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PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rignano
Giusto trasferire da un luogo ad altro "personale" sotto accusa per "presunti abusi"?

Non dovrebbero operare fino alla conclusione del processo 80% 80% ( 8 )
No, fino a prova contraria sono innocenti 0% 0% ( 0 )
Sì, per riportare la serenità 20% 20% ( 2 )

Voti Totali : 10
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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
Dal sito di Roberta Lerici 25 febbraio 2008 www.bambinicoraggiosi.com


Pedofilia Rignano Flaminio : al convegno sui falsi abusi spunta una "lettera fantasma "delle maestre
Un giornalista avrebbe affermato  di aver ricevuto una lettera dalla maestre mesi prima che scoppiasse il caso


Lo strano convegno su abusi e falsi abusi che si è tenuto a Rignano il 21 febbraio 2007, non sarebbe finito con i toni che si addicono a professionisti riunitisi per confrontarsi su temi scientifici. Tutta colpa dello scontro verbale tra il giornalista Renato Farina*, relatore , e Domenico Paravati, giornalista anch’egli, ma semplice invitato al convegno. A Paravati non sarebbe piaciuto il discorso di Farina sui giornalisti e, a un certo punto, lo avrebbe interrotto gridando dalla sala:” Farina, non siamo una massa di imbecilli, noi giornalisti. E poi vorrei sapere se lei è ancora iscritto all’albo”. A questo punto sarebbero volati fischi e urla all’indirizzo di Paravati.

Più tardi, Domenico Paravati sarebbe stato invitato a salire sul palco, e qui avrebbe detto, tra l’altro: “…io sono stato il primo a sapere quello che stava succedendo a Rignano, l’ho saputo molto prima dei miei colleghi, in quanto tutte le insegnanti della scuola elementare (dalla sala lo correggono: “Materna”), sì… mi hanno inviato una lettera al Corriere del Tevere, cioè a casa mia, in cui mi si chiedeva di pubblicare un articolo in cui affermavo che le voci che giravano a Rignano, erano false. E questo mesi prima che i carabinieri facessero alcunché. Io, però, mi sono ben guardato dal pubblicizzare la cosa e quella lettera l’ho cestinata, perché non recava alcuna firma, e io non potevo prendere in considerazione materiale non firmato.” A quel punto, il povero Paravati, sarebbe stato nuovamente sommerso da grida e fischi incontenibili, non riuscendo più ad andare avanti. Se fosse vero che è stata spedita una lettera "molti mesi prima del blitz", sarebbe davvero uno scoop, se pensiamo che l’intercettazione pubblicata dai giornali*, in cui i coniugi Scancarello cascano dalle nuvole, è del 2 ottobre 2006,ovvero di  dieci giorni prima del blitz dei carabinieri alla scuola materna e delle perquisizioni a casa degli indagati. Passati i fischi e gli insulti,  Paravati termina dicendo che, comunque tuttora, lui “non sa cosa pensare di questa vicenda”. Per la terza volta, fischi e urla sommergono il giornalista. (fra le urla si sarebbe sentito anche un ”Viè giù che te corco”).

Forse, Domenico Paravati, quando il pomeriggio del 21 febbraio è uscito di casa, credeva di recarsi ad un convegno come gli altri. Solo dopo, verso la fine degli interventi, deve aver  capito che quella era una riunione fra persone convenute a Rignano solo per dire che lì non è mai successo niente e che chi non  condivideva quel pensiero perché, semplicemente, “non sapeva cosa pensare”, era meglio fosse rimasto a casa. A casa come le madri e i padri considerati “colpevolisti” a cui è stato vietato l’ingresso per ragioni “di opportunità”.  Sì, avrebbe fatto meglio a restare a casa, Domenico Paravati, insieme ai genitori che chiedono perchè i loro bambini conoscono case in cui loro non li hanno mai portati, insieme alle persone che attendono soltanto i risultati delle indagini senza emettere sentenze e insieme a tutti quelli che, a Rignano e nel resto d’Italia, continuano a che la giustizia sia una cosa seria.

Roberta Lerici 25 febbraio 2008 www.bambinicoraggiosi.com

 * Renato Farina-ex vicedirettore di Libero, radiato dall’albo dei giornalisti su richiesta della Procuratore generale della Repubblica di Milano, per essere stato “arruolato nel Sismi col nome di Betulla”.


*Testo della telefonata fra coniugi Scancarello pubblicato dal Corriere della Sera il 4 maggio 2007:“Il 2 ottobre 2006 Patrizia Del Meglio parla al telefono con il marito e Gianfranco Scancarello.
Patrizia: «Ok. Poi ti racconto io c'ho una questione a scuola piuttosto scottante... poi ti racconto con calma».
Gianfranco: «Di che genere?».
P.: «Eh, gira voce che dentro la scuola ci sia una maestra pedofila! Quindi insomma, poi te dico bene, con esattezza tutti i dettagli».
G.: «Una maestra!!! Ma nun ce posso credere! Ma che stai a dì?(...)
P.: «Eh no! Mo poi te racconto con calma Gianfrà, anche perché io ho avuto telefonate a casa... Non t'ho raccontato niente...».
G.: «E chi è?».
P.: «Eh! poi ti dico... poi ti dico».
G.: «Che so' matti? La gente è pazza! Me credi che nun ce posso crede? 'Na maestra poi. Io sapevo sempre de omini, ma mai de donne!».
P.: «Eh sì. Capito? (...) E di tutto questo, siccome è già da dieci giorni che va avanti sta storia e io ho ricevuto telefonate a casa, poi ti dico insomma, con calma... Stamattina l'ultima cosa, allora ho detto no! Allora sono andata dalla collaboratrice e le ho detto: "Senti, qui chi dice, chi non dice, chi è qua, la su e giù, me la fai... e io ti vengo qui non come Patrizia da Silvana. Vengo qui come insegnante Del Meglio dalla coordinatrice... tu mi fai la cortesia che vai dalla preside e la informi!».
G.: «E lei?».
P.: «"No, perché... però sai queste cose uno più le rimesta, più qui". Dico: "Che cosaaaa?" Gli ho detto "Più le rimesta e più? E lasci tutto nel silenzio? Tu vai dalla preside e glielo dici! Altrimenti metto nero su bianco..." gli ho detto».
G.: «E lei?».
P.: «"No, no ci vado, ci vado! Ecco brava vacce!... Non è possibile 'na cosa del genere, cioè per me...».
G.: «Il mondo è pieno di pazzi! (...) Me credi che so' esterrefatto?».



NOTA MIA: al "convegno" ha partecipato (senza peraltro pubblicizzarne la presenza) anche Apolloni e consorte. Stendiamo un velo su quanto da lui affermato in tale sede ma trovo divertente il fatto che il giorno seguente (ha dormito a casa di qualche indagato??) a Rignano voleva acquistare un giornale di suo interesse (in cui l'articolo sul convegno era vomitevole e bugiardo) ed era (sich!!) finito!! Chissà perchè ha detto: "io sono Apolloni, fondatore del centro falsi abusi!!!"... Ci voleva una bella rispostina alla romana ma qualche signore "vero" a Rignano esiste ancora!!

  





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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 



Mercoledì, 27 Febbraio : 2008

IERI, incidente probatorio davanti al gip

La terribile testimonianza
di un'altra  bambina


di Roberta Lerici

Nel giorno in cui l’Italia si è fermata  davanti al tragico dolore per la fine dei fratellini di Gravina, nelle aule del tribunale di Tivoli si è consumato l’ennesimo rito del racconto dell’orrore per bocca di un’altra bambina di cinque anni, il settimo. Non ci sono articoli sui giornali, forse la strage di adulti e bambini alla fermata dello scuolabus, i fratellini Ciccio e Tore e il caso di Erba, nel quale pure è stato ucciso un bambino, ha fatto ritenere superfluo aggiungere anche il racconto di un’altra bambina di Rignano Flaminio. Forse sarebbe stato troppo.

E deve essere stato troppo, quel racconto così pieno di particolari, che pare sia stato interrotto, a un certo punto, per l’orrore narrato.

Era sufficiente, quella parte di orrore, descritta ieri dalla bambina.Le parti civili tacciono, non divulgano i particolari dei racconti, come è giusto che sia. Rispetto anch’io la loro volontà. Ma di fronte a tutto quello che è stato scritto e detto in queste ultime settimane, di fronte all’ingerenza di politici e professionisti di bassa levatura che si sono affannati ad emettere sentenze senza averne titolo, e  senza sapere nulla del caso di pedofilia di Rignano Flaminio, chiederei un lunghissimo minuto di silenzio, in onore dei bambini violati e uccisi da adulti perversi,  dei quali, la parte sana della società, si ricorda solo quando ormai è troppo tardi.

www.bambinicoraggiosi.com  27 febbraio 2008

  





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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
Un giornale invece ha scritto qualche parola sull'incidente probatorio del 26 di una bambina di Rignano Flaminio. Riporto e non commento: non ce n'è bisogno!!



Fonte: Leggo - mercoledì 27.2.2008

«Ero nuda in casa della maestra.
Anche lei era nuda».


Questo quanto ha raccontato ieri una bambina nel corso di un nuovo incidente probatorio nel caso dei presunti abusi sessuali della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Questa volta la piccola ha mimato davanti al gip anche le posizioni che prendeva durante i giochini erotici che avrebbe fatto in casa di una delle maestre indagate. «E' la conferma che i bimbi hanno vissuto una esperienza da choc -- ha dichiarato Antonio Cardamone, avvocato di parte civile -- Anche questa volta sono stati ripetuti i nomi delle maestre e degli altri bambini». «Il mimo della bimba non vuol dire che abbia vissuto violenze. La Cassazione ad ottobre disse che la percezione di atti sessuali può derivare anche dalla visione di filmati a sfondo sessuale», ha commentato Michele Angileri, dell'associazione "Ragione e Giustizia"
. (G.Val.)
  





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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 



Domenica, 2 Marzo : 2008 Dal sito www.bambinicoraggiosi.com

Parole senza senso: Bonolis intervista Scancarello che si auto assolve dalle accuse di pedofilia a Rignano Flaminio
Bonolis e Scancarello parlano al passato delle indagini sul caso di pedofilia alla scuola Olga Rovere, con un incidente probatorio che finirà a giugno.

di R. Lerici

Sconvolgente ritorno del programma "Il senso della Vita", questa sera alle 22.30, con l’intervista a Gianfranco Scancarello, indagato per pedofilia nell’inchiesta sulla scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nell’intervista, l’autore televisivo ha parlato della sua esperienza “al passato”, come se ormai l’inchiesta fosse conclusa con una piena assoluzione. Anzi, l’autore ha fatto molto di più, ha definito il caso di Rignano Flaminio, “una bufala” ed ha elogiato i pochissimi giornalisti che “lo avevano capito subito”. Anche Bonolis ha seguito il tono di G.Scancarello e, parlando dell’indagine al passato, ha auspicato un subitaneo ritorno al sorriso dell’indagato.

 

Poi, in primo piano, l’autore televisivo si è rivolto al pubblico, mettendolo in guardia su ciò che potrebbe succedere a sessanta milioni di italiani: essere indagati per pedofilia senza una ragione e senza prove, perché ”Il sonno della ragione genera mostri”.

"Il sonno della ragione" di chi? Della magistratura che indaga?  "Il sonno della ragione" di chi? Delle madri che vedono i loro bambini piccolissimi trasformarsi in qualcosa di orribilmente diverso, che li vedono soffrire e non sanno come aiutarli?


Vorrei dire che, purtroppo, la pedofilia genera adulti deviati. Vorrei dire che la pedofilia è il flagello di questi tempi. Vorrei anche dire che ogni settimana ci sono dei bambini che fanno dei nomi precisi, descrivono delle persone e raccontano,con grande fatica, cosa è capitato loro in quella "scuola brutta" dove qualcuno li "infilava in una vasca, e poi gli spingeva la testa sott'acqua".

Vorrei anche dire che, secondo le loro testimonianze, quei bambini conoscono le case degli indagati e le descrivono nei minimi dettagli senza che i genitori ve li abbiano mai condotti. Questa è l’indagine in corso. Di questo si stanno occupando i magistrati e , a prescindere da chi la giustizia  riterrà responsabile, ci sono dei bambini che hanno subito degli abusi. Quei bambini dovranno essere curati per anni, per evitare che diventino degli adulti deviati.Persino la sentenza della Cassazione che ha disposto la scarcerazione degli indagati, ha  ammesso che i bambini mostrano disturbi compatibili con l’abuso sessuale.E allora che cosa hanno detto, stasera, Scancarello e Bonolis? Parole senza senso.

Riguardo il richiamo dell’Autorità Garante delle Telecomunicazioni, le cui indicazioni sono state totalmente disattese nella odierna puntata de “Il senso della vita”, cito un paio di articoli della "Delibera n. 13/08/CSP/ “Atto di indirizzo sulle corrette modalita’ di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive”:

 

Art. 1
(Criteri sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive) http://www.agcom.it/provv/d_13_08_CSP.htm

c) la cronaca giudiziaria deve sempre rispettare i     principi di obiettività, completezza, correttezza e imparzialità dell’informazione e di tutela della dignità umana, evitando tra l’altro di trasformare il dolore privato in uno spettacolo pubblico che amplifichi le sofferenze delle vittime e rifuggendo da aspetti di spettacolarizzazione suscettibili di portare a qualsivoglia forma di "divizzazione" dell’indagato, dell’imputato o di altri soggetti del processo; deve inoltre porre sempre in essere una tutela rafforzata quando sono coinvolti minori, dei quali va salvaguardato lo sviluppo fisico, psichico e morale;

d) restando salva la facoltà di sviluppare sui temi in esame dibattiti tra soggetti diversi dalle parti del processo nel rispetto del principio del contraddittorio ed assicurando pari opportunità nel confronto dialettico tra i soggetti intervenienti, vanno evitate le manipolazioni tese a rappresentare una realtà virtuale del processo tale da ingenerare suggestione o confusione nel telespettatore con nocumento dei principi di lealtà, obiettività e buona fede nella corretta ricostruzione degli avvenimenti;…continua su: http://www.agcom.it/provv/d_13_08_CSP.htm

  





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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
Pedofilia Rignano Flaminio:Tutte le domande che Bonolis forse non rivolgerà a G. Scancarello



Incuranti dei richiami dell’AGCOM sulle trasmissioni che hanno come oggetto casi giudiziari aperti, stasera “Il senso della vita” propone un’intervista ad uno degli indagati di Rignano Flaminio, l’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della maestra Patrizia del Meglio. Non entro nel merito del caso giudiziario su cui la magistratura sta indagando. Vorrei però sottolineare, stando alle anticipazioni della stampa, che pare si parlerà del dramma di un uomo la cui vita è stata sconvolta da un’accusa di abusi sessuali su di una trentina di bambini. Non sulla sparizione di un chilo di caramelle, quindi. Saggezza vorrebbe che si lasciasse lavorare la giustizia senza pianti, proclami, o interferenze.  Ora, immagino che Bonolis non potrà certo chiedere al signor Scancarello come mai tanti bambini descrivano la sua casa sin nei minimi dettagli; non gli potrà chiedere come mai i bambini chiamino “maestra Patrizia” una delle persone che, fuori o dentro la scuola, li picchiava e li abusava insieme ad altre persone. Non potrà chiedergli come mai dai bambini viene descritto un uomo simile a lui; non gli chiederà come mai i bambini raccontano di aver visto sua moglie nuda dopo essere stati spogliati a loro volta. Ecco, stasera Bonolis forse si concentrerà sul dramma umano di un indagato per pedofilia, lasciando da parte inutili orpelli come inchieste in corso e bambini senza più infanzia. E, come al solito, i bambini continueranno a non contare nulla, proprio come i richiami degli organi di vigilanza sulle comunicazioni. Qualcuno prenderà dei provvedimenti? Vedremo.

Wildgreta 2 febbraio 2008

  



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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
Il ritorno di Bonolis con l’intervista a Gianfranco Scancarello: “Il senso unico”

Plaude un sito pro indagati:” Bellissima testimonianza, per la prima volta senza nessun contraddittorio”
Imbarazzante apertura di puntata, quella de “Il Senso della Vita” andata in onda ieri sera. Bonolis ha intervistato Gianfranco Scancarello, l’autore di  Buona Domenica indagato per pedofilia nell’indagine sulla scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio.Più che un’intervista, il risultato è stato però quello di una sorta di seduta psicoanalitico-religiosa. Un confessionale televisivo, in cui l’intervistato è stato messo a suo agio dal tono di voce caldo e comprensivo del conduttore, da luci morbide atte a favorire l’intimità della conversazione  e da movimenti di camera atti a sottolineare i passaggi clou di questa vittima di un manipolo di madri verso le quali lascia trasparire un sentimento di assoluto disprezzo.

Ma cosa ha detto Gianfranco Scancarello? Nulla di nuovo, se non quello che va ripetendo da tempo: la sua assoluta innocenza. Mentre però nelle precedenti interviste aveva mostrato quasi un sentimento di stupore verso quanto gli era capitato, qui appare più deciso e lascia intendere di essere uscito indenne dal caso giudiziario che, come aveva sempre detto, “si è poi rivelato una bufala”. Il peggio è passato, insomma, e adesso potrà ricominciare a vivere, avrà pensato qualcuno. Non viene in mente a Bonolis di ricordare al pubblico e a Scancarello che l’inchiesta è ancora in corso, che sono in atto gli incidenti probatori, e che l’autore, insieme ad altre sei persone,  è tuttora indagato per pedofilia  e che solo alla fine dell’incidente probatorio su 22 bambini, il giudice si pronuncerà per il rinvio a giudizio o per l’archiviazione del caso. No, forse sarebbe indelicato, e Bonolis è un modello di delicatezza. L’amichevole chiacchierata procede fra ricordi dolorosi come quelli dell’arresto suo e di sua moglie, e i ringraziamenti a Canale 5 per averlo accolto al lavoro il giorno dopo la scarcerazione. Per la parte del pubblico che non conosce il caso-Rignano, queste parole potrebbero far intendere che la scarcerazione equivalga ad una assoluzione. Ma, evidentemente, di informare il pubblico su come stiano davvero le cose, non interessa a nessuno.Ed ecco il culmine dell’intera intervista: a un certo punto,  Scancarello con un tono quasi intimidatorio, avverte noi del pubblico sui rischi che corriamo. E quali sono questi rischi? Essere incriminati per pedofilia in 60 milioni, da un giorno all’altro, se qualcuno una mattina si alzasse e decidesse di farlo. Un bell’esempio del rispetto per la magistratura che ogni cittadino dovrebbe avere. Il terribile monito viene poi infarcito dall’immancabile frase di Goya:”Il sonno della ragione genera mostri”. Anche Beppe Grillo ha citato recentemente questa frase, ma parlando dei politici corrotti  e della situazione italiana, l’ha rovesciata, dicendo che “qui sono i mostri ad aver generato il sonno della ragione.”

Wildgreta 3 marzo 2008

Note:

1)Naturalmente, non una parola sui bambini di Rignano da parte di due padri famiglia come Bonolis e Scancarello .

2) Si rileva che, nella presentazione dell’intervista apparsa prima della messa in onda sul sito di Canale 5, si “ammette” che l’inchiesta è ancora in corso: “…Senza entrare nel merito di una querelle mediatico-giudiziaria, con una fase processuale ancora in corso, la presenza di Gianfranco Scancarello vuole essere soprattutto una testimonianza di un uomo che si è sentito e si sente vittima di una pubblica gogna mediatica-giudiziaria…”

Peccato che, trattandosi di un caso giudiziario aperto, esistano delle
regole da rispettare per la televisione: fornire una corretta informazione, consentire la pluralità dei punti di vista e un confronto fra le diverse tesi, sono le principali regole, unitamente al rispetto per il lavoro della magistratura e per le presunte vittime.

3) I tagli dell’intervista (dal sito Il senso della Vita”)L’aiuto della fede, che quando si è soli, chiusi e nel buio del carcere, ti porta a costruire una croce di carta e appellarti mediante questo rudimentale cimelio sacro a qualcosa che sta oltre e sopra i nostri destini. Il valore della famiglia rappresentato (sempre in carcere) da alcune mollichine di pane formate per personificare ognuno dei suoi componenti: Il senso di gratitudine dei colleghi che ti stanno vicini, prima e dopo la scarcerazione. …”

Forse, chi ha steso la presentazione del programma, non lo aveva visto.

  



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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
Elezioni. Al Senato per Idv Roberta Lerici, madre bimbi Rignano


Roma, 11 mar. - Nella lista dell'Italia dei valori per il Senato nel Lazio ci sarà anche lei: Roberta Lerici, combattiva responsabile dei rapporti con le istituzioni dell'Agerif - l'Associazione genitori Rignano Flaminio - autrice di testi teatrali e madre di tre bambini. "La candidatura mi è stata offerta dall'Idv, che è molto sensibile ai problemi legati alla tutela dei minori - spiega - ed ha già presentato delle proposte di legge per l'inasprimento delle pene contro i pedofili. Nel corso della vicenda di Rignano il mio ruolo è stato quello di sensibilizzare le istituzioni e per questo ho intessuto una fitta rete di contatti".

"Non avrei mai pensato di correre per il Parlamento - prosegue Roberta Lerici - ma ho pensato fosse giusto non disperdere un patrimonio di conoscenze notevole, che ho maturato sia con gli studi che con l'esperienza personale vissuta sul campo a Rignano.


". Se eletta, promette di portare in Senato la tutela dei minori, "ma non come slogan". "Non è un concetto astratto- sottolinea - si tratta di un complesso intervento culturale: una cultura che non abbiamo ancora acquisito a pieno. Basti pensare che in Italia non c'è un Garante nazionale dell'Infanzia e che l'Unione europea ci ricorda ogni giorno che siamo rimasti indietro anche sul piano della legislazione". Tornando alla vicenda di Rignano, Roberta Lerici segnala con preoccupazione e amarezza il silenzio mediatico sceso sull'inchiesta: "Quando una sola bambina ha detto che non aveva subito abusi la notizia è finita su tutte le prime pagine, mentre ora che altri bambini stanno confermando le accuse con dovizia di particolari non esce nemmeno una riga".

Come introduzione al blog (www.bambinicoraggiosi.com) Roberta Lerici ha messo questa frase: "I bambini sollevano la testa mille volte per guardarci. Se non lo facessero vedrebbero solo il bracciolo del divano. A volte i bambini fanno tanta fatica per niente". "Intendo dire che i minori in Italia non sono tutelati nel modo giusto- conclude la candidata dell'Idv - Dobbiamo fare un enorme passo avanti, una vera rivoluzione culturale. La difesa dei minori deve diventare una priorità, mentre adesso non lo è assolutamente". Fonte: Dire



Per me e per molti (moltissimi) altri questa è un'ottima notizia perchè, proprio come dice la Lerici, la difesa dei minori deve diventare una priorità. Ci sono intanto da giorni i soliti noti personaggi che stanno dicendo di tutto su questa candidatura attaccando con dei modi veramente degni degli esseri incivili quali sono. A nessuno interessa e deve interessare se le sue conoscenze sulla "pedofilia" sono nate oggi. ieri o prima ancora. L'importante è che ci siano finalmente all'interno dei palazzi del Governo persone come la Lerici che hanno vissuto da vicino certe cose e che, scevre da qualsiasi politicismo e/o pressione, facciano leggi "vere" a tutela dell'infanzia. Questo "dovrebbe" essere l'obiettivo di TUTTI.

  





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Giovedì, 13 Marzo : 2008

Image Complimenti ed un grosso in bocca al lupo anche da parte della redazione di vivicentro a nome del Gruppo "Mamme ansiose" di Brescia (ma penso, spero, anche di tanti altri),

Ancora congratulazioni,

Red vivicentro

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
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Mi associo anche personalmente alle congratulazioni per la candidatura della nostra Roberta (Roberta Lerici).
In bocca al lupo. Spero sinceramente che riesca a farcela. Se non altro si avranno due occhi, e due orecchie, nonché una buona bocca, all'interno delle istituzioni e quindi in posizione per far intendere a loro le necessità del Comune Cittadino onesto e corretto o .... far sapere a questo, al di là di sofismi e/o di giochetti politici e senza l' uso del politichese (che - alla fine - nulla dice) come stanno realmente le cose e chi, di fatto, magari si mettesse di traverso.


Questo mi aspetto da Lei, questo credo che farà.

In attesa di vederla all'opera ................... forza.

  





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
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Dal sito www.bambinicoraggiosi.com di Roberta LERICI

Pedofilia, tutela dell'infanzia e campagna elettorale
di Roberta Lerici  
  
Riporto questo articolo del 2007 per la sua estrema attualità e perchè ne condivido appieno i contenuti. In una fase di "impegni elettorali" in tema di tutela dei minori, sarebbe giusto sottolineare i guasti di una società alla quale è un po' come se la situazione fosse sfuggita di mano. Non ci si è accorti dove stava andando, non si è fatto nulla per indirizzarne il percorso su binari diversi, e ora si promettono leggi e impegno maggiore a tutela dell'infanzia perchè ci si è accorti che siamo entrati in una fase di emergenza. Ma la battaglia per la tutela dell'infanzia  è, a mio avviso, innanzitutto una battaglia culturale che la società deve combattere nella sua interezza. Siamo noi tutti che dobbiamo avere voglia di combatterla: all'interno delle nostre case, nei luoghi di lavoro, sui giornali, nella politica e nelle Istituzioni. Non possiamo più delegare ad altri, perchè "gli altri", oggi, siamo tutti noi. Per questo, ho deciso di accettare l'offerta di candidarmi al senato con l'Italia dei Valori.Vorrei poter mettere la mia esperienza e le mie conoscenze  a disposizione di tutti, e fare qualcosa di concreto per i bambini. So che nulla sarà facile, ma almeno, non potrò mai rimproverarmi di aver rinunciato a combattere per loro.

Quando l'orco è analfabeta
di Stefania Cantatore (UDI-Napoli)

(Napoli) “Su alcune fonti di stampa è riportato un commento degli inquirenti, con qualche accentuazione giornalistica, a proposito dell’arresto del presunto violentatore della piccola Antonietta, morta per “un rigurgito”.
Il commento avanzato – denuncia Stefania Cantatore, dell’UDI di Napoli - ha un sapore antico: l’orco è analfabeta, colpa del disagio sociale.
È il sapore di sempre, tagliare la testa al toro sulle responsabilità collettive e ridurle a qualcosa che è un pò colpa di tutti ed un pò di nessuno.
Il conteggio giornalistico del femminicidio e delle violenze sessuate occupa molte pagine dell’informazione dell’ultimo triennio, questo va sottolineato, perché rappresenta la risposta minima al movimento d’opinione femminile intorno al modo di fare giornalismo su quello che fondatamente, in larghissima parte, risulta il reato meno punito e più diffuso.
Quello che si legge e si ascolta, quando non si vede nei plastici di Vespa, è semplicemente quel minimo sforzo di non tacere, non di rado con uso di enfasi verbale sproporzionata alla reale indignazione emotiva e culturale avvertita da chi fa informazione.
L’atteggiamento di consapevolezza, spesso si ferma al conteggio parziale delle morti e dei reati: la complessa altra parte che non riesce a farsi strada nella” rappresentazione condivisa” è la carne non occasionale di una strage prevista.
Quell’orco è analfabeta, ma tutti gli orchi sono analfabeti e privi del codice della reciprocità. Se questo non può , come ancora troppi vorrebbero,stemperare le responsabilità personali, rappresenta un segno, che dopo i numeri, dovrebbe cominciare ad informare di se la comunicazione pubblica e la disposizione politica.
L’analfabetismo relazionale, come quello di tipo scolastico, colma l’assenza di propri codici con quelli della “lettura precostituita dal contesto”. È questa la responsabilità collettiva nel femminicidio e nelle violenze sessuate: l’aver precostituito un codice comportamentale dove la morte e il reato sono semplicemente eccessi di attitudini relazionali connaturate all’uomo.
Gli uomini di buona coscienza che sanno d’essere lontani da questo paradigma, devono ancora riconoscere, veramente, in che modo quel paradigma può essere cambiato.
Cambiare non può che partire dalla carne degli eventi, che da sola e immediata nel vero senso della parola (senza mediazioni) mostra come la parola autorevole può concorrere alla condanna e al destino imposto alle vittime.
Antonietta è morta per le ripetute violenze che ha subito, la sua morte non è stata la casualità rivelatrice. È morta vomitando il suo dolore: Non ne poteva più, ha vomitato perché il grido che forse tante volte aveva pronunciato era stato insufficiente e difforme da quanto ammissibile. Antonietta è invece stata frantumata, da una parte lo stupro, dall’altra la sua morte tragica. Va detto qui che la parola abuso va semanticamente eliminata, perché in se significa che potrebbe esistere un “uso corrispondente” ammissibile. Uso ed abuso nella realtà esistono sulla carne di donne, bambine, e bambini a sono ugualmente inammissibili. Nella violenza sessuata implicita ha origine l’orrore segretamente condiviso nell’attuale patto, dove l’uso ammissibile è diffuso e commette strage lenta.
Nel patto c’è quella responsabilità politica che ha nome e si identifica nei poteri attuali agli eventi.
La campagna mediatica promossa dal Governo, senza per altro destinare diversamente risorse, pone l’accento sul coraggio della denuncia, affidandosi alla taumaturgia dell’immagine-parola. Nella realtà, la denuncia ha risonanza ambigua, come ha sperimentato letalmente Antonietta, essendo il suo grido inammissibile vera denuncia.
È questa, la denuncia, propria del sottoposto (cioè di chi in altra condizione avrebbe possibilità di salvaguardarsi e non di chiedere protezione), è azione di reclamo che presuppone fiducia nell’efficacia della risposta, se non nell’obbligatorietà della stessa.
Le madri di Rignano Flaminio lo sanno, perché a loro volta sono imputate di aver loro, non certa stampa, acceso i riflettori sul disagio dei figli. Come a dire che non si può pretendere equilibrio e rispetto dai media, perché loro sono così, o tacciono o esagerano. Lo sapeva bene Matilde Sorrentino che è morta per essersi macchiata di denuncia in difesa di suo figlio. Denunciare è importante, ma va detto che resta questo, nell’assenza di un sostegno pubblico e carico delle attuali ambivalenze, un atto unilaterale e di grande solitudine. Il discredito e le punizioni di cui sono vittime in tante, è una prigione dalla quale si esce per merito della solidarietà politica: che non deve e non può essere più soltanto “spontanea”; perchè ad offrirla competentemente possono essere le donne in un ottica di restituzione della libertà, ma spesso sono istituzioni confessionali, finanziate con denaro pubblico, e che attraverso l’aiuto veicolano le loro imposizioni.
L’assunzione della responsabilità politica collettiva, di fronte alla morte di Antonietta, consiste nella certezza e nella qualità delle risposte, ma consiste anche nel guardare dentro a tutto ciò che ha resa possibile e indisturbata una tragedia che oggi porta il suo nome . Sono le scuole materne che non rispondono alle esigenze del lavoro delle donne, sono le mura familiari impenetrabili al diritto. E ci sono in aggiunta i modelli forti che suggeriscono che le donne servono a questo, o che addirittura arrivano a pubblicizzare libri con le passerine ignoranti (sic) dell'assessore provinciale alla Cultura di Ravenna Massimo Ricci Maccarini.
La responsabilità politica, in una tale asimmetria culturale, non è un punto d’arrivo, è un’urgenza, l’unica possibilità di cambiare. Bisogna che ognuno agisca magari denunciando che l’orco ignorante è colpevole, non meno, ma insieme ai poteri che mettono nel conto la morte e il dolore di Antonietta.
Al suo addio non c’è rimedio, c’è da impedire che succeda ancora”.
Stefania Cantatore – Udi di Napoli

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Messaggio Re: PEDOFILIA: Post in continuo aggiornamento - CASO di Rign 
 
Roberta Lerici: "Perché ho accettato la proposta di candidarmi al senato per l’Italia dei Valori"

di Roberta Lerici


Ho detto di sì, perché l’infanzia non è mai stata una priorità per i governi italiani.

Ho detto di sì, perché ho scoperto che, se per i bambini non si adottano iniziative risolutive, è perché taluni problemi sono sconosciuti.

Ho detto di sì, perché ho incontrato tante persone disinformate.

Ho detto di sì, perché la tutela dei minori da troppo tempo è solo una frase vuota.

Ho detto di sì, perché per tutelare i bambini bisogna che si alzi la soglia di attenzione nei confronti dei pericoli che corrono.

Ho detto di sì, perché spesso ho avvertito la tendenza a sminuire i rischi che corrono i bambini, per paura di procurare un eccessivo allarme sociale.

Ho detto di sì, perché la cultura della tutela dell’infanzia rappresenta il progresso delle società civili, e le società civili non devono essere allarmate, ma soltanto consapevoli.

Ho detto di sì, perché vorrei che tutti i genitori che mandano i loro bambini a scuola avessero la certezza che  non vi siano fra il personale della scuola persone indagate o condannate per pedofilia. (Come indicato dalla Circolare 72 del Ministro Fioroni che per le persone soltanto indagate, prevede la sospensione cautelare non a scopo sanzionatorio, ovvero a stipendio intero)

Ho detto di sì, perché non vorrei più leggere che un ottantenne con due condanne per pedofilia, è stato arrestato per aver abusato di altri bambini. L’uomo era rimasto a piede libero per otto anni.


Ho detto di sì, perché la pedopornografia online è cresciuta del 160 per cento nell’ultimo anno e i bambini che vengono usati per film e fotografie sono in massima parte europei, ma non si riesce quasi mai ad identificarli.

Ho detto di sì, perché, oltre ad oscurare i siti internet, (8149 quelli segnalati negli ultimi tre mesi) bisogna lavorare perché i bambini non arrivino su quei siti.

Ho detto di sì, perché i governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno sottovalutato la pedofilia via internet e l’intervento è stato tardivo.Secondo una statistica canadese,  il 30 per cento di fruitori di pedopornografia è anche abusante.

Ho detto di sì, perché si dovrebbero attuare dei programmi di prevenzione nelle scuole che aiutino i bambini a capire cosa devono o non devono accettare da chi li accudisce o sta loro vicino, siano essi parenti, educatori o compagni.

Ho detto di sì, perché il bullismo si combatte educando sia in famiglia che a scuola.

Ho detto di sì, perché, ogni giorno, c’è un momento in cui penso ad Antonietta, soffocata a quattro anni dal rigurgito della nostra indifferenza.

Ma, soprattutto, ho detto di sì perché vorrei provare a dare il mio contributo ad una battaglia per l’infanzia che l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro, con le proposte di legge dei suoi deputati,(Pedica, Pedrini, Mura, Costantini...), da tempo  ha dimostrato di voler combattere con grande serietà. Una battaglia “a favore di qualcuno” e non “contro qualcuno”, che deve "unire" e mai "dividere".

17 marzo 2008  -  www.bambinicoraggiosi.com



NOTA MIA: anche io, insieme a tanti tanti altri, ti diciamo SI. E' giusto, è doveroso verso questa società e verso quella futura fare in ogni modo possibile per portare finalmente al cambiamento che argini, e poi debelli, questi orrori. Da quel giorno maledetto del 12.ottobre.2006 la nostra vita è radicalmente cambiata ed anche quella dei nostri figli; in tutto questo tempo abbiamo aperto porte e sollevato coperte che mai avremmo voluto ma che ci hanno spinto a non fermarci. Cara Roberta, mi ripeto, ma dico SI SI SI SI a difesa di ogni bambino dico SI.

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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