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 Re: GARLASCO: STASI SCARCERATO
Venerdì, 28 Settembre 2007-18:18
GARLASCO (PAVIA) - I risultati delle analisi dei Ris sarebbero provvisori e non univoci. E' quanto afferma il Gip nella sua ordinanza di non convalida del fermo di Alberto Stasi secondo quanto riferito dai legali del giovane. "Il gip ha accolto le ragioni della nostra tesi difensiva - ha detto uno dei legali - e ha deciso quindi di non convalidare il fermo sia per la non sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sia per la non sussistenza del pericolo di fuga". Per quanto riguarda le prove delle tracce di sangue, il gip ha stabilito, sempre secondo quanto sostengono i legali, 'che i rilievi fatti dai Ris hanno ancora carattere provvisorio e quindi non possono essere presi come base per sostenere una accusa'. Inoltre anche le contraddizione nelle quali Alberto sarebbe caduto, che per l'accusa testimonierebbero la sua colpevolezza, sono state chiarite dalla tesi difensiva. In conclusione, sempre secondo quanto riferito dai legali, per il gip gli accertamenti fatti dai Ris possono avere valenza scientifica, ma altrettanta valenza scientifica hanno i risultati dei periti della difesa. Per questi motivi la richiesta di convalida è stata rigettata in toto. "E' chiaro che noi siamo molto soddisfatti - ha detto uno dei legali - e ora ci aspettiamo che questa indagine possa essere ripresa con più calma e senza troppe pressioni".
Alberto Stasi ha lasciato il carcere di Vigevano - dove era rinchiuso da lunedì sera per l'omicidio di Chiara Poggi - su un' auto guidata dall'avvocato Giuseppe Colli. Il giovane era seduto sul sedile posteriore accanto alla madre e ad un assistente dello studio legale. Accanto all'avvocato invece il padre di Alberto. La vettura, una Golf blu, è uscita dal cancello del carcere della frazione Piccolini di Vigevano senza fermarsi nonostante l'assalto di fotografi, cameramen e giornalisti. Alberto, pullover e camicia bianca, è apparso frastornato.
''Sono uscito da un incubo, non dalla disperazione, sono infatti convinto che finche' non troveranno il vero assassino i sospetti continueranno a gravare su di me''. Cosi' avrebbe detto Alberto Stasi a chi e' riuscito a parlargli dopo la scarcerazione. ''E' chiaro che essere uscito da li' mi fa sentire meglio - ha poi detto il giovane - ma vorrei tanto che questa storia finisse una volta per tutte, anche se la disperazione per la morte di Chiara non mi abbandonera' mai''.
LA MAMMA DI CHIARA: MAI VOLUTO UN INNOCENTE IN CARCERE
"Io desidero solo che venga trovato il colpevole, non ho mai desiderato un innocente in carcere". E' questo uno dei primi commenti della mamma di Chiara Poggi, resi noti dal legale di famiglia Gianluigi Tizzoni, alla notizia della non convalida di fermo di Alberto Stasi. "Noi abbiamo la massima fiducia nella magistratura - ha spiegato il legale - vogliamo che venga arrestato il colpevole non un colpevole qualunque".
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 Re: GARLASCO: STASI SCARCERATO
Dopo che ieri il gip Pravon ha deciso di scarcerare l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi
Omicidio Garlasco, procuratore Vigevano:
''Valuteremo dopo nuovi sviluppi''
Alfonso Laura in una nota: ''La Procura della Repubblica prende atto della diversa valutazione espressa dal Giudice per le Indagini Preliminari'' per quanto riguarda la decisione di non convalidare il fermo di Alberto Stasi
Milano, 29 set. (Adnkronos)- "La Procura della Repubblica prende atto della diversa valutazione espressa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vigevano sul quadro indiziario posto da questa Procura a fondamento del provvedimento di fermo di Alberto Stasi (nella foto) e della richiesta di convalida e di applicazione della misura cautelare, riservando anche ai successivi sviluppi delle indagini e in particolare all'esito degli accertamenti in corso, ogni ulteriore valutazione". Così in una nota il Procuratore della Repubblica di Vigevano, Alfonso Laura, dopo che ieri il gip Giulia Pravon ha deciso di scarcerare Alberto Stasi, l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.
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 Re: Omicidio Garlasco, procuratore Vigevano:''Valuteremo dop
Gli inquirenti: ''Una normale attività di polizia giudiziaria''
Omicidio Garlasco,
ispezionata l'officina del padre di Alberto
I militari hanno controllato il sistema d'allarme, così come avevano fatto con quello di casa, per ricostruire gli spostamenti del ragazzo. Pochi minuti dopo Nicola Stasi ha raggiunto la caserma dei carabinieri dove è rimasto un'ora circa
Milano, 1 ott. (Adnkronos) - Ispezione nell'officina di Nicola Stasi, il padre di Alberto, lo studente indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Sono tre i carabinieri che in borghese sono entrati nell'officina di autoricambi di via Tramia a Garlasco, in provincia di Pavia.
I militari hanno controllato il sistema d'allarme. Nelle settimane scorse anche il sistema d'allarme di casa Stasi era finito nel mirino dei carabinieri per ricostruire gli spostamenti di Alberto la mattina del 13 agosto. Dall'officina i militari, diversamente da quanto emerso in un primo momento, non hanno portato via niente altro: né attrezzi, né pezzi di auto.
Pochi minuti dopo Nicola Stasi ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Garlasco dove è rimasto un'ora circa. "Una normale attività di polizia giudiziaria. In caserma abbiamo solo stilato un nomale verbale" è stato il commento di un inquirente.
Alberto Stasi, indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, è entrato in serata, senza rilasciare dichiarazioni, nello studio di via Manin a Milano dell'avvocato Angelo Giarda. Il 24enne, maglioncino rosso e jeans scuri, era in compagnia del padre Nicola, di uno dei suoi legali e di un assistente. Alberto, a differenza delle ultime indiscrezioni che lo volevano da parenti nelle Marche o a Spotorno in Liguria dove ha una casa, è rimasto a Garlasco.
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 Re: Omicidio Garlasco, ispezionata l'officina del padre di A
Mercoledì, 3 Ottobre 2007- 13:19
Giallo Garlasco,
sopralluogo dei Ris a casa Poggi
GARLASCO (PAVIA) - E' in corso un sopralluogo dei Ris, coordinato dal comandante, il colonnello Luciano Garofano, nella villetta di Chiara Poggi, la giovane di 26 anni uccisa il 13 agosto scorso.
E' la sesta volta che i carabinieri del reparto investigazioni scientifiche tornano nell'abitazione alla periferia di Garlasco.
Ma il sopralluogo di oggi ha una valenza particolare perché sono presenti anche il padre, la madre e il fratello di Chiara. Da loro gli inquirenti si attendono un inventario preciso su ciò che manca da casa e, in particolare, verificare se è sparito qualche oggetto pesante che potrebbe essere stato utilizzato come arma del delitto, mai trovata, o qualche capo di vestiario magari usato dall' assassino per cambiarsi prima di scappare. Il sopralluogo è cominciato poco dopo le 10.30. I primi ad arrivare sono stati i genitori di Chiara, Rita e Giuseppe Poggi, insieme all'altro figlio Marco. Quindi gli avvocati sia della parte lesa, Gianluigi Tizzoni, che dell'unico indagato Alberto Stasi, il prof. Angelo Giarda di Milano, insieme ai colleghi di Vigevano Giulio e Giuseppe Colli. Quindi sono arrivati i periti. Quando anche il comandante dei Ris Garofano ha varcato la soglia dell'abitazione sono cominciati i rilievi. Secondo le previsioni il sopralluogo andrà avanti almeno fino a metà pomeriggio.
Dopo il delitto questa è la prima volta che i genitori di Chiara tornano nella loro abitazione, se si esclude un breve giro a poche ore dall'omicidio, quella volta per controllare se mancava qualcosa di prezioso ed escludere quindi l'ipotesi di un delitto per rapina.
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 Re: Giallo Garlasco, sopralluogo dei Ris a casa Poggi
2007-10-04 12:41
Giallo Garlasco:
in corso accertamenti in ditta padre Alberto
Investigatori, indagato avrebbe preso oggetto in capannone
(ANSA) - PAVIA, 4 OTT - Accertamenti in corso nella ditta di autoricambi di Nicola Stasi, padre di Alberto, il giovane indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. La verifica serve per controllare il funzionamento della centralina d'allarme del capannone.Una delle ipotesi e' che il giovane potrebbe aver preso l'oggetto per uccidere Chiara dal capannone, dove sarebbe andato a cambiarsi dopo l'omicidio. In quei giorni l'azienda era chiusa per ferie. Presenti gli avvocati dell'indagato e della parte lesa.
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 Re: Giallo Garlasco: in corso accertamenti in ditta padre Al
Si attendono i risultati sulla porta della cantina e sui pedali della bici
Omicidio Garlasco,
nuove impronte nel bagno della villetta di Chiara
Spuntano nuovi elementi che potrebbero dare un nome all'assassino che, il 13 agosto scorso, ha colpito a morte la ventiseienne. La scientifica: "Elementi interessanti e importanti che arricchiscono il quadro indiziario nei confronti dell'indagato: Alberto Stasi''
Milano, 8 ott 2007. (Adnkronos) - Nuove impronte digitali nel bagno della villetta di via Pascoli, dove il killer di Chiara Poggi si è lavato prima di lasciare l'abitazione e far perdere le proprie tracce. Continua il lavoro degli esperti del Ris di Parma sulle tracce raccolte sulla scena del delitto, mentre spuntano nuovi elementi che potrebbero dare un nome all'assassino che, il 13 agosto scorso, ha colpito a morte la ventiseienne. "Elementi interessanti e importanti -spiegano gli uomini della Scientifica- che arricchiscono il quadro indiziario nei confronti dell'indagato: Alberto Stasi, fidanzato della vittima". Contro di lui, secondo l'accusa, "impronte digitali sul lavandino, su un mobile, sulla manopola del rubinetto".
Riscontri a cui presto si aggiungeranno, probabilmente, quelli sulla porta a libro che conduce in cantina. Una porta che sia il killer che il fidanzato hanno toccato. Alberto, durante gli interrogatori, ha sempre raccontato di aver spinto e toccato la maniglia della porta e di aver scoperto così il cadavere di Chiara.
E continuano anche gli accertamenti sulla bicicletta di Alberto sequestrata il 20 agosto scorso. Una bici sui cui pedali sono state trovate tracce biologiche di Chiara. Sulle tracce di dna, pero', difesa e accusa hanno pareri contrari: non c'e' univocita' che si tratti del sangue della vittima. Intanto, potrebbero allungarsi i tempi per la consegna della relazione finale del Ris fissata per il 15 ottobre prossimo. Una scadenza che potrebbe slittare in previsione del completamento delle analisi da eseguire sui reperti raccolti o nell'eventualita' di un nuovo accesso nella villetta di via Pascoli, ancora sotto sequestro.
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 GIALLO GARLASCO: MEDICO, CHIARA MORI' IN POCHI MINUTI
Mercoledì, 7 Novembre 2007- 21:26
GIALLO GARLASCO:
MEDICO, CHIARA MORI' IN POCHI MINUTI
di Francesca Brunati
MILANO - E' stata uccisa tra le 11 e le 11.30 di mattina, Chiara Poggi, la giovane assassinata a Garlasco quasi tre mesi fa. Uccisa con un'arma che potrebbe avere una "stretta superficie battente", uno "spigolo molto netto" e una "punta". L'omicida l'ha colpita più volte alla testa, con colpi "tutti potenzialmente mortali", anche se "il ruolo letifero è dovuto al colpo assestato nella regione parieto-occipitale sinistra".
Sono queste le conclusioni della relazione dell'autopsia effettuata sul corpo di Chiara il 16 agosto scorso, tre giorni dopo il delitto, e consegnata tre giorni fa al pm di Vigevano Rosa Muscio da Marco Ballardini, dell'Istituto di Medicina legale di Pavia. Nella relazione, 51 pagine e datata 5 novembre, è scritto che "l'epoca della morte si pone in un intervallo di tempo compreso tra le 10.30 e le 12.00, con maggior precisione attorno alle 11-11.30". Dunque quasi due ore dopo che l'allarme della villetta dove è avvenuto l'omicidio era stato disinserito.
Riguardo all'arma, mai trovata, il medico spiega si tratta "di un corpo contundente non ben identificabile". Ma che in base alle ferite riportate, "di tale corpo si suggeriscono le seguenti caratteristiche: stretta superficie battente, spigolo molto netto, presenza di punta". Una descrizione questa che può far pensare a vari oggetti, come una piccola piccozza o un utensile da giardinaggio. Quanto ai colpi inferti, difficile dire il numero esatto. Quelli alla nuca - a spanne vanno dai 10 ai 15 - sono "tutti potenzialmente mortali", anche se "in grado di causare un decesso pressoché immediato" è stato quello "assestato nella regione parieto-occipitale sinistra".
Un colpo, la cui "azione lesiva è concentrata in un breve tempo" e che probabilmente é stato sferrato in modo molto violento. Con una violenza tale da far rilevare che "la causa della morte è la lacerazione dell'encefalo contestuale allo sfondamento del cranio". Che Chiara non abbia avuto una lenta agonia la relazione lo spiega ancora quando dice: "l'intervallo di tempo intercorso tra la produzione di tutte le lesioni e il decesso è circoscrivibile in un tempo di pochi minuti". Comunque rimane sempre un mistero: non si sa se la ragazza abbia tentato di difendersi in quanto dall'autopsia non è stato possibile determinare se gli altri micro-colpi evidenziati sul suo corpo siano dovuti al trascinamento del cadavere fino alle scale che portano in taverna o a un'eventuale colluttazione.
Intanto slitta ancora di altri dieci giorni il deposito della relazione degli esperti del Ris di Parma, nominati dalla Procura di Vigevano come consulenti, con i risultati delle analisi di laboratorio compiute sul materiale biologico e sulle impronte rinvenute sulla scena del crimine. Invece di domani o dopodomani, la consegna della consulenza è prevista per il prossimo 19 novembre.
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 Giallo di Garlasco, nessun estraneo in casa
Venerdì, 16 Novembre 2007- 15:08
Giallo di Garlasco, nessun estraneo in casa
VIGEVANO (PAVIA) - Nessun estraneo sarebbe entrato nella villetta di via Pascoli a Garlasco il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto lo scorso 13 agosto. E' in sostanza una delle puntualizzazioni trapelate in ambienti giudiziari sulle conclusioni dei Ris che oggi hanno depositato la loro relazione alla Procura di Vigevano. La relazione non conterrebbe alcun elemento eclatante ma sottolineerebbe la valenza di alcuni elementi emersi durante le indagini e che vanno inquadrati in un contesto globale. Come ad esempio le impronte digitali. Nella villetta, oltre a quelle attribuite ad alcuni investigatori e ai soccorritori, sono state rinvenute solo quelle della ragazza uccisa e del fidanzato Alberto Stasi, finora unico indagato nell'inchiesta e sottoposto tempo fa a fermo non convalidato. Le impronte di Alberto, tra l'altro, sono state trovate anche sul dispencer del sapone nel bagno dove, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'assassino si sarebbe lavato. A quanto è trapelato, la relazione, che non è completa in quanto manca la parte relativa agli accertamenti sul computer di Alberto, ha fornito alla Procura "elementi scientifici sui quali prendere una decisione".
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 Foto hard nel pc: l'ultimo segreto di Alberto Stasi
Venerdì, 21 Dicembre 2007
La Stampa.it ha scritto: Foto hard nel pc:
l'ultimo segreto di Alberto Stasi
«La mattina del delitto aprì immagini porno»
CLAUDIO BRESSANI
Alberto Stasi
GARLASCO - Tre minuti di funzionamento, dalle 9,36 alle 9,39. Tre minuti durante i quali sarebbe stata eseguita un’unica operazione: l’apertura di un file contenente l’immagine di una donna seminuda. E’ tutta qui l’attività del computer portatile di Alberto Stasi la mattina del 13 agosto, giusto quattro mesi fa, quando è stata uccisa la sua fidanzata Chiara Poggi e quando lui ha detto di essere rimasto a casa a scrivere la sua tesi di laurea in Economia. Queste almeno sono le conclusioni della consulenza tecnica sul notebook del giovane, consegnata ieri mattina dai carabinieri del Ris di Parma al pm di Vigevano Rosa Muscio. Alle 9,39 il portatile sarebbe stato spento, per essere poi riacceso circa mezz’ora più tardi, alle 10,15. Ma da quel momento in memoria non è stata trovata traccia di alcuna operazione fino alle 12,30, quando il pc è stato definitivamente spento. Il file della tesi quel lunedì mattina non sarebbe stato neanche aperto, non risultano salvataggi. Dunque Alberto avrebbe mentito, il suo alibi non regge.
La difesa però si prepara a contestare la validità di questo esame, che non considera «ripetibile», e l’utilizzabilità dei risultati. L’avvocato Angelo Giarda lo va ripetendo da settimane: «Non sappiamo cosa c’è dentro quel pc, aspettiamo di avere in mano la relazione per fare le nostre valutazioni. Bisognerà vedere in che modo e quando sono stati fatti gli accessi, perché ogni volta che si attiva un computer si determina un’alterazione alle registrazioni precedenti». In altre parole una consultazione inappropriata potrebbe aver modificato i dati contenuti in memoria e quindi «bruciato» la prova. Ma da questo punto di vista gli inquirenti sembrano più tranquilli di qualche settimana fa. Nel pc sono state trovate le tracce del lavoro alla tesi svolto la sera prima del delitto: se l’esame avesse cancellato quelle del 13 agosto, lo stesso sarebbe dovuto accadere con quelle meno recenti.
Ma nel computer di Alberto - e nella relazione del capitano del Ris Aldo Mattei - c’è molto più degli orari di accensione e funzionamento. Alla ricerca di spunti per un possibile movente a carico di quello che resta l’unico indagato, è stata passata al setaccio una notevole mole di files, centinaia di foto e filmati, personali e scaricati da internet. I tecnici hanno scandagliato i siti visitati, i messaggi di posta in entrata e in uscita e le conversazioni in chat. Nulla è filtrato sui risultati di questo lavoro, ora a disposizione del pm.
Ieri in Procura è arrivato anche il tenente colonnello Luciano Garofano, comandante del Ris di Parma, che ha consegnato una relazione a propria firma contenente una ricostruzione della dinamica del delitto. L’ufficiale individua tre fasi: la ragazza è stata dapprima aggredita in cucina ed è scappata verso l’atrio, dove è stata raggiunta, gettata a terra e nuovamente colpita alla testa, per essere poi trascinata per i piedi verso il telefono. Qui Chiara è rimasta esanime per alcuni minuti. Quando ha dato segno di riprendersi, il killer l’ha finita e gettata giù dalle scale. Intanto si è appreso che la scorsa settimana la difesa, con due suoi consulenti, ha effettuato un nuovo sopralluogo nella villetta di via Pascoli. Sono state analizzate le orme di scarpe sporche di sangue lasciate dall’assassino: avrebbero una misura inferiore al 41-43 indicato dall’accusa e dunque non sarebbero di Alberto, che calza il 42.
COLLEGATE:
[b]- La pedopornografia dietro la morte di Chiara
[b]- Gioventù ghiacciata tra internet e chat
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 Giallo GARLASCO: Gioventù ghiacciata
Venerdì, 21 Dicembre 2007
La Stampa.it ha scritto: Gioventù ghiacciata
La generazione tutta Internet e chat
PIERANGELO SAPEGNO
Alberto Stasi, sindrome da primo della classe
GARLASCO - Il più normale di tutti, Alberto in fondo lo è sempre stato, da quand’era il primo della classe a scuola e poi quand’era fidanzato con Chiara, e anche adesso che Garlasco aveva riempito le pagine di cronaca nera, assieme a Perugia o ad altre storie come queste. Alberto Stasi è rimasto il più normale, anche se magari ingannava gli altri, anche se a volte mentiva o veniva contraddetto dalle perizie, e anche se nascondeva qualcosa, come forse ha nascosto davvero, ma come avrebbe fatto chiunque di noi. Non cambia versione, non accusa nessuno, non gira con coltelli, non ritratta. Non si definisce un giovane immaturo. Non si riempie di canne. Usa il computer come tutti, e come Raffaele Sollecito dice che mentre qualcuno uccide lui non fa nient’altro che viaggiare su Internet. Non importa che cosa ci sia dentro quella scatola nera, lì ci si va per studiare, per riposare, per divertirsi. Alberto è così normale che l’unica volta che ha parlato con i giornalisti, l’ha fatto cercando di scappare via, spostando i microfoni e i taccuini, dicendo poche parole come se fosse uno chiunque di noi: «Voi non capite, sto male, sto male dentro. Sto male fisicamente. Non mi rendo conto di quello che è successo». Aveva uno sguardo sprezzante. Anche noi lo avremmo avuto.
Ecco cos’è. Puoi mai portare la normalità su un banco di imputati? Il fatto è che non c’è colpa, fino adesso, non ci sono prove, e non c’è mai un movente in tutti questi gialli, da Garlasco a Perugia, se non qualcosa che sfugge alla nostra cognizione, o che può sembrare assurdo alla nostra morale, oppure incompatibile con la realtà. L’unico vero imputato che andiamo lentamente a scoprire, alla fine è solo questo mondo che si svela poco per volta ai nostri occhi, la sua pochezza di sentimenti, la sua ignavia e la sua normalità, soprattutto, quella normalità così lugubre nella sua assenza di valori e così opaca, così malata, che diventa normopatìa. Questo è il nostro mondo: ecco cosa ci dicono Alberto e Raffaele, cosa ci rivelano le storie di Garlasco, di Perugia, di Erba, di Cogne. La nostra vita è fatta di questa gente, e noi siamo quelli. Siamo come Alberto, che sembra mentire persino inutilmente, come se tutto questo fosse nient’altro che un gioco, e che smanetta sul computer a cercare il vuoto (e potrebbe mai essere una colpa questa?), ma che i genitori di Chiara continuano a difendere per lungo tempo, tenendogli la mano, come faceva Rita Preda, la mamma, consolandolo davanti ai flash che lo tormentavano il giorno del funerale, proteggendolo da tutti nei giorni che sono venuti dopo, abbracciandolo come un figlio, togliendolo anche dall’assalto dei cronisti, di fronte al cancello del cimitero di Pieve Albignola, perché, dicevano «è un bravo ragazzo, non ci crederemo mai che è stato lui».
Ed è vero che Alberto è un bravo ragazzo. Comunque finirà questa storia, Alberto rimarrà quello che è, il bravo ragazzo degli Anni Duemila, innocente o colpevole che sia, ma sempre lo studente modello della Bocconi, il primo della classe, quello che «aveva già il posto pronto da Berlusconi», come aveva detto il suo amico, Marco Panzarasa. Quello quasi perfetto che raccontava Chiara Spaltini, la figlia del sindaco di Garlasco, sua compagna di scuola al liceo: «In quattro anni che siamo stati vicini di banco, non l’ho mai visto perdere le staffe, non ricordo un solo episodio in cui mi sia sembrato strano, indecifrabile, o peggio, inquietante. Molto diligente, molto studioso, molto quadrato. Un po’ riservato, ma non lo era in maniera eccessiva, o patologica: con gli amici si apriva, come tutti, senza particolari difficoltà».
Il più normale di tutti. Se ne sono accorti anche gli investigatori che indagano su questo delitto. Solo che loro ci hanno visto quasi un sentimento di ghiaccio. Molto intelligente e molto freddo. Troppo freddo: gli inquirenti hanno l’abitudine a pensare male. Così dicono che durante tutte le lunghissime ore di interrogatorio «lui non ha mai perso la testa, è rimasto sempre attento a tutto quello che gli dicevamo e che gli succedeva. Quasi scientifico». Quando è caduto in qualche contraddizione, Alberto non ha mai sbagliato passo, come quella volta del sangue sui pedali: ha risposto dicendo che «qualche giorno prima Chiara aveva le mestruazioni e io forse avevo calpestato il suo sangue». Risposta assurda? No, ha deciso il gip, Giulia Pravon: «Era la domanda che si basava su un presupposto non certo, quello del sangue. E quindi la risposta non conta». Dev’essere giusto. Alberto, in fondo, è così normale che potrebbe pure permettersi di sbagliare.
COLLEGATE:
[b]- La pedopornografia dietro la morte di Chiara
[b]-Foto hard nel pc: l'ultimo segreto di Alberto Stasi
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Giallo GARLASCO: «Pedofilia? Chiara si sarebbe infuriata»
Sabato, 22 dicembre 2007
Giusi Fasano su Il Corriere della Sera ha scritto: E un'amica della giovane vittima: a Stasi piaceva guardare immagini hard
«Pedofilia? Chiara si sarebbe infuriata»
La madre della ragazza uccisa ad agosto nella villetta di Garlasco:
«Non è l'Alberto che ho conosciuto io»
GARLASCO (Pavia) — La mamma di Chiara sospira. Ancora una volta fatica a crederci. Ma è davvero l’Alberto che ho conosciuto io? si chiede. Alberto Stasi, il fidanzato di sua figlia, uccisa a Garlasco il 13 di agosto, non soltanto è l’unico indagato per l’omicidio: da due giorni è inquisito anche per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. E lei, la signora Rita, non riesce nemmeno a immaginare quello spilungone un po’ timido davanti a un’immagine o a un filmato così carico d’infamia. È rimasta senza fiato quando il suo avvocato, Gian Luigi Tizzoni, le ha raccontato del nuovo capo d’imputazione. «Bambini? Ma, avvocato, anche questa adesso... ».
Rita ha ripensato a Chiara, al suo carattere. «Se davvero le cose stanno così, se veramente è stato questo il motivo che ha scatenato tutto...». È come vederla, Chiara, fuori di sé dalla rabbia per aver scoperto quel segreto così scandaloso del suo innamorato. «Io lo so com’era la mia Chiara» pensa ora sua madre. «Non lo avrebbe mai perdonato, non avrebbe mai fatto passare una cosa così. Si sarebbe arrabbiata moltissimo».
Adesso, dopo che la nuova accusa contro Alberto è sulle bocche di tutti, a Garlasco c’è qualcuno che si lascia scappare dettagli finora negati in ore di interrogatori davanti ai carabinieri. Una delle più care amiche di Chiara, per esempio. È una delle oltre cento testimonianze raccolte subito dopo il delitto. Sua madre aveva rivelato agli inquirenti che la ragazza, saputo dell’omicidio, non aveva contenuto la sua ira: «È stato quel bastardo, è stato lui» aveva urlato, riferendosi ad Alberto.
Gli investigatori decisero di battere quella pista ma lei sminuì tutto: «È vero, l’ho detto ma era solo un pensiero». Ieri, invece, è stata ancora una volta sua madre a precederla in una nuova rivelazione: «Mia figlia aveva ricevuto una confidenza. Chiara le aveva detto della mania di Alberto di guardare immagini hard e aveva anche aggiunto: se lui non cambia, lo dico a suo padre». Ma il riferimento alla «mania» di Alberto era per le foto osé di adulti, non per materiale pedopornografico.
Dalla relazione dei Ris sul computer del ragazzo emergono anche i tempi della consultazione proibita: l’ultima volta intorno al 20 luglio, mentre Alberto era a Londra per un viaggio studio assieme a un amico. Anche se sono state comunque recuperate dalla memoria, tutte le immagini erano state cancellate.
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 Giallo GARLASCO: Alberto mente, ecco le prove
Domenica, 23 Dicembre 2007 (7:56)
"Alberto mente, ecco le prove"
In quella casa era impossibile non macchiarsi le scarpe col sangue
CLAUDIO BRESSANI (La Stampa)
Alberto Stasi
GARLASCO - «Abbiamo appoggiato a terra plantari numero 42-43, ma in quel corridoio nemmeno Cenerentola poteva muoversi senza sporcarsi le scarpe. Gli spazi sono molto ristretti e il sangue è ovunque: era impossibile non pestarlo». L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, è soddisfatto dei risultati dell’ennesimo sopralluogo nella villa di Garlasco. Ieri ha compiuto nuovi rilievi sulla scena del crimine con il consulente di parte Marzio Capra, che ha scattato un centinaio di foto. «E’ chiaro che Alberto Stasi - prosegue Tizzoni - o in quella casa non è entrato o l’ha fatto con scarpe diverse da quelle che calzava quando ha dato l’allarme ai carabinieri». Erano un paio di Lacoste color bronzo: sulle suole i tecnici del Ris non hanno trovato la minima traccia di sangue.
La parte civile è dunque convinta di aver raccolto altri elementi per dimostrare che il fidanzato di Chiara ha mentito. Non avrebbe detto la verità quando ha ricostruito il percorso compiuto all’interno della casa. E non l’avrebbe detta nemmeno riferendo di aver sceso i primi due gradini delle scale e poi di essersi fermato notando il corpo riverso a terra. «Ho visto abbastanza il viso di Chiara, ricordo una parte bianca», aveva messo a verbale. Impossibile, per l’avvocato Tizzoni. Non solo perché, come ha rilevato il pm nell’avviso di garanzia, il volto della ragazza era una maschera di sangue senza alcuna «parte bianca», ma anche perché, dal secondo gradino, non avrebbe potuto comunque vederlo. «Lo dimostrano le misurazioni e le foto che abbiamo realizzato - spiega Tizzoni - vista la pendenza delle scale, che girano a sinistra, dal secondo gradino si poteva vedere il volto solo compiendo un movimento innaturale, sporgendosi in avanti con il busto per circa 50 centimetri». La parte civile si è fatta un’idea anche della possibile arma del delitto, mai trovata: «Potrebbe essere - suggerisce Marzio Capra - un palanchino, una leva metallica con un’estremità ricurva o a coda di rondine. E’ solo un’ipotesi, un’idea che mi sono fatto studiando la consulenza del medico legale». Palanchini del genere sono utilizzati nelle officine (come quella del padre di Stasi) e anche nella nautica, per sbrogliare i nodi. E Alberto è un appassionato di vela.
Mentre erano in corso i rilevi nella loro villa, i genitori di Chiara hanno incontrato in Procura il pm Rosa Muscio, in partenza per alcuni giorni di ferie. Le hanno fatto gli auguri e hanno anche sollecitato il dissequestro della casa. Speravano di poter rientrare per Natale, ma non ci sono i tempi tecnici e dovranno aspettare gennaio. Intanto i legali di Alberto hanno rotto il silenzio che durava da giovedì, quando al giovane è stata contestata la detenzione di 22 tra foto e filmati di contenuto pedo-pornografico nel suo computer. Il professor Angelo Giarda e l’avvocato Giuseppe Colli in una nota fanno sapere che «la difesa di Stasi ha eccepito la nullità e l’inutilizzabilità dei risultati raggiunti dai consulenti del pm con la lettura unilaterale e non garantita del computer».
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 Giallo GARLASCO: NUOVI INTERROGATORI PER GLI AMICI DI ALBERT
Domenica, 23 Dicembre 2007 - 14:18
NUOVI INTERROGATORI
PER GLI AMICI DI ALBERTO
GARLASCO (PAVIA) - Si annuncia una nuova serie di interrogatori nell'indagine per il delitto di Chiara Poggi, la ragazza di 26 anni di Garlasco uccisa lo scorso 13 agosto nella sua villa di via Pascoli. Ad essere ascoltati saranno alcuni amici di Alberto Stasi, 24 anni, fino ad oggi unico indagato per l'omicidio.
Il nuovo impulso all'inchiesta è stato dato dall'ulteriore accusa che nei giorni scorsi ha colpito Stasi quella cioé di diffusione e detenzione di immagini di pedofilia sul suo computer. I nuovi interrogatori degli amici di Alberto serviranno a capire se qualcuno di loro era a conoscenza di queste immagini.
Per la Procura di Vigevano le foto e i filmini trovati sul computer del ragazzo potrebbero costituire il movente del delitto. Chiara avrebbe visto queste immagini e ne avrebbe chiesto ragione al fidanzato Alberto, scatenando la sua reazione, ma è una ipotesi ancora tutta da confermare. Intanto i genitori di Chiara si preparano a trascorre il primo Natale senza la loro figlia. In una intervista che apparirà oggi sul 'La Provincia Pavese' Giuseppe Poggi e la moglie Rita Preda hanno anticipato che trascorreranno i giorni di festa con i cugini Cappa, genitori delle gemelle Paola e Stefania.
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 GIALLO GARLASCO: IMMINENTE DEPOSITO MEMORIALE DIFESA STASI
Domenica, 6 Gennaio : 2008
GIALLO GARLASCO:
IMMINENTE DEPOSITO MEMORIALE DIFESA STASI
GARLASCO (PAVIA) - Verrà depositato tra martedì e giovedì prossimo in Procura a Vigevano (Pavia) il memoriale della difesa di Alberto Stasi, l'universitario bocconiano di 24 anni, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto scorso all'età di 26 anni nella sua villetta di Garlasco.
I legali dell'indagato, il prof.Angelo Giarda e gli avvocati Giulio e Giuseppe Colli, hanno infatti affidato al professor Francesco Maria Avato l'incarico di presentare una perizia che mirerà a confutare le conclusioni del Ris circa la natura delle tracce di Dna della vittima, trovate sui pedali della bicicletta di Alberto (che, per la difesa, non sarebbe sangue) e circa la possibilità di non sporcarsi le scarpe sulla scena del delitto (le suole delle Lacoste di Stasi sono risultate pulite, nonostante lui abbia raccontato di essere entrato a villa Poggi e di aver scoperto il corpo della fidanzata sulle scale della taverna). Al memoriale della difesa seguirà la relazione del consulente nominato dalla parte civile, rappresentata dall'avv. Gian Luigi Tizzoni, che il 22 dicembre, con il perito Marzio Capra,ha fatto un ulteriore sopralluogo.
Intanto nei prossimi giorni riprenderanno le attività di indagini sul delitto dopo la pausa natalizia. Secondo gli investigatori, non avrebbero alcun peso le dichiarazioni di un mago tv - tornato alla ribalta nell'ultimo mese - che, già un paio di settimane dopo l'omicidio, aveva telefonato ai carabinieri di Milano, dicendo di essere stato contattato, in diretta Tv, da una certa 'Chiara di Garlasco', che gli aveva confidato di avere problemi sentimentali con il proprio fidanzato. I militari di Pavia, Vigevano e Garlasco si attivarono all'inizio dello scorso settembre per verificare la veridicità del racconto: il mago venne ascoltato a verbale, ma attraverso i tabulati telefonici appurarono allora che nessuna chiamata all'emittente televisiva era partita da uno dei telefoni a disposizione di Chiara Poggi (cellulare, telefono di casa e apparecchi della ditta milanese in cui lavorava).
La testimonianza del veggente venne così archiviata dagli inquirenti insieme alle centinaia di segnalazioni arrivate da sensitivi, medium e cartomanti residenti in Italia e all'estero.
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 Garlasco, dopo 8 mesi villa ancora sotto sequestro
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