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Sberle e urla tra Lega e autonomi sotto la Loggia scoppia
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Mercoledì, 16 Aprile : 2008 Il Brescia

Tensioni. Spintoni e insulti tra studenti del collettivo in lotta e militanti del Carroccio

Sberle e urla tra Lega e autonomi
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sotto la Loggia scoppia una rissa


Un ragazzino di 16 anni è stato colpito al volto. Sono intervenute le forze dell'ordine



È successo tutto in pochi secondi. La miccia si è accesa ed è scoppiata la lite. A fronteggiarsi, sotto il portico di palazzo Loggia, una decina di ragazzi del Collettivo studenti in lotta e dei militanti leghisti. Secondo alcune testimonianze alla bagarre si sono aggiunti anche dei simpatizzanti di Forza Nuova. Insulti, urla, due schiaffi in faccia a un ragazzino.

MOMENTI DI TENSIONE che hanno fatto temere il peggio, ma che invece si sono risolti in fretta, senza degenerare. Tutto è iniziato quando, con la vittoria già dichiarata per il Pdl, i simpatizzanti della Lega, circa 200, hanno cominciato a scandire lo slogan “Padania libera”.

I ragazzi del collettivo, pure giunti in piazza Loggia per vedere i risultati elettorali, hanno risposto intonando “Bella Ciao”.

A questo punto pare che un paio di teste calde tra le fila del Carroccio abbiano raggiunto Michele, 16 anni, colpendolo per due volte sul viso.

Così è scoppiata la rissa, hanno iniziato a volare gli insulti, parole grosse che hanno surriscaldato l'ambiente. «Fuori i fascisti dalla Loggia», «fuori i fascisti dalla città», «Ruspe al Magazzino 47», «fate schifo, usate il sapone». Urla, spintoni, scambi di battute muso contro muso, la situazione si è fatta calda con il popolo leghista che avanzava verso gli studenti, riuniti all'ingresso del portico. Solo l'intervento delle forze dell'ordine ha impedito che si perdesse la testa. Ma il clima infuocato è durato ancora diversi minuti, i toni sono rimasti accesi, anche se nessuno è andato oltre le parole. I ragazzi del Collettivo sono comunque rimasti in piazza Loggia «per testimoniare il dissenso a tutto questo, non ci lasciamo zittire». Dura la reazione di Manlio Vicini, consigliere comunale uscente di Rifondazione Comunista, coinvolto nella lite alla quale ha partecipato in prima persona. «Se questa è l'idea di democrazia che hanno in mente – ha spiegato a caldo - noi ci opponiamo con fermezza». E ancora: «Devono capire che Brescia non è Cittadella, qui non si fanno le ordinanze contro gli immigrati, non saranno loro a cancellare la storia democratica».

Parere opposto tra i militanti del Carroccio: «Perché non se ne vanno? Abbiamo vinto noi, devono accettarlo, sono venuti solo a provocare, colpa di Corsini che li ha sempre tollerati, questa è la sua eredità, ciò che lascia ai bresciani».
Insomma, un episodio dal sapore amaro,da qualunque parte (politica) lo si guardi, nato da anni di tensioni tra due mondi opposti e inconciliabili che inevitabilmente dovranno convivere per iprossimi cinque anni all'ombra della
Loggia.

  





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