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Martedi, 17 Giugno : 2008
Sempre più preoccupante il binomio smog-allergie: è infatti raddoppiato in 10 anni il numero di italiani alle prese con starnuti in serie, naso chiuso e prurito, ormai non solo nella stagione primaverile. E la colpa è soprattutto dell'inquinamento atmosferico.
"La percentuale di connazionali allergici è passata dal 12% del 1998 al 25-30% del 2008. E il problema maggiore è che circa l'80% di questi non consulta il medico e ricorre all'automedicazione, spesso sbagliando farmaco o utilizzando prodotti di vecchia generazione". A parlarne è stato Michele De Benedetto, direttore dell'Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell'ospedale V. Fazzi di Lecce, oggi a Roma in occasione di un incontro organizzato da GlaxoSmithKline.
"Rinorrea, ossia naso che cola e ostruzione nasale sono i sintomi più frequentemente riscontrati in pazienti cui viene diagnosticata una rinite allergica - ha sottolineato l'esperto - e con i quali, molto frequentemente il malato convive, sottostimandoli, fino alla comparsa di possibili complicanze quali rinosinusite, poliposi nasale, rino-otite e perfino asma bronchiale. La rinite allergica triplica infatti il pericolo di essere colpiti da malattie respiratorie più serie e dal 30 al 50% di questi pazienti sviluppa asma nel corso degli anni".
Il consiglio è quello di rivolgersi sempre al medico che potrà prescrivere la terapie migliore per ogni singolo caso, in presenza di forme leggere, moderate o gravi.
"La rinite allergica - ha aggiunto Gennaro D'Amato, direttore della divisione di Malattie allergiche e respiratorie dell'ospedale Cardarelli di Napoli - ha un notevole impatto sulla qualità di vita, soprattutto nelle forme severe: è infatti la gravità dei sintomi, più che la loro durata, il fattore che maggiormente incide sulle attività quotidiane, sulla capacità di praticare sport e altre attività all'aria aperta, nonchè sulle prestazioni scolastiche e lavorative. Secondo alcune ricerche, infatti, l'impatto della rinite sulla qualità di vita dei pazienti viene considerato addirittura superiore a quello del diabete mellito".
"I farmaci cortisonici topici intranasali - ha proseguito D'Amato - hanno rappresentato sicuramente un passo avanti fondamentale nella terapia delle riniti e rinosinusiti, in particolare quando queste patologie sono di origine allergica. Le caratteristiche farmacologiche e farmacocinetiche di questi medicinali consentono infatti di ottenere una potente attività anti-infiammatoria a livello della mucosa nasale, ma non determinano gli effetti collaterali tipici dei corticosteroidi perché limitano l'esposizione dell'organismo ai medicinali. Per questi motivi, gli steroidi topici intranasali sono considerati gli agenti di prima linea per il controllo dei sintomi nasali della rinite allergica intermittente o persistente da moderata a grave, specie quando il sintomo principale è l'ostruzione nasale".
"Tuttavia - ha proseguito De Benedetto - questi farmaci presentano ancora alcuni problemi che ne limitano l'impiego della pratica clinica di ogni giorno, come la ridotta durata d'azione cui segue la necessità di più somministrazione giornaliere. A giorni arriverà in farmacia - ha annunciato - una molecola, il fluticasone furoato, la cui originalità sta nel fatto che richiede una sola somministrazione al giorno con una durata di 24 ore e uno scarsissimo livello di assorbimento nell'organismo, vicino allo 0,5%. Per questo anche in America è ammesso l'uso di questo spray per i bambini sopra i due anni. Infine - conclude l'esperto - il medicinale è in grado di limitare sia i sintomi nasali che quelli oculari".
"La percentuale di connazionali allergici è passata dal 12% del 1998 al 25-30% del 2008. E il problema maggiore è che circa l'80% di questi non consulta il medico e ricorre all'automedicazione, spesso sbagliando farmaco o utilizzando prodotti di vecchia generazione". A parlarne è stato Michele De Benedetto, direttore dell'Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell'ospedale V. Fazzi di Lecce, oggi a Roma in occasione di un incontro organizzato da GlaxoSmithKline.
"Rinorrea, ossia naso che cola e ostruzione nasale sono i sintomi più frequentemente riscontrati in pazienti cui viene diagnosticata una rinite allergica - ha sottolineato l'esperto - e con i quali, molto frequentemente il malato convive, sottostimandoli, fino alla comparsa di possibili complicanze quali rinosinusite, poliposi nasale, rino-otite e perfino asma bronchiale. La rinite allergica triplica infatti il pericolo di essere colpiti da malattie respiratorie più serie e dal 30 al 50% di questi pazienti sviluppa asma nel corso degli anni".
Il consiglio è quello di rivolgersi sempre al medico che potrà prescrivere la terapie migliore per ogni singolo caso, in presenza di forme leggere, moderate o gravi.
"La rinite allergica - ha aggiunto Gennaro D'Amato, direttore della divisione di Malattie allergiche e respiratorie dell'ospedale Cardarelli di Napoli - ha un notevole impatto sulla qualità di vita, soprattutto nelle forme severe: è infatti la gravità dei sintomi, più che la loro durata, il fattore che maggiormente incide sulle attività quotidiane, sulla capacità di praticare sport e altre attività all'aria aperta, nonchè sulle prestazioni scolastiche e lavorative. Secondo alcune ricerche, infatti, l'impatto della rinite sulla qualità di vita dei pazienti viene considerato addirittura superiore a quello del diabete mellito".
"I farmaci cortisonici topici intranasali - ha proseguito D'Amato - hanno rappresentato sicuramente un passo avanti fondamentale nella terapia delle riniti e rinosinusiti, in particolare quando queste patologie sono di origine allergica. Le caratteristiche farmacologiche e farmacocinetiche di questi medicinali consentono infatti di ottenere una potente attività anti-infiammatoria a livello della mucosa nasale, ma non determinano gli effetti collaterali tipici dei corticosteroidi perché limitano l'esposizione dell'organismo ai medicinali. Per questi motivi, gli steroidi topici intranasali sono considerati gli agenti di prima linea per il controllo dei sintomi nasali della rinite allergica intermittente o persistente da moderata a grave, specie quando il sintomo principale è l'ostruzione nasale".
"Tuttavia - ha proseguito De Benedetto - questi farmaci presentano ancora alcuni problemi che ne limitano l'impiego della pratica clinica di ogni giorno, come la ridotta durata d'azione cui segue la necessità di più somministrazione giornaliere. A giorni arriverà in farmacia - ha annunciato - una molecola, il fluticasone furoato, la cui originalità sta nel fatto che richiede una sola somministrazione al giorno con una durata di 24 ore e uno scarsissimo livello di assorbimento nell'organismo, vicino allo 0,5%. Per questo anche in America è ammesso l'uso di questo spray per i bambini sopra i due anni. Infine - conclude l'esperto - il medicinale è in grado di limitare sia i sintomi nasali che quelli oculari".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















