In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
 | Caso DENISE Pipitone: sviluppi |  |
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 Caso Denise, la mamma si incatena al Quirinale
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From: mikieanto@............
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Sent: Friday, September 01, 2006 5:23 PM
Subject: Il lato oscuro di Brescia
Ho letto questa lettera di Massimiliano Frassi - Presidente Associazione Prometeo onlus “Lotta alla pedofilia” che ti giro volentieri.
Saluti Michele
Lettera di Massimiliano Frassi
Meglio precisarlo subito
Quello che state per leggere non è una pericolosa generalizzazione né tantomeno un attacco alla città o ad i suoi abitanti. Semplicemente non sono stupito. Tutt’altro.
Trovo la conferma di quanto ho vissuto, in prima persona, sulla mia pelle. Parlo del lato oscuro di Brescia. Quello che ha permesso “quel sonno della ragione che genera mostri”, abili nell’uccidere, stuprare, annichilire.
Ricchi di complicità e portatori d’odio. Il numero di omicidi che ha macchiato la città ha radici più profonde. In un degrado morale che si è insinuato, neanche tanto pacatamente, dentro ogni anfratto.
Protetto da taluni palazzi, restaurati nella facciata, marci nelle fondamenta. Facile tornare con la memoria a Desireé Piovanelli, brava ragazza nel vero senso della parola. A lei nessuno intesterà un centro congressi o una piazza (quando mai si è intestata una piazza ad una ragazza assassinata?), mentre i suoi aguzzini nella peggiore delle ipotesi ce li ritroveremo presto opinionisti a Porta a Porta.
Difficile invece ricordarsi, e ricordare a tutti, di quelle decine di bambini delle due scuole materne cittadine, abusati sessualmente e torturati da gruppi di adulti. Bambini che, citando le parole degli atti giudiziari sono stati abusati da persone “che l’hanno fatta franca”, ovvero che a tutt’ora sono libere. Libere nella loro verità, di abusanti. Libere di generare quell’odio che oggi rileggiamo con finto stupore sulle prime pagine dei giornali.
Brescia è stata l’unica città in Italia che ha permesso, senza nulla fare, che gruppi di pedofili e di loro simpatizzanti, sfilassero in città accusando i bambini ed i loro genitori. E’ l’unica città dove in chiesa hanno trovato protezione i carnefici, cacciando fuori, per farci spazio, le vittime e le associazioni antipedofilia che le difendevano. E’ l’unica città dove chi abusa ha diritto di parola su certi mass-media e chi contrasta gli abusi passa per il talebano della lotta alla pedofilia. E’ l’unica città dove le vittime sono dovute scappare ed i loro aguzzini restare più offensivi che mai. Ma soprattutto certi della propria, labile, incolumità.
Credo che quei bambini avrebbero dovuto farsi abusare da almeno un extracomunitario. Meglio se clandestino. Almeno oggi ci sarebbero al loro fianco quei politici che scendono in piazza con le ennesime ronde, o quegli altri che dichiarano, infelicemente, che finalmente “qualcuno aprirà gli occhi” o che “servirà una maggiore presenza dello stato”, manco stessimo parlando di Baghdad. Stupirsi che oggi il male in un tessuto sociale così abbia trovato la sua valvola di sfogo è, a mio personale avviso, la più infelice delle ipocrisie.
Massimiliano Frassi - Presidente Associazione Prometeo onlus “Lotta alla pedofilia”
Ultima modifica di Redazione il 26 Ott 2007 20:40, modificato 1 volta in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: Lettera di Massimiliano Frassi
Leggere lettere così fa accoppanare la pelle, non tanto per il contenuto, quanto per l'arrendevolezza che s'intravede tra le righe. Un grande senso d'impotenza sembra sopraffarci tutti, ma non dobbiamo smettere di lottare, affinchè crimini così, a Brescia o a Canicattì, o da qualsiasi parte nel mondo, non accadano più.
Carmen
* Le poesie si scrivono sulle pietre, con le ginocchia piagate * ( Alda merini )
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Stanislao
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 Re: Lettera di Massimiliano Frassi
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Sent: Friday, September 01, 2006 5:23 PM
Subject: Il lato oscuro di Brescia
Ho letto questa lettera di Massimiliano Frassi - Presidente Associazione Prometeo onlus “Lotta alla pedofilia” che ti giro volentieri.
Saluti Michele
Lettera di Massimiliano Frassi
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Quello che state per leggere non è una pericolosa generalizzazione né tantomeno un attacco alla città o ad i suoi abitanti. Semplicemente non sono stupito. Tutt’altro.
Trovo la conferma di quanto ho vissuto, in prima persona, sulla mia pelle. Parlo del lato oscuro di Brescia. Quello che ha permesso “quel sonno della ragione che genera mostri”, abili nell’uccidere, stuprare, annichilire.
Ricchi di complicità e portatori d’odio. Il numero di omicidi che ha macchiato la città ha radici più profonde. In un degrado morale che si è insinuato, neanche tanto pacatamente, dentro ogni anfratto.
Protetto da taluni palazzi, restaurati nella facciata, marci nelle fondamenta. Facile tornare con la memoria a Desireé Piovanelli, brava ragazza nel vero senso della parola. A lei nessuno intesterà un centro congressi o una piazza (quando mai si è intestata una piazza ad una ragazza assassinata?), mentre i suoi aguzzini nella peggiore delle ipotesi ce li ritroveremo presto opinionisti a Porta a Porta.
Difficile invece ricordarsi, e ricordare a tutti, di quelle decine di bambini delle due scuole materne cittadine, abusati sessualmente e torturati da gruppi di adulti. Bambini che, citando le parole degli atti giudiziari sono stati abusati da persone “che l’hanno fatta franca”, ovvero che a tutt’ora sono libere. Libere nella loro verità, di abusanti. Libere di generare quell’odio che oggi rileggiamo con finto stupore sulle prime pagine dei giornali.
Brescia è stata l’unica città in Italia che ha permesso, senza nulla fare, che gruppi di pedofili e di loro simpatizzanti, sfilassero in città accusando i bambini ed i loro genitori. E’ l’unica città dove in chiesa hanno trovato protezione i carnefici, cacciando fuori, per farci spazio, le vittime e le associazioni antipedofilia che le difendevano. E’ l’unica città dove chi abusa ha diritto di parola su certi mass-media e chi contrasta gli abusi passa per il talebano della lotta alla pedofilia. E’ l’unica città dove le vittime sono dovute scappare ed i loro aguzzini restare più offensivi che mai. Ma soprattutto certi della propria, labile, incolumità.
Credo che quei bambini avrebbero dovuto farsi abusare da almeno un extracomunitario. Meglio se clandestino. Almeno oggi ci sarebbero al loro fianco quei politici che scendono in piazza con le ennesime ronde, o quegli altri che dichiarano, infelicemente, che finalmente “qualcuno aprirà gli occhi” o che “servirà una maggiore presenza dello stato”, manco stessimo parlando di Baghdad. Stupirsi che oggi il male in un tessuto sociale così abbia trovato la sua valvola di sfogo è, a mio personale avviso, la più infelice delle ipocrisie.
Massimiliano Frassi - Presidente Associazione Prometeo onlus “Lotta alla pedofilia”
Caro Michele,
come vedi ho pubblicato la lettera di Frassi (e qui la quoto TUTTA per ribadirla TUTTA) così come l'hai spedita permettendomi solo di evidenziare in rosso alcuni passaggi sui quali mi ero soffermato anch'io, tempo fa (basta andare a cercarli con la funzione "cerca" ed inserire una parola inerente la pedofilia o, che sò........ Sindaco, parroco di S. Faustino, Don Mario NEVA ..... vedete voi, a vs scelta) con una differenza........ i nomi, e mi meraviglio che Massimiliano li abbia omessi. Forse che le calunnie sparate su di lui e le false accuse messe in giro lo hanno "ammorbidito"? eppure, a quanto mi risulta, Don Mario NEVA (per chi non avesse letto i miei precedenti, esso è colui che ebbe ad organizzare:
- raccolta firme pro accusati di pedofilia (è da notare anche che qualcuno, grazie alla solerzia attenzione dell'assessora alla pubblica istruzione di rescia... era stata spostata da altro asilo; perché? per casi di pedofilia!. Impossibile direte!, forse, altrove magari, ma non in Italia, di sicuro non a Brescia)
- processione organizzata sotto le carceri del Verziano per sostenere le accusate di crimini orrendi (le maestre dei bambini alle quali i genitori, con fiducia avevano affidato i loro "gioielli" ed alle quali gli stessi si affidavono e rivolgevano con tenera fiducia ed innocenza)
è inquisito proprio, se ben ricordo, per azioni verso di lui.
Questi caro Michele alcuni antefatti che gridano ancora vendetta.
Altri poi sono il sapere come è possibile che un bidello, una maestrina d'asilo potessero permettersi avvocati di grido (grido degli innocenti "stuprati", se ricordo bene, ebbi a dire in una delle mie precedenti... grido che essi NON sentono affatto........ assordati dal fruscir di banconote..... fa niente se lorde di immondi traffici) quando un normale cittadino, io stesso ad esempio, non può permetterseli e magari, come me, è costretto ad incassare una perdita di alcuni miliardi (di lirette ma sempre miliardi erano), di una carriera, di una professione che mi vedeva ai vertici nel mondo (al 3° posto in Europa per capacità, al ......... 3° ancora nel mondo - detto senza falsa modestia) ed il tutto solo perché......... non c'erano mezzi per pagare l'avvocato giusto oltre che di leggi che, in Italia, comunque favoriscono e difendono i truffatori, ladri, grassatori, strupatori........ pedofili. Tutti tranne che il normale cittadino. Tutti tranne che le vittime.
Altro ancora è il sapere come ............. bah!, lasciamo stare. E' fiato sprecato finché non si arriverà ad una sommossa generale. Finché ciascuno NON arriverà a pensare che non sempre certe cose si leggono solo sui giornali. Qualche volta possono anche "ascoltarsi dai propri figli, nipoti, parenti".
Chi sa se a questi avvocati, psicologi, esegeti, persone benpensanti dai costumi non meno discutibili capiterà mai di ascoltare. Che Dio mi perdoni......... se altre vittime ci dovranno essere...... ebbene mi auguro che siano in casa dei suddetti o, potendo scegliere, che essi stessi fossero oggetti e soggetti, in prima persona... di un bel stupro ... magari collettivo. Dopo ne riparleremo. Dopo!.
Per ora, unico piccolissimo sollievo è l'aver saputo, ripeto, che il Don è inquisito proprio, se non erro, per "manovre" contro Massimiliano Frassi. (per altro in merito, andare nella Home Page, farla scorrere e troverete il mio minimissimo archivio e pro-memoria. Piccolo, minimo, ma sempre li..... a portata di clic, per chi volesse sapere)
Massimiliano Frassi che, per altro, è stato da me contattato ancora sin dalla nascita del mio forum. Mi disse che ci saremo sentiti e che si sarebbe fatto vivo. Aspetto ancora. Dato l'argomento e l'atmosfera che porta con se, non sono stato ad insistere più di tanto. Avrebbe potuto essere od anche solo sembrare di "cattivo gusto" ed allora ........ meglio aspettare, tanto più che comunque, con meno esperienza e documentazione di Massimiliano.......... sono andato e vado avanti comunque. A modo mio, al passo mio. Diesel!.
Grazie comunque per l'invio.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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 Re: Lettera di Massimiliano Frassi
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Sent: Friday, September 01, 2006 5:23 PM
Subject: Il lato oscuro di Brescia
Ho letto questa lettera di Massimiliano Frassi - Presidente Associazione Prometeo onlus “Lotta alla pedofilia” che ti giro volentieri.
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Lettera di Massimiliano Frassi
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Quello che state per leggere non è una pericolosa generalizzazione né tantomeno un attacco alla città o ad i suoi abitanti. Semplicemente non sono stupito. Tutt’altro.
Trovo la conferma di quanto ho vissuto, in prima persona, sulla mia pelle. Parlo del lato oscuro di Brescia. Quello che ha permesso “quel sonno della ragione che genera mostri”, abili nell’uccidere, stuprare, annichilire.
Ricchi di complicità e portatori d’odio. Il numero di omicidi che ha macchiato la città ha radici più profonde. In un degrado morale che si è insinuato, neanche tanto pacatamente, dentro ogni anfratto.
Protetto da taluni palazzi, restaurati nella facciata, marci nelle fondamenta. Facile tornare con la memoria a Desireé Piovanelli, brava ragazza nel vero senso della parola. A lei nessuno intesterà un centro congressi o una piazza (quando mai si è intestata una piazza ad una ragazza assassinata?), mentre i suoi aguzzini nella peggiore delle ipotesi ce li ritroveremo presto opinionisti a Porta a Porta.
Difficile invece ricordarsi, e ricordare a tutti, di quelle decine di bambini delle due scuole materne cittadine, abusati sessualmente e torturati da gruppi di adulti. Bambini che, citando le parole degli atti giudiziari sono stati abusati da persone “che l’hanno fatta franca”, ovvero che a tutt’ora sono libere. Libere nella loro verità, di abusanti. Libere di generare quell’odio che oggi rileggiamo con finto stupore sulle prime pagine dei giornali.
Brescia è stata l’unica città in Italia che ha permesso, senza nulla fare, che gruppi di pedofili e di loro simpatizzanti, sfilassero in città accusando i bambini ed i loro genitori. E’ l’unica città dove in chiesa hanno trovato protezione i carnefici, cacciando fuori, per farci spazio, le vittime e le associazioni antipedofilia che le difendevano. E’ l’unica città dove chi abusa ha diritto di parola su certi mass-media e chi contrasta gli abusi passa per il talebano della lotta alla pedofilia. E’ l’unica città dove le vittime sono dovute scappare ed i loro aguzzini restare più offensivi che mai. Ma soprattutto certi della propria, labile, incolumità.
Credo che quei bambini avrebbero dovuto farsi abusare da almeno un extracomunitario. Meglio se clandestino. Almeno oggi ci sarebbero al loro fianco quei politici che scendono in piazza con le ennesime ronde, o quegli altri che dichiarano, infelicemente, che finalmente “qualcuno aprirà gli occhi” o che “servirà una maggiore presenza dello stato”, manco stessimo parlando di Baghdad. Stupirsi che oggi il male in un tessuto sociale così abbia trovato la sua valvola di sfogo è, a mio personale avviso, la più infelice delle ipocrisie.
Massimiliano Frassi - Presidente Associazione Prometeo onlus “Lotta alla pedofilia”
Gentile amico, trovo molti punti della sua lettera sfogo terrificanti e sono lieta che ci sia "qualcuno" che, attraverso questo canale delle tre V (Vivicentro-Voci dal Sud e Vignettopoli), abbia voglia di ribadire un concetto troppo spesso espresso e purtroppo ad oggi, malamente disatteso.
Io sono il direttore di un giornale ed ho cominciato ad interessarmi del problema dalla scomparsa di Denise Pipitone - mettendo solo qualche flash per dare una mano a ricordare il volto della bambina-, non lo facevo prima, proprio perchè il mio giornale si occupa di intrattenimento e tratta tutto fuorchè politica e fatti di questa portata. Bisogna esserne capaci.
Io dico sempre che ci sono abbastanza poveri di spirito che lo fanno con penne senza sale nell'inchiostro, ed imbrattano, ad amor piacendo, le pagine dei giornali che verrano letti da persone che si dispiacciono, inorrididiscono e poi, non fanno proprio niente, se non dispiacersi alla prossima notizia.
Il problema vero è proprio questo.
Poi è chiaro, ciò che lei dice, che si occupa in primis del problema e lo fa con passione e senso di responsabilità, ha un riscontro sicuramente oggettivo, considerando che è il Presidente di una lodevole Associazione.
Le cose che lei ha scritto sono gravi, e questo a discapito di un'immagine che il resto d'Italia invece ricorda diversamente, sulla Leonessa d'Italia.
Stiamo preprando uno speciale di Brescia, proprio per guardare al problemi con occhi distanti, ma desiderosi di comprendere meglio la situazione, il problema c'è e sta diventando gigantesco, e penso che investa ogni singola città o paese del resto del territorio.
Ogni giornale dovrebbe cominciare davvero a far opera di costruzione affiancando le associazione che possono dare grandi aiuti in tal senso e muoversi con una diversa comunicazione più giornalistica (professione "il giornalista" che dovrebbe servire il cittadino) ma che io vedo invece molto distante dalla gente e sempre più vicini al palazzo.
Brescia sembra essere diventata un po' la cartina di tornasole del crimine, ma non sarà l'unica, cosa uscirà ancora dal vaso di Pandora? Quante altre città verrano fuori dietro di lei?
Questa è la mia preoccupazione certezza, e non si può più dire, parafrasando il famoso libro di un celebre maestro elementare " Speriamo che me la cavo".......in stile molto "italiano".
Ci dobbiamo muovere tutti, mi auguro che la sua lettera faccia lo stesso effetto che ha fatto su di me, su tutte le persone che la leggeranno.
Bisogna cambiare le persone o non cambierà mai niente, serve un nuovo modo di dare la notizia affinchè chi la recepisce, cominci a far opera di consapevolezza che il problema non è solo uno spot che si rinnoverà alla prossima edizione.
Le auguro buon lavoro
Nicdam
Il mondo è un grande fumetto dove disegnatori pazzi scatenano frustazioni a catena a suon di bianco e nero...il colore? ...l'hanno consumato da tempo! (Nida)
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Mitla
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 Re: Lettera Di Massimiliano Frassi
... bambini.
Tanti e inenarrabili sono i crimini commessi verso di loro: dalla violenza psicologica a quella fisica.
Sono questi cuccioli d'uomo il nostro futuro, ogni nostro atto nei loro confronti getterà le basi per la società futura ... migliore ?!?
Gli Irochesi prima di prendere una decisione per il loro popolo valutavano le possibili conseguenze fino alla terza generazione, più o meno 175 anni, ma come ben sappiamo le perle di saggezza tendiamo a sopprimerle, sterminarle.
Se è insita nell'uomo la cattivera (e lo scrivo con una tristezza immensa di chi prende atto di un dato, ma fatica ad ammertelo) verso i più deboli, gli indifesi, la diversità .. non è altrettanto insita nell'uomo la pedofilia.
Spesso, guardando mio figlio, mi chiedo come, anche solo per un attimo, possa accendersi un desiderio carnale. Non mi capacito, non trovo risposte... se non nella malattia.
Ho letto di persone che inorridite nel provare questa pulsione sono ricorsi alla castrazione volontaria chimica, ma... è più facile lasciarsi andare ai piaceri che rinunciarvi.
La soluzione? Il problema c'è i rimedi medici anche.. manca la volontà.
Denunciare, denunciare, denunciare.. sempre tutto anche solo un movimento sospetto. Lo so che state tutti lì a dire che tanto sono fuori due giorni dopo.. lo so.
Sono d'accordo con chi sostiene che NON serve il carcere per queste persone.. ma sono PERSONE MALATE devono essere isolate e CURATE.
.. forse, e ripeto forse... se anche queste persone si sentissero additate come malati da evitare .. penserebbero di farsi curare.
Rabbia, dolore.. e un tremendo senso di ansia e impotenza mi provoca questo argomento..
perdonate lo sfogo di una donna, ma soprattutto di una mamma costretta a dire ad un bimbo di cinque anni "non farti toccare da nessuno.. non andare in bagno con nessuno... non accettare la mano di nessuno...
Mitla
vivo di emozioni, scrivo di emozioni.
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 Caso DENISE Pipitone: sviluppi
La piccola è scomparsa da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004
Nel giorno del settimo compleanno della bambina, Piera Maggio ha inscenato una protesta simbolica per chiedere che vengano recepite le proposte di modifica della legge sul sequestro. E' stata poi ricevuta dal prefetto Ruffo. Il legale della famiglia all'Adnkronos: "Indagine a una svolta, la soluzione del caso arriverà a settimane''
Roma, 26 ott. (Adnkronos/Ign) - Nel giorno del settimo compleanno di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo (Trapani) il 1 settembre del 2004, la mamma Piera Maggio (nella foto) ha inscenato una protesta simbolica, incatenandosi davanti al Quirinale a Roma.
La signora Pipitone, che ha iniziato uno sciopero della fame, chiede che vengano recepite le proposte di modifica della legge sul sequestro in Italia, avanzate già da diversi mesi da lei e dalle associazioni che riuniscono i genitori di bambini scomparsi.
Piera Maggio è stata ricevuta dal prefetto Alberto Ruffo. Al termine dell'incontro ha annunciato la sospensione dello sciopero della fame in attesa di una risposta, di un atto concreto da parte delle istiruzioni.
"In Italia non è previsto il reato di sequestro di minore, cioè se io rapisco un adulto o se porto via un bimbo non c'è differenza - dice la mamma di Denise all'Adnkronos - Non è paradossale? Ma c'è di più. Il sequestro senza riscatto prevede una pena da sei mesi a otto anni, meno che per un furto aggravato. Non è vergognoso che un bambino valga meno di un oggetto?". "Sono stanca delle parole e di aspettare - sono le parole di Piera Maggio - Adesso voglio i fatti, perché in questi tre anni senza la mia bambina ho imparato che solo i risultati hanno importanza".
Con il prefetto Ruffo, con il quale la signora Maggio in questi anni è sempre rimasta in contatto, ''abbiamo fatto una chiacchierata, gli ho portato dei documenti per cercare di rivedere la figura del reato di sequestro di minori, che attualmente in Italia non esiste. Gli ho raccontato i miei dubbi e il dolore di una madre che da troppo tempo non vede la figlia e gli ho spiegato che la legge non serve solo per Denise, ma per dare giustizia a tutti i bimbi scomparsi".
"Mi ha assicurato la sua disponibilità a lavorare sulla vicenda - ha poi spiegato - magari potranno inserire le modifiche in un pacchetto di norme su cui sono al lavoro. Già lo scorso novembre con il mio legale ho portato al ministro Mastella la stessa identica proposta, ma non è cambiato nulla. Vedremo se adesso succederà qualcosa. In ogni caso - annuncia - sono pronta a nuove proteste altrettanto estreme se non verrà ascoltata".
Intanto il legale della famiglia, Giacomo Frazzitta, parla di "indagine a una svolta. Dopo le dichiarazioni dei mesi scorsi del procuratore Sciuto - sottolinea all'Adnkronos - l'inchiesta ha preso una piega importante, la Procura è chiusa in un silenzio assoluto, ma posso dire che la soluzione del caso arriverà a settimane".
Ultima modifica di Redazione il 12 Set 2008 23:10, modificato 4 volte in totale
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 DENISE, BIMBA MORTA E CORPO BUTTATO IN MARE
Lunedì, 10 Dicembre 2007 - 19:42
DENISE,
BIMBA MORTA E CORPO BUTTATO IN MARE
 MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) - Il corpicino tenuto in un congelatore e poi buttato in mare, a largo di Palermo. Sarebbe stata questa l'atroce fine di Denise Pipitone, la bimba scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. A raccontare questa drammatica storia è Giuseppe D'Assaro, 46 anni, in carcere per omicidio, il "pentito" che ha confessato al procuratore della Repubblica di Marsala, Silvio Sciuto, di aver aiutato l'ex moglie a disfarsi del corpo della piccola. La donna che accusa è la zia della bimba.
- 'Non credo che Denise sia morta'. Piera Maggio, madre della bimba scomparsa oltre tre anni fa a Mazara Del Vallo, commenta con queste sole parole le ultime novita' sull'inchiesta per la scomparsa della figlia. Novita' terribili, secondo la Procuta di Marsala, che ipotizza che la piccola sia stata uccisa e il suo corpo gettato in mare al largo di Palermo. La Procura ha notificato un avviso di garanzia alla zia della bambina, Rosalba Pulizzi, e sta interrogando Giuseppe D'Assaro, ex compagno della donna ed ex cognato del padre di Denise, che si era accusato di aver avuto un ruolo nella scomparsa di Denise, di aver gettato il cadavere in mare.
Proprio dalle rivelazioni di Giuseppe D'Assaro il procuratore Silvio Sciuto è arrivato a questa ricostruzione. D'Assaro, che nel luglio scorso si era accusato di un altro delitto, quello di Sabine Maccarrone, una donna di 39 anni, di origine elvetica, trovata morta il 16 aprile in un pozzo di Mazara del Vallo, avrebbe ammesso di aver partecipato all'occultamento del corpo di Denise.
Secondo il suo racconto, Denise sarebbe stata portata a casa di una parente dove però si sarebbe sentita male e qualcuno le avrebbe fatto prendere dei tranquillanti. Probabilmente a causa di questi farmaci la bimba sarebbe morta. Denise, sempre secondo D'Assaro, sarebbe stata trasportata dentro una borsa del tipo utilizzata dai calciatori, fino a Palermo, dove è stata sistemata dalla moglie, Rosalba Pulizzi - indagata adesso per sequestro di persona e concorso in omicidio - dentro un congelatore. D'Assaro racconta di essere stato contattato dalla moglie per sbarazzarsi del corpo. L'uomo sostiene di aver preso Denise e di averla gettata in mare, a largo di Palermo.
Sulle dichiarazioni di D'Assaro sono state effettuati diversi riscontri, molti dei quali non corrispondono a quanto sostenuto dall'uomo, soprattutto sugli spostamenti che avrebbe effettuato nei giorni cui ha fatto riferimento nei suoi racconti.
In particolare, secondo il legale dell'uomo, D'Assaro era in carcere il giorno della scomparsa della bambina.
ZIA INDAGATA - La procura della Repubblica a Marsala, ha notificato a Rosalba Pulizzi, zia di Denise, un avviso di garanzia per concorso in omicidio e sequestro di persona.
I magistrati della procura della Repubblica di Marsala accusano Rosalba Pulizzi in base alle dichiarazioni rese dall'ex marito, Giuseppe D'Assaro, che lo scorso luglio si è autoaccusato davanti al procuratore Silvio Sciuto di avere gettato in mare il corpo della bimba scomparsa a Mazara del Vallo. La donna indagata vive adesso a Palermo, insieme alla figlia che ha avuto dal matrimonio con D'Assaro. Il fratello, Piero Pulizzi, padre naturale di Denise, da alcuni mesi convive con Piera Maggio, la madre della bimba scomparsa.
Rosalba Pulizzi è la ex compagna di Giuseppe D'Assaro, l'uomo che si costituì nel luglio scorso confessando di avere ucciso Sabine Maccarrone, una donna di 39 anni, di origine elvetica, trovata morta il 16 aprile in un pozzo di Mazara del Vallo. Dassaro disse che il mandante del delitto era Giovanni Melluso, ex pentito napoletano accusatore di Enzo Tortora. D'Assaro avrebbe rivelato ai magistrati di avere notizie sulla scomparsa di Denise Pipitone, ma l'attendibilità dell'uomo è sotto attenta verifica.
Fino ad ora l'unica indagata nota dell'inchiesta sulla scomparsa della bambina era Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, che all'epoca del rapimento non era ancora maggiorenne. E' accusata di sequestro di persona in concorso con ignoti. L'ex fidanzato tunisino di Jessica è indagato per falsa testimonianza al pm. Nel settembre scorso il procuratore di Marsala, Silvio Sciuto, dichiarò che "da due mesi le indagini hanno avuto un impulso e che i complici non sono più ignotì. Sarebbe proprio D'Assaro l'uomo che avrebbe secondo gli inquirenti dato impulso alle indagini. I magistrati hanno continuato ad indagare avendo però nuovi elementi forniti proprio dall'assassino reo confesso.
DENISE: LA MADRE, NON CREDO CHE SIA MORTA
'Non credo che sia morta'. Lo dice Piera Maggio, madre della bimba scomparsa a Mazara del Vallo l'1 settembre 2004 all'età di tre anni, dopo aver appreso le nuove notizie sull'inchiesta per la scomparsa della figlia.
Piera Maggio aggiunge: "Sapevo qualcosa dell'inchiesta. Per quel che mi riguarda sono abbastanza serena perché non credo proprio che mia figlia sia morta. Staremo a vedere cosa uscirà fuori dal lavoro della Procura. Era ora di una mossa decisiva su determinate cose". "Sono fiduciosa sul fatto che mia figlia sia viva - prosegue - Fino a quando non ci saranno dei riscontri comprovati che provino il contrario". Sulla nuova indagata la madre di Denise dice: "Voglio dire che sono delle persone che non frequento e che non ho mai frequentato. Lasciamo lavorare gli inquirenti. Spero che dopo tre anni e tre mesi di dolore ci sia finalmente una fine. Lo devono a me e a Denise".
DENISE: PROCURA, FUGA DI NOTIZIE DANNEGGIA LAVORO INQUIRENTI
Il procuratore della repubblica di Marsala, Silvio Sciuto, afferma che "la fuga di notizie sulle indagini che riguardano la scomparsa di Denise Pipitone, danneggia il lavoro degli inquirenti". Il procuratore, insieme ai pm titolari dell'inchiesta, Marco Imperato e Angela Avila, in una dichiarazione all'Ansa afferma: "la procura di Marsala stigmatizza la fuga di notizie che riguardano le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone. Tali informazioni, che peraltro contengono numerose imprecisioni, se non complete falsità, danneggiano il lavoro degli inquirenti e ledono le garanzie degli indagati, arrecando ulteriore sofferenza ai familiari della bambina". "L'ufficio della procura e la polizia giudiziaria - conclude la nota - stanno continuando a lavorare con l'impegno diretto per la ricerca della verità, ma fino a quando le indagini non saranno concluse non potranno essere date informazioni sul merito degli accertamenti in corso".
Denise: oltre tre anni di ricerche
ROMA - Ecco una cronologia del caso di Denise, la bimba scomparsa più di tre anni fa in Sicilia:
1 set 2004 - Denise Pipitone, di quasi 4 anni, scompare a Mazara del Vallo (Tp). Gioca con i cuginetti. La nonna paterna la perde di vista. La piccola sparisce nel nulla.
3 set 2004 - I genitori di Denise (Piera Maggio 35 anni casalinga, e Toni Pipitone, 40 anni, muratore) vengono interrogati a più riprese, fino a notte.
6 set 2004 - Viene aperto il sito www.cerchiamodenise.org. Per il procuratore di Marsala Antonino Silvio Sciuto la piccola é viva; è a Mazara o in zona, segregata da qualcuno che vuole punire i genitori della bimba.
8 ott 2004 - la mamma diffonde le foto di Denise e annuncia l'apertura di un c/c per raccogliere fondi per un riscatto.
21 ott 2004 - Piera Maggio si reca a Roma, a Palazzo Chigi, per chiedere maggiore impegno nella ricerca della sua bambina.
19 mar 2005 - la madre crede di riconoscere Denise nel video girato da un uomo con un videotelefonino a Milano acquisito agli atti dell' inchiesta, ma è un falso allarme. I falsi allarmi saranno, in seguito, numerosi. Sempre senza risultati.
5 mag 2005 - E' indagata per concorso in sequestro di persona la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi. La ragazza avrebbe mentito agli inquirenti riferendo un alibi falso.
20 nov 2005 - Piera Maggio va in Tunisia a verificare una voce secondo cui la figlia sarebbe in quel Paese. Ma non ritrova alcuna traccia di Denise.
26 mag 2006 - E' indagato per false dichiarazioni ai pm Gaspare Ghaleb, tunisino. Ghaleb all'epoca dei fatti era il fidanzato di Jessica. I magistrati lo ascoltano come testimone, specie sul giorno della scomparsa della bimba.
1 set 2007 - Il procuratore Sciuto dichiara che 'negli ultimi due mesi le indagini hanno avuto un notevole impulso. Complici o presunti complici ignoti non sono piu' talì. Secondo Sciuto "sono più delle dita di una mano" i complici coinvolti nella scomparsa della piccola e che sarebbero iscritti nel registro degli indagati.
26 ott 2007 - Piera Maggio, la madre di Denise, si incatena simbolicamente davanti al Quirinale a Roma in segno di protesta. La madre di Denise dice di aver iniziato uno sciopero della fame e chiede d essere ricevuta da esponenti delle istituzioni.
30 ott 2007 - Il settimanale "Oggi" scrive che un intero clan familiare avrebbe rapito Denise. Secondo il periodico, "la Procura di Marsala sta indagando su cinque (o forse sei) persone, tutte parenti di Piero Pulizzi o dell'ex moglie Anna Corona, i genitori di Jessica, la ragazzina sospettata fin dal 2004 di aver avuto un ruolo nella vicenda". I nuovi spunti d'indagine sarebbero originati "dalle dichiarazioni fatte al procuratore Antonino Sciuto da un detenuto per omicidio, Giuseppe D'Assaro, cognato di Pulizzi".
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 Re: DENISE, BIMBA MORTA E CORPO BUTTATO IN MARE
Martedì, 11 Dicembre 2007 - 11:56
DENISE: INDAGATI ANCHE DUE CUGINI DELLA BAMBINA
PALERMO - Per il sequestro di Denise Pipitone sono indagate altre due persone: Giovanna D'Assaro, cugina della bambina, e il marito Antonio Cinà, quest'ultimo di Palermo. Giovanna D'Assaro è la figlia di Rosalba Pulizzi e di Giuseppe D'Assaro, l'uomo che sta facendo dichiarazioni sulla scomparsa della bambina e che accusa l'ex moglie di averla tenuta sequestrata. Giovanna D'Assaro e il marito, secondo il dichiarante, avrebbero nascosto nella propria abitazione di Palermo la piccola Denise fino alla morte. I magistrati di Marsala li interrogheranno nelle prossime ore. Rosalba Pulizzi è la sorella di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise.
Tra la donna e l'ex convivente si e' svolto nella notte un lungo confronto negli uffici della Procura di Marsala.
"La mia assistita ha un alibi di ferro: al momento del rapimento della piccola Denise era al lavoro", sostiene l'avvocato Mariella Martinciglio,
legale di Rosalba Pulizzi sottolineando che dopo il confronto la donna "è stata rilasciata senza difficoltà".
Accertamenti sono stati avviati oggi dalla polizia di stato su documenti e oggetti sequestrati ieri nell'abitazione di Rosalba Pulizzi, perquisita dagli agenti su ordine della procura della repubblica di Marsala nell'ambito dell'indagine sul sequestro della piccola Denise Pipitone. I poliziotti hanno portato via elementi che potrebbero essere utili all'inchiesta nella quale Rosalba Pulizzi, zia della bimba scomparsa, è indagata per concorso in sequestro di persona. Il suo ex marito, Giuseppe D'Assaro, l'accusa di avere tenuto la piccola nella propria abitazione per molti mesi dopo la scomparsa avvenuta il 1/o settembre 2004 a Mazara del Vallo. Alla piccola sarebbero stati tinti i capelli e le sarebbero stati somministrati tranquillanti, in seguito ai quali, secondo D'Assaro, la bimba sarebbe morta e poi il suo corpo buttato in mare.
LEGALE FAMIGLIA: SI VA VERSO SOLUZIONE CASO
"La mia impressione è che si vada verso una soluzione del caso: i magistrati della procura hanno in mano tutti gli elementi per risolverlo, al di là delle dichiarazioni, vere o presunte di Giuseppe D'Assaro". E' la convinzione dell'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma della piccola Denise rapita il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo. Il penalista ricorda che il procuratore di Marsala, Antonio Silvio Sciuto, ieri aveva definito le dichiarazioni di Giuseppe D'assaro riportate dalla stampa "imprecise o addirittura false". "Nonostante ciò - aggiunge l'avvocato Frazzitta - sono convinto che siamo di fronte a una svolta dell'indagine e che i magistrati riusciranno a trovare un punto d'equilibrio tra queste presunte dichiarazioni e quanto ormai acquisito agli atti dell'inchiesta".
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 La madre di Denise "Mia figlia è viva"
Lunedì, 1 Settembre : 2008 La Stampa
La madre di Denise si batte da anni per ritrovare la figlia
La madre di Denise
"Mia figlia è viva"
Piera Maggio, la mamma della piccola scomparsa 4 anni fa, comincia oggi uno sciopero della fame
PALERMO - L’1 settembre di quattro anni fa spariva nel nulla a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, la piccola Denise Pipitone, che compirà otto anni il prossimo 26 ottobre. La madre, Piera Maggio, che in questi anni ha condotto una vera e propria battaglia per ritrovarla, respinge l’idea di una possibile chiusura delle indagini e oggi ha annunciatol’avvio dello sciopero della fame «per sensibilizzarel’opinione pubblica sul dramma dei bambini scomparsi». «Il dolore c’è - spiega la madre della bimba in un’intervista a La Sicilia - ed è forte, più trascorre il tempo più si aggrava, vivo però per non arrendermi e poi Denise è sempre nei nostri cuori e avverto la presenza, è più viva che mai. Il ricordo di Denise, la sua ricerca, devono appartenere a più gente possibile. La aspetto a casa per riabbracciarla».
«Chiedo - aggiunge la donna - che la campagna di sensibilizzazione non si fermi mai. Denise non ha girato quell’angolo di casa andando per i fatti suoi, la certezza è che qualcuno più grande l’ha presa e l’ha portata via, ci sono persone a conoscenza oltre quelle che hanno fatto questo, da 4 anni attendo che ci si faccia sapere qualcosa in ogni forma, anche anonima, il mio interesse è avere mia figlia a casa. Il resto non mi interessa». Piera Maggio torna poi a chiedere al Governo l’introduzione del reato di sequestro di minorenni.
La vicenda di Denise presenta ancora molti lati oscuri che le indagini in questi anni non hanno colmato. Esiste un procedimento aperto a carico di Jessica Pulizzi, sorellastra della bambina, ma senza ulteriori eclatanti sviluppi. «Ho saputo - spiega Piera Maggio - che stanno ricostruendo un possibile «invecchiamento» del volto della mia bambina, una ricostruzione che dovrà servire per fare continuare le ricerche, utile a chi la possa incrociare per strada, ma chiedo che si guardi con attenzione anche dentro le famiglie, non per forza Denise deve stare e vivere in strada».
Stamani si terranno a Mazara una serie di iniziative. Dopo una messa celebrata per tutti i bambini scomparsi nella chiesa Madonna Del Paradiso, alle 10 è previsto un incontro davanti alla casa di Denise, in via Domenico la Bruna. Alle 11.30 ci sarà invece il lancio del pallone con i messaggi scritti dai bambini. Alle 12 Piera Maggio leggerà un comunicato. In serata è prevista una trasmissione televisiva locale, in diretta da via La Bruna con vari ospiti.
Piera Maggio si è detta convinta anche dell'esistenza di persone «che possono sapere qualcosa su questa scomparsa. C’è una verità che è palpabile, ma non si coglie perchè c’è chi la nega. Sappiamo come si sono svolti i fatti e il non potere fare nulla aumenta il dolore e produce una stanchezza insopportabile». Il suo impegno punta anche a una legge «che punisca severamente il rapimento non a scopo di estorsione dei minori: oggi è concesso più tempo per potere indagare su un furto aggravato che non per il rapimento di un bambino».
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 DENISE:ACCERTAMENTI SU BIMBA SOMIGLIANTE SEGNALATA IN GRECIA
Giovedì, 11 Settembre : 2008
DENISE:ACCERTAMENTI SU BIMBA SOMIGLIANTE
SEGNALATA IN GRECIA
COLLEGATA: Denise Pipitone. Un mistero che dura da 4 anni
ROMA - Una bimba di 8 anni che somiglierebbe a Denise Pipitone scomparsa anni fa in Sicilia è stata segnalata a Kos, in Grecia. Sono in corso accertamenti da parte dell'Interpol e della polizia ellenica.
La bambina, in compagnia di una donna di trent'anni, e' stata fermata dalle autorita' greche. Attraverso l'Interpol, la madre di Denise, Piera Maggio, ha visionato alcune fotografie che le hanno mostrato, ieri, i carabinieri.
Per fugare ogni dubbio le autorita' greche hanno prelevato il Dna della bambina, che parla italiano, che sara' incrociato con quello di Piera Maggio per stabilire con esattezza se si tratti di Denise. La polizia greca ha arrestato la donna che accompagnava la bimba.
L'esame del Dna fatto alla donna avrebbe confermato che non sarebbe la madre della bimba somigliante a Denise, scomparsa da Mazara del Vallo (Tp) il primo settembre del 2004 mentre giocava davanti l'abitazione della nonna.
Piera Maggio: taglio occhi e' di mia figlia ma...
PALERMO - "Il taglio degli occhi è uguale a quello di Denise, ma voglio stare con i piedi per terra, non é la prima volta che mi giungono segnalazioni simili". Lo dice Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, commentando la notizia che la polizia ha fermato in Grecia una bambina, su segnalazione di una turista italiana, somigliante a sua figlia.
Dopo avere visionato alcune foto della bambina, mostratele dai carabinieri di Mazara del Vallo in raccordo con l'Interpol, Piera Maggio ha chiesto l'esame del Dna per non avere alcun dubbio. ''E' la procedura che si segue in questi casi - dice la madre di Denise - Ogniqualvolta mi hanno mostrato foto di bambine molto somiglianti a mia figlia ho richiesto l'esame del Dna, quando invece al primo sguardo capivo che non poteva essere lei ho sempre evitato il ricorso all'esame medico''.
Sono decine le segnalazioni giunte alla famiglia dal giorno della scomparsa di Denise, molte sono arrivate dall'estero. ''Ho visionato moltissime foto - aggiunge Piera Maggio - Purtroppo fino ad ora non ci sono stati risultati''. ''Sono trascorsi quattro anni - prosegue la donna - mia figlia ovviamente e' cambiata. Aspetto l'esito degli esami, sono tranquilla e serena''.
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 Test Dna confermano: n | |