In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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wildgreta
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Ferrara.Otto ore di arringa per scagionare l'insegnante dall'accusa di abusi sessuali
Sarà pronunciata il 10 marzo la sentenza che dovrà accogliere o meno la richiesta di quattro anni e sei mesi di reclusione per l’uomo accusato di molestie nei confronti di alcune bambine. Tanto aveva chiesto lo scorso 10 gennaio il pm Filippo Di Benedetto nei confronti di un maestro del doposcuola in pensione, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di tre alunne di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni che, secondo l’accusa, sarebbero state oggetto di attenzioni particolari. L’imputato le avrebbe toccate nelle parti intime mentre facevano i compiti vicino alla cattedra.
I fatti, accaduti in un istituto del Basso ferrarese, risalgono alla fine del 2005 e l’inizio del 2006. L’inchiesta prese avvio proprio dai racconti che le tre piccole fecero ai genitori. Ne seguì una denuncia e l’apertura di un fascicolo in procura volto ad accertare la veridicità dei fatti narrati dalle bambine, che durante il processo – nel quale le famiglie si sono costituite parti civili, assistite dall’avvocato Carmelo Marcello - sono sempre state ascoltate in forma protetta, a porte chiuse.
Dopo un anno e mezzo di processo, una perizia e due consulenze di parte per accertare la capacità a testimoniare e la credibilità delle presunte vittime, per il 10 marzo è attesa la sentenza.
Ieri è stata ascoltata la difesa, con l’arringa dell’avvocato Guido Menarini, che per ben otto ore ha ricostruito tutte le fasi della vicenda confutando ogni addebito per il suo assistito. “Abbiamo demolito quanto detto dal pm e dalle parti civili – afferma il legale -, tanto che il giudice ha riconosciuto alla difesa di aver espresso cose interessanti che meritano una riflessione”.
Riflessione che dovrebbe culminare nella decisione che verrà presa in camera di consiglio dal giudice Francesco Maria Caruso, presidente del tribunale collegiale, assistito dai giudici Silvia Marini e Monica Bighetti.
Fonte Bambini Coraggiosi 5 febbraio 2008
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Bolzano, il maestro in lacrime davanti ai video che lo inchiodano ammette:«Sì, li toccavo»
In lacrime davanti ai video che lo inchiodano. «Ma non volevo abusare. Ora aiutatemi»
Davide Pasquali
Il gip Martin: «Esplorava con le mani le parti intime dei suoi alunni. Continuamente»
L’avvocato Nettis: «Lui stesso ha compreso che il suo modo di fare era eccessivo, ma non aveva intenti di abuso o carattere sessuale»
Il pm Marchesini: «Ha raccontato che in passato aveva già ricevuto dei richiami Era stato allontanato da una colonia estiva»
BOLZANO. Crollato dopo pochi minuti di interrogatorio. È stato sufficiente mostrargli i video registrati a sua insaputa, sia in aula che in palestra, e M.C., il 37-enne maestro elementare bolzanino, ha ammesso, in lacrime, chiedendo spontaneamente l’aiuto di uno specialista, affinché gli venga spiegato il perché del suo comportamento. «Esplorava in continuazione i corpi dei bimbi, parti intime comprese», ha precisato il gip Martin, che nel primo pomeriggio di ieri ha disposto per gli arresti domiciliari.
Il docente bolzanino è stato ascoltato in carcere, nella prima mattinata di ieri, nel corso della cosiddetta udienza di garanzia, a seguito dell’arresto avvenuto nelle prime ore di giovedì.
Il colloquio è iniziato poco dopo le 8 e 30, e si è protratto ben oltre le due ore, alla presenza del legale del docente, l’avvocato Nicola Nettis, nonché del pubblico ministero Donatella Marchesini e del giudice per le indagini preliminari Isabella Martin.
Se nel corso del primo colloquio con il proprio difensore, nella giornata di venerdì, il maestro si era dichiarato estraneo ai fatti contestatigli, ieri è andata altrimenti.
Su richiesta dello stesso avvocato Nettis, infatti, il Ris dei carabinieri ha mostrato agli astanti alcuni dei video girati a lezione tramite diverse micro-telecamere: sia nella palestra della scuola, sia nelle due aule di prima e seconda classe, all’interno dell’istituto del comprensorio Bolzano-Bassa Atesina dove il docente insegnava.
Come precisano - sia pur con accenti diversi - Nettis, Marchesini e Martin, dopo i primi minuti, durante i quali l’accusato palesava notevole sicurezza di sé, respingendo ripetutamente ogni accusa, trascorsi alcuni minuti di proiezione è crollato: pianto dirotto. Precisa il pm Marchesini: «Non avrebbe mai immaginato che qualcuno lo avrebbe colto in castagna, ma quando ha visto le immagini, è proprio crollato».
«È scoppiato in lacrime», ammette lo stesso legale. «E ha detto: “Non mi ero mai visto mentre facevo lezione; in effetti, solo ora mi rendo conto che i miei approcci con gli alunni erano sbagliati. Non ho mai avuto intenzione di compiere abusi o violenze sessuali, ma mi rendo conto che, visto dal di fuori, il mio atteggiamento può essere facilmente equivocato”». Nettis prosegue specificando che «il maestro ha ammesso: si trattava di atteggiamenti eccessivi. Lui abbracciava in continuazione i ragazzini, li accarezzava; poi, ogni tanto, una mano finiva magari sul sederino, ma senza intenzione di proseguire oltre».
Secondo il legale, l’indagato ha espresso il desiderio di non tornare mai più all’insegnamento. «Gli è crollato tutto addosso, perché la scuola era tutta la sua vita», ha concluso l’avvocato Nettis.
Ma il colloquio non è certo terminato così, perché lo stesso docente ha di seguito ammesso di aver già ricevuto in passato richiami da parte di un dirigente scolastico, sempre per via della metodologia di insegnamento adottata.
Di più: «Ha pure confessato - tiene a rimarcare il pm Marchesini - di essere stato allontanato in passato da una colonia estiva, dove lavorava come assistente, perché un bambino aveva riferito ai propri genitori delle particolari attenzioni ricevute da parte del maestro».
Venendo al quadro probatorio a carico dell’indagato, il gip Martin sostiene che «dopo il colloquio, questo si è ulteriormente rafforzato, per via dell’ammissione del maestro e del racconto sulle sue esperienze di insegnamento passate».
Comunque sia, sottolinea il gip Martin, per confermare gli arresti «erano sufficienti le intercettazioni ambientali, dalle quali si evincono due fatti: intanto non si tratta solo di atti fugaci, perché l’uomo metteva in continuazione le mani addosso agli alunni, ne sentiva proprio l’esigenza. Non solo li toccava, tutti, di continuo, ma si soffermava ad esplorarli con le mani, parti intime comprese».
Una durezza inusuale, quella del gip Martin, che rincara la dose: «Le intercettazioni ambientali hanno evidenziato che il docente assumeva comportamenti differenti, a seconda che si trovasse da solo assieme ai bambini, oppure se nell’aula o in palestra ci fosse anche qualche altro maestro». Quando gli è stato chiesto il perché dei suoi atteggiamenti morbosi, il docente non ha saputo spiegarseli, e ha domandato l’aiuto di uno specialista per capire il perché del suo comportamento. «Presumo - prosegue Martin - si riferisse ad un aiuto di tipo psicologico, o al limite psichiatrico. Durante le perquisizioni in casa abbiamo trovato innumerevoli pubblicazioni pedagogiche, dove si trattano le metodologie didattiche. Lui stesso ha precisato: “Durante i corsi mi hanno spiegato l’importanza del distacco fra docente e alunni. Perché l’ho fatto? Non so”».
Vista la confessione e le prove raccolte, il gip ha disposto che il maestro vada agli arresti domiciliari, a casa sua, dove vive con i genitori. «Attendiamo poi l’esito della perizia sui pc sequestrati».
Fonte Bambini Coraggiosi
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Martedì, 5 Febbraio : 2008
PEDOFILIA: PROCURA BOLZANO ASCOLTA GENITORI
SU INSEGNANTE ARRESTATO
(ANSA) - BOLZANO, 4 FEB -
La procura di Bolzano ha ascoltato oggi per tutta la giornata i genitori dei bambini di una scuola elementare nella quale prestava servizio un insegnante che ora si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale su minori.
L'uomo avrebbe, come testimonierebbero delle mircotelecamere installate dagli inquirenti in due aule, palpeggiato in piu' occasioni i bambini.
I genitori sono stati sentiti oggi, uno ad uno, dal pm Donatella Marchesini che li ha anche informati sugli sviluppi dell'inchiesta.
Il magistrato intende chiarire come il comportamento dell'insegnante e' stato vissuto dai bambini. Nei prossimi gironi sara' effettuata una perizia sui computer sequestrati nell'appartamento dell'insegnante.
E' anche in programma un incontro della direzione scolastica e i genitori in presenza di uno psicologo.
''L'insegnante - ha confermato la sovrintendente Bruna Rauzi - e' stato sospeso.
Per ogni altro procedimento dobbiamo attendere l'esito dell'inchiesta della magistratura''.
In passato - ha aggiunto - non ci sono state segnalazioni che riguardavano il comportamento dell'insegnante con i bambini. (ANSA).
5 febbraio 2008
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Pedofilia Calabria:Il bidello pedofilo racconta la sua infanzia: «Sono stato seviziato»
Scritto da Paolo Orofino – “Il Quotidiano della Calabria” del 09/02/08
Proseguono le indagini anche su un parente
BELMONTE CALABRO – Il pedofilo di Belmonte dopo aver confessato gli abusi sessuali su diversi bambini, ha raccontato che quando aveva dieci anni, pure lui sarebbe stato seviziato da due persone adulte. Le violenze sessuali sarebbero continuate fino a tredici anni. Le persone che avrebbero abusato di lui non sono più in vita. Mario Suriano, il bidello arrestato con la pesante accusa di pedofilia, nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha raccontato la sua storia, che difficilmente però potrà essere considerata un’attenuante, rispetto ai filmini da lui stesso girati, con scene raccapriccianti di sesso con bambini di dodici anni.
La confessione è stata resa dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Alfredo Cosenza, durante l’interro - gatorio di garanzia svoltosi due giorni fa, a seguito dell’arresto operato dai carabinieri di Belmonte Calabro. Il bidello quarantottenne alle dipendenze dell’isti - tuto comprensivo di Aiello Calabro era tenuto sotto controllo da più di un mese, conseguentemente ad una confidenza fatta da un adolescente ai militari dell’Ar - ma. Partiva così un’attività investigativa con lunghi pedinamenti e con una serie di intercettazioni, che lunedì scorso culminavano col decreto di fermo emesso dal pm della procura di Paola, Antonella Lauri. Nell’abita - zione dell’indiziato è stato trovato vario materiale pedo- pornografico immediatamente sequestrato. I carabinieri hanno preso anche il computer del pedofilo. Dalle risultanze investigative risulta, infatti, che Suriano abbia scambiato messaggi di posta elettronica con numerosi ragazzini. Chiaramente la prova decisiva che inchioda l’uomo di Belmonte sono le immagini filmate in cui ha lui stesso ha rapporti sessuali con ragazzini. Immagini scabrose che non lasciano spazio a dubbi.
CONTINUANO LE INDAGINI SUL PARENTE
L’attenzione degli inquirenti continua a essere puntata su un parente di Mario Suriano. Si sospettano scambi di materiale pedo-pornografico. Come si sospetta che il pedofilo possa far parte di un ampio giro di maniaci collegati in rete. Esperti d’informatica sono al lavoro e stanno esaminando la memoria del computer dell’indagato per individuare tutte le sue frequentazioni sul web. Segnaliamo, infine, che il gip di Paola, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelate in carcere nei confronti dell’indagato, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore titolare del caso giudiziario.
Fonte www.veriabusi.blogspot.com
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Iniziative da copiare e diffondere attraverso il web
Cerignola: "Nonni civici" sorveglieranno scuole e parchi
Iniziativa del Comune per maggiore tutela bambini
(ANSA) - CERIGNOLA (FOGGIA), 8 FEB - Sette 'nonni civici' saranno assunti dal Comune di Cerignola e saranno impiegati davanti alle scuole e nei parchi. Garantiranno maggiore sorveglianza a tutela dei bambini. Il Comune assumera' anche una mediatrice culturale che sara' impiegata nell'ufficio anagrafe per assistere gli stranieri nel rapporto con la pubblica amministrazione. In particolare, si occupera' degli adempimenti previsti per il rilascio del permesso di soggiorno.
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Mercoledì, 13 Febbraio : 2008
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere
Pedofilia online, gip interroga per
venti minuti il sociologo arrestato
Convalidato l'arresto. Il professore si difende: immagini pedopornografiche scaricate con il «peer-to-peer»
CASERTA - Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Geppy Provitera ha interrogato oggi per circa 20 minuti il sociologo casertano, P.C., arrestato ieri, martedì 12, nell'ambito dell'inchiesta su un giro di pedofilia avviata dalla procura di Siracusa. L'interrogatorio per rogatoria riguardante la misura cautelare - una pura formalità - è durato circa 20 minuti, alla presenza del suo difensore Gennaro Iannotti.
Il gip, al termine dell'interrogatorio, ha convalidato l'arresto. L'uomo è indagato dalla procura di Siracusa per associazione e cessione di materiale pedopornografico. Il professore sociologo, 51 anni, che insegna informatica a Marcianise, ha cercato di difendersi spiegando come era venuto in possesso delle immagini pedo-pornografiche scaricate da un noto motore di ricerca peer-to-peer. Si tratterebbe di file relativi a immagini e non video.
Giorgio Santamaria
13 febbraio 2008
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 Re: «Ma le scuole sono sicure?» Storie difficili da raccont
Sabato, 8 Marzo : 2008 amantea.net
Pedofilia, affidate due perizie
Il pedofilo: Mario Suriano
Consulenti all’opera sul materiale sequestrato nei pc di tre indagati
Mario Suriano, il bidello-catechista pedofilo, era stato arrestato nei giorni scorsi
Si arricchisce di nuovi dettagli l’inchiesta sul ”bidello-catechista” pedofilo, Mario Suriano, arrestato nelle settimane scorse a Belmonte Calabro per violenza sessuale su minori e detenzione di materiale pedo-pornografico. Le investigazioni sono condotte dai carabinieri della stazione di Belmonte Calabro e dai loro colleghi della compagnia di Paola, nonchè dalla polizia postale di Cosenza. Tutti sono coordinati dal pubblico ministero Antonella Lauri. Gli inquirenti - i quali stanno indagando su tre persone che custodivano in casa materiale pedopornografico o che avrebbero avuto rapporti omo ed eterosessuali con bimbi di 8-10 anni d’età - tra circa quindici giorni potranno contare su due perizie tecniche di parte per meglio chiarire importanti vicende legate all’inchiesta.
La dottoressa Lauri ha disposto, nei giorni scorsi, due consulenze tecniche, affidate ad altrettanti periti informatici, per la duplicazione di tutto il materiale pedo-pornografico trovato nei Pc dei soggetti indagati (posti sotto sequestro) per l’acquisizione di eventuali chiavi d’accesso utilizzare per l’ingresso in siti protetti che diffondono materiale pedo-pornografico. Con ciò, tra l’altro, si vogliono anche acquisire le e-mail che sarebbero state utilizzate per scambio dii eventuale materiale di questo tipo. Alla base di tale nuova determinazione, il fatto che uno dei tre indagati, a cui è stata trovata una quantità consistente di video e foto pedo-pornografici, si è giustificato affermando che non sapeva dare spiegazione circa la provenienza di quei file. L’indagato, infatti, riceveva quelle missive elettroniche - a suo dire - aprendo delle caselle web, quindi involontariamente. Ma la polizia postale ha evidenziato che questo tipo di trasmissione dati non è possibile. Quindi, secondo i sospetti degli inquirenti, il bidello o qualche altro indagato potrebbe avere a disposizione una password segreta per la visualizzazione di materiale pedo-pornografico. E, pertanto, gli esperti informatici dovranno operare assieme alla polizia postale di Cosenza per stilare, entro pochi giorni, le due relazioni tecniche. Agli atti risultano, inoltre, intercettazioni ambientali e telefoniche, risultati di perquisizioni, verifiche della polizia postale di Cosenza, ma anche i racconti di alcune delle piccole vittime, supportati da personale medico qualificato. Si tratta, secondo gli atti, di una squallida vicenda fatta di degrado sociale e abusi, dove un gruppo di pedofili abusava di piccoli innocenti dopo averli adescati a scuola, in parrocchia, nei bar ed anche in chiesa.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 LECCE: ALL'ASILO CALMANTI AI BIMBI VIVACI, MAESTRE INDAGATE
Giovedì, 10 Aprile : 2008
ndr: riporto qui questa news perché pur sempre di "violenza" - nelle scuole e sui piccoli - si tratta. Inoltre, ad ascoltare giustificazioni e difese .... appaiono come "un'opera" già sentita in parole e musica.
LECCE: ALL'ASILO CALMANTI AI BIMBI VIVACI,
MAESTRE INDAGATE
NARDO' (LECCE) - Al ritorno dall'asilo nido i bambini erano assopiti, irritabili e sudavano tanto: così due coppie di genitori, dopo aver escluso gli immancabili malanni di stagione, hanno deciso di vederci chiaro. Hanno fatto analizzare le urine delle loro bambine, di due anni e mezzo e tre anni, e hanno scoperto tracce di benzodiazepine, sostanza contenuta nei tranquillanti e nei sonniferi. Quindi, hanno denunciato i fatti ai carabinieri che hanno avviato un'indagine su una scuola dell'infanzia di Nardò, la più accreditata della città, che le bambine frequentavano assieme ad una settantina di scolari. La voce sui sedativi dati ai bambini ha fatto subito il giro del paese.
Molti genitori si sono insospettivi e hanno chiesto aiuto ai medici ma su nove test fatti su altrettanti bambini, solo due sono risultati positivi. Sulla vicenda indaga ora il pm della procura di Lecce Angela Rotondano, che vuol chiarire se realmente sia avvenuta la somministrazione di calmanti ai piccoli più vivaci e se questo sia avvenuto da parte di personale del centro o da persone esterne. I reati ipotizzati sono lesioni personali e abuso dei mezzi di correzione. Nel registro degli indagati sono finiti i nomi delle due titolari della scuola, due donne di 35 e 37 anni, che lavorano nella struttura assieme a quattro collaboratori.
I reati vengono contestati dal legale delle due indagate, Simone Fontana, che sottolinea "la totale estraneità ai fatti" delle proprie assistite, e annuncia querela nei confronti delle due donne denuncianti alle quali era già stata notificata una diffida per aver messo in giro le voci sulla somministrazione di tranquillanti. Sulla vicenda, nonostante le cautele, si è scatenata la psicosi. Alcune coppie stamattina hanno deciso di tenere a casa i bambini, molte altre, invece, li hanno portati a scuola e si sono dette pronte a giurare sulla professionalità delle due titolari. "Non mi sento una mamma coraggio. Ho un bambino di cinque mesi - spiega una mamma - e l'ho iscritto da 15 giorni al nido.
Sapevo di queste voci, ma erano state le stesse mamme che da più tempo hanno i loro figli qui, a rassicurami e a fornirmi garanzie sulla professionalità di chi vi opera. Nessuna di loro mi ha parlato negativamente. Poi, per natura, sono una persona che non si fida delle voci". "E' una struttura che conta moltissimo per il territorio - le fa eco un'altra - l'unica che garantisce certi orari, un'apertura di 12 ore, e questo è un grande aiuto per chi come me e mio marito è costretta a uscire presto da casa per andare e lavorare". Più categorico, invece, il commento del sindaco di Nardò, Antonio Vaglio: "si tratta - spiega - di un fatto di inaudita gravità. Dalle analisi delle urine sarebbero state riscontrate tracce di un farmaco molto particolare con proprietà ansiolitiche, miorilassanti, ipnotiche e sedative". "La cosa grave - prosegue - è che si tratta di farmaci che se assunti senza seguire dosaggi medici e per lungo tempo possono portare a situazioni molto gravi e addirittura provocare disordine neurologico, convulsioni, ipertensioni, tachicardia e depressione". "Speriamo - conclude - che tutto questo non risponda a verità, ma se dovesse essere accertata l'eventuale responsabilità di alcuni soggetti, credo che le pene debbano essere severe".
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Due condanne in un mese per pedofilia nelle scuole
Venerdì, 11 Aprile : 2008 estense.com
L'attenzione del pm per le vittime minorenni
Due condanne in un mese per
pedofilia nelle scuole
di Marco Zavagli
Senza scalpore, conservando la massima discrezione per le piccole vittime e soprattutto mantenendo il pugno fermo in sede giudiziale, dal tribunale di Ferrara sono uscite nell’arco di un mese due condanne per episodi di pedofilia avvenuti tra i muri di istituti scolastici.
L’operato della magistratura ferrarese fa così dimenticare il triste palinsesto di titoli gridati e accuse boomerang cui le cronache nazionali hanno assistito in casi recenti, uno per tutti la vicenda di Rignano Flaminio.
Ora i responsabili, condannati per ora in primo grado, sono stati giudicati e famiglie e vittime hanno avuto soddisfazione. Il primo caso è quello che lo scorso 9 marzo ha visto condannare a quattro anni e sei mesi un maestro del doposcuola in pensione, per violenza sessuale aggravata nei confronti di tre bambine che sarebbero state oggetto di attenzioni particolari. L’imputato le avrebbe toccate nelle parti intime mentre facevano i compiti vicino alla cattedra.
Martedì, invece, il giudice ha comminato la pena a sei anni e dieci mesi per il prete che secondo le varie testimonianze ascoltate in aula si sarebbe reso colpevole di gravi atti di libidine nei confronti di nove bambine tra i 3 e i 6 anni.
Se la giustizia ha potuto fare il suo corso rimanendo all’interno dei tribunali il merito va anche alla gestione degli addetti ai lavori. Un esempio per tutti è quello del pm Filippo Di Benedetto che ha sostenuto la pubblica accusa in entrambi i processi. Nel caso del sacerdote il magistrato, di fronte alla scelta se chiamare a deporre una bambina per testimoniare direttamente gli abusi subiti (il don le avrebbe mostrato i genitali di fronte ad altre persone), ha preferito rinunciare di fatto al capo di imputazione (uno dei tre che hanno portato alla condanna dell’uomo). Questo per evitare alla piccola un ulteriore trauma che ricordare certi momenti poteva cagionarle.
Anche così, evidentemente, si possono fare i processi.
Stan ha scritto: ndr: Certo "anche così" ma bisognerebbe appunto farli i processi e farli seriamente e computamente dibattendo e difendendosi NEL processo.,
Laddove invece la difesa difende gli imputati DAL PROCESSO e, soprattutto, fuori dalle aule come accaduto a Brescia e Rignano che si fa? si subisce, si tace e si tollera che prove schiaccianti non siano nemmeno esaminate o prese in considerazione per cavilli tecnici et similia?
Se comparazione va fatta (il se ci va perché, come sempre detto "OGNI CASO è e deve essere caso a se"), come fa il giornalista di cui all'articolo, andrebbe fatta a 360° (il se ci va perché, per l'appunto e come sempre detto, "OGNI CASO è e deve essere caso a se").
Lo stesso giornalista poi dovrebbe dirci come mai, ed in base a cosa, ad oggi NON SI SAPPIA ancora il nome del don di cui sopra o meglio: perché i giornalisti stessi, lui incluso, NON ne hanno fatto il nome. E' persona accusata non per una multa di divieto di sota (tanto per dire) ed ora anche condannato, eppure ... Ma ANCHE questo, evidentemente, va bene, no?.
ED INVECE NO. Non sarebbe forse giusto che altri genitori, di altri fanciulli, magari anche di altre zone dove - come d'uso - l'avranno spostato (o sposteranno), sappiano e siano quindi messi sull'avviso?
Anche così si eviterebbero addirittura altri processi: evitando che ci siano altre vittime!
Anche così (o solo così) si fa informazione completa, utile e corretta!
ma, evidentemente, NON è ANCHE COSI'
TUTTO quanto su detto, ovviamente, non toglie che si plauda e al pm (sperando che l'omissione di una prova non diventi poi "regalo" per la difesa in appello) e - ancor più - al giudice che ha, evidentemente, saputo far si che IN AULA si dibattesse del tutto e di TUTTO tener conto arrivando alla condanna perché, giriamola come si vuole, è molto più difficile che dei genitori si "inventano" una cosa del genere - come anche "istruire un bambino a mentire da attore in odore di Oscar quando poi, in una recita scolastica inciampano in tutto ... e dopo mesi di intense prove" - piuttosto che "REALMENTE ACCADA" quanto mai dovrebbe accadere..
ViviCentro (art. 19 e 21)
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