In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 Roma: accoltellata e violentata: aggiornamento
Sabato, 19 Aprile : 2008
Roma: accoltellata e violentata,
ora è in prognosi riservata
E' accaduto a Roma, vicino alla stazione ferroviaria della Storta. L'aggressore è stato già arrestato
 ROMA - Una giovane universitaria originaria del Lesotho è stata accoltellata e violentata da un romeno di 37 anni nei pressi della stazione ferroviaria della Storta. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri della compagnia Cassia. L'accusa è sequestro di persona e violenza sessuale aggravata.
Il romeno, R.I., ha obbligato la donna, minacciandola con un coltello, a seguirlo in un luogo appartato nei pressi della stazione ferroviaria Fm3 "La Storta". Dopo averla accoltellata all'addome, l'ha costretta a subire ripetuti abusi sessuali.
L'uomo è stato arrestato in flagranza dai carabinieri della Compagnia Cassia per sequestro di persona e violenza sessuale aggravata. Il romeno, secondo quanto accertato dai militari, ha avvicinato la vittima, una giovane universitaria originaria del Lesotho, all'uscita della stazione. Solo il tempestivo intervento dei militari della locale stazione carabinieri, impegnati in servizio di prevenzione proprio in quella zona, richiamati da due giovani di passaggio che avevano notato i movimenti dell'uomo, ha consentito di bloccare l'aggressore. Il romeno scoperto, ha tentato, inutilmente, di fuggire nelle campagne circostanti, ma è stato arrestato. La ragazza è stata trasportata in ospedale dove è ancora ricoverata in prognosi riservata, mentre l'aggressore è stato recluso nel carcere di Regina Coeli.
UNIVERSITARIA AGGREDITA GIOVEDI' NOTTE
E' ancora ricoverata all'ospedale San Filippo Neri l'universitaria di 31 anni, aggredita e violentata la notte tra giovedì e venerdì scorsi, all'uscita dalla stazione Fm3 della Storta a Roma. La notizia è stata diffusa soltanto oggi dai carabinieri per non compromettere le indagini. La donna, che vive in Italia con i genitori, è stata ferita con una coltellata all'addome dall'aggressore intorno alla mezzanotte. Prima è stata avvicinata poi con la forza portata in un luogo appartato e violentata. Lo stupratore è un romeno di 37 anni, senza precedenti penali, che non ha un lavoro stabile né un'abitazione fissa. A quanto si è appreso da fonti investigative non è di etnia rom.
LA VITTIMA AVEVA SBAGLIATO FERMATA
Si trovava casualmente nella stazione della Storta. La studentessa, da pochi mesi a Roma, figlia di un addetto dell' ambasciata, aveva sbagliato fermata, e invece di scendere all' Olgiata, dove vive insieme con la famiglia in un appartamento sulla via Cassa, è scesa alla fermata precedente. La donna, secondo il racconto fatto ai carabinieri, in inglese visto che ancora non parla italiano, è stata subito avvicinata dal romeno che l'ha strattonata e ferita all' addome mentre la ragazza cercava di divincolarsi. Il cappotto indossato dalla studentessa ha attutito la ferita. La scena è stata notata da due persone che hanno fermato una pattuglia dei carabinieri intervenuti poco dopo. Il romeno è stato bloccato mentre tentava di fuggire e, inizialmente si era pensato anche alla presenza di un complice visto la zona isolata e con la campagna circostante che circonda la fermata della Storta. Le indagini hanno stabilito invece, che il cittadino romeno ha agito da solo.
Amato: episodi gravi, ma reazione pronta
I due episodi criminali avvenuti a Roma e a Milano, che hanno visto come vittime due giovani donne, "sono di enorme gravità". Lo afferma il ministro dell'Interno, Giuliano Amato. "Da ministro dell'Interno, tuttavia - aggiunge Amato - devo sottolineare che in entrambi i casi il pronto intervento delle forze dell'ordine ha assicurato i colpevoli alla giustizia e ha probabilmente salvato la vita di una delle vittime". "Il crimine - prosegue il ministro - non sempre può essere prevenuto, ma ora abbiamo strumenti adeguati per reagire. Io stesso ho espulso numerosi cittadini comunitari per ripetuti reati commessi in passato che evidentemente non erano bastati per adeguate pene detentive".
Ultima modifica di Redazione il 20 Apr 2008 22:25, modificato 3 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 La Repubblica: rumeno uguale stupratore
La Repubblica:
rumeno uguale stupratore
di Gennaro Carotenuto,
Quella a sinistra è al momento l’home page di Repubblica. Una ragazza del Lesotho stuprata in una stazione romana. Ma non è questo che stuzzica Repubblica. Quello che stuzzica e fa rimestare nel torbido il quotidiano romano è che sarebbe stato arrestato un cittadino rumeno.
Per La Repubblica tanto basta per associarlo all’assassinio di Giovanna Reggiani e per linkare in home, un pezzo del 21 febbraio scorso sulla situazione processuale di quel terribile caso che non ha NULLA a che vedere.
Che diavolo c’entra il cittadino romeno arrestato oggi con il caso di Giovanna Reggiani? Se ha stuprato la ragazza del Lesotho, l’ha stuprata in quanto romeno? La criminale irresponsabilità dei media mainstream nello sbattere etnicamente il mostri in prima pagina e nell’istigazione all’odio razziale è sotto gli occhi di tutti.
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 RAGAZZA MIGLIORA, 'RESTERO' IN ITALIA'
Domenica, 20 Aprile : 2008
RAGAZZA MIGLIORA,
'RESTERO' IN ITALIA'
- "Non lascio Roma". Sta meglio e si dimostra combattiva la studentessa africana che tra giovedì e venerdì scorsi è stata accoltellata e violentata da un romeno in una stazione ferroviaria nella periferia della Capitale. La giovane ha espresso l'intenzione di non lasciare l'Italia. "Voglio continuare - ha detto - la mia vita come era prima di quella sera da incubo: continuerò a studiare, tra pochi mesi finirò il master in economia che ho cominciato in Italia lo scorso anno e non sarà nessun criminale a cambiare i miei progetti". A rassicurare sulle sue condizioni di salute è stata la madre della giovane che in mattinata, dall'ospedale San Filippo Neri, dove la ragazza è ricoverata da tre giorni nel reparto di chirurgia d'urgenza, ha detto che la figlia "sta bene". A trovare in migliori condizioni la studentessa aggredita nella stazione La Storta, nella periferia nord della capitale, anche amici e familiari della giovane, che in un via vai durante gli orari di visita consentiti nel nosocomio, hanno incontrato la vittima della violenza: "L'ho trovata un po' male, ma si sta riprendendo" ha detto un'amica, anche lei africana. Anche per la zia della giovane le condizioni della nipote stanno migliorando. La donna, lasciando l'ospedale dopo l'orario di visita ha riferito che la studentessa "sta meglio, ma è ancora un po' sotto shock", sottolineando, inoltre, che "resteremo tutti in Italia", aggiustando così il tiro su quanto la madre aveva detto a caldo questa mattina lasciando intendere che la famiglia della giovane avrebbe lasciato il nostro Paese dove la ragazza è venuta per seguire un master universitario in economia all'università La Sapienza di Roma. Nel chiedere "giustizia", la donna ha sottolineato che la giovane "é venuta qui per studiare e le è successo questo". La zia, che ha detto di essere in Italia da 18 anni, ha comunque ricordato che l'autore della violenza "non è italiano, è uno straniero": quindi ha ribadito che la famiglia non vuole lasciare il Paese, anche se sono "molto arrabbiati perché prima l'Italia non era così". Tra le persone che oggi hanno cercato, invano, di far visita alla studentessa, continuamente sorvegliata da un addetto alla sicurezza, anche uno degli 'angeli' che ha assistito all'aggressione della giovane: "Non mi sento per niente un eroe: rifarei tutto come ho fatto quella sera. Adesso vorrei solo vedere un sorriso sul volto di quella povera ragazza", ha detto al telefono all'ANSA l'uomo, un meccanico, di 53 anni, dopo che ieri la vittima, dal letto di ospedale, aveva espresso il desiderio di incontrare le due persone che le avevano salvato la vita. Per lo shock subito la studentessa è seguita da una equipe di psicologi dell'ospedale. Secondo quanto riferiscono fonti sanitarie, la ragazza resterà ricoverata anche nei prossimi giorni: ciò si rende necessario per monitorare l'evolversi dell'intervento chirurgico dovuto alla ferita riportata nell'aggressione, ma anche, come spiegano dall'ospedale, per garantire alla giovane studentessa un "ambiente protetto" dopo il grave trauma subito. Entro la fine della prossima settimana la ragazza, comunque, dovrebbe essere dimessa.
ROMENO CON PRECEDENTI MA MAI AGGRESSIONI
Giovedì notte Joan Rus, 37 anni, il cittadino romeno accusato di aver accoltellato e violentato una studentessa africana a Roma, ha fatto quello che nella criminalità comune viene chiamato "salto di qualità". Ha agito per la prima volta armato e con una violenza spropositata. Il ritratto del romeno, ora in carcere con l'accusa di tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale, viene tracciato in queste ore dagli investigatori dei carabinieri di Roma, ai quali sono arrivati tramite il consolato romeno i precedenti penali di Joan Rus: alcuni furti e la permanenza in carcere per tre volte, sempre in Romania. Non ha mai agito armato, sempre secondo le autorità romene, e non ha mai aggredito persone. E' ancora da chiarire quando l'uomo sia arrivato in Italia visto che, della lingua italiana conosce sì e no tre o quattro parole. Giovedì notte però la violenza e la rabbia lo hanno spinto a fare quello che non aveva ancora commesso, usare la violenza in un paese, l'Italia, dove, hanno stabilito gli investigatori anche attraverso l'esame delle impronte digitali, non aveva ancora mai avuto problemi con la giustizia.
Era comunque armato e il coltello adesso, trovato dagli investigatori subito dopo l'aggressione alla studentessa africana del Lesotho, si trova nei laboratori della scientifica dei carabinieri e diventerà oggetto centrale del futuro dibattimento contro Joan Rus. Quello che i carabinieri vogliono adesso accertare è se il cittadino romeno, che dal momento dell'arresto non ha più detto una parola chiudendosi in un totale silenzio, frequentasse la stazione ferroviaria de La Storta o altri luoghi, per commettere furti e rapine. A questo proposito i carabinieri stanno analizzando le denunce di questo tipo fatte negli ultimi mesi per capire se il romeno possa essere stato coinvolto in episodi ancora sconosciuti. Quello che gli investigatori escludono è che comunque l'uomo abbia agito sotto l'effetto di alcol o droga. Resta poi ancora da individuare in quale delle baracche disseminate attorno alle campagne della via Cassia abbia vissuto fino a giovedì notte. I testimoni connazionali finora ascoltati dai carabinieri non sono stati di grande aiuto. La studentessa trentunenne aggredita e poi ricoverata all'ospedale San Filippo Neri ha passato una notte più tranquilla in ospedale e le sue condizioni continuano a migliorare. Anche questa mattina aveva accanto la madre ed alcune connazionali che studiano all'università La Sapienza e, per il momento, gli investigatori dell'Arma, avendo comunque concluso l'attività investigativa, non hanno intenzione di riascoltarla. Preferiscono farle superare la choc e il ricordo della terribile avventura circondata solo dai suoi familiari.
PER RUS IPOTESI GIUDIZIO IMMEDIATO
Per Joan Rus si profila una richiesta di giudizio immediato. In ambienti investigativi si sottolinea che non sussistono dubbi sulla responsabilità del cittadino straniero e se gli ulteriori accertamenti tecnici dovessero rafforzare il quadro accusatorio il pubblico ministero Erminio Amelio, titolare degli accertamenti, potrebbe optare per la soluzione di un processo in tempi rapidi, così come è accaduto già per Nicolae Mailat, l'assassino di Giovanna Reggiani. Il magistrato, che nei prossimi giorni andrà nel carcere di Regina Coeli per interrogare Rus, ha già affidato ai carabinieri del Ris l'incarico di esaminare gli abiti dell'aggressore e della vittima affinché siano identificate le tracce biologiche presenti. Allo stesso tempo sono in corso esami anche sul coltello intriso di sangue che il romeno impugnava ancora quando è stato arrestato.
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 Violenza sessuale a La Storta
Dinamica dubbia, verbali secr
La procura affianca un altro magistrato al pm Amelio: "Bisogna chiarire gli orari"
Interrogato l'uomo che salvò la ragazza. Domande sui suoi rapporti con Alemanno
Violenza sessuale a La Storta
Dinamica dubbia, verbali secretati
Bruno Musci, uno dei due testimoni
che ha chiamato i carabinieri a La Storta
ROMA - Non tutto è chiaro nella vicenda della studentessa originaria del Lesotho, violentata ed accoltellata dal romeno Joan Rus la sera del 17 aprile scorso a Roma. La ricostruzione dei fatti deve essere approfondita. L'orario in cui è avvenuta la violenza ad esempio, e il momento in cui sono stati avvisati i carabinieri. Ci sono ancora dubbi da sciogliere.
La procura ha disposto la secretazione dei verbali dell'interrogatorio del romeno imputato della violenza e della ragazza. Da oggi, ad indagare sulla vicenda saranno due pm: al sostituto procuratore Erminio Amelio è stata affiancata la collega Maria Monteleone.
Il gip di Roma nell'ordinanza di custodia cautelare ha scritto che Joan Rus "aveva abusato della ragazza costringendola a subire rapporti sessuali di vario tipo". Anche la direzione sanitaria del San Filippo Neri dove la ragazza è stata ricoverata alcuni giorni aveva
parlato apertamente di segni di abuso e di una coltellata al ventre.
Tra le persone ascoltate dai giudici anche Bruno Musci, testimone dei fatti insieme a Massimo Crepas. L'uomo, sentito per circa quattro ore dal pm Monteleone, ha ribadito quanto già raccontato ai carabinieri la sera del 17 aprile, ossia di essersi fermato con la sua auto in luogo appartato nei pressi della stazione ferroviaria La Storta per fare un bisogno fisico e di aver notato Rus che violentava la studentessa. Solo dopo aver incrociato una pattuglia dei carabinieri, è la versione del teste, "ho dato l'allarme".
Non è escluso che durante l'atto istruttorio siano state fatte domande a Musci sui suoi rapporti con Gianni Alemanno alla luce del suo sostegno al piano di sicurezza del candidato sindaco di Roma per il Pdl. "Si lascia intendere chissà che cosa intorno allo stupro della ragazza del Lesotho", ha detto Gianni Alemanno. "E' una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore?" Poche ore prima, Francesco Rutelli aveva detto "Alcune vicende degli ultimi giorni sembrano sospette. Non sta a me giudicare. Ci penserà la magistratura". Alemanno ha replicato: " Si è toccato il fondo. Sono preoccupato di come Rutelli sta affrontando quest'ultimo scorcio di campagna elettorale".
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 STUPRI: PERITO, RUS CAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE
Mercoledì, 14 Maggio : 2008 La Repubblica
STUPRI: PERITO, RUS CAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE
E' capace di intendere e di volere e di stare in giudizio Ioan Rus, il romeno di 37 anni indagato dai pm della procura di Roma, Maria Monteleone ed Erminio Amelio, per tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale, per aver aggredito, il 16 aprile scorso, all'uscita dalla stazione La Storta, S.M., studentessa africana. Lo ha stabilito il perito Roberto Malano, nominato dal gip Andrea Vardaro, davanti al quale domani e' fissata la discussione della relazione.
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