In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante" e comunque "serio".
Se poi questi stessi o altro, avranno "pretese" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scritto.
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Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
Preti pedofili e Tv, continuano le polemiche
di Roberto Laghi
Venerdì, 25 maggio 2007
La prima riflessione su questa vicenda potrebbe essere legata alla complessità del sistema mediatico in cui ci troviamo. Le interazioni tra i vari mezzi di comunicazione stanno cominciando a farsi più significative e, nonostante non si tratti di una questione di numeri – il popolo della rete è sempre nettamente inferiore a quello della tv, e in Italia la situazione è peggiore che nel resto d'Europa – si può parlare di un aumento del livello di incidenza che certe istanze che nascono in rete riescono ad avere sugli altri mass media.
In questa sede non c'entra, che so, tutto il gran parlare che si fa su Second Life in questi tempi: è una questione di moda, più che altro, passerà.
Ma senza il lavoro fatto dallo staff del sito bispensiero.it che ha tradotto e sottotitolato l'inchiesta della Bbc promuovendola in rete, probabilmente il livello del dibattito su tv e giornali non sarebbe arrivato dove è ora. Questo è un dato di fatto da cui non si può prescindere.
Sul fronte giornalistico, Mentana dichiara che se l'inchiesta non la compra la Rai, la trasmetterà lui a Matrix e lo stesso fa Nessuno Tv, e sul blog del direttore Mario Adinolfi si può già vedere il video, inserito in un post in cui si dubitava (è del 20 maggio) del fatto che Cappon avrebbe dato il nulla osta all'acquisto.
E mentre la puntata di questa sera di Annozero ha parlato delle (nuove) tendenze razziste dell'italiano medio, rimandando la trasmissione di “Sex crimes and the Vatican” per approfondimenti, la politica continua a prendere posizione.
Fassino richiede prudenza, in quanto la materia è molto delicata e Landolfi (An) della vigilanza Rai – che era stato uno dei primi a chiedere che il documentario non venisse trasmesso - si associa alla posizione del leader Ds.
Chi invece ancora si schiera contro la messa in onda è Ennio Morrone, Udeur, segretario di presidenza della Camera, che dichiara: “Ferma restando la libertà dell'informazione, uno dei capisaldi della democrazia, ritengo che la decisione della Rai di acquistare il video sui preti pedofili sia decisamente inopportuna.”
Definendosi contrario a ogni spettacolarizzazione della giustizia, continua Morrone, “non posso che essere perplesso di fronte alla possibile messa in onda di un documentario che muove delle gravissime accuse che, a quanto sembra, sarebbero, almeno in parte, non provate. Non vorrei che questi continui attacchi alle gerarchie vaticane e il tentativo di diffondere un sentimento anticlericale, siano, tra l' altro, la risposta al successo del Family day. Sarebbe gravissimo”.
Polemiche e interventi che Paolo Serventi Longhi (FNSI), definisce – a ragione – pretestuose: “Il punto centrale è' l'autonomia del giornalista e il diritto ad assumersi pienamente le sue responsabilità. Santoro conosce perfettamente la delicatezza dell'argomento e non è certo uno sprovveduto. Ha la possibilità di fare una puntata del suo programma sul tema della pedofilia in relazione a una parte della Chiesa in modo corretto, ascoltando tutte le opinioni e senza tesi precostituite. Continuo a rifiutare, da qualsiasi parte provenga, il tentativo di operare censure o interferenze riguardo all'indipendenza del giornalista. Mi sembra che il direttore generale Claudio Cappon debba consentirgli di lavorare. Poi ognuno giudicherà il prodotto”.
Che è quello che dovrebbe succedere in una società normale con un sistema radiotelevisivo e dell'informazione normale. Appunto.
da Off - quotidiano di spettacolo
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Re: Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
Italians: Beppe Severgnini
Pedofilia: la Chiesa non dovrebbe essere ricattabile
Ciao Beppe,
vorrei rispondere nel merito all'intervento di don Stefano Colombo (27 maggio) sulla presunta sciatteria e malafede dell'informazione a riguardo della questione pedofilia-Chiesa; mi perdonerete la pedanteria. Non tenterò di condurre il ragionamento altrove, ma abiterò il suo stesso luogo sposando la sua interpretazione: se davvero il risalto dato al reportage della BBC vuole essere un'arma brandita da una certa «propaganda» contro la Chiesa per guadagnare spazio e riprendere fiato dopo essere stati messi all'angolo a seguito della manifestazione di forza del Family Day, il problema è un altro; la questione è che la Chiesa non dovrebbe essere ricattabile, a maggior ragione se vuole godere dell'autorità morale che si arroga. Dovrebbe investire tutte le sue energie nel tentativo di rimediare agli errori che vengono commessi al suo interno; invece, mi pare che essa sia assai attenta a scovare la pagliuzza nell'occhio del fratello e non si accorga della trave che è nel suo. Don Stefano lamenta la trascuratezza con la quale i media non precisano che si tratta di denunce di abusi e non di condanne: in realtà il documento della BBC contesta al Vaticano il velo di silenzio con il quale ammanta ogni sospetto, ogni flebile voce di denuncia che si leva, ostacolando così le indagini e non indica affatto l'attuale pontefice come autore del Crimen Sollicitationis , ma lo accusa di non aver compiuto una svolta di trasparenza dopo gli scandali statunitensi e irlandesi. L'accusa di parzialità con la quale don Stefano tenta di screditare l'informazione non è più imparziale dell'oggetto a cui è rivolta, ma non è questa la sua colpa, quanto quella di nutrirsi di argomenti assai deboli e perfino dolorosi quando si spingono a rintracciare un'inafferrabile differenza tra l'infamante pedofilia e il più asettico «adescamento sessuale di minori» . Peccato davvero.
Daniele Crocelle,
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Re: Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
Italians: Beppe Severgnini
Pedofilia: la Chiesa nega ogni responsabilità
Caro Beppe,
due parole su Santoro e la trasmissione su Chiesa e pedofilia.
Premessa: se vivessimo in un paese civile, dove la Costituzione è la bibbia del cittadino al di là dei suoi credi religiosi, oggi si parlerebbe forse solamente dei contenuti e dei modi della trasmissione di Santoro.
Purtroppo, in Italia, si parte sempre un po' più indietro, e con fatica: dall'opportunità o meno che una tale trasmissione si possa fare, ovvero dalla solita enormità che in Italia si debba chiedere permesso per esercitare il diritto di cronaca e la libertà di pensiero e parola quando ciò riguardi la Chiesa. La drammatica conseguenza è che i contenuti vengono dopo, e in secondo piano.
Veniamo alla trasmissione e ai suoi contenuti, invece.
1° fatto: all'accusa mossa alla Chiesa circa l'obbligo di segretezza imposto alle parti nei processi ecclesiastici di indagine sui preti pedofili (e quindi alla loro impossibilità di rivolgersi alla magistratura dello Stato - pena la scomunica), non è stata data smentita netta ed esaustiva.
2° fatto: le accuse rivolte nel video BBC e nelle testimonianze in studio hanno per oggetto il comportamento (su scala mondiale) della Chiesa, che nei casi esaminati ha "coperto" i sacerdoti, trasferendoli di parrocchia in parrocchia (dove continuavano indisturbati a perpetrare le loro oscenità), o addirittura ricoverandoli a Città del Vaticano quando inseguiti da mandati di cattura internazionale. A queste accuse Mons. Fisichella, in studio, non risponde ma si limita a dire che "è stato un errore ordinare preti quegli uomini" - ma chi li ha ordinati, la Chiesa o qualcun'altro?
3° fatto: per quanto io trovi sconcertante che un cittadino - perché cattolico - debba cercare giustizia, per le torture subite da un prete, all'interno della Chiesa e non alla Procura della Repubblica, apprezzo enormemente lo sforzo e la buona volontà di chi si sottopone a questa gogna procedurale (vedi il caso di Firenze raccontato in studio da 4 vittime).
Di fronte a tali prove di dedizione e coraggio da parte dei fedeli, quando un qualunque esponente di una qualsiasi altra organizzazione avrebbe recitato un mea culpa e avrebbe detto "me ne occuperò personalmente", oppure "agiremo al più presto per individuare, condannare e denunciare i colpevoli", Mons. Fisichella ha espresso personale contrizione e ha respinto ogni addebito alla Chiesa in quanto tale. Un saluto.
Paolo Ghiglione,
Preti e pedofilia: l’arroccamento della Chiesa
Caro Beppe,
mi piacerebbe provare a parlare con serenità sullo spinosissimo tema "preti e pedofilia". Sul tema si è già espresso magistralmente don Colombo (27 maggio) con il suo post su "Italians": ha ragione quando dice che è sospetto il "timing" con cui esce il documentario, temo che abbia ragione anche sul fatto che potrebbe essere una "vendetta" dopo il Family Day. Soprattutto dice una cosa sacrosanta quando afferma che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di adescamento e non di pedofilia, che è una cosa diversa. Ma i don Colombo possono parlare solo su "Italians"? Perché succede che tutte le volte che si affronta un tema critico inerente il clero, questo si arrocca nella difesa a oltranza, mentre dall'altra parte i "laici" attaccano a testa bassa adducendo argomenti anche sporchi o in malafede pur di sostenere le loro tesi? Succede quando si parla di Papa Pio XII° e nazismo, è successo quando quel comico con la barba ha criticato il Papa, continua a succedere adesso che esce il documentario inglese. Io sono un laico e repubblicano, figlio di mangiapreti in una terra di mangiapreti. Mio padre nel lontano 1915 scappò via dalla parrocchia dove serviva Messa la domenica perché il parroco allungava le mani dove non doveva. Altri tempi, è vero. Io però non sopporto l'idea di dover essere un mangiapreti solo per una storia di famiglia vecchia quasi di un secolo: Se anche penso che col Padreterno ci si possa parlare direttamente e senza intermediari, e che comunque sarebbe meglio se i preti potessero avere una vita sessuale normale e una famiglia, è vero pure che i preti di oggi sono nella quasi totalità degni della massima stima da parte di ogni buon cittadino, e che la società civile ha bisogno dei preti. Perchè ancora oggi questo livore da Ottocento? Non lo chiedo solo ai presunti "laici" di recente (e non richiesta) acquisizione, lo chiedo anche alla stampa cattolica che su questi temi semplicemente si rifiuta di discutere. E' un problema come ce ne sono tanti, non è la fine del mondo. Davvero non se ne può parlare senza fare, come dice don Colombo, "cagnara"?
Piero Romagnoli,
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
Roma I casi sono molti, in tutto il mondo, e spesso coinvolgono persone insospettabili e ammirate da intere comunità. A conferma che la pedofilia è una patologia che può colpire ovunque e comunque, quindi anche tra missionari e sacerdoti della Chiesa cattolica, impegnati nell’aiuto ai più deboli. Il caso più clamoroso degli ultimi tempi, in Italia, è quello di don Marco Dessì, missionario in Nicaragua, che poche settimane fa è stato condannato dal tribunale di Parma a dodici anni di carcere, per violenza carnale su numerosi bambini affidati alla sua custodia. Il sacerdote sardo è stato difeso fino all’ultimo da gruppi consistenti di fedeli, nonostante la mole di prove oggettive raccolte dagli inquirenti, con esplicite intercettazioni telefoniche e circa 1400 filmati pedopornografici sul suo computer. Altro caso è quello raccontato in diretta ad “Annozero” da Mariangela, vittima per quindici anni di abusi sessuali subiti in parrocchia, iniziati quando aveva appena dieci anni, «subito dopo la Prima Comunione». Violenze proseguite fino al compimento dei 25 anni, con il priore stupratore che in confessionale la costringeva spesso a dire che era «una puttana», e gli dava come compito quello di «meditare il Cantico dei Cantici». Una vicenda terribile, che ha commosso lo stesso Monsignor Fisichella, ospite in studio, ed era già nota da tempo, ma che è comunque risultata choccante, nel momento in cui la donna si è decisa per la prima volta a raccontarla davanti alle telecamere. Uscendo dai confini nazionali, in passato è stato clamoroso lo scandalo pedofilia nella Chiesa degli Stati Uniti, dove è stato calcolato che le vittime siano state oltre 11mila e i sacerdoti coinvolti 5mila, tra cui anche 16 vescovi. Un caso partito già nel 1984, con la condanna di padre Gauthé per 37 stupri, continuando con quella di James Porter, che ha avuto 8 anni di reclusione per 200 abusi commessi, e ancora con i 12 anni dati a padre Shanley nel 2005. Tutti casi in cui sono state accertate “coperture” delle gerarchie, con Cardinali e altri prelati costretti alle dimissioni.
Filippo Pala
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- Horacio Verbitsky
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Re: Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
Ancora su Chiesa e pedofilia
Caro Beppe e cari Italians,
dopo aver letto la lettera di don Colombo ("Chiesa e pedofilia: si fa disinformazione", 27 maggio) mi aspettavo di vedere una risposta nei giorni a venire. Invece niente. Ma non posso accettare che una lettera del genere passi, altrimenti sarebbe un po' come accettare quello che dice.
Il problema, don Colombo, non sono tanto i 4000 casi, che sono comunque tantissimi, ma più che altro il fatto che la Chiesa ne fosse a conoscenza e non abbia fatto nulla al riguardo. Anzi, in molti casi ha solo trasferito il prete, che non solo avrà continuato indisturbato, ma anche con nuovi bambini da adescare. Non parliamo poi del fatto che secondo don Colombo l'adescamento sarebbe spessissimo ad opera di omosessuali.
La Polizia di Stato pensa che i bambini "nella maggior parte dei casi, conoscono la persona che li molesta, spesso appartenente al nucleo familiare o ad esso vicina" ( http://www.poliziadistato.it/pds/pr...ugli_abusi.html ).
Vorrei for notare come il nucleo familiare di cui si parla è lo stesso per cui in molti, probabilmente anche don Colombo, sono scesi in piazza per il Family Day. La mitica famiglia basata sul matrimonio, quella da proteggere e difendere dalle orde di coloro che vogliono solo diritti ma nessun dovere (e questo non l'ha MAI detto nessuno). Ma sto divagando, scusate. Mi pare inoltre "a bit rich", come dicono da queste parti, un po' troppo, che proprio un esponente della Chiesa mi venga a parlare di pratiche "fair and balanced", quando sono loro i primi a non accettare un contraddittorio. E non è vero ci sia una "cultura anti-papist", anzi, ma proprio per il discorso "fair and balanced" qualunque storia viene raccontata, CHIUNQUE sia il protagonista. E questo giornalismo ce lo sogniamo in Italia, soprattutto quando c'è di mezzo la Chiesa
.
Giulio Troccoli,
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Re: Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
preti e pedofilia
un plauso al coraggio giornalistico di santoro e di mons. fisichella
Essendo un cattolico di destra, non ho mai sopportato Santoro e i suoi programmi, forse perchè l’ho sempre ritenuto antipatico un po’ come, si dice: “a pelle”…
Ieri sera invece ho voluto guardare appositamente il suo programma “AnnoZero” intitolato: “Sex crimes and the Vatican” dedicato, appunto allo scandalo che la Chiesa vive dei preti pedofili.
Per una volta da “destrista” quale sono, il buon Santoro è riuscito ad appassionarmi al suo modo di fare Televisione e Giornalismo, qualche volta l’avrei volentieri strozzato durante le sue personali “incursioni verbali” mentre i suoi ospiti parlavano, ma l’argomento richiedeva molta concentrazione e puntualizzazioni certe, per capire di cosa in quello studio si stava dibattendo. Ho visto così una civile discussione, commentata anche da chi è stato vittima diretta di abusi, svolgersi, come ha affermato poi lo stesso Santoro ai microfoni stamane di Radio Città Futura: “Monsignor Fisichella ha dato un segnale che, se la politica italiana sapesse raccogliere, ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua, ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti''.” Ecco abbiamo visto un prelato con capacità vere di ascolto e lascerei stare i vari commenti che ho letto da parte dei vari esponenti politici italiani stamane sui giornali; a loro direi solo di prendere coscienza di ciò che vuol dire non fare notizia, ma sapere come confrontarsi anche quando un dibattito parte da un’altra parte!!!
Detto questo merito al merito va anche al Direttore Generale della Rai, Cappon che avrà dovuto affrontare chissà quali pressioni e peripezie per poter acquistare il filmato del Sig. Colm ÒGorman lui stesso persona che ha subito e che ci ha portato testimonianze reali, vere.
Le cose che mi hanno sconcertato e di cui non ero assolutamente a conoscenza sono queste: sapere che chi governa la Chiesa lo sapeva e, per moltissimi anni ha tentato in tutti i modi di imporre un silenzio di stampo medievale, e l’altra, che quando un procuratore americano ha inviato richieste precise al Vaticano, questi ha rifiutato di dare risposta…
L’interrogativo che mi sono posto da ascoltatore credente è questo: giusto che l’ordine religioso faccia i conti con chi tra i suoi ha sbagliato e lo punisca con il tipo di pena che non è dato a me commentare, ma altrettanto giusto è che chi ha commesso violenza su un essere umano venga giudicato civilmente nel territorio dove l’ha commesso, dal tribunale civile a tutela dei diritti dei singoli cittadini e soprattutto per ridare vita a chi se l’è vista portare via!!!
Questo mi ha molto e profondamente turbato, oltre ovviamente sentire dalla voce viva, vera di chi ha subito violenza, e mi disorienta oggi ancora di più sapere che molti di questi “personaggi” sono ancora in circolazione forse anche protetti dai loro stessi ordini!!!
Intendiamoci non è la Chiesa tutta sbagliata, sono alcuni dei suoi amministratori che devono essere esemplarmente condannati!!! Non dimentichiamoci però di quanti invece, in ogni situazione di disagio possibile immaginabile, operano per salvare vite e per portare la testimonianza di Cristo a rischio della loro stessa vita. Non dimentichiamoci anche che la pedofilia, la pedopornografia sono tutte forme esistenti e non sconfitte, sono violenze che si consumano ogni giorno in vari ambienti…
Forse è arrivato il momento di essere tutti esemplari nel punire chi commette questo genere di crimine e questa volta bravo al coraggio di Santoro che l’ha detto!!!
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Re: Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
(La Stampa.it) 5/6/2007
Pedofilia e pretofilia
PIERGIORGIO ODIFREDDI
Caro direttore,
quietati i clamori preventivi e consuntivi sulla puntata Annozero del 31 maggio, le chiedo di poter dire un’ultima parola su una trasmissione alla quale ho avuto l’onore di partecipare come ospite laico.
Scorrendo i giornali del 2 giugno, noto infatti da un lato commenti quali «Fisichella, il volto della Chiesa che scalda il cuore dei laici» (Lucia Annunziata su La Stampa) o «Elogio di Fisichella Monsignor Coraggio» (Aldo Grasso sul Corriere della Sera), e dall’altro lato titoli quali «Che fatica capire nel salotto di Annozero» o «Quante gaffe in quel documentario» (Andrea Galli su L’Avvenire), che mi sembrano lasciar trasparire un giudizio eccessivamente ottimistico sulla veridicità dell’autodifesa della Chiesa in relazione ai fatti in questione.
I quali, come si ricorderà, erano le accuse di pedofilia ecclesiastica da un lato, e di copertura gerarchica dall’altro, mosse dal documentario Sex Crimes and Vatican («Crimini sessuali e Vaticano»), andato in onda il primo ottobre 2006 sulla Bbc e ritrasmesso da Michele Santoro, dopo feroci polemiche e maldestri tentativi di impedirne la messa in onda sui canali pubblici italiani.
Monsignor Fisichella ha preteso in trasmissione di ridurre il fenomeno alle perversioni dei «quattro delinquenti» di cui il filmato narrava i crimini, e ha sistematicamente negato la segretezza della famigerata disposizione Crimen sollicitationis del 1962, l’intento omertoso delle sue norme avocatorie per sottrarre i preti colpevoli di crimini sessuali alla giustizia civile, e la permanenza in vigore di queste norme almeno fino al 2001.
Benché lo stesso Santoro abbia diplomaticamente aperto la trasmissione reiterando per tre volte la dichiarazione che «si sta parlando di casi singoli», i fatti giudiziari finora affiorati lasciano invece presupporre un iceberg di molestie e violenze sessuali perpetrate da preti, suore e laici cattolici su scolari e studenti, minori e non, di orfanotrofi, scuole e seminari da loro gestiti. Per ora, i casi più noti venuti a galla sono quelli del padre messicano Marcial Maciel, fondatore della Legione di Cristo tanto amata da Giovanni Paolo II, e del frate irlandese Brendan Smyth, che detiene un record di 45 anni (1945-1990) di abusi sistematici. Il caso più blasfemo è invece quello, citato nel Rapporto Governativo Irlandese del 22 ottobre 2005, di un prete della diocesi di Ferns che ha violentato una ragazza sull’altare della parrocchia. Il caso più tragico, infine, è il suicidio del frate irlandese Sean Fortune nel 1999, per evitare un processo per lo stupro di 29 bambini.
Lo scandalo ha raggiunto anche i massimi livelli ecclesiastici, fino al cardinale Hans Hermann Groër di Vienna e una ventina di vescovi del mondo intero, tutti costretti a dimettersi (il primo già nel 1995). Un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno si può dedurre dal fatto che, secondo il rapporto, la natura e l’estensione del problema dell’abuso sessuale di minori da parte di preti e diaconi cattolici degli Stati Uniti del 27 febbraio 2004, stilato per la Commissione Episcopale Statunitense dal Dipartimento di Giustizia Criminale John Jay della City University di New York, nei soli Stati Uniti sono state presentate fino al 2003 circa 11.000 denunce contro più di quattromila preti, pari al quattro per cento (4.392 su 109.684) del clero cattolico locale.
Monsignor Fisichella, che in trasmissione mi ha chiesto malignamente se conosco anche il latino, o solo la matematica, avrebbe forse dovuto preoccuparsi delle sue conoscenze in quest’ultima materia, visto che sembra non aver saputo (o voluto) afferrare la differenza tra «quattro», «quattromila» e «quattro per cento»... Ma anche un esperto di sole lingue morte avrebbe comunque dovuto apprezzare almeno la differenza tra epidemico ed endemico fatta dal giudice Anne Burke della Commissione d’Indagine Nazionale sugli scandali sessuali istituita dalla Chiesa Cattolica Statunitense (!), che nel filmato ha dichiarato: «Abbiamo scoperto che non si è trattato di un fatto epidemico, con più casi in una diocesi che in altre, ma di un fatto endemico, con le stesse percentuali di molestie sessuali sui minori in ogni diocesi».
Ora, i motivi dei tentativi di piccola censura del video da parte dei partiti politici clericali, e di grande copertura degli scandali da parte delle gerarchie ecclesiastiche, stanno tutti qui: nella paura, cioè, che questi dati possano lasciar inferire un comportamento sistematico da parte del clero, anche sulla base del fatto ben noto che le denunce di violenze sessuali in generale, e sui minori in particolare, riguardano solo una minima parte dei crimini che vengono invece commessi. Stando ai fatti appurati, comunque, le sole diocesi statunitensi hanno dovuto finora pagare risarcimenti alle vittime pari a un miliardo di euro: una cifra che è ironicamente dello stesso ordine di grandezza del finanziamento che la Chiesa riceve annualmente dai contribuenti italiani tramite l’esborso dell’otto per mille, ma anche una cifra che ha già tragicamente portato alla letterale bancarotta cinque di quelle diocesi (Tucson in Arizona, Portland in Oregon, Spokane in Washington, Davenport in Iowa e San Diego in California).
È singolare che, di fronte a un fenomeno di proporzioni appunto fenomenali, monsignor Fisichella e il Vaticano abbiano preferito chiudersi in una difesa cavillosa, invece di aprirsi a un mea culpa evangelico: soprattutto per quanto riguarda la sistematica connivenza coi colpevoli, in molti casi semplicemente trasferiti ad altre istituzioni (cioè, in pratica, a nuovi vivai per le loro malversazioni). Anche qui, i fatti sono testimoniati dalle dimissioni dei responsabili delle coperture: ad esempio, nel 2002, quelle del cardinale Bernard Law di Boston negli Stati Uniti («punito» con la nomina ad arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma) e del vescovo Brendan Comiskey di Ferns in Irlanda.
E qui arriviamo alla pietra dello scandalo del video trasmesso da Annozero, che più che il delitto di lesa infanzia da parte del clero è stata l’accusa di lesa maestà addirittura a Benedetto XVI da parte del filmato. In trasmissione monsignor Fisichella ha bollato il coinvolgimento del Papa come «gratuito», e il giorno dopo il portavoce vaticano padre Federico Lombardi l’ha descritto come «gravemente ingiusto», ma entrambi hanno dimenticato (o finto di dimenticare) che l’accusa non era affatto giornalistica, bensí giudiziale!
L’allora cardinal Ratzinger era stato infatti incriminato agli inizi del 2005 in Texas per aver ostacolato la giustizia e aver cospirato con l’arcidiocesi di Houston nella copertura degli abusi sessuali del clero locale, in una causa civile intentata nella Contea di Harris da tre vittime contro un molestatore appartenente al seminario locale. Il 26 maggio 2005 gli avvocati pontifici hanno comunicato alla Corte Distrettuale del Texas Meridionale di Houston che il 20 maggio l’ambasciata della Santa Sede a Washington aveva inviato al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti una richiesta di immunità diplomatica per Ratzinger, nella sua intervenuta qualità di Capo di Stato. Il 22 dicembre 2005 l’accoglimento della richiesta ha cosi posto fine in modo «gratuito», questo sì, alla vicenda giudiziaria del Papa. Ma non, ovviamente, alle discussioni sulla sua effettiva colpevolezza, basata sull’ammissione del 18 maggio 2001, nella lettera ai vescovi De delictis gravioribus («Circa i delitti più gravi»), che la disposizione del Santo Uffizio Crimen sollicitationis del 1962 era hucusque vigens («finora in vigore»): cosa che in trasmissione ho chiesto più volte a monsignor Fisichella di confermare, ricevendone solo risposte elusive, nonostante egli tenesse in grembo la versione ufficiale a stampa di quella lettera, con il passaggio cruciale sottolineato a mano!
Alla domanda se la Crimen sollicitationis fosse poi una disposizione segreta, la sua risposta è stata invece netta, per non dire sprezzante: «Ma per carità, che cosa sta dicendo? Non raccontiamo barzellette!». Peccato che la barzelletta fosse scritta, nel latino che tanto piace al monsignore e in maiuscolo, nelle prime due righe del testo stesso: «Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento».
Per definizione, se una disposizione richiede di essere mantenuta segreta è, ovviamente, perché ha qualcosa da nascondere: che cosa, dovrebbe essere chiaro dai fatti enumerati in precedenza a proposito delle coperture dei vertici ai crimini della base (ma non solo). Non dimentichiamolo, quando elogiamo il mastino di Ratzinger per la sua indubbia efficacia mediatica nel difendere la Chiesa, perché rischiamo di confondere l’apparenza dialettica delle opinioni con la verità storica dei fatti.
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Re: Preti, pedofili e Tv, continuano le polemiche
Fabio Roda ha scritto:
Brescia Oggi, sabato 30 giugno 2007 lettere pag. 46
-Riflessioni
La mia Chiesa non è quella delle divisioni
Caro direttore,
chissà se il Vaticano alzasse la voce contro povertà e ingiustizie, con la stessa veemenza con cui sta criticando il disegno di legge sui Dico... Chissà se il Vaticano si scagliasse contro le derive iper-liberiste che stanno portando il pianeta al collasso ambientale, con lo stesso impeto con cui si scaglia contro il relativismo...
Ma argomentare con i se e con i ma non è mai raccomandabile. Personalmente, anche se non sono un assiduo frequentatore di chiese, mi sento un buon cattolico, certo non pretendo di essere migliore di altri, pretendo senza dubbio che altri non si sentano più cattolici di me o cattolici migliori.
Mi riconosco nella chiesa sociale, nella chiesa dei poveri, della carità e della solidarietà cristiana.
Mi riconosco un po’ meno nella chiesa che vuole dividere, che cerca di mantenere i propri privilegi, che spesso non appoggia o emargina i preti di periferia, i preti di strada o quelli che lavorano nelle tante bidonville del sud del mondo, perché sono voci scomode al potere ecclesiale, ma esprimono veramente l’essenza del vero cristiano.
Fabio Roda
Poncarale
Perché l'ho inserita qui?:
- perché condivido pienamente il quanto espresso dal sig. Roda e così ho inteso far anche mio il suo esprimersi aggiungendovi anche un mio perché:
- perché ci sono anche preti da ammirare, e sono credo (spero) la stragrande maggioranza ed è bene, comunque, ricordarseli ma, proprio per questi, indignarsi ancor più per comportamenti "omissivi, conniventi ed altro" nei confronti delle mele marce che ci sono e vanno allontanate ............ non solo spostate, ammonite o altro.
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