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caso REGGIANI: sviluppi
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Messaggio caso REGGIANI: sviluppi 
 
2007-11-03 11:45



»  Alla famiglia di Giovanna Reggiani »

»  GIOVANNA REGGIANI è morta »

 
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ROMA - Sono cominciati a Roma alle 11 i funerali di Giovanna Reggiani, la donna seviziata e uccisa martedì scorso mentre rientrava a casa, delitto del quale è accusato un romeno. I funerali si svolgono nella basilica del Cristo Re a viale Mazzini, nel quartiere Prati, con rito valdese a partecipazione ecumenica, come chiesto dalla famiglia per rispettare il culto valdese della donna e quello cattolico del marito, Giovanni Gumiero, capitano di vascello della Marina, entrato nella chiesa con una rosa rossa in mano. L'uomo era circondato da esponenti della Marina Militare, che hanno anche accompagnato in chiesa parenti della vittima. La bara, di legno chiaro lucido, è stata portata nella chiesa nel silenzio dei presenti. Assistono alla cerimonia anche decine di curiosi e abitanti della zona, con i volti attoniti. Il traffico intorno alla chiesa è stato bloccato. La chiesa è gremita e tra i rappresentanti delle istituzioni c'é anche il ministro dell'Interno Giuliano Amato.



AL VIA LA DEMOLIZIONE DELLE BARACCHE DI TOR DI QUINTO
E' cominciata la demolizione delle baracche del campo rom abusivo nei pressi della stazione di Tor di Quinto. Nel campo abitava il romeno arrestato per aver seviziato e ucciso Giovanna Reggiani. L'aggressione è avvenuta poco lontano dalla stazione. Nella baraccopoli abusiva vivevano da cinque anni circa 60 rom e due giorni fa avevano ricevuto l'ultimatum dalla polizia ad abbandonare il campo. Molti di loro lo hanno fatto.


RAID PUNITIVO A ROMA, TRE ROMENI FERITI DA ITALIANI
Italiani armati di bastoni, spranghe e coltelli hanno aggredito ieri sera tre romeni a Torre Angela, alla periferia a sud-est di Roma. Il raid e' scattato alle 20.30, tra via Casilina e via di Torraccio di Torrenova, in un parcheggio di un supermercato, dove bivaccano solitamente parecchi cittadini stranieri. Secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri, che si occupano delle indagini, il raid e' stato compiuto da otto-dieci italiani, tutti con i volti coperti da caschi e passamontagna.

 Dei tre cittadini romeni, uno, Emil Marcu, di 47 anni, e' ricoverato in prognosi riservata, ma non corre pericolo di vita, al Policlinico di Tor Vergata. I medici gli hanno riscontrato una profonda ferita alla schiena provocata da una coltellata e un trauma contusivo alla testa molto forte. Gli altri due feriti sono stati invece ricoverati nell'ospedale di Frascati per contusioni ed escoriazioni su tutto il corpo. Nel parcheggio, tra una quindicina di auto in sosta, sono rimasti vetri rotti e bottiglie spaccate ed in un lato, in terra, bottiglie di vetro, lattine e cartaccia, un secchio della spazzatura, un maglione e fogli di giornali che testimoniano come quell'area fosse un luogo di ritrovo degli immigrati. E lo testimoniano anche gli abitanti del quartiere. ''Dalla mattina alla sera stanno seduti a bere o a mangiare, ma anche in attesa di qualche lavoretto. Stanno buttati da una parte - racconta un uomo - e spesso litigano anche tra di loro''. ''La sera a volte si ha veramente paura a prendere il trenino'' aggiunge una ragazza riferendosi alla linea regionale Roma-Pantano, che dalla periferia sud della capitale porta fino alla stazione Termini, percorrendo tutta la via Casilina. ''C'e' bisogno di controlli - ribatte un altro abitante - perche' la gente qui ha bisogno di sicurezza''. A molti in citta' e' venuto il sospetto che il raid possa essere la ''risposta'' all'aggressione mortale di Giovanna Reggiani, di cui e' accusato proprio un romeno. Gli investigatori non confermano nell'immediatezza del fatto, soprattutto perche' Torre Angela e' a sud-est della citta' e Tor di Quinto, dove e' stata uccisa la Reggiani, a nord. Tra le due zone ci sono oltre 20 chilometri di distanza e in comune, anche urbanisticamente, non hanno nulla se non le prime tre lettere dei loro nomi.

Immediata la condanna del sindaco della capitale, Walter Veltroni, che ha usato la parola ''vendetta'. ''In un momento come questo occorre la piu' grande responsabilita' da parte di tutti'' ha sostenuto Veltroni, che ha lanciato un appello perche' ''i toni e i comportamenti siano ispirati ai valori della convivenza civile e non della vendetta''. Per il ministro della solidarieta' Paolo Ferrero ''la responsabilita' di atti del genere va imputata a chi soffia, in questo momento cosi' delicato dopo la tragedia di Roma, sull'intolleranza e sul razzismo'''.''La vendetta e l'odio - ha sostenuto anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo - non sono mai la risposta''. Diversa l'interpretazione del portavoce romano de ''La Destra'', Fabio Sabbatani Schiuma: ''l'aggressione di Tor bella Monaca e' un gesto da condannare ma e' il frutto del clima di esasperazione''.

SEVIZIATA A ROMA: MAILAT RIPETE, NON L'HO AMMAZZATA
di Francesco Tamburro
Ammette l'aggressione per la rapina della borsa, ma nega di aver ucciso Giovanna Reggiani. Il romeno Nicolae Romulus Mailat, 24 anni, due matrimoni alle spalle ed altrettanti figli in patria, si è difeso così, ma la sua versione non ha convinto il gip Claudio Mattioli. Troppo forti gli indizi a carico dell'indagato. Inevitabile la convalida del fermo e l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario, violenza sessuale e rapina. Il gip, in particolare, ha sottolineato nel provvedimento di tre pagine che ha emesso la "pericolosità sociale" dell'indagato.
"Non l'ho uccisa - ha detto l'indagato tramite un interprete - l'ho aggredita per rapinarle la borsa, poi sono tornato indietro, ma il corpo non c'era più". Sui particolari dell'interrogatorio, durato tre ore nel carcere di Regina Coeli, sia gli inquirenti sia il difensore del romeno si sono trincerati dietro il riserbo. Un atteggiamento che nel pomeriggio ha alimentato le più svariate ipotesi, compresa quella che Mailat possa aver anche fatto riferimento al coinvolgimento di altre persone nella vicenda. Ma nessuna conferma è arrivata al riguardo.
"Il mio assistito - ha detto l'avvocato Piero Piccinini, difensore del romeno - ha fatto delle parziali ammissioni e dato una versione diversa da quella che si è letta sui giornali. Ma questa non è stata ritenuta credibile dal Gip. La sua versione dei fatti dovrà ora essere accertata". Il penalista ha detto che Mailat è apparso "attonito" e che ha avuto un atteggiamento "assolutamente composto".
Davanti all'ingresso di Regina Coeli si sono fermate numerose persone per chiedere informazioni sull'andamento dell'interrogatorio. Un militante del movimento "La Destra" ha appeso per pochi attimi uno striscione sul muro di fronte al carcere di via della Lungara recante la scritta "Pena di Morte per questo infame". Accanto allo striscione una bandiera della formazione politica. L'attività degli inquirenti proseguirà ora sulla strada del rafforzamento del quadro indiziario alla luce della testimonianza della rom il cui racconto ha permesso alla polizia di risalire a Mailat. Sul tavolo del gip Mattioli arriverà la richiesta di incidente probatorio per l'interrogatorio della testimone. Atto, quest'ultimo, che dovrebbe tenersi la prossima settimana.
La notifica della richiesta è stata fatta anche a Giovanni Gumiero, marito della vittima, che nel pomeriggio si è recato nell'ufficio del pm Barborini. Apparso visibilmente turbato per la morte della moglie, il capitano di vascello ha espresso agli inquirenti gratitudine per il lavoro svolto e la sua fiducia sull'operato della magistratura. Altri riscontri sono attesi dall'autorità giudiziaria, oltre che dall'autopsia, anche sugli esami tossicologici e biologici disposti sulla donna uccisa a Tor di Quinto. Al vaglio degli esperti finiranno anche alcuni oggetti trovati nella baracca di Mailat e l'ombrello di Giovanna Reggiani per verificare se possano fornire spunti utili al prosieguo delle indagini.



Ultima modifica di Redazione il 29 Set 2008 16:24, modificato 3 volte in totale 






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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Re: FUNERALI E LUTTO A ROMA PER GIOVANNA REGGIANI 
 
[b]Signor Sindaco : PRESENTE!
Signor Onorevole: PRESENTE!
Signor Ministro: PRESENTE
Signore Autorità. TUTTE PRESENTI!

... facite a faccia feroce ... facite a faccia afflitta ... facite finta e chiagne ...



Bene ... silenzio ... ciack ... motore ... funerale XY prima ... si gira ... possiamo iniziare le riprese televisive della cerimonia del funerale.
 
Franz

  





Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
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Messaggio REGGIANI, LA ROM CONFERMA LE ACCUSE CONTRO MAILAT 
 
L'OMICIDIO DI ROMA

REGGIANI,
 LA ROM CONFERMA LE ACCUSE CONTRO MAILAT


Ha confermato le accuse contro Nicolae Romulus Mailat, la rom di 45 anni interrogata per circa due ore dal gip Claudio Mattioli, con la formula dell'incidente probatorio, in relazione alla morte di Giovanna Reggiani, la 47enne deceduta il 30 ottobre scorso a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Tor di Quinto dopo aver essere stata aggredita e derubata. Assistita da una interprete, Emilia, che di Mailat sarebbe una cugina di secondo grado, ha spiegato di aver visto il romeno portare in spalla il corpo privo di sensi della Reggiani, poi gettata in un fossato. Molto piu' anziana della sua eta', fazzoletto verde in testa e gonna lunga fino ai piedi, la supertestimone, fino a oggi custodita in un luogo protetto e' giunta a palazzo di giustizia in compagnia di due dei sei figli e la moglie di uno ("siamo qui per darle conforto"), non avrebbe mostrato alcuna incertezza nel raccontare quello che vide in quella tragica sera. Fu lei, infatti, dopo aver notato Mailat sbarazzarsi del corpo, a bloccare un autista dell'Atac affinche' a sua volta desse l'allarme e avvertisse la polizia. Giovanni Gumiero, il capitano di vascello marito della Reggiani, era rappresentato in aula dall'avvocato Tommaso Pietrocarlo. Per Mailat c'era il penalista d'ufficio Piero Piccinini per il quale "la deposizione della donna costituisce un materiale di non rilevante novita' ma su cui bisognera' comunque riflettere. Il racconto della teste e' stato lungo e articolato ma per saperne di piu' occorrera' attendere gli altri accertamenti attualmente in corso". Ai cronisti giudiziari i figli della rom hanno raccontato che Emilia nel 2005 fu internata in un istituto psichiatrico di Sibiu. L'avvocato di Mailat sul punto appare un po' perplesso: "Non mi sembra che la donna abbia mostrato problemi di natura psicologica. Anzi, e' apparsa serena, tranquilla, per nulla intimorita, ha anche guardato in faccia il mio assistito". E Mailat? "Continua a mantenere quell'atteggiamento contenuto e moderato, ma non saprei interpretarlo. Ha solo chiesto di poter parlare con me una volta concluso l'incidente probatorio".


(AGI) - Roma, 12 nov. -
  





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Messaggio OMICIDIO REGGIANI: PROCESSO AL VIA, MAILAT PRESENTE 
 

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Giovedì, 25 Settembre : 2008

OMICIDIO REGGIANI:
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PROCESSO AL VIA, MAILAT PRESENTE


ROMA - E' cominciato stamani, davanti ai giudici della III Corte d'Assise di Roma, il processo a Romulus Nikolay Mailat, il 24enne romeno accusato di avere aggredito e ucciso lo scorso 30 ottobre Giovanna Reggiani nei pressi della stazione ferroviaria Tor di Quinto a Roma. Il romeno è presente in aula. In apertura di udienza, prima della lettura del capo di imputazione, i giudici hanno deciso di autorizzare le riprese televisive durante il dibattimento.

Giovanna Reggiani, 47 anni, venne aggredita all'uscita della stazione ferroviaria alla periferia di Roma e il suo corpo fu abbandonato esanime in un fossato nelle campagne circostanti. Mailat venne arrestato la sera stessa dalla polizia per il reato di omicidio volontario, a cui venne aggiunta, quattro mesi dopo, l'accusa di violenza sessuale. L'autopsia escluse che la Reggiani fosse stata violentata ma il modo in cui fu ritrovata la donna - agonizzante, senza biancheria intima, con i pantaloni calati ed il torace scoperto - fece respingere al giudice per le indagini preliminari la richiesta di archiviazione per il reato di violenza sessuale formulata dalla procura.

PM RICORDA RACCONTO TESTE, ZIA ASSASSINO
Romolus Nicolae Mailat è accusato di omicidio, rapina e violenza sessuale. A presiedere la corte è Angelo Gargani. L'udienza si è aperta con la relazione del pubblico ministero Maria Bice Barborini. Il rappresentante dell'accusa ha ricostruito le tappe della vicenda, ricordando che Giovanna Reggiani fu aggredita in un vialetto privo di illuminazione nei pressi della stazione di Tor di Quinto, dove ci sono numerose baracche di rom. Il magistrato ha ricordato che é stato grazie alla segnalazione di una nomade, Emilia Neamtu, la quale bloccò un autobus implorando l'autista di chiamare il 113, che fu ritrovato il cadavere seminudo. La teste Neamtu, zia di Mailat, raccontò anche di avere visto il nipote trasportare in spalla un corpo. Il romeno fu bloccato dalla polizia: aveva il viso macchiato di sangue, nella sua baracca furono ritrovati la borsa e gli effetti personali della Reggiani. Il pm ha chiesto quindi che siano citati alcuni testimoni tra i quali Dorin Obedea, suocero di Mailat, indagato per favoreggiamento. Sentito tramite rogatoria internazionale in Romania, Obedea ha dichiarato di aver assistito all'aggressione della Reggiani, di aver ricevuto la borsa sottrattale da Mailat e di aver sentito il genero dire: "forse l'ho uccisa".

DIFESA MAILAT, TESTE E' INATTENDIBILE
Emilia Neamtu, la supertestimone dell'omicidio di Giovanna Reggiani, è "inattendibile". Lo ha detto, al processo che si svolge nell'aula bunker di Rebibbia, l'avvocato Pietro Piccinini, difensore dell'imputato Romulus Nicolae Maialt. Secondo il legale tutta la ricostruzione dei fatti presenta numerosi dubbi e perplessità. "Intendiamo dimostrare - ha sottolineato - che il ruolo di Mailat è limitato alla sottrazione della borsa di Giovanna Reggiani. Ci sono numerosi elementi oggettivi che mettono in discussione il castello accusatorio: la sera del 30 ottobre 2007, pioveva a dirotto, ciò non permetteva una visuale così come descritta dalla supertestimone".
Le perplessità evidenziate dall'avvocato Piccinini vertono, inoltre, su un "ricovero, nel 2005
, in un ospedale psichiatrico della Neamtu quando si trovava in Romania", e a riguardo ha anche annunciato di avere una attestazione della struttura sanitaria. "Inoltre nella sua testimonianza Dorin Obedea dice anche che la Neamtu suggerì a Mailat di occultare il cadavere della Reggiani", ha aggiunto. Altri elementi suscitano dubbi per la difesa: "i 2.800 euro che Obedea dice essere stati trovati nella borsa della Reggiani e successivamente divisi tra diversi soggetti, le troppe versioni dello stesso fatto, l'assenza di tracce di sangue sugli abiti del mio assistito, la non presenza di tracce biologiche sul cadavere e sui reperti".

  





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Messaggio Caso Reggiani, introvabile la supertestimone 
 
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Lunedì, 29 Settembre : 2008

Il difensore dell'imputato contesta la sua attendibilità

Caso Reggiani,
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introvabile la supertestimone


Nella foto Romulus Nicolae Mailat (Infophoto)

Sparita nel nulla Emilia Neamtu, la donna che permise alla polizia di rintracciare Mailat a poche ore dall'aggressione a Tor di Quinto. In sua assenza, sarà utilizzato al processo il verbale che riporta le dichiarazioni rese durante l'incidente probatorio

Roma, 29 set. (Adnkronos/Ign) - E' introvabile la supertestimone del processo Reggiani, Emilia Neamtu. Fu proprio grazie alle dichiarazioni della donna che la polizia riuscì a rintracciare, a poche ore dall'aggressione a Tor di Quinto il 30 ottobre dello scorso anno, Romulus Nicolae Mailat (nella foto), il romeno accusato di aver ucciso Giovanna Reggiani. In previsione dell'udienza di oggi, gli investigatori hanno cercato Emilia Neamtu ma senza esito.

In sua assenza, perciò, a parlare al processo sarà il verbale che riporta le dichiarazioni da lei fatte durante l'incidente probatorio disposto dal magistrato per dare valore di prova definitiva alla sua testimonianza. Testimonianza che il difensore di Mailat, Piero Piccinini, sta cercando di demolire per sostenere che il suo cliente non è responsabile di quell'aggressione, nonostante a suo carico esistano pesanti prove.

Al processo oggi è stato il giorno della deposizione del dott. Luigi Cipolloni, dell'Università 'La Sapienza', che, minuziosamente, ha ricostruito tutta l'indagine medico legale soffermandosi in particolare sulle lesioni che la Reggiani aveva riportato al viso. "Un viso - ha detto - come quello di un pugile che esce da un incontro durissimo. Le tumefazioni erano profondissime, aveva poi lesioni in altre parti del corpo, sulle braccia. La sera del 30 era già in stato di coma quasi irreversibile. La sera successiva scomparve tutta l'attività cerebrale", ricorda il medico.

Prima ancora di visitare la Reggiani, Cipolloni andò a esaminare Mailat. Sulla sua spalla sinistra trovò i segni compatibili con la ricostruzione fatta dalla Neamtu agli investigatori allorché disse di aver visto il romeno che portava sulla spalla il corpo di una donna.

Prima del dott. Cipolloni era stato interrogato l'ispettore di polizia Alessandro Rongoni che, intervenuto con un gruppo di altri agenti sul luogo dell'aggressione, ispezionò la baracca dove viveva Mailat, dove fu trovata tra l'altro la borsa da donna. Lungo la strada fu recuperato invece un ombrello corrispondente ad un fodero che era nella borsa ritrovata nella baracca del romeno, un fermaglio per capelli, uno stivaletto, un giaccone e un paio di mutandine, intrise di pioggia, fango e sangue.

  





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Messaggio "Ergastolo al rom che stuprò e uccise" 
 
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Martedì, 28 Ottobre : 2008

DOMANI LA SENTENZA

"Ergastolo al rom che stuprò e uccise"
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La stazione ferroviaria romana di Tor di Quinto a Roma

    
La richiesta del pm. Mailat ammazzò e seviziò Giovanna Reggiani a Roma

ROMA - Ergastolo. È la condanna che il pm Maria Bice Barborini ha chiesto per Romulus Nicolae Mailat, il romeno di 25 anni sotto processo davanti alla Terza Corte di Assise di Roma per omicidio volontario, rapina e violenza sessuale in relazione alla morte di Giovanna Reggiani, la donna aggredita il 30 ottobre del 2007 nei pressi della Stazione ferroviaria romana di Tor di Quinto. Domani ci sarà la camera di consiglio che porterà alla sentenza.

  





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Messaggio OMICIDIO REGGIANI, MAILAT CONDANNATO A 29 ANNI 
 
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Mercoledì, 29 Ottobre : 2008

OMICIDIO REGGIANI,
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MAILAT CONDANNATO A 29 ANNI


ROMA  - Romulus Nicolae Mailat è stato condannato a 29 anni per l'aggressione e l'uccisione di Giovanna Reggiani. La donna fu aggredita a Roma il 30 ottobre 2007 nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto.

La sentenza dei giudici della III Corte D'assise di Roma dispone per Romulus Nicolae Mailat, 25 anni, l'interdizione legale e la sospensione della potestà genitoriale. Inoltre i giudici nella sentenza dispongono l'espulsione a pena espiata e il risarcimento in separata sede con una provvisionale di 500 mila euro.

"No". Questa l'unica parola che Romulus Nicolae Mailat ha urlato dopo che il presidente della III Corte d'Assise ha letto in aula la sentenza di condanna a 29 anni per il romeno accusato dell'omicidio di Giovanna Reggiani. Per il legale di Mailat, Piero Piccinini, i giudici non erano pienamente convinti della colpevolezza del romeno "altrimenti gli avrebbero dato l'ergastolo".

LEGALE FAMIGLIA, ACCERTATA VERITA' - "E' stata accertata la verità. Sulla pena non discutiamo". E' il commento dell'avvocato Tommaso Pietrocarlo, legale di parte civile per l'ammiraglio Giovanni Gumiero, marito di Giovanna Reggiani, alla lettura del dispositivo della sentenza con la quale la III corte d'assise di Roma ha condannato a 29 anni di carcere il romeno Romulus Nicolae Mailat. "Siamo soddisfatti - ha aggiunto Pietrocarlo - anche perché la corte ha accertato i fatti, così come portati al processo dal pubblico ministero. Non c'é altro da aggiungere".

UN'AGGRESSIONE BRUTALE VICINO A STAZIONE  - Giovanna Reggiani, 47 anni, fu aggredita all'uscita della stazione ferroviaria di Tor di Quinto, alla periferia di Roma, il 30 ottobre del 2007. La donna, moglie del Capitano di Vascello della Marina Militare Giovanni Gumiero, stava tornando a casa dopo un pomeriggio di compere in centro. Morì dopo un'agonia di alcuni giorni. I medici del 118 che la soccorsero per primi la trovarono abbandonata in un fosso "senza biancheria intima, con un seno scoperto, i pantaloni calati, la camicia strappata: non aveva una scarpa e in terra c'erano segni di trascinamento". Gli investigatori della squadra mobile di Roma, che accertarono i fatti, parlarono di "violenza inaudita", di un corpo devastato "da contusioni, ecchimosi dappertutto". A dare l'allarme fu Emilia Neamtu, zia di Romulus Nicolae Mailat, abitante nella stessa baraccopoli dell'omicida, che vide l'uomo trasportare il corpo della Reggiani e fermò un conducente di un bus di linea. Mailat fu fermato il giorno dopo dalla polizia: era arrivato da qualche mese in Italia, aveva piccoli precedenti in Romania e viveva in un campo rom abusivo vicino al luogo dell'aggressione. Oltre alla testimonianza di Emilia Neamtu a inchiodare in aula Mailat anche le parole di altri due testimoni oculari Dorin Obedea, suocero di Mailat, e Nicolae Clopotar. L'omicidio segnò uno spartiacque a Roma in tema di sicurezza: fece molto scalpore l'aggressione e l'uccisione di una donna all'uscita da una stazione isolata ma non lontana da due zone "bene" della capitale, Flaminio e Parioli.

  





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