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Mercoledì, 3 Dicembre : 2008 La Repubblica
Sabato sit-in delle associazioni gay
contro le posizioni del Vaticano
contro le posizioni del Vaticano
» Omosessualità, il Vaticano attacca: "L'Onu non deve depenalizzarla"
» Onu, il Vaticano non firma la convenzione sui disabili
Alle 17 manifestazione di protesta a pochi passi da San Pietro
E oggi un'analoga manifestazione si tiene a Genova
Una manifestazione gay a Roma
ROMA - Un sit-in in piazza Pio XII, adiacente a San Pietro, al confine tra lo Stato italiano e quello vaticano, alle 17 di sabato 6 dicembre. "Mai più uccisi perché gay", è lo slogan dell'iniziativa promossa da Arcigay roma, Arcilesbica roma e Certi diritti. Per protestare contro l'iniziativa dell'osservatore permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, Celestino Migliore, che ha chiesto all'Onu di non impegnarsi per la depenalizzazione universale dell'omosessualità - proposta promossa dal governo francese.
"Questa posizione ha turbato fortemente la nostra comunità, e non solo. Tantissimi sono i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando - afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo - il Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone l'orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto evangelico di amore e fratellanza".
Nel mondo ci sono 88 paesi che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi - Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati arabi, Sudan, Nigeria, Mauritania- è prevista la pena capitale. "Vogliamo rivolgerci - aggiunge Marrazzo - anche ai fedeli cattolici, offesi, come noi, da parole che negano la vita della persona. A loro chiediamo di riflettere, perché siano al nostro fianco in un momento in cui è importante ribadire con forza che nessun credo religioso può giustificare l'opposizione alla cancellazione di una barbarie che ogni anno produce incarcerazioni e sentenze di morte".
Un'analoga manifestazione di protesta di tiene oggi a Genova, organizzata sempre dall'Arcigay: dalle 12 alle 14, davanti all'Arcivescovado. Il capoluogo ligure sarà la sede del prossimo Gay Pride.
E oggi un'analoga manifestazione si tiene a Genova
Una manifestazione gay a Roma
"Questa posizione ha turbato fortemente la nostra comunità, e non solo. Tantissimi sono i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando - afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo - il Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone l'orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto evangelico di amore e fratellanza".
Nel mondo ci sono 88 paesi che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi - Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati arabi, Sudan, Nigeria, Mauritania- è prevista la pena capitale. "Vogliamo rivolgerci - aggiunge Marrazzo - anche ai fedeli cattolici, offesi, come noi, da parole che negano la vita della persona. A loro chiediamo di riflettere, perché siano al nostro fianco in un momento in cui è importante ribadire con forza che nessun credo religioso può giustificare l'opposizione alla cancellazione di una barbarie che ogni anno produce incarcerazioni e sentenze di morte".
Un'analoga manifestazione di protesta di tiene oggi a Genova, organizzata sempre dall'Arcigay: dalle 12 alle 14, davanti all'Arcivescovado. Il capoluogo ligure sarà la sede del prossimo Gay Pride.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















