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Rifiuti: regge Castellammare, Torre Annunziata in affanno
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Giovedì, 8 Maggio : 2008  metropolis

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Castellammare di Stabia (NA)


Rifiuti: regge Castellammare,
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Torre Annunziata in affanno


FOTO: Stabia, lungomare

La tregua è durata poche settimane. I comuni della provincia sud di Napoli sono ancora una volta sommersi dai rifiuti e con i sacchetti maleodoranti che infestano strade e marciapiedi torna l’emergenza, legato, questa volta, al caldo che, inizia a farsi sentire. Temperature elevate e allarme epidemie, allora, nelle città nuovamente alle prese con l’allarme spazzatura, diventano un binomio che spaventa cittadini e amministratori pubblici.
Castellammare di Stabia e Torre Annunziata rappresentano due facce della stessa medaglia: se la cittadina termale è riuscita a tamponare la crisi utilizzando un sito provvisorio di stoccaggio sul proprio territorio, prima, e la differenziata poi, la città oplontina è in piena emergenza a causa dell’assenza di un sito di stoccaggio cittadino e della differenziata che non va a regime, probabilmente a causa delle strada piene di spazzatura.
Castellammare, secondo i dati del Comune, produce 88 tonnellate di spazzatura al giorno. Da primo aprile al 6 maggio, in teoria, avrebbe dovuto conferire al sito di Casalduni 3mila 168 tonnellate di immondizia. In realtà le tonnellate effettivamente trasportate in discarica sono 2mila 499, 668 in meno rispetto alle previsioni. “Una circostanza – fanno sapere dalla Multiservizi, che a Castellammare gestisce il ciclo dei rifiuti – dovuta al blocco della discarica”. Nonostante la possibilità di conferimenti straordinari – 10 tonnellate in più al giorno – la spazzatura si è accumulata in città. Immondizia, però, che non si trova abbandonata per le strade, ma che è stata trattenuta nel sito provvisorio di Fondo D’Orto e negli scarrabili sistemati a via Ripuaria. Lo sversatoio comunale oramai è saturo, in giacenza ci sono 1500 tonnellate di spazzatura. “Il sito non sarà ulteriormente sfuttato – spiega il sindaco Vozza – perché non si posono chiedere sacrifici sempre agli stessi cittadini”. Per quanto riguarda, invece, gli scarrabili, l’amministrazione fa sapere che sono stati svuotati. La programmazione, comunque, secondo il primo cittadino, ha evitato il disatro.

“Castellammare in realtà non è mai andata in crisi – spiega il sindaco Salvatore Vozza – perché siamo riusciti, grazie al senso civico dei cittadni, a raggiungere, in pochi mesi, un buon livello di differenziata. La media, in città, è del 24%”. Una percentuale che arriva al 45% nei quartieri dove viene praticato il porta a porta. Un sistema, ovviamente, che va perfezionato perché nei momenti d’emergenza va in difficoltà. La raccolta dei rifiuti, infatti, va in difficoltà quando si bloccano le discariche e la spazzatura non viene raccolta. Così è accaduto, la scorsa settimana, che con l’immondizia per le strade i cittadini si sono sentiti poco incentivati a differenziare. Una circostanza che, di fatto, rende più difficile anche il compito degli operatori ecologici che non riescono più a dividere i rifiuti, ammassati per le strade. Ma quali sono le previsioni, a Castellammare? Secondo Michele Amodio, presidente della Multiservizi. “Se rimanesse costante il conferimento in discarica di 88 tonnellate al giorno, in 50 giorni, si potrebbero smaltire le giacenze”. Un uspicio sul quale peseranno molto le scelte del commissario straordinario di governo, Gianni De Gennaro, e la possibilità di aprire le discariche indicate dal Governo.

Tutt’altra storia a Torre Annunziata, dove la situazione legata ai rifiuti continua ad essere pesante. L’emergenza, ad oggi, è costata al comune quasi 600mila euro. I compattatori sono costretti a file estenuanti, che durano giorni, per scaricare a Casalduni.

“ E’ vero – spiega il primo cittadino, Giosuè Starita - abbiamo raggiunto il 20% di differenziata, ma come la mettiamo con l’altro 80% di spazzatura che resta?”. Oltre 1700 tonnellate di ‘monnezza’ in giacenza a Torre Annunziata, 48mila abitanti su un territorio di 7 chilometri quadrati. Più volte l’amministrazione, per uscire dall’empasse, aveva chiesto di poter individuare un sito di stoccaggio provvisorio in città: possibilità che è stata ogni volta negata dall’Arpac nonostante fossero stati segnalati una quarantina di siti.


Rifiuti:Gragnano, da domani il blocco.
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Va meglio a Torre del Greco


 FOTO: Gragnano, "Capanno"

Dai Monti Lattari alla fascia costiera cresce la preoccupazione per la spazzatura che macera per strada, sotto il sole. L’allarme epidemia, questa volta, spaventa anche i sindaci che fino a qualche settimana fa avevano cercato di non diffondere allarmismi nelle popolazioni locali.
Gragnano è al collasso. Il sindaco Michele Serrapica sta lavorando da settimane per evitare il peggio ma, alla luce dei fatti, è costretto ad arrendersi. “ Da venerdì sarà di nuovo emergenza e non riusciremo, nostro malgrado, ad assicurare il servizio”. Una situazione al limite, eppure, spiega Serrapica, Gragnano in poco tempo ha raggiunto il 25% di raccolta differenziata, la nuova ditta che si occupa del servizio di raccolta e smaltimento Nu, l’Igiene Urbana, sta lavorando a pieno regime. “A giugno – continua – partiremo anche con l’umido. Abbiamo fatto tutto quanto era di competenza del Comune. Ora non so più che fare per evitare il peggio”.

A Gragnano ci sono 150 tonnellate di spazzatura, stipate in dieci scarrabili oramai stracolmi. “Proprio lunedì – spiega il primo cittadino – ho chiesto al commissario straordinario l’autorizzazione a sversare un maggior quantitativo di rifiuti. Ci hanno autorizzato a portare in discarica dieci tonnellate in più, a fronte delle 150 in giacenza. Gragnano sta scaricando l’immondizia a Casalduni. I nostri camion sono in fila davanti alla discarica da cinque giorni. Ogni compattatore ci costa 800 euro al giorno. Stiamo spendendo cifre altissime e non riusciamo a garantire la città pulita. Questo è veramente un momento terribile per i sindaci, che diventano il parafulmine per tutte le lamentele dei cittadini, esasperati da un’emergenza che oramai è diventata cronica”.

Il sindaco di Gragnano si sente messo con le spalle al muro. “Oramai gli organismi superiori pensano solo a gestire l’emergenza. Qualsiasi progetto noi sindaci portiamo alla loro attenzione non viene proprio preso in considerazione”. Il sindaco si riferisce alla proposta che vedeva assieme i comuni di Gragnano, Castellammare e della penisola sorrentina. “Volevamo individuare uno sversatoio sui nostri territori, che potesse servire alle esigenze dei Comuni consorziati. Abbiamo presentato il progetto, non ci hanno neanche risposto e sono trascorsi oltre due mesi”.
Con l’incalzare del caldo l’emergenza arriva anche a Torre del Greco. La città amministrata dal sindaco Ciro Borriello finora non aveva risentito della crisi: a tamponare l’emergenza la discarica comunale. Lo sversatoio, però, è saturo. Oltre trentamila tonnellate di rifiuti impediscono ulteriori sversamenti.

“In questi giorni – spiega il primo cittadino – ci ha dato una grossa mano l’esercito. Nel frattempo abbiamo chiesto che venga svuotato il sito di Torre del Greco ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. L’emergenza oramai ha fatto saltare ogni programma: appare quantomai improbabile che la discarica di Torre del Greco venga svuotata, anche parzialmente. L’amministrazione, allora, punta tutto sulla differenziata: “Auspichiamo, a breve, di partire con il porta a porta. E’ partita la campagna di informazione per i cittadini. Speriamo, al più presto di togliere i contenitori dalle strade per evitare che l’immondizia si accumuli sui marciapiedi”.

Situazione critica anche nella vicina san Giorgio a Cremano: circa 60 tonnellate di rifiuti sono state prelevate, dagli operatori ecologici della ´Mita´, la società preposta alla raccolta dei rifiuti in città ora in liquidazione. Ripulita la zona nord di San Giorgio a Cremano, fino a lunedì allo stremo. Ieri mattina, poi, i militari dell´esercito hanno raccolto dalle strade 30 tonnellate di rifiuti.

  





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