CAMERA: IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL DL LIBERALIZZAZIONI
Liberalizzazioni, posta fiducia (Video News)
AFGHANISTAN: DL ARRIVA AL SENATO E MAGGIORANZA SI BLINDA
ROMA - Dieci giorni di discussione e votazioni sul decreto liberalizzazioni non sono bastati a far trovare un'intesa ai due schieramenti e alla fine il governo decide di porre la fiducia anche alla Camera. Una scelta obbligata, è il filo rosso che lega i commenti dell'esecutivo. "Non c'era altra via", afferma Romano Prodi, che stigmatizza l'atteggiamento dell'opposizione. Anche perché, aggiunge il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, "non possiamo consentire che si torni indietro". Il via libera alla lenzuolata-bis sulle liberalizzazioni è, infatti, ormai una corsa contro il tempo: deve passare all'esame di Palazzo Madama e ottenere l'ok definitivo entro il 2 aprile. Andare oltre questa settimana era, dunque, un rischio che non si poteva correre. E così, Consiglio dei ministri notturno, poi al lavoro per confezionare il maxi-emendamnto e, a metà mattinata, la richiesta ufficiale di fiducia nell'Aula della Camera. L'accusa da parte di maggioranza e squadra di governo all'opposizione è sempre la stessa: ostruzionismo. Certo, "resta sorprendente - afferma Bersani - che i sedicenti liberali abbiano mostrato di volersi sdraiare sui binari per impedire il passaggio del treno delle liberalizzazioni".
Prodi sottolinea come sul tavolo ci siano "provvedimenti urgenti al servizio di tutti i consumatori, che hanno migliorato le prospettive per tutte le nostre famiglie". Peccato che i lavori parlamentari abbiano ritardato e creato un "continuo ostacolo", anche perché "dei miglioramenti si potevano fare - spiega il presidente del Consiglio - e noi eravamo aperti", ma é "stato impossibile". Ma la Cdl non ci sta e rilancia: la questione di fiducia "é posta dal governo - dice il capogruppo di Forza Italia Elio Vito - contro parti della sua stessa maggioranzà". Falso, replica il padre delle liberalizzazioni: "Se c'é un tema su cui non abbiamo problemi politici - dice Bersani - è quello delle liberalizzazioni". Ma per Vito la sua teoria è dimostrata "dal fatto che da parte nostra c'era la disponibilità di esaurire i restanti 70 emendamenti in tempi molto più brevi rispetto alle 24 ore previste per il voto di fiducia".
L'unico modo, infatti, per far digerire "questo decreto degenere al Senato - afferma sempre l'esponente azzurro insieme ai presidenti dei deputati di An Ignazio La Russa e dell'Udc Luca Volonté - è farlo arrivare in scadenza e porre la fiducia anche li". Sì, perché di tutto si tratta tranne che di liberalizzazioni, ribadisce l'opposizione: "E' una riforma surrettizia della scuola - insiste il capogruppo di Fi - e contiene l'espediente totalitario e comunista della revoca delle concessioni per le grandi opere". Le accuse sono, dunque, come sempre incrociate, ma il centrosinistra difende la scelta, anche perché così come richiesto dalla maggioranza parlamentare il maxi-emendamento non é diventato un provvedimento omnibus, ma ha ricalcato a grandi linee il testo del decreto, facendo spazio ad alcune proposte dell'opposizione. Tra le poche voci di dissenso, quella del deputato dell'Ulivo Pierluigi Mantini che accusa le nuove misure per la revoca delle concessioni a Tav spa di essere "illiberali". Scende, invece, in campo a sostegno della linea dell'Unione il senatore Marco Follini: "La fiducia è quasi sempre figlia dell'ostruzionismo e il caso di oggi ne è una dimostrazione. E' paradossale che il centro destra produca questa situazione su di un tema, le liberalizzazioni, che dovrebbe essere - conclude - tipicamente suo".
Prodi sottolinea come sul tavolo ci siano "provvedimenti urgenti al servizio di tutti i consumatori, che hanno migliorato le prospettive per tutte le nostre famiglie". Peccato che i lavori parlamentari abbiano ritardato e creato un "continuo ostacolo", anche perché "dei miglioramenti si potevano fare - spiega il presidente del Consiglio - e noi eravamo aperti", ma é "stato impossibile". Ma la Cdl non ci sta e rilancia: la questione di fiducia "é posta dal governo - dice il capogruppo di Forza Italia Elio Vito - contro parti della sua stessa maggioranzà". Falso, replica il padre delle liberalizzazioni: "Se c'é un tema su cui non abbiamo problemi politici - dice Bersani - è quello delle liberalizzazioni". Ma per Vito la sua teoria è dimostrata "dal fatto che da parte nostra c'era la disponibilità di esaurire i restanti 70 emendamenti in tempi molto più brevi rispetto alle 24 ore previste per il voto di fiducia".
L'unico modo, infatti, per far digerire "questo decreto degenere al Senato - afferma sempre l'esponente azzurro insieme ai presidenti dei deputati di An Ignazio La Russa e dell'Udc Luca Volonté - è farlo arrivare in scadenza e porre la fiducia anche li". Sì, perché di tutto si tratta tranne che di liberalizzazioni, ribadisce l'opposizione: "E' una riforma surrettizia della scuola - insiste il capogruppo di Fi - e contiene l'espediente totalitario e comunista della revoca delle concessioni per le grandi opere". Le accuse sono, dunque, come sempre incrociate, ma il centrosinistra difende la scelta, anche perché così come richiesto dalla maggioranza parlamentare il maxi-emendamento non é diventato un provvedimento omnibus, ma ha ricalcato a grandi linee il testo del decreto, facendo spazio ad alcune proposte dell'opposizione. Tra le poche voci di dissenso, quella del deputato dell'Ulivo Pierluigi Mantini che accusa le nuove misure per la revoca delle concessioni a Tav spa di essere "illiberali". Scende, invece, in campo a sostegno della linea dell'Unione il senatore Marco Follini: "La fiducia è quasi sempre figlia dell'ostruzionismo e il caso di oggi ne è una dimostrazione. E' paradossale che il centro destra produca questa situazione su di un tema, le liberalizzazioni, che dovrebbe essere - conclude - tipicamente suo".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















