In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 PIETRA LIG - agg.to: Il tecnico patteggia 2 anni ...; libero
Giovedì, 24 Gennaio : 2008
Savona, udienza preliminare
per il tecnico telefonico accusato di pedofilia
Savona. E’ fissata per oggi l’udienza preliminare del procedimento a carico di Riccardo Rossini, il tecnico telefonico di 45 anni, residente a Pietra Ligure, finito agli arresti con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale su due minori. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Albenga e della stazione pietrese, l’uomo avrebbe intrattenuto rapporti con ragazzine al di sotto dei 14 anni, in particolare due, di cui avrebbe abusato. I militari la scorsa estate hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione sequestrando i telefoni che utilizzava per chiamare le ragazzine e un computer dove erano custodite una serie di immagini pornografiche. Era quindi scattato l’arresto in flagranza.
Tutto il materiale sequestrato è passato al vaglio degli specialisti del Ris di Parma. La posizione dell’imputato dipende dagli accertamenti, tesi a chiarire la natura dei rapporti avuti con le minorenni e se le immagini e i filmati pedopornografici rinvenuti nel computer fossero destinati anche alla distribuzione in rete. Rossini viveva da solo in un’abitazione di Pietra Ligure. La sua famiglia, conosciuta e stimata nel comprensorio, è completamente estranea alla vicenda.
Ultima modifica di Redazione il 25 Gen 2008 20:54, modificato 2 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: Savona, udienza preliminare per il tecnico telefonico ac
Pietra Ligure, quarantacinquenne accusato
di pedofilia patteggia due anni
Pietra Ligure. Due anni di reclusione, pena sospesa e scarcerazione per Riccardo Rossini, 45 anni, il tecnico telefonico arrestato nel luglio dell’anno scorso dai carabinieri con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale nei confronti di minore. Ieri, assistito dagli avvocati Andrea Carminati e Paola Allaria, l’imputato ha deciso di patteggiare la pena. Dal momento del suo arresto, per questi mesi l’uomo è rimasto rinchiuso in carcere in quanto il pm che aveva coordinato l’indagine, il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi, aveva negato la possibilità degli arresti domiciliari.
I legali difensori hanno spiegato che il loro assistito aveva conosciuto una ragazzina di 14 anni attraverso una chat sul web, aveva tenuto i contatti con lei via internet e messaggini telefonici, quindi l’aveva incontrata nel suo laboratorio. Le perizie mediche sulla parte offesa hanno dimostrato che in quella occasione erano avvenute soltanto effusioni, non un rapporto sessuale.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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