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 UCCISA IN METRO: Caso Doina Matei (Agg.to)
Domenica, 29 Aprile 2007- 14:26
Le immagini della metropolitana di Roma
(Servizio di Francesco Gatti) Fonte: RaiNews24 (video news)
Sarebbero entrambe rumene e la polizia le sta cercando ininterrottamente ormai da quasi 24 ore, ossia da quando, attraverso i fotogrammi dei filmati della metropolitana di Termini, i testimoni le hanno riconosciute come le due ragazze, (salite alla stazione di Rebibbia) che hanno aggredito e poi ferito mortalmente all'occhio sinistro con il puntale di un ombrello la giovane Vanessa Russo. Massimo è il riserbo degli investigatori che sperano, comunque di chiudere il caso al più presto.
Secondo la testimonianza di alcuni passeggeri all'origine dell'episodio ci sarebbe stato un banale litigio e non un tentativo di borseggio, come si era ipotizzato inizialmente.
Sull'arma del delitto, però, gli esperti della scientifica non sono riusciti a rilevare impronte digitali utilizzabili e quindi si sta procedendo al prelievo di tracce organiche, che eventualmente potrebbero essere rilevate attraverso sofisticati esami, sia sul manico che sul tessuto dell'ombrello. In caso affermativo, se le due donne ricercate venissero fermate si protrebbe poi procedere ad un esame comparativo con il loro Dna che, in sede processuale, assumerebbe la dimensione di una vera e propria prova di accusa.
Gli investigatori della Squadra mobile di Roma stanno interrogando con il pm Sergio Colaiocco alcuni testimoni oculari dell'omicidio di Vanessa.
Il prefetto di Roma Achille Serra si dice "sinceramente soddisfatto" per l'esito delle indagini relative alla morte di Vanessa Russo e "orgoglioso" del lavoro investigativo che le "Forze dell'Ordine hanno svolto, insieme e senza un attimo di sosta, dirette sapientemente dalla Magistratura, riuscendo ad identificare le responsabili".
Nella tragedia, aggiunge Serra, "credo sia stato un momento di sollievo apprendere che, prima ancora delle esequie della figlia, gli autori del crimine avessero un nome e prendere atto che il lavoro proseguirà con uguale intensità fino alla loro cattura".
Nel tardo pomeriggio di ieri i testimoni hanno riconosciuto dalle foto le due donne che hanno colpito a morte Vanessa.
Chiunque fosse in grado di fornire ulteriori informazioni può chiamare il numero della Questura di Roma 06/46862706.
AUTOPSIA RAGAZZA UCCISA A ROMA, ROTTA L'ARTERIA CEREBRALE
(Ansa) Una lesione grave, procurata dalla punta dell'ombrello che ha perforato una cavità orbitaria provocando una frattura, e che ha determinato la rottura di un'arteria cerebrale. E' quanto ha accertato l'autopsia fatta oggi sulla salma di Vanessa Russo, la ragazza di 23 anni uccisa nella stazione Termini della Metropolitana di Roma.
L'esame è stato eseguito nella morgue del cimitero del Verano dal dottor Dino Mario Tancredi dell'istituto di medicina legale della Sapienza.
''ORGOGLIOSO DEL LAVORO DELLE FORZE DELL'ORDINE''
"Sono sinceramente soddisfatto per l'esito delle indagini relative alla morte di Vanessa Russo ed orgoglioso del lavoro investigativo che le Forze dell'Ordine hanno svolto, insieme e senza un attimo di sosta, dirette sapientemente dalla Magistratura, riuscendo ad identificare le responsabili". Lo ha detto il Prefetto di Roma Achille Serra, che ha voluto comunicare personalmente alla mamma della giovane vittima "quanto lei attendeva con ansia e tutti i romani con lei". Il Prefetto ha aggiunto: "Nella tragedia, credo sia stato un momento di sollievo apprendere che, prima ancora delle esequie della figlia, gli autori del crimine avessero un nome e prendere atto che il lavoro proseguirà con uguale intensità fino alla loro cattura".
POLIZIA HA FOTO DI CHI HA UCCISO LA RAGAZZA A ROMA
Ci sono le foto, immagini piuttosto nitide estrapolate dai video delle telecamere a circuito chiuso della metropolitana di Roma, e i riscontri testimoniali. Il volto delle due presunte assassine che hanno aggredito e ucciso Vanessa Russo, la ragazza di 23 anni colpita a morte con la punta di un ombrello che le ha trapassato un occhio e lesionato un vaso cerebrale, è noto alla polizia, non ancora le generalità, ma sarebbe questione di ore la definizione della loro identità anche grazie alle impronte digitali lasciate da una di loro sull'ombrello diventato una micidiale arma.
Le foto delle due donne - piuttosto giovani, una forse una rom o dell'est Europa, l'altra probabilmente dai tratti sudamericani - sono in possesso della polizia. Delle immagini sono state fatte centinaia di copie e date agli equipaggi delle volanti che stanno setacciando i campi rom e gli abituali punti di frequentazione della capitale. Al lavoro i poliziotti della squadra mobile e del commissariato Viminale che hanno interrogato numerosi testimoni su delega del procuratore aggiunto della procura Italo Ormanni e del pm Sergio Colaiocco. Alcuni testimoni avrebbero riconosciuto nelle foto le due donne che hanno aggredito Vanessa: tutto sarebbe cominciato nel vagone della Metropolitana che giovedì portava all'appuntamento con la morte, nel centro di Roma alla fermata Termini, Vanessa che prima di andare al lavoro - era in prova in una gelateria di Via dei Serpenti ma studiava per diventare infermiera - si era concessa due passi a piedi, al sole. Il pm ha anche conferito l'incarico al consulente che domani, nel cimitero del Verano, eseguirà l'esame autoptico. I funerali di Vanessa potrebbero quindi svolgersi al più tardi lunedì.
Un banale litigio, dunque, e non un tentativo di borseggio finito in tragedia: un movente futile, che, se accertato, potrebbe aggravare la posizione delle due donne accusate formalmente di omicidio volontario. Le testimonianze dei presenti all'aggressione tenderebbero ad accreditare l'ipotesi di un alterco, poi un litigio tra Vanessa e le due donne.
La famiglia di Vanessa, originaria di Borgata Fidene, quartiere-dormitorio di periferia a nord-est della capitale, chiede giustizia. "Voglio solo che siano prese - ha detto la madre della ragazza - voglio giustizia per chi è responsabile di questa assurda tragedia". Il fratello Simone ricorda Vanessa come "una ragazza semplice e serena". E' lui della famiglia che giovedì scorso l'ha vista per ultimo in vita. "Mi era venuta a trovare - ricorda Simone - alla stazione Tiburtina, dove sto lavorando. E' stata con me una decina di minuti, ha mangiato un pacchetto di patatine e poi è andata via. Le ho chiesto di rimanere con me qualche altro minuto, ma lei ha voluto approfittare della bella giornata di sole per fare due passi dalla stazione Termini al posto di lavoro, in via dei Serpenti. Forse se fosse rimasta con me a quest'ora era ancora in vita".
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 Re: Ragazza uccisa nel metro': le immagini delle assassine
Roma, 29 aprile 2007
Le due donne riprese dalla telecamera della metropolitana
Le due donne ricercate per l'uccisione di Vanessa Russo, ferita mortalmente nella metropolitana di Roma, sono state bloccate dai carabinieri a Tolentino, in provincia di Macerata. Hanno 17 e 21 anni, sono rumene. Sono state prese nell'abitazione di un loro amico, arrestato per favoreggiamento. Le loro foto diffuse dalla polizia sarebbero state decisive per la cattura.
A sferrare il colpo mortale contro Vanessa Russo sarebbe stata la maggiorenne. Le due dovevano forse andare in Spagna, e invece hanno visto la loro fuga concludersi a Tolentino, oggi attorno alle 16.30. A quell'ora infatti i carabinieri hanno fatto irruzione nella casa del connazionale delle due rumene che le ospitava. Un amico, pare, presso cui le due ragazze, con un passato da prostitute, si erano rifugiate in attesa di riparare in Spagna. Le due giovani sarebbero andate a Tolentino anche perché vi abita la madre di una delle due.
Sarebbe stata una telefonata al centralino del 112 della Compagnia dei carabinieri di Tolentino a confermare la presenza in paese delle due giovani romene.
La squadra mobile e i carabinieri avevano individuato e identificato le donne già due giorni fa: la diffusione delle loro foto era stata attuata proprio per avere informazioni da chi le conosceva. E così è stato: giunte a Tolentino, un abitante della zona le avrebbe riconosciute e avrebbe chiamato i carabinieri. Entrambe sarebbero state notate mentre leggevano un quotidiano romano sul quale erano pubblicate le loro foto.
Le due giovani saranno immediatamente trasferite negli uffici della procura di Roma, dove saranno interrogate dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal pm Sergio Colaiocco. La posizione della 17enne sarà sicuramente vagliata dalla procura del tribunale dei minori.
Sono state molte le telefonate giunte al numero messo a disposizione dalla squadra mobile della questura di Roma, per segnalare la presenza delle due ragazze, filmate dalle telecamere a circuito chiuso della metropolitana, che avrebbero aggredito e ucciso Vanessa Russo. I filmati delle due ragazze, entrambe vestite di bianco, una con la coda di cavallo, l'altra con un cappellino, sono stati mandati in onda dai telegiornali insieme con un numero, lo 06.46862706, da chiamare per segnalare la presenza delle due fuggiasche.
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 Re: Ragazza uccisa nel metro': Aggiornamenti continui
Omicidio Vanessa Russo: la giovane romena si difende, e' stato un incidente
Doina Matei
Roma, 30 aprile 2007 - Rai News24
Doina Matei, la ventunenne romena accusata di aver ucciso Vanessa Russo, 23 anni, trafitta dalla punta di un ombrello che le ha perforato una cavità orbitaria causando la rottura di un'arteria cerebrale, respinge le accuse e dice che si è trattato di un incidente.
Nel corso dell'interrogatorio al quale è stata sottoposta in nottata dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal sostituto Sergio Colaiocco ha attribuito alla veemenza con la quale Vanessa le si sarebbe avventata contro le cause della morte. Difesa dall'avvocato Giuseppe Di Napoli, Doina Matei ha parlato della degenerazione di un diverbio con Vanessa culminato con la reazione di quest'ultima che l'avrebbe dapprima schiaffeggiata e quindi tentato di sopraffarla. Nel tentativo di ripararsi la Matei - questa è la sua versione - avrebbe alzato la mano con la quale impugnava l'ombrello e sulla punta di questo sarebbe finita Vanessa.
La ricostruzione dei fatti della romena non ha convinto inquirenti e dirigenti di polizia e carabinieri presenti all'interrogatorio. I magistrati hanno emesso il provvedimento di fermo e la romena è uscita dal palazzo di giustizia in manette per essere condotta nel carcere di Rebibbia.
Si è conclusa così la lunga giornata di Doina Matei, l'unica indagata per la morte di Vanessa Russo. La posizione della minorenne (17 anni), in relazione ai fatti avvenuti nella stazione Termini della metropolitana, sarà invece esaminata dal tribunale dei minorenni di Roma. La connazionale di Doina è stata trasferita in un centro di prima accoglienza per minori delle Marche, su disposizione del pm del Tribunale dei minorenni di Ancona Ugo Pastore.
In carcere è finito anche l'uomo che aveva dato ospitalità alle due romene: si chiama Ramon Marcelo Tinaglia, argentino di 49 anni, operaio. E' accusato di favoreggiamento personale e sara interrogato dal procuratore della Repubblica di Macerata.
La madre di Doina: ho cercato di proteggerla
"Avevo intuito che c'era qualcosa che non andava, che era successo qualcosa di brutto, e ho solo cercato di proteggere mia figlia, di trovarle un posto dove andare". La madre di Doina Matei, l'assassina di Vanessa Russo, è stata rintracciata nella notte dai carabinieri di Tolentino nel paese del Fermano dove si è trasferita da qualche tempo. E, hanno detto gli investigatori, ha reagito alle domande come farebbe forse qualunque madre, tentando di scagionare in qualche modo la figlia finita in carcere.
La signora, regolare in Italia, lavora in una struttura sanitaria di Civitanova Marche, dopo aver fatto la badante. Non ha precedenti penali, e per legge non è imputabile di favoreggiamento, al contrario dell'operaio argentino, suo conoscente, al quale aveva chiesto ospitalità per la figlia e la seconda ragazza in fuga.
(Ansa) Lunedì. 30 Aprile 2007- 11:59
DOINA IN LACRIME: "NON VOLEVO UCCIDERLA"
ROMA - "Non volevo uccidere Vanessa, io ho 21 anni e lei era una ragazza giovane come me e aveva tutta la vita davanti. Mi sono soltanto difesa". E' quanto ha detto ieri al procuratore aggiunto di Roma, Italo Ormanni, e al Pm Sergio Colaiocco, Doina Matei, la ragazza romena accusata di omicidio volontario aggravato da futili motivi. La giovane donna avrebbe due figli piccoli e il suo rammarico ora è anche per loro.
Durante l'interrogatorio della scorsa notte, Doina ha pianto più volte e spiegato che non voleva uccidere né scappare all'estero. "Sono andata a Tolentino perché lì vive mia madre - ha detto la donna, difesa dall'avvocato Giuseppe Di Napoli - sarei andata dai Carabinieri a costituirmi, a spiegare tutto quello che era successo". Doina è chiusa ora nel carcere di Rebibbia e il suo difensore ha chiesto ai Pm di predisporre una tutela particolare per evitare contatti con le altre detenute. Nell'interrogatorio, Doina ha ricostruito quello che è accaduto giovedì scorso alla stazione Termini, spiegato che c'era stato un alterco con Vanessa, iniziato nel vagone della metropolitana e proseguito sulla banchina della stazione. Qui, secondo il racconto della giovane, lei stessa si sarebbe difesa da Vanessa, che avrebbe iniziato a colpirla anche con schiaffi. "E' stato allora che ho alzato il braccio per difendermi - ha aggiunto - e purtroppo Vanessa è stata colpita all'occhio dalla punta dell'ombrello, ma non volevo ucciderla". Il suo legale ha spiegato che Doina "é piuttosto provata e che le dispiace di tutto quello che è accaduto". I Pm hanno contestato alla donna l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi anche sulla base di molte testimonianze di viaggiatori, presenti al fatto. A Doina Matei è stato proprio contestato il racconto di un testimone in particolare, secondo il quale sarebbe stata la donna romena a colpire con violenza Vanessa. L'interrogatorio di convalida del fermo si dovrebbe svolgere mercoledì prossimo.
NOTTE IN COMUNITA' PER MINORE: IO NON C'ENTRO
Ha trascorso una notte tranquilla nella comunità delle Marche che la ospita, e dove è sorvegliata a vista, la diciassettenne romena rintracciata ieri a Tolentino insieme a Doina Matei, accusata dell'omicidio di Vanessa Russo. "Con quello che è successo io non c'entro niente, non ho fatto niente di male. Anzi...ho detto a Doina di lasciar stare quella ragazza", avrebbe detto la ragazzina agli operatori della comunità. Poche frasi spontanee pronunciate prima di addormentarsi, nonostante tutto, piuttosto serena.
La romena è stata collocata in una situazione protetta con un provvedimento amministrativo urgente di tutela, adottato - come sempre accade nei casi in cui un minorenne risulti in stato di abbandono - dopo che ieri sera il procuratore dei minori di Ancona Ugo Pastore aveva contattato il pm dei minori a Roma Thomas e il procuratore aggiunto della procura ordinaria Italo Ormanni. C'é stato qualche momento di confusione (sembrava che anche la ragazzina dovesse essere subito trasferita a Roma con la compagna, su richiesta della procura ordinaria), ma alla fine la procedura è stata rispettata. E la diciassettenne è rimasta nelle Marche.
Fino a questo momento non ci sono provvedimenti restrittivi a suo carico, né la magistratura anconetana conosce gli atti di indagine svolti nella Capitale. La romena potrebbe comunque essere sentita da Pastore già oggi, almeno per sapere se in Italia ha qualche familiare cui far riferimento. I carabinieri di Macerata hanno smentito stamani la circostanza che lei abbia una madre che vive nelle Marche, come Doina.
A Camerino intanto attende in carcere di essere interrogato dal gip per l'udienza di convalida Ramon Marcelo Tinaglia, l'operaio argentino che aveva dato ospitalità alle due fuggiasche nel suo casolare di Tolentino, e che ora deve rispondere dell'accusa di favoreggiamento personale.
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 Re: Ragazza uccisa nel metro': Aggiornamenti continui
Mercoledì, 2 Maggio 2007- 21:22
OMICIDIO METRO: DOINA IN LACRIMA CHIEDE PERDONO
ROMA - "Chiedo perdono alla famiglia di Vanessa ma io non volevo. Si è trattato di un incidente, solo ora mi rendo conto della gravità del fatto". Con queste parole - pronunciate davanti al gip al gip del Tribunale di Roma, Maurizio Silvestri e al pm Sergio Colaiocco - si è concluso l'interrogatorio di convalida dell'arresto di Doina Matei per l'omicidio di Vanessa Russo. Nel corso dell'interrogatorio tenutosi nel carcere di Regina Coeli la ventunenne romena ha ribadito che non era sua intenzione uccidere Vanessa ed ha confermato la ricostruzione dei fatti già dati agli inquirenti subito dopo il suo fermo: ossia di essersi difesa da un tentativo di aggressione da parte della ragazza romana.
Anche per C.I, la diciasettenne accusata di concorso morale nell'omicidio di Vanessa, il gip del tribunale per i minorenni di Roma Paola Manfredonia ha convalidato il fermo. La giovane romena è scoppiata in lacrime dopo aver saputo che si stavano svolgendo i funerale della studentessa, ma ha detto di non aver per il momento il coraggio di chiedere perdono alla famiglia della vittima proprio perché non si sente responsabile della sua morte. "La ragazza - ha detto il suo difensore, l'avvocato Piergiuseppe Di Virgilio - è sconvolta per ciò che è accaduto. Non si ritiene responsabile della morte di Vanessa, che invece, a suo dire, è dovuta a una casualità. Non ha il coraggio di chiedere scusa alla famiglia Russo e la prima cosa che ha chiesto è stata quella di avere conferma che oggi c'erano i funerali. Poi, è scoppiata a piangere dimostrando di essere affranta". Il legale di C.I. ha annunciato che si rivolgerà al tribunale del riesame per chiedere la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare o quanto meno la concessione degli arresti domiciliari.
Nel frattempo il gip di Macerata ha confermato l'arresto di Ramon Marcelo Tinaglia, l'operaio argentino di 49 anni che aveva dato ospitalità a Tolentino alle due ragazze. Il giudice ha però disposto la scarcerazione immediata dell'uomo, perché non sussistono esigenze di custodia cautelare legate ad un possibile inquinamento delle prove o al pericolo di fuga. Tenaglia, difeso dall'avvocato Giuseppe Ferrari, ha ribadito che lui non conosceva le due giovani, e che le ha accolte in casa per una notte solo per fare un favore ad un collega peruviano. Il quale a sua volta ha poi denunciato la presenza a Tolentino di Doina e dell'amica. L'argentino ha affermato che una terza donna sarebbe implicata nella fuga delle due giovani.
Secondo Tenaglia infatti, sarebbe stata questa donna, una tale Liliana di circa 40 anni a chiedergli di ospitare Doina e la sua amica. Una deposizione che ha aperto nuovi scenari: chi questa Liliana, italiana, o straniera ma con una buona padronanza della lingua, che si è presentata a casa di Tenaglia con Oscar H. H. chiedendo ospitalità per le due ragazze? E' la madre di Doina, o un'altra persona? E chi è "l'amico di Liliana" che secondo l'argentino avrebbe dovuto prelevare da casa sua le ragazze il 29 pomeriggio tardi, per portarle altrove? I carabinieri di Macerata e Tolentino non avevano sentito parlare di queste persone prima d'ora.
20:42
Funerali a Roma tra le contestazioni. "Perdono mai"
ROMA - Dolore e rabbia che non permettono perdono. Una rabbia urlata dalla mamma di Vanessa e dagli amici che in lacrime hanno risposto 'il perdono mai' quando, durante l'omelia funebre, il parroco che celebrava la messa ha chiesto pietà per chi aveva spezzato la giovane vita di una ragazza come tante. Questi i sentimenti forti che hanno accompagnato i funerali di Vanessa Russo, morta venerdì scorso dopo essere rimasta vittima di un'aggressione nella stazione della metropolitana Termini, a Roma. La chiesa di Santa Felicita e Figli martiri, nel quartiere Fidene, alla periferia della città dove la studentessa viveva con la famiglia, non è riuscita a contenere tutta la folla che stamani alle 11 ha voluto dare un ultimo saluto alla ragazza. Una commozione vera che traspariva sui volti delle persone presenti, su quelli degli amici come dei residenti della zona, che tra le lacrime lasciavano ai piedi dell'altare della chiesa mazzi e corone di fiori. Alla disperazione della gente si è unita però la rabbia di alcuni che hanno gridato forte sul sagrato prima e dopo la funzione funebre "Vergogna, vergogna" al passaggio di alcuni rappresentanti delle istituzioni che hanno partecipato alle esequie. Frasi accompagnate anche da duri commenti nei confronti delle due giovani romene responsabili dell'omicidio: "Rimandatele a casa", "per loro ci vuole l'ergastolo", si è sentito gridare tra la folla. Parole interrotte dai lunghi e calorosi applausi che hanno accompagnato l'ingresso e l'uscita del feretro di Vanessa dalla chiesa e scanditi dai cori dei ragazzi, gli amici della vittima, "dai, dai", come per farsi sentire ancora più forte. Una tensione che si è percepita anche quando il parroco don Eusebio ha letto il telegramma di un sacerdote che in passato era nella parrocchia di Fidene e che conosce la famiglia Russo: alle parole "Chiedo a voi di perdonare con la forza dell'amore chi si è macchiato di un crimine così assurdo", la risposta di molti è stata "Mai, mai". "Morire a 23 anni in una maniera così sbalorditiva ferisce tutti noi. Questa cosa ci sgomenta e getta l'orrore nei nostri cuori", ha spiegato nell'omelia don Eusebio sottolineando che "la famiglia di Vanessa molto dignitosamente ha detto che non vuole vendetta ma giustizia". Ai funerali, accanto alla mamma, al papà e agli altri familiari di Vanessa stretti tra loro, hanno partecipato il prefetto di Roma Achille Serra, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, oltre ad assessori capitolini e provinciali.
18:59
In metro biglietti e fiori per Vanessa
ROMA - Mazzi di fiori appoggiati al muro e il saluto semplice ma accorato "Ciao Vanessa" degli amici. Così i ragazzi di Fidene, ma anche tanta gente comune, hanno voluto ricordare Vanessa Russo, la giovane di 23 anni morta venerdì scorso, proprio in quel luogo, la stazione metropolitana Termini, dove la studentessa è stata aggredita. "Ciao angelo mio sarai sempre nel mio cuore, la tua mamma", recita un biglietto attaccato sulla parete della stazione del centro della capitale. Sono tanti i messaggi lasciati per Vanessa, frasi che esprimono dolore e incredulità per questa morte. E sono numerosi i passeggeri che passando davanti a questo spazio dedicato a Vanessa, si fermano e guardano e qualcuno lascia il personale saluto. Tra rose e fiori colorati sul muro della stazione spicca il volto sorridente, ritratto dalle fotografie, della giovane romana che voleva diventare infermiera.
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 Re: Ragazza uccisa nel metro': Aggiornamenti continui
Giovedì, 17 Maggio 2007- 18:46
Omicidio metro: scarcerata la minorenne
ROMA - E' stata scarcerata C. I., la diciassettenne romena accusata insieme con Doina Matei della morte di Vanessa Russo, la ragazza di 22 anni uccisa nella metropolitana di Roma, con la punta di un ombrello. Lo ha deciso il Tribunale del riesame per i minorenni. Analoga richiesta di scarcerazione venne fatta per C.I. al gip del Tribunale per i minorenni, dal difensore, l'avvocato Carlo Testa Piccolomini. Il gip, pur con il parere favorevole alla scarcerazione espresso dalla procura, respinse l'istanza.
Domani il Tribunale del Riesame di Roma, intanto, esaminerà la richiesta di revoca dell'ordinanza di custodia cautelare per Doina Matei, la ragazza romena accusata di aver vibrato il colpo mortale a Vanessa Russo il 26 aprile nella stazione della metropolitana di Termini.
C.I. era accusata di concorso morale nell'omicidio ma diverse testimonianze avevano scagionato la giovane donna: lei stessa avrebbe tentato di dividere Vanessa e Doina, durante la lite che precedette l'omicidio, e a cercare di deviare il colpo. La difesa della diciassettenne oggi davanti al Riesame si è basata proprio su queste testimonianze. "Sono soddisfatto - ha detto - era l'unica soluzione possibile in diritto sarebbe stato impossibile motivare un rigetto della richiesta di scarcerazione, tutte le testimonianze erano univoche: la minorenne aveva cercato di dividere Vanessa e Doina". C.I. è chiusa nel carcere minorile di Casal del Marmo da dove dovrebbe uscire oggi. Doina e C.I. vennero arrestate dai carabinieri nelle Marche, a Tolentino, dopo l'omicidio.
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 UCCISA IN METRO: SARA' GIUDIZIO ABBREVIATO
Lunedì, 19 Novembre 2007 - 14:23
UCCISA IN METRO:
SARA' GIUDIZIO ABBREVIATO
ROMA - Sarà giudicata con il rito abbreviato a partire dal 17 dicembre prossimo, Doina Matei, la romena accusata di aver ucciso Vanessa Russo il 26 aprile scorso, sferrandole la punta di un ombrello in un occhio, durante una lite scoppiata in una stazione della metropolitana. Lo ha deciso il gup, Donatella Pavone, che ha accolto le richieste dei difensori dell'imputata, gli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Giuseppe De Napoli.
In occasione della prossima udienza saranno ascoltati i consulenti del pubblico ministero e dell'imputata. Matei è accusata di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L'imputata sostiene che non era sua intenzione uccidere la ragazza romana e i suoi difensori giudicano insussistente l'accusa di omicidio volontario.
La madre di Vanessa Russo, Rita, era presente davanti all'aula in cui oggi sono comparse le parti, e ha detto: "Speriamo di avere giustizia". La stessa Doina Matei ha annunciato che nel corso del giudizio farà delle dichiarazioni spontanee.
Il pm Sergio Colaiocco, titolare degli accertamenti insieme con il procuratore aggiunto Italo Ormanni, non si è opposto alla celebrazione del dibattimento con il rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede la riduzione di un terzo della pena. "Non volevo uccidere Vanessa - disse Doina durante un interrogatorio - io ho 21 anni e lei era una ragazza giovane come me e aveva tutta la vita davanti. Mi sono soltanto difesa".
La donna fu arrestata a Tolentino, nelle Marche, alcuni giorni dopo la morte di Vanessa. Nella vicenda giudiziaria è coinvolta anche la minorenne Costantina I. con l'accusa di favoreggiamento. La sua posizione è al vaglio del tribunale dei minorenni. Entrambe le romene furono identificate grazie al sistema a circuito chiuso della metropolitana. Recentemente Costantina ha ottenuto dal tribunale di essere rimpatriata.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: UCCISA IN METRO: SARA' GIUDIZIO ABBREVIATO
Lunedì, 17 Dicembre 2007 - 17:50
RAGAZZA UCCISA IN METRO':
DOINA CONDANNATA A 16 ANNI
ROMA - Il Gup di Roma, Donatella Pavone, ha condannato a 16 anni di reclusione Doina Matei, la romena di 21 anni accusata di aver ucciso nello scorso aprile Vanessa Russo conficcandole la punta di un ombrello in un occhio dopo una lite scoppiata in metropolitana. La ragazza romena è stata condannata per omicidio preterintenzionale. Il Gup ha infatti derubricato l' originale imputazione di omicidio volontario, ma ha mantenuto l' aggravante dei futili motivi.
Secondo il gup Pavone, Doina Matei non aveva intenzione di uccidere, ma ha considerato il suo come un gesto andato oltre le intenzioni. Il pm Sergio Colaiocco aveva chiesto la condanna dell'imputata, presente in aula alla lettura del dispositivo così come la madre ed il fratello di Vanessa Russo, a 20 anni di carcere per omicidio volontario. Doina Matei è stata giudicata con il rito abbreviato, formula che era stata sollecitata dai difensori della giovane romena, Giuseppe De Napoli e Carlo Testa Piccolomini. Vanessa Russo morì il 28 aprile scorso dopo due giorni di agonia. La lite scoppiò per futili motivi nella stazione Termini della metropolitana ed al culmine della discussione Doina sferrò la punta dell'ombrello contro Vanessa colpendola in un occhio. "Non volevo uccidere Vanessa - disse Matei durante un interrogatorio - io ho 21 anni e lei era una ragazza giovane come me e aveva tutta la vita davanti. Mi sono soltanto difesa". Nella vicenda giudiziaria è coinvolta un'amica di Matei, la connazionale Costantina I., di 17 anni, con l'accusa di favoreggiamento. La sua posizione è al vaglio del tribunale dei minorenni. La ragazza fu scarcerata nel maggio scorso dal tribunale del riesame di Roma ed ora si trova in Romania. La giovane, che si prostituiva nella capitale insieme con Doina, aveva espresso il desiderio di ricongiungersi alla famiglia. Le due romene, identificate grazie al sistema a circuito chiuso della metropolitana, furono arrestate alcuni giorni dopo la morte di Vanessa, a Tolentino, in provincia di Macerata, dove avevano trovato ospitalità nell'abitazione di un conoscente di nazionalità argentina
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 Re: UCCISA IN METRO: Caso Doina Matei (Agg.to)
Mercoledì, 20 Febbraio : 2008
RAGAZZA UCCISA METRO,
MORTE CONSEGUENZA NON VOLUTA
"Doina Matei intendeva ferire Vanessa Russo e colpendola ne ha provocato la morte come conseguenza non voluta, nemmeno nella forma del dolo eventuale, della propria condotta". E' uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza, depositata oggi, con la quale il 17 dicembre scorso il gup del tribunale di Roma, Donatella Pavone, ha condannato, con il rito abbreviato, a 16 anni di reclusione Doina Matei, la ragazza romena che il 26 aprile scorso colpì con la punta dell'ombrello, penetrata in un occhio e poi nel cranio, Vanessa Russo nella stazione Termini della metropolitana di Roma. Vanessa morì il giorno successivo. Il gup, confermando l'imputazione di omicidio preterintenzionale (la procura aveva chiesto l'omicidio volontario con dolo eventuale) spiega che "l'imputata non poteva immaginare (e nessuno avrebbe potuto farlo) che, colpendo con un ombrello la ragazza che le stava di fronte, l'avrebbe uccisa". Il gup Pavone, invece, concorda con le conclusioni del pm Sergio Colaiocco (il quale ha annunciato ricorso in appello) quanto alla sussistenza dell'aggravante dei futili motivi contestata a Doina.
"I testimoni - si legge nelle 13 pagine delle motivazioni - riferiscono tutti che tra l'imputata e Vanessa Russo (le due ragazze, come si evince dalle motivazioni, viaggiarono in metropolitana sedute l'una al fianco dell'altra prima di alzarsi e avvicinarsi all'uscita del vagone e poi litigare) è nato un dissidio a causa delle spinte date, forse involontariamente, da Doina Matei alla persona offesa e della reazione di quest'ultima. Tenuto conto della folla presente all'ora di punta sulla metro, le ragazze avrebbero dovuto chiedersi reciprocamente scusa per le spinte date e ricevute ed invece Vanessa ha proferito parole rabbiose ("che te spigni str..."), l'altra colpire violentemente con l'ombrello". Il gup, sempre in merito al comportamento di Doina spiega che "l'imputata accortasi subito che il colpo inferto era stato violentissimo tanto da vedere Vanessa Russo portarsi le mani al volto, cadere per terra e perdere copiosamente sangue (un lago di sangue secondo alcuni testimoni), non si è fermata per soccorrerla, ma dopo averle gettato addosso l'ombrello, quasi con disprezzo, è fuggita con l'amica (Costantina I., la minorenne che era con Doina tornata in Romania)". Il gup Pavone spiega ancora che "appreso della morte della ragazza, avvenuta il giorno successivo, non ha avuto alcun moto di animo, ha fatto i bagagli, ha lasciato la pensione dove alloggiava ed è partita per le Marche preparando la fuga nei minimi particolari". Il gup si sofferma anche sulle circostanze della cattura delle due romene rifugiatesi nell'abitazione di Tolentino. "L'atteggiamento in cui è stata vista Doina - si legge nelle motivazioni - al momento dell'arrivo della polizia appare significativo: era in camera da letto, in pigiama, in assoluta tranquillità. Doina Matei, del resto, intendeva allontanarsi ulteriormente alla volta di Bologna o Ancona".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Omicidio metrò, assolta l'amica di Doina
Martedì, 13 Maggio : 2008 Corriere della Sera
Il pm aveva chiesto per lei una caondanna a quattro anni
Omicidio metrò,
assolta l'amica di Doina
Per il Gup la ragazza romena non può essere accusata di favoreggiamento in quanto scappò con lei
Vanessa Russo, la giovane vittima (Ansa)
ROMA - Nessuna responsabilità per Costantina I., la compagna di fuga di Doina Matei, la ragazza romena che il 26 aprile del 2007 uccise Vanessa Russo, 20 anni, colpendola con la punta di un ombrello, dopo un litigio nella stazione della metropolitana di Termini a Roma. Il gup del Tribunale per i minorenni l'ha infatti assolta dall'accusa di favoreggiamento, al termine del giudizio abbreviato.
FUGA INSIEME - La ragazza, assistita dall' avvocato Carlo Testa Piccolomini, non ebbe responsabilità nell'omicidio, ma aiutò la sua amica a scappare. Ma questo non ha configurato, a giudizio del gup, la volontà del reato in quanto le due ragazze fuggirono insieme. Il pm della procura per i minorenni di Roma aveva chiesto invece quattro anni di reclusione per la ragazza che ha compiuto 18 anni un mese fa. Costantina da alcuni mesi è ritornata in Romania insieme con la madre. La ragazza era accusata dalla procura, come si legge nel capo di imputazione, di aver «aiutato Doina Matei a eludere le investigazioni dell'autorità giudiziaria, prima fuggendo con lei dallo scenario del delitto e rendendosi entrambe irreperibili, successivamente consigliando alla maggiorenne che intendeva consegnarsi alla polizia per chiarire la sua situazione, di restare nascoste in attesa degli eventi».
L'ARRESTO - Le due ragazze furono arrestate a Tolentino, nelle Marche, e, secondo gli investigatori, erano intenzionate ad allontanarsi ulteriormente verso Bologna o Ancona. Alla base della richiesta di giudizio immediato da parte del pm, ci sono il verbale di fermo e la sostanziale confessione di Costantina.
LA PRIMA CONDANNA - Doina Matei sta già scontando per l'uccisione di Vanessa una condanna a 16 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. La condanna fu inflitta dal gup Donatella Pavone al termine del giudizio con rito abbreviato. Nel motivare la decisione, il giudice sostenne che Doina, che si prostituiva a Roma insieme con Costantina, intendeva soltanto ferire la Russo, non certo poteva immaginare che l'avrebbe uccisa colpendola con violenza con un ombrello. Eppure la punta, dopo essere penetrata in un occhio, sfondò il cranio della ragazza romana che morì il giorno dopo la lite. Il pm Sergio Colaiocco, per questa ragione, aveva contestato all'imputata il reato più grave di omicidio volontario seppure con dolo eventuale.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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