Rom, ''Non siamo violenti, meritiamo Nobel Pace''
Santino Spinelli, artista e docente universitario a Trieste di 'Cultura romanì': ''Siamo l'unico popolo a non aver mai fatto la guerra con nessuno''. Candele e fiori per Giovanna Reggiani a Bucarest. Viminale: Romania in testa per omicidi e violenze
Roma, 2 nov. (Ign) - ''I rom sono l'unico popolo sulla faccia della Terra a meritare il premio Nobel per la pace: non abbiamo mai fatto la guerra ad altre popolazioni, non abbiamo mai avuto un esercito''. Santino Spinelli (nella foto), artista e docente universitario a Trieste di 'Cultura romanì' non vuole sentir parlare di rom violenti per natura, ''perché la nostra -dice il rom italiano a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos- è una cultura basata su pace, amore e fratellanza''.
Che poi ''possano esserci elementi violenti nella nostra comunità, è legato a qualcosa che ha a che fare con la storia di ogni popolo: gli italiani hanno avuto artisti come Dante Alighieri e camorristi o mafiosi che si sono macchiati di orrendi delitti''. Quindi ''non dobbiamo fare di ogni erba un fascio'', aggiunge l'artista nomade. I rom sono per il ''dare, il ricevere e ricambiare'', questa è la nostra massima, ''non la violenza'' che ci viene attribuita, sottolinea l'artista 43enne nato a Pietrasanta, in provincia di Lucca.
La nostra tradizione, dice Spinelli, deve essere conosciuta meglio. E sottolinea: ''Per esempio i campi nomadi non sono una scelta di libertà, in linea con la nostra storia. Si tratta di degrado e discriminazione che vengono fatti passare per inclinazioni di un popolo che non è quello che emerge nei racconti di chi non ci avvicina''. E poi è ora di finirla con il puntare il dito contro persone ''a cui non vengono riconosciuti i diritti civili, trattandoci come cittadini di serie B'', conclude Spinelli.
Che poi ''possano esserci elementi violenti nella nostra comunità, è legato a qualcosa che ha a che fare con la storia di ogni popolo: gli italiani hanno avuto artisti come Dante Alighieri e camorristi o mafiosi che si sono macchiati di orrendi delitti''. Quindi ''non dobbiamo fare di ogni erba un fascio'', aggiunge l'artista nomade. I rom sono per il ''dare, il ricevere e ricambiare'', questa è la nostra massima, ''non la violenza'' che ci viene attribuita, sottolinea l'artista 43enne nato a Pietrasanta, in provincia di Lucca.
La nostra tradizione, dice Spinelli, deve essere conosciuta meglio. E sottolinea: ''Per esempio i campi nomadi non sono una scelta di libertà, in linea con la nostra storia. Si tratta di degrado e discriminazione che vengono fatti passare per inclinazioni di un popolo che non è quello che emerge nei racconti di chi non ci avvicina''. E poi è ora di finirla con il puntare il dito contro persone ''a cui non vengono riconosciuti i diritti civili, trattandoci come cittadini di serie B'', conclude Spinelli.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















