania. L'udienza era prevista per il 24 gennaio prossimo.
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 Re: CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Sabato, 29 Dicembre 2007 - 14:13
CONTRADA FIRMA PER LASCIARE L'OSPEDALE,
TORNA IN CARCERE
NAPOLI - Bruno Contrada ha appena firmato, contro il parere dei medici dell'ospedale Cardarelli, la richiesta di dimissioni dalla struttura sanitaria dove era ricoverato da ieri sera. L'ex dirigente del Sisde, appena ultimate le formalità di rito, farà quindi ritorno nel carcere di S. Maria Capua Vetere (Caserta). Lo rendono noto fonti dell'ospedale. Il rientro di Contrada nel carcere militare dovrebbe avvenire già nel pomeriggio, appena il tribunale di sorveglianza di Napoli avrà disposto la necessaria scorta per l'autoambulanza. La decisione dell'ex funzionario del Sisde ha colto di sorpresa i medici del Cardarelli, che hanno messo per iscritto la contrarietà alle dimissioni del paziente, bisognoso - a loro giudizio - di ulteriori accertamenti. Dopo il ricovero in ospedale, ieri sera, Contrada era stato sottoposto a una Tac cranica, a un elettrocardiogramma ed agli esami ematici di routine; non è stato invece possibile effettuare le prove audiovestibolari e la visita neurologica che erano già in programma per le prossime ore.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Sabato, 29 Dicembre 2007 - 17:27
CONTRADA:
BATTIBECCO TRA IL LEGALE E MASTELLA
PALERMO - "Evidentemente i miei appelli in favore di Bruno Contrada sono stati fraintesi". L'avvocato Giuseppe Lipera, legale dell'ex funzionario del Sisde, replica così alle dichiarazioni del Ministro Mastella sulla vicenda. "Ho ben presente - precisa il difensore di Contrada - che il procedimento afferente la richiesta di differimento della pena é di esclusiva competenza della magistratura di sorveglianza e, conseguentemente, non vi è mai stata alcuna intenzione da parte mia di invocare un intervento da parte del Ministro teso a condizionare l'operato delle autorità giudiziarie competenti, che sarebbe del tutto illegittimo ed incostituzionale". Il legale aggiunge di "avere preso atto con soddisfazione dell'immediato avvio da parte del Guardasigilli della istruttoria relativa alla concessione della grazia e di avere voluto soltanto sollecitare gli organi preposti ad accelerare i tempi in considerazione della assoluta ed urgente gravità del caso". "Non ho posto in essere pertanto - conclude Lipera - alcuna strumentalizzazione, come ingiustamente attribuitomi, poiché il mio compito difensivo è quello di salvaguardare e tutelare la vita e la posizione di Bruno Contrada".
Bruno Contrada ha firmato, contro il parere dei medici dell'ospedale Cardarelli, la richiesta di dimissioni dalla struttura sanitaria dove era ricoverato da ieri sera. L'ex dirigente del Sisde, appena ultimate le formalità di rito, farà quindi ritorno nel carcere di S. Maria Capua Vetere (Caserta). Lo rendono noto fonti dell'ospedale. Il rientro di Contrada nel carcere militare dovrebbe avvenire già nel pomeriggio, appena il tribunale di sorveglianza di Napoli avrà disposto la necessaria scorta per l'autoambulanza. La decisione dell'ex funzionario del Sisde ha colto di sorpresa i medici del Cardarelli, che hanno messo per iscritto la contrarietà alle dimissioni del paziente, bisognoso - a loro giudizio - di ulteriori accertamenti. Dopo il ricovero in ospedale, ieri sera, Contrada era stato sottoposto a una Tac cranica, a un elettrocardiogramma ed agli esami ematici di routine; non è stato invece possibile effettuare le prove audiovestibolari e la visita neurologica che erano già in programma per le prossime ore.
LA MOGLIE, SCONVOLTA DALLA DECISIONE DI MIO MARITO
"Sono sconvolta. Non riesco a spiegarmi il perché di questa scelta". Così Adriana Del Vecchio, moglie dell'ex numero tre del Sisde Bruno Contrada ha commentato la decisione del marito di lasciare, contro il parere dei medici, l'ospedale napoletano, in cui ieri era stato ricoverato dal magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere. "Mio marito ha patologie gravissime accertate da tutti i dottori che l'hanno visitato - aggiunge - La permanenza in ospedale l'avrebbe solo potuto tranquillizzare". "Bruno è stato dilaniato. Tre anni e mezzo di carcere e poi la pena di non potere più servire lo Stato lo stanno uccidendo", ha aggiunto. "L'ho sentito nei giorni scorsi - ha proseguito - e ieri ha chiesto di parlarmi prima di andare al Cardarelli per evitare che mi preoccupassi sentendo la notizia dai giornali o dalle televisioni". "Mio marito - ha concluso - è vissuto per la patria e la famiglia: gli hanno tolto tutto".
MEDICI DEL CARDARELLI, HA BISOGNO DI ULTERIORI ESAMI
Il paziente Bruno Contrada "é affetto da patologie croniche non acute, a livello cerebrale e polmonare" e "per un ulteriore inquadramento e studio di queste patologie" sarebbero necessari altri accertamenti. E' quanto si legge nel bollettino diffuso dal direttore sanitario di presidio del Cardarelli, Franco Paradiso, dopo la decisione dell'ex dirigente del Sisde di firmare per uscire dall'ospedale e rientrare in carcere. Secondo quanto si è appreso, le indagini alle quali Contrada é stato sottoposto al Cardarelli (tac cranica, elettrocardiogramma e radiografia al torace) hanno permesso di diagnosticare in particolare una ischemia cerebrale e un versamento pleurico saccato, entrambi verificatisi già da qualche tempo.
LA SORELLA ANNA, NON VUOLE PIU' VIVERE
"Mio fratello non vuole più vivere". Lo ha detto all'ANSA Anna Contrada, sorella dell'ex numero tre del Sisde, commentando la decisione del fratello di ritornare nel carcere militare di santa Maria Capua Vetere firmando la richiesta di dimissioni all'ospedale Cardarelli di Napoli. "Troppe calunnie sono state dette contro di lui - ha aggiunto in lacrime Anna Contrada - Hanno distrutto nove famiglie. Perché vuole tornare in carcere? Eravamo più tranquilli sapendo che era in ospedale". "Non vuole la libertà, ma il suo onore. Non so come non è morto ancora di dolore - ha proseguito Anna Contrada - Se tornasse a casa potrebbe lenire la sua sofferenza grazie all'affetto dei suoi nipoti". "Non ce la fa a stare là dentro - ha spiegato - E' stato sempre dalla parte della giustizia e ora è pieno di fango. Non riesce a sostenere la condizione di detenuto, è un attacco alla sua dignità, una cosa atroce per un uomo dello Stato. Ci vorrebbero più uomini come lui, chissà quanto ha giocato l'invidia degli altri per arrivare a questo punto".
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 Re: CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Domenica, 30 Dicembre 2007: san Felice e san Savino 13:11
CONTRADA: MAI CHIESTO LA GRAZIA
NAPOLI - "Non ho mai chiesto ne chiederò una grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie". Questo è quanto ha scritto Bruno Contrada in un appunto affidato al suo legale Giuseppe Lipera. "Un grazie per tutto ciò che ho dato della mia esistenza allo Stato, alle sue istituzioni, specie alla polizia", ha aggiunto Contrada, ancora ricoverato all' ospedale Cardarelli di Napoli. Ieri l'ex funzionario del Sisde aveva firmato, contro il parere dei medici, la richiesta di dimissione dalla struttura sanitaria per far ritorno al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Secondo fonti dell' ospedale Cardarelli le condizioni di Contrada sono stazionarie.
Se a Bruno Contrada deve essere concessa la grazia, lo si faccia subito perché "tra sei mesi la grazia ad un morto non la si può dare piu". A ribadirlo, oggi a Napoli, è stato il legale di Contrada, Giuseppe Lipera. Il difensore dell'ex funzionario del Sisde, alle telecamere dei tg ha auspicato che "chi ha il potere di farlo acceleri quello che è stato un provvedimento annunciato". "Noi abbiamo chiesto una supplica, non abbiamo fatto una domanda di grazia - ha ribadito Lipera - quindi, se io non faccio domanda nessuno la può rigettare. Però il 24 dicembre abbiamo ricevuto come bel regalo, il comunicato del Quirinale dove si diceva che il presidente Napolitano si era attivato per dar corso a queste procedure per poi valutaré. "Questa azione deve concludersi o in un modo o in un altro - ha concluso il legale - se si deve fare si deve fare subito".
Dimagrito, voce flebile, depresso: il legale ha trovato così il suo assistito. Un incontro, all'ospedale Cardarelli di Napoli, durato quasi due ore nel corso del quale l'ex funzionario del Sisde, secondo quanto ha raccontato il suo difensore, "é apparso in condizioni ancora peggiori rispetto a quelle del 24 dicembre". "Da solo quasi non riesce a camminare più - ha riferito Lipera al termine dell'incontro - le prime parole che mi ha detto? Che lui è un generale della polizia e che se deve stare in un ospedale, deve stare in un ospedale militare, adatto al suo rango". Contrada sta vivendo queste ore in isolamento, dice il suo avvocato: in una stanzetta dove non arrivano i giornali, dove non ci sono libri, dove c'é solo una tv che però Contrada, per un problema al nervo ottico, può solo ascoltare ma non vedere.
"Chi sa parli. Perché questo è un processo che grida vendetta": è l' appello della moglie di Bruno Contrada, Adriana Del Vecchio, che, in un' intervista pubblicata dal Giornale, dice di confidare ancora "nel ravvedimento di certi uomini che tanto male si sono comportati in questi anni". "Io - dice poi la moglie dell'ex funzionario del Sisde - ancora ci spero nella giustizia". Circa l'ipotesi di riapertura del processo o di una commissione d' inchiesta sui pentiti, la moglie di Contrada si dice certa che "un giorno, non adesso, forse quando questo caso farà parte della storia , la verità vedrà la luce. Se oggi dovesse uscire un brandello di quella indicibile verità, succederebbe un putiferio, poiché molti protagonisti del caso Contrada sono ancora in attività".
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 Re: CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Lunedì, 31 Dicembre 2007 - 08:39
CONTRADA: CONDIZIONI NON GRAVI,
FORSE OGGI IL RITORNO IN CARCERE
NAPOLI - Sono stazionarie le condizioni di Bruno Contrada, ricoverato dallo scorso venerdì sera all'ospedale Cardarelli di Napoli. Secondo quanto conferma la direzione sanitaria dell'ospedale, "non c'é nessuna patologia acuta in atto". Contrada, che ha trascorso una notte tranquilla, viene trattato, dal punto di vista terapeutico, per le patologie già accertate. Dopo la richiesta avanzata dallo stesso Contrada di lasciare l'ospedale, le eventuali dimissioni, anche se l'ex funzionario del Sisde non corre pericolo di vita, sarebbero comunque, anche in questa fase, contro il parere dei medici. Oggi per Contrada potrebbe essere il giorno utile per il trasferimento al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dove era già detenuto: tutto è legato alla decisione del magistrato di sorveglianza. Sempre oggi il legale di Contrada potrebbe presentare istanza per il trasferimento all'ospedale militare del Celio.
(Repubblica)
L'avvocato Giuseppe Lipera ha depositato la documentazione del caso
L'ex funzionario del Sisde ancora ricoverato al Cardarelli
Il legale di Contrada al Quirinale:
"Chiesto incontro con Napolitano"
L'avvocato Lipera
ROMA - Giuseppe Lipera, l'avvocato di Bruno Contrada, è andato stamane al Quirinale per "depositare atti e chiedere formalmente un incontro con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano". Lo ha detto lo stesso Lipera, parlando con i giornalisti. L'ex funzionario del Sisde, condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è al momento ricoverato al Cardarelli di Napoli ma ha chiesto di tornare al carcere di Santa Maria Capua Vetere. La decisione spetta al tribunale di sorveglianza del capoluogo campano che ha chiesto una relazione sulle condizioni di salute del detenuto.
"Sono stato ricevuto da Luigi D'Ambrosio, un magistrato, consigliere del presidente della Repubblica per gli affari della giustizia", ha detto Lipera. "A lui ho consegnato la documentazione relativa al caso Contrada, atti che ritengo utili all'attività istruttoria di questa pratica. Poi ho depositato un'istanza formale per parlare con il presidente Napolitano. Ora aspetto una risposta".
Riguardo ai documenti consegnati, l'avvocato ha detto che "saranno oggetto di una conferenza stampa che si terrà dopodomani. Posso solo anticipare che si tratta di copie di atti giudiziari che sono nel fascicolo del tribunale di sorveglianza di Napoli, che potrebbero essere richiesti anche dal ministero della Giustizia. Insomma, noi stiamo cercando di dare una mano, perchè sappiamo come si muovono gli uffici burocratici.
Vogliamo raggiungere l'obiettivo in tempi rapidi, perchè la persona che stiamo assistendo è in gravi condizioni di salute ed ha quella età"
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 Re: CONTRADA, grazia: Iter e pareri (aggiornamento continuo)
Mercoledì, 9 Gennaio : 2008
Contrada resta in cella:
no alla pena differita.
NAPOLI - Niente domiciliari e niente pena differita per l'ex dirigente del Sisde Bruno Contrada, condannato a dieci anni di carcere per associazione mafiosa. Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare di Contrada. A confermarlo è stato lo stesso avvocato di Contrada, Giuseppe Lipera.
Contestualmente alla decisione del tribunale di sorveglianza di Napoli sono arrivate le motivazioni della sentenza della Cassazione con la quale è stato condannato in via definitiva l'ex dirigente del Sisde.
Per la Suprema Corte sono molte e ricche di riscontri le testimonianze dei pentiti contro Contrada, testimonianze che hanno avuto un peso decisivo sulla sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo a febbraio del 2006 e poi confermata poco più di un anno dopo dalla stessa Cassazione. Non solo. Contro di lui non c’è stata nessuna cospirazione per incastrarlo.
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