Come in programma è ripreso ieri il processo <<Sorelli>> davanti alla Corte di Appello di Brescia e, tanto per cominciare (nonché come previsto), le "difese" hanno subito cominciato con il solito lavorio leguleo al fine di "evitare" il processo stesso ma, respinte tutte le accezioni, il processo è partito. A seguire la cronaca della prima giornata dedicata, appunto, alla espletazioni del quanto previsto dalla procedura. [/font]
L’UDIENZA. Iniziato ieri, con schermaglie procedurali, il processo d’appello per il caso Sorelli
I presunti abusi all’asilo
tornano davanti ai giudici
QUI i precedenti del caso
Questi alcuni video di documentazione: - 1 - 2 - QUI altra documentazione video di casi di pedofilia (tanto per provare a rendersi conto che esiste ... ovunque)
In aula le sei maestre, il bidello e il sacerdote che erano già stati assolti dall’accusa in primo grado
Con una raffica di eccezioni, avanzate dalla difesa, ieri mattina in Corte d’Appello è iniziato il processo d’appello per i presunti abusi subiti da alcuni bambini della scuola materna <<Sorelli>>. Il 6 Aprile 2007 il processo di primo grado si era concluso con l’assoluzione degli imputati (sei maestre, un bidello e un sacerdote), mentre i pm Paolo Guidi e Roberta Licci avevano chiesto la loro condanna per complessivi 125 anni di carcere.
Ieri tutti e otto gli imputati erano in aula per un processo che si celebra a porte chiuse (come quello di primo grado) davanti al presidente Giacomo Sartea (Carmelo Sigillo a latere, giudice relatore Enzo Rosina, che ha depositato una memoria di 79 pagine), mentre a reggere l’accusa è il procuratore generale Nicoletta Omboni.
Diciannove i genitori che si sono presentati come parte offesa.
La prima giornata (le prossime udienze sono già state fissate per il 13 e il 27 Ottobre e per il 3 Novembre, è saltata invece quella del 20 di questo mese) – si è basata sulle eccezioni avanzate dagli avvocati difensori, che hanno puntato sull’inammissibilità dell’appello del pm: richiesta respinta. Chiesta anche la rinnovazione del dibattimento: i giudici decideranno, dopo la requisitoria, se convocare o meno nuovi consulenti scientifici.
LA RICHIESTA d’appello era stata depositata dalla Procura nell’ottobre dello scorso anno. Le motivazioni erano contenute in 1.179 pagine firmate dall’allora Procuratore capo Giancarlo Tarquini, che si era opposto alle assoluzioni ritenendo concreti i racconti dei 23 bambini della <<Sorelli>>. Racconti che avevano delineato le ipotesi di reato per presunti abusi sessuali sui bambini, <<giochi>> che i piccoli avrebbero subito.
In primo grado, alla fine, prove e testimonianza non avevano retto portando alle otto assoluzioni. Adesso la parola passa ai giudici della Corte d’Appello.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
IL PROCESSO D'APPELLO Un'intera udienza non è bastata al sostituto procuratore generale per concludere. Gli otto imputati tornano in aula il 27
Presunti abusi
requisitoria infinita
Non sono bastate otto ore al sostituto procuratore generale Nicoletta Omboni per concludere e chiedere ai giudici d'appello la condanna o l'assoluzione delle sei maestre, del bidello e del sacerdote a processo con l'accusa di aver abusato dei bambini della scuola materna Sorelli.
IN PRIMO GRADO gli otto imputati sono stati assolti. Per i giudici della seconda sezione penale presieduta da Francesco Maddalo nella scuola materna del centro storico cittadino non c’è stato alcun abuso, ma la procura, che in primo grado aveva chiesto condanne per 125 anni, ha presentato ricorso contro la sentenza. Ieri mattina il pg Omboni ha preso la parola poco dopo le 9: ha affrontato argomenti della sentenza e il fatto in generale, mentre nel pomeriggio si è dedicata a ogni singola posizione, analizzando racconti e testimonianze di ogni bambino e dei genitori, che si sono costituiti parte civile anche nel procedimento di secondo grado.
I BAMBINI COINVOLTI sono 23 perciò l’analisi del pg è stata lunga e complessa. Impossibile fare sintesi e strema e concludere in poche ore. Il procuratore generale dovrebbe concludere nella prossima udienza fissata per il 27 ottobre, poi prenderanno la parola le parti civili e infine gli avvocati difensori degli otto imputati.
Oltre all’udienza del 27 i giudici d’appello (presidente Giacomo Sartea, a latere Carmelo Sigillo e giudice relatore Enzo Rosina) hanno fissato anche il 3 novembre, ma pare impossibile che il processo possa giungere a sentenza per quella data. Le sei maestre, il bidello e il sacerdote devono attendere ancora. Dopo la sentenza di assoluzione piena di primo grado del 6 aprile 2007, devono attendere ancora per sapere se ci sarà uan conferma.
ndr:
Stan ha scritto:
Mi ero ripromesso di riportare unicamente le news dalla stampa e di non dire nulla di nostro almeno fino alla conclusione e/o non se ne ravvisasse una necessità assoluta.
Ora, pur non essendo una necessità assoluta, ritengo però di poter aggiungere qualche piccola annotazione tanto più che è di pura e semplice "cronaca", non riservata e - comunque - esente da ogni possibile aggettivazione.
Quanto mi sento di dover, e poter, aggiungere è semplicemente che:
1) Pur se con alcuni distingui, appare evidente che il PM (D.sa Nicoletta Omboni), è ben determinata a dare ben altra lettura e ben altro peso al quanto era stato declassato e derubricato, nel primo processo, dall'opera demolitrice della difesa ed anche della sua "esperta americana" (diagnosticatrice e visitatrice anche solo mezzo foto") alla quale, ora, si contrappone altro esperto e già che ci siamo, estero per estero, questa volta è inglese;
2) Alla luce di quanto sopra, si può ragionevomente pensare che si avvia quindi ad avanzare, a sua volta, richiesta di condanna;
3) Per ben espletare quindi tutto quanto sopra senza "correre" ne tralasciare o sorvolare su alcune cose - come sarebbe stato gradito dalla difesa (e ci hanno anche provato ad ottenerlo) - sembra ormai anche chiaro che la fine di questo processo di appello non si avrà di certo il 3 Novembre, come sembrava all'inizio; e forse nemmeno subito dopo.
Questo è tutto.
Unicamente per la completezza dell'info.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Centoventicinque anni di carcere complessivi per sei maestre, il bidello e il sacerdote. Li ha chiesti ieri il sostituto procuratore Nicoletta - al termine di una requisitoria durata due udienza.Omboni - per gli otto imputati accusati di avere abusato dei bambini che frequentavano la scuola materna comunale <<Sorelli>>, nel centro storico.
La richiesta del pg nel processo d' appello ricalca fedelmente quella pronunciata in primo grado dai pm Roberta Licci e Paolo Guidi dopo sei giornate.
(a breve seguirà articolo)
ViviCentro (art. 19 e 21)
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PEDOFILIA. Il pg Nicoletta Omboni ha terminato la requisitoria del processo di appello. La parola alle parti civili
«I bimbi furono abusati»
L’accusa chiede 125 anni
Centoventicinque anni di carcere complessivi per sei maestre, il bidello e il sacerdote. Li ha chiesti ieri, al termine di una requisitoria durata due udienze, il sostituto procuratore Nicoletta Omboni, per gli otto imputati accusati di aver abusato dei bambini che frequentavano la scuola materna comunale «Sorelli», in centro storico.
LA RICHIESTA del pg nel processo d’appello ricalca fedelmente quella pronunciata in primo grado dai pm Roberta Licci e Paolo Guidi dopo sei intere giornate. Una richiesta pesante: venti anni per una maestra, 17 anni e 6 mesi per un’altra, poi 15 anni e 6 mesi per una terza docente e 16 per le altre tre. E, ancora, 14 anni e 6 mesi di condanna sono stati chiesti per il bidello, mentre la richiesta di condanna per il sacerdote è di 9 anni e 6 mesi.
Per il pg Omboni, quindi, nella scuola materna comunale del centro storico sono stati commessi atti di pedofilia nei confronti di ventitrè bambini che frequentavano la scuola e che erano affidati dai genitori alle maestre. Agli imputati sono contestati, in diversa misura, violenze sessuali di gruppo, toccamenti, oltre che minacce e percosse per costringere i bambini a non raccontare nulla ai genitori. Secondo l’accusa i bambini venivano portati all’esterno della scuola e consegnati a persone che ne abusavano anche per produrre materiale pedopornografico. Le prove? Il racconto dei bambini e dei genitori, i riscontri sui luoghi esterni e le perizie mediche che avrebbero riscontrato su quattro bambine alcuni segni compatibili con abusi sessuali. Ma le indagini non hanno individuato le persone cui sarebbero stati consegnati i bambini, nè le abitazioni, nè tantomeno è stato trovato il materiale eventualmente prodotto.
Gli investigatori, secondo i difensori degli imputati, non hanno trovato nulla perchè i bambini del Sorelli non sono mai stati abusati nè dentro la scuola, nè fuori dalle aule della materna. Impossibile, per i difensori, che le maestre potessero portare fuori tutti i bambini senza che nessuno si accorgesse di quanto stava succedendo. Inattendibili per le difese anche i racconti dei bambini e dei genitori, frutto di un caso di psicosi collettiva.
LE DIFESE, in primo grado, avevano attaccato anche la tesi dei consulenti: gli «esiti cicatriziali» trovati dai medici su quattro bambine, per la difesa, non potevano essere il risultato di un abuso, perchè in tal caso si sarebbe trattato di lesioni che avrebbero fatto finire le piccole direttamente in ospedale. In primo grado gli otto imputati sono stati assolti. Per il collegio, presieduto da Francesco Maddalo, nella scuola materna del centro storico non ci fu alcun abuso, nessun bambino subì violenze o attenzioni morbose, ma i genitori si condizionarono a vicenda.
Ieri pomeriggio, invece, poco dopo le 16, l’accusa ha concluso in appello chiedendo nuovamente la condanna degli otto imputati. Dopo la conclusione del sostituto procuratore generale sono intervenuti gli avvocati di parte civile.
Il processo riprenderà lunedì prossimo con le difese. Si avvicina il giorno della sentenza d’appello.
ndr: la sentenza, se non ci saranno altri prolungamenti, è attesa per il 4 Dicembre.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
In diversi ci hanno scritto, visto che altro non abbiamo più segnalato, per chiedere notizie sugli sviluppi del processo d'appello per il caso "Asilo Nido Sorelli".
Chiedo quindi scusa per l'omissione ma, come già spiegato a chi ne ha fatto richiesta, la stessa non è dovuta ad altro che allo stato interlocutorio in cui si trova ora il processo.
Lunedì scorso infatti ha preso la parola, e quindi svolto le sue osservazioni, il team composta dalla Dott.sa Zazzeri e dall'avv.to Pesce per una delle parti civili. Nella loro esposizione hanno dibattuto soprattutto sulla "pregiudiziale" posta dalle difese circa quello che esse definiscono essere stato "un contagio" confutandone la tesi punto per punto.
Lunedì prossimo, toccherà ancora ad altre due parti civili dire la sua (tra cui, anche qui, il nuovo team con l'avv.to Bianchi per una delle parti in causa). Dopo di ché, toccherà alle difese.
Da segnalare ancora, a questo punto, che forse si allungheranno ancora i tempi del processo visto che, invece, già per questo lunedì avrebbero dovuto iniziare a prendere la parola le difese.
Questo è tutto.
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
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PEDOFILIA. Carmelo Sigillo incaricato dal Csm nella commissione esami per uditori. Il processo riprende il 4 dicembre: il pg ripeterà la requisitoria
Appello Sorelli, giudice spostato.
Tutto da rifare
Un colpo di freno per il processo d’appello per i presunti casi di pedofilia di cui sono accusati sei maestre, un bidello e un sacerdote che insegnavano nella scuola materna comunale Sorelli.
Uno dei giudici del collegio, Carmelo Sigillo, è stato nominato dal Csm nella commissione d’esame per uditori, gli scritti iniziano domani, le correzioni saranno lunghe, rientrare in aula in corte d’appello a breve è impensabile.
Nel collegio restano il presidente Giacomo Sartea e il giudice relatore Enzo Rosina, ma il terzo giudice deve essere nominato nuovamente.
Ieri mattina le parti processuali si sono confrontate, l’udienza è saltata e il processo riprende il 4 dicembre.
La data già fissata doveva essere quella in cui il collegio si sarebbe espresso sulla richiesta di condanna avanzata dal pg Ombretta Omboni, che ha chiesto la condanna a 125 anni per gli otto imputati assolti perché nella materna, per i giudici, non sono mai stati commessi abusi sui bambini. In realtà il 4 dicembre ci sarà la replica della requisitoria del pg. Per garantire all’intero collegio giudicante la conoscenza del processo, il pg ripeterà le richieste di condanna. Poi toccherà nuovamente alle parti civili (si sono costituiti 19 genitori) e infine i difensori.
Lo spostamento del giudice ad altro compito rallenta quindi di settimane, se non di mesi, un processo d’appello molto atteso per la gravità delle accuse. Finora le inchieste per pedofilia avviate nella nostra città hanno portato solo ad assoluzioni. Tutti assolti, infatti, anche gli imputati del processo istruito per i presunti abusi nella scuola materna comunale Abba (in appello era stato condannato a 13 anni solo uno dei bidelli, la Cassazione aveva accolto il ricorso del legale e nell’appello-bis il bidello è stato assolto)
Nota: Pur apprezzando e prendendo nota del fatto che, ancora una volta, Brescia Oggi NON ha “bucato” l’informazione su questo processo, annotiamo, sin da subito, che è una inesattezza il dire:
Citazione:
Finora le inchieste per pedofilia avviate nella nostra città hanno portato solo ad assoluzioni.
e ciò a prescindere poi dal fatto che, qualsiasi equiparazione tra processi vari, in un senso come nell’altro, NON ci sembra una buona, utile e corretta “politica” (o approccio che dir si voglia).
Ogni processo, ogni caso, è storia a se ed il fatto che altri casi “similari” si siano risolti con l’assoluzione, o con la condanna – come, ripetiamo, si è avuto anche in Brescia – non dovrebbe nemmeno essere nominato; tanto più poi se, la citazione, rientra in una asserzione NON esatta e che quindi fa apparire, il tutto, ancor più “strumentale”.
UN ESEMPIO?: Tanto per non andare lontano, ed allacciandoci a qualcosa di altrettanto “in corso”, il predecessore di Don Marco Baresi - che, attualmente, è sotto processo – fu, a suo tempo, anche lui inquisito, accusato e condannato …. (per chi non ricordasse, parliamo di Don Luigi, sempre seminario di Brescia)
Che si fa? Si prende questo come parametro soprattutto per il nuovo processo? Non certo. Non sarebbe ne corretto ne probante … ed allora; perché dovrebbe esserlo, al contrario, un caso di assoluzione – con oltretutto tantissime “ombre” lasciate in giro ed evidenziate anche dallo stesso giudice?
Ciò detto sin da subito, rimandiamo a prossimo intervento alcune altre cose (su una italica abitudine / consuetudine) che ci ronzano in mente e ci intasano il gozzo.
Per ora quindi saluti e cordialità a tutti,
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
La data di oggi è Mer 07 Gen, 2009 20:09 | Tutti i fusi orari sono UTC + 1 ora
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