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SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI, LA VICENDA
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Messaggio SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI, LA VICENDA 
 

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Giovedì, 26 Giugno : 2008

SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI,
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LA VICENDA FINISCE IN TRIBUNALE


Oggi l'apertura del processo nato dalla denuncia di quattro bambine che frequentavano la parrocchia

Spoleto - La notizia a suo tempo fece molto scalpore. Ora saranno i giudici del tribunale di Spoleto a capire quanto c'è di vero nella delicata vicenda che vede imputato un sacerdote spoletino - ora allontanato dalla parrocchia che reggeva fino a non molto tempo fa - con l'accusa di pedofilia. La vicenda risale ad un paio di anni fa, quando quattro bambine di Castel Ritaldi confidarono ai genitori di aver ricevuto delle attenzioni molto particolari dal loro parroco.Da qui la denuncia che vede imputato il sacerdote per violenza sessuale su minori di 14 anni.

Oggi, in tribunale, l'apertura del processo, dove si è cominciato a ricostruire i fatti. Secondo le denunce rese al tempo dalle bambine, il prete le avrebbe palpeggiate. In un caso, addirittura, secondo quanto denunciato, le particolari attenzioni sarebbero avvenute la vigilia di Natale.

Il processo, molto delicato e che dovrà prima di tutto esaminare l'attendibilità delle bambine coinvolte, è stato rinviato al febbraio prossimo.

  





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Messaggio Re: SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA A CASTEL RITALDI, LA VIC 
 
Ennesimo prete protetto dall'anonimato.

Anche questo prete, come quello della provincia di Varese appena condannato in appello a 2 anni e 8 mesi, probabilmente continua tranquillamente, protetto dall'anonimato, a star a contatto coi bambini senza che i loro genitori sappiano niente delle vicende giudiziarie.

E' da notare che queste notizie sono state pubblicate solo dalla stampa locale. Piccole notizia passate inosservate. Prima di oggi nessuno aveva sapute delle inchieste, che durano sicuramente da anni.

Perché chi esercita un lavoro a contatto coi bambini, come i preti, dovrebbe essere protetto dall'anonimato e non debbano essere previste misure cautelari interdittive della vicinanza coi bambini prima della sentenza definitiva? Perché i loro nomi non dovrebbero essere pubblicati, anche dopo le condanne?

  



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