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Scandali nel mondo ecclesiale (Agg.to continuo)
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Messaggio Scandali nel mondo ecclesiale (Agg.to continuo) 
 
Questa nuova discussione ha lo scopo di raccogliere notizie e documenti sui casi giudiziari che vedono coinvolti uomini di chiesa. Non solo abusi sessuali, quindi, ma anche inchieste di altro genere. Mi aspetto i vostri contributi. Come in tutti i rami della nostra società, esistono persone per bene e persone che non lo sono affatto. Gli scandali che recentemente hanno coinvolto la Chiesa non possono fare altro che aiutare a fare pulizia, facendo uscire allo scoperto personaggi che, nella migliore delle ipotesi, hanno male interpretato il senso della loro missione.


Giugno 2007 dal sito   lavocedellacampania.it

Cominciamo da monsignor Francesco Camaldo, controverso cerimoniere vaticano coinvolto nell’indagine che un anno fa aveva portato dietro le sbarre Vittorio Emanuele di Savoia. 55 anni, originario di Lagonegro così come l’ex arcivescovo di Napoli Michele Giordano, col quale ha avuto a lungo comunione d’intenti, secondo l’accusa formulata dalla procura potentina che lo ha iscritto nel registro degli indagati, Camaldo avrebbe chiesto al faccendiere Massimo Pizza di oscurare il sito internet www.pravdanews.com, che conteneva notizie sgradite ai Savoia, con i quali il monsignore ammette d’aver intrattenuto solidi rapporti d’amicizia. Dello stesso reato è accusato anche Emanuele Filiberto: le notizie indigeste a suo padre riguardavano l’Ordine dinastico di casa Savoia, quello dei Santi Maurizio e Lazzaro. Quel sito, di fatto, è sparito dal web e non ne esistono a tutt’oggi tracce.Entrano così in scena i più ingombranti protagonisti del milieu massonico criminale su cui sta cercando di far luce la magistratura. Un parterre condito di altisonanti cerimonie, ridondanti titoli cavallereschi, oscure affiliazioni e, probabilmente, un sottobosco di affari illeciti. Il tutto con la copertura, non sempre involontaria, di esponenti delle alte sfere vaticane e, come vedremo, anche di qualche grossa personalità della cultura internazionale. Il nome di monsignor Camaldo risuonava nelle stanze della Procura di Potenza già diversi mesi prima dell’ordine di custodia cautelare per sua altezza. A rivelare il particolare è l’agenzia Adista in un articolo a firma di Luca Kocci: «allora il cerimoniere del papa era solamente stato interrogato dal pm Woodcock nell’ambito di un’indagine per una maxi-truffa ai danni di diversi imprenditori italiani architettata da Massimo Pizza. Era stato lo stesso Pizza a tirare in ballo monsignor Camaldo, sostenendo davanti agli inquirenti di avere con lui uno “scambio fruttuoso di notizie" e dichiarando che il prelato si sarebbe mosso “per distruggere” una loggia massonica avversaria». E proprio le indagini su Pizza avevano consentito ai magistrati potentini di avviare l’inchiesta che ha travolto i Savoia.Decano dei cerimonieri pontifici, in prima fila alle esequie di Giovanni Paolo II e da sempre vicinissimo al suo successore Joseph Ratzinger (che qualche anno fa addirittura gli telefonò, in occasione del suo compleanno, durante i festeggiamenti a casa della madre Irma), Camaldo è finito nelle “grinfie” di Dagospia per le sue frequentazioni mondane, ad esempio in occasione della mega festa in maschera organizzata dallo stilista Gay Mattiolo, che passa per essere suo ottimo amico. «Ma soprattutto - ricostruisce Kocci - Camaldo è stato il “regista” della visita dei Savoia in Vaticano, il 23 dicembre 2002, appena decaduto il divieto di ingresso in Italia per i “reali”; ha aiutato Emanuele Filiberto ad organizzare il suo matrimonio con Clotilde Courau, celebrato dal cardinale Pio Laghi nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, nel settembre 2003; ha concelebrato il battesimo della figlia di Emanuele Filiberto, Vittoria Chiara, nella basilica inferiore di san Francesco, ad Assisi, a maggio 2004; ed è grande amico di Vittorio Emanuele, come ha spiegato Pizza ai magistrati di Potenza: l’erede al trono “è stato ospite a casa sua nell’appartamento di San Giovanni Laterano”». Trait d’union fra le due alte sfere - il Vaticano e Casa Savoia - potrebbero essere i due ordini religiosi che vedono rispettivamente in campo monsignor Camaldo e Vittorio Emanuele.La Gran Cancelleria dell’Ordine al Merito di San Giuseppe, vede tra gli affiliati monsignor Francesco Camaldo nel ruolo di “cavaliere ufficiale e il Supremo Ordine della Santissima Annunziata di Vittorio Emanuele.


Cinque anni per don Cesare Lodeserto, l'avvocato abbandona l'aula

Il sacerdote gestiva il centro per immigrati 'Regina Pacis' di San Foca. Le accuse erano di calunnia, violenza, minacce e sequestro di persona nei confronti di alcune donne rumene e moldave
Don Cesare Lodeserto, il sacerdote che gestiva per conto della Curia Diocesana di Lecce, il Centro per immigrati 'Regina Pacis' di San Foca di Melendugno nei pressi del capoluogo salentino, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione al termine del processo con rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Nicola Lariccia. Le accuse nei confronti del religioso erano di calunnia, violenza e minacce e sequestro di persona nei confronti di alcune donne rumene e moldave, già ospiti del Centro. Don Cesare venne anche arrestato due anni e mezzo fa all’aeroporto di Verona, al ritorno da una missione in Moldova. Il sacerdote passò alcuni giorni in carcere. Poi gli furono concessi gli arresti domiciliari che scontò per circa tre mesi, prima in una comunità religiosa a Noci nel barese e infine in casa della sorella a Lecce. In seguito a questa vicenda la Curia Vescovile decise di chiudere la struttura.
Il suo difensore, Pasquale Corleto, nel corso del processo ha abbandonato la difesa in segno di protesta nei confronti del pubblico ministero. La pena è particolarmente pesante, anche perchè al sacerdote sono state riconosciute le attenuanti generiche e in considerazione del fatto che aveva scelto il rito abbreviato. Condannati anche il nipote di don Cesare, Giuseppe Lodeserto, a 3 anni e 2 mesi e una collaboratrice, Natalia Vieru, a 2 anni e 8 mesi, più o meno per le stesse accuse.

03/10/2007
  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
22/9/2007 (8:49) - NUOVO CAPITOLO NELL'ESTATE NERA DELLA CHIESA

Foto porno nel pc del prete indagato
 

Torino, un ex ragazzo di vita: «Don Nino fu il primo ad abusare di me, in parrocchia»

La Stampa ALBERTO GAINO

TORINO
I carabinieri hanno rintracciato immagini pornografiche nel computer del più giovane dei tre sacerdoti torinesi indagati per violenza sessuale, dopo le accuse contro di loro di Salvatore Costa, 25 anni, ex ragazzo di vita, arrestato due volte per estorsione negli ultimi due mesi e tuttora in carcere. Le immagini scaricate dal portatile di don Nino Fiori suggeriscono un interesse omosessuale che potrebbe supportare, se non il dettaglio delle rivelazioni, almeno la scelta del «ricattatore dei preti» di chiamare in causa il sacerdote.

Costa ha fatto il nome di Fiori solo dopo il secondo arresto, deciso dal gip Emanuela Gai con un’ordinanza durissima: «E’ un ricattatore di professione». Ritrovatosi di fronte al pm Cristina Bianconi, in quei giorni di agosto, Costa fu pesante nei confronti di don Fiori: «Fu lui, quando ero giovanissimo, il primo ad abusare di me nella stanza che occupava in parrocchia, a Moncalieri, dove mi ospitava la notte».

L’avvocato Mauro Ronco, difensore di Fiori, risponde a muso duro: «Il sacerdote ha conosciuto Costa solo in quest’ultimo anno e in ragione delle assai poco commendevoli richieste dell’uomo al canonico Vaudagnotto. L’uno officiava in Duomo, l’altro nella vicina chiesa di San Lorenzo. Del resto, a Moncalieri don Fiori ha operato in un periodo molto successivo a quello indicato da Costa». In serata, rimbalzata in tv la notizia che le tracce di consultazioni di siti pornografici sono state rinvenute nel pc di don Fiori, non è stato più possibile rintracciare il legale.

Costa ricattava da tempo il canonico settantenne Mario Vaudagnotto, cerimoniere della Curia - che gli ha consegnato 30 mila euro - e l’ex economo del liceo salesiano Valsalice, don Luciano Alloisio, poco più giovane. Quest’ultimo fece intervenire i carabinieri in strada all’atto della consegna a Costa degli ultimi 2 mila euro. L’estorsore confessò e uscì di galera in due giorni.

Una volta libero, Costa si offre di ritrattare l’accusa di aver avuto anche da minorenne rapporti sessuali con don Alloisio, in cambio di 30 mila euro. Una telefonata della sua convivente rivela tante cose: «Salvo dice “Io ritratto e però mi devono togliere la cosa di estorsione... io ritratto tutto... e mi faccio lasciare la calunnia, tanto in tre mesi... ma che c... me ne frega, mi danno gli obblighi di firma».

I pm Cristina Bianconi e Manuela Pedrotta ne ottengono il riarresto. I carabinieri raccolgono testimonianze sulla vita da «miserabile» del giovane, che ricorda certi personaggi di Dumas padre: buttato fuori di casa a 14 anni, finito in via Cavalli a prostituirsi, rapine ai trans e ai clienti, la mano tesa nelle parrocchie, finché un certo assistenzialismo-ricattatorio non è diventato lavoro, modus vivendi. Don Franco Martinacci, rettore della chiesa di San Lorenzo, riferisce ai carabinieri: «Ho assistito a minacce di Costa nei confronti di don Vaudagnotto».

L’estorsione, per l’accusa, si consuma in una frase: «Se non mi paghi, svelo i rapporti che hai avuto con me quando avevo 18 anni». Don Vaudagnotto ha riferito ai pm di avergli dato denaro per carità cristiana. La stessa versione di don Alloisio. Che, in una perquisizione a casa sua, ha però rivelato a un carabiniere di aver avuto rapporti con ragazzi di via Cavalli. Non con Costa. E’ comunque credibile il loro accusatore? Uno che, intercettato, dice al telefono, parlando del suo primo avvocato: «Lo mando a fan... all’interrogatorio, faccio finta che m’ha molestato due bambini davanti a me. Lo rovino».

La procura deve cercare riscontri alle dichiarazioni di Costa. Per tre giorni, a fine agosto, l’ha «rispremuto» per sapere dei ricatti ai sacerdoti che «duravano da anni». I pm hanno rintracciato uno dei tre compagni di sventura indicati da Costa come testimoni dei suoi rapporti con i sacerdoti. E il suo ultimo avvocato, Basilio Foti, si è visto respingere l’istanza di arresti domiciliari «perché sono ancora in corso le indagini».

Questo, invece, e' un articolo precedente, per comprendere meglio in quali direzioni si stanno muovendo gli investigatori.

9/8/2007
Preti e molestie, la rete si allarga   

Sotto inchiesta sacerdoti di altre diocesi

LA STAMPA LODOVICO POLETTO

TORINO

Non erano soltanto torinesi, i sacerdoti che aprivano il portafoglio e davano soldi a Salvatore Costa. Accanto ai tre torinesi ce ne sarebbero almeno altri tre, e tutti di fuori regione: un milanese, un ligure, e ce ne sarebbe pure uno che esercita il suo ministero in Puglia.
Del primo parla lo stesso Costa con la sua compagna qualche giorno prima di essere arrestato: «Sai, sono qui e ho trovato un prete. Ha detto che domani manda una persona a casa a portarci qualcosa. Forse è meglio se...». Dell’altro ne parla, invece, un’amica di Costa, Cristina C., che lo ha ospitato per qualche giorno a casa sua: «Mi raccontava di un parroco della Liguria che gli dava del denaro. Un tipo che aveva conosciuto tempo prima». Il terzo salta fuori dai documenti acquisiti dai carabinieri del nucleo operativo di Torino che conducendo le indagini con il pm Cristina Bianconi.
Proprio ieri i militari sono andati a Magenta a cercare quel sacerdote, nel tentativo di capire che tipo di rapporti aveva con Costa. Perché, ormai è chiaro, e salta fuori anche dalle trascrizioni delle telefonate, l’ex ragazzo di vita di via Cavalli campava alle spalle di sacerdoti. «Mi faccio cinque o sei chiese poi ci sentiamo» diceva in un’altra occasione alla madre dei suoi figli, in un’ennesima telefonata che gli inquirenti hanno registrato e messo agli atti.
Ma questo non è l’unico fronte di indagine. Mentre si scava nel passato e sui rapporti intercorsi tra Salvatore Costa e quest’ultimo sacerdote, mentre si cercano - grazie anche ad accertamenti telefonici - gli altri preti «contattati» in questi ultimi mesi, si valuta anche l’attendibilità dell’accusatore arrestato per estorsione. E si compiono accertamenti sui suoi ex amici. Quei «Massimiliano, Cristian e Alessandro» che lui stesso tira in ballo, spiegando che «anche loro hanno avuto contatti con dei preti». Storie di anni prima: erano adolescenti o poco più che battevano in via Cavalli, strada storica, dieci anni fa, della prostituzione maschile. Minorile e non soltanto.
«Ma io quella gente lì non la conosco, con loro non ho mai avuto a che fare» si sfoga al telefono Manuela, la compagna di Costa. «Lui poteva anche conoscerli, ma da anni frequentava soltanto gente perbene. Con figli e famiglia» insiste. Certo è che i carabinieri li stanno cercando e qualcuno sarebbe già stato identificato. Se confermeranno, se faranno nomi di altri sacerdoti sfruttati per le loro eventuali debolezze, questo è tutto da vedere.
E intanto l’avvocato Geo Dal Fiume, che con i collaboratori Roberto De Sensi e Davide De Bartolo assiste l’estorsore, parla di «scrocchi plurimi, propiziati dall’effettività delle frequentazioni di giovani e giovanissimi da parte di pastori impuri». E aggiunge: «La facilità nell’ottenere denaro proviene dall’effettività di esperienze nefande e quindi da nascondere con richieste balorde. Insomma, un intreccio di devianze reciproche».
Parole forti per dire che Salvatore Costa è una sorta di vittima travolta dalle circostanze. Questione di punti di vista. E mentre l’ex contabile dell’istituto Valsalice, don Luciano Alloisio (assistito dagli avvocati Fulvio e Nicola Gianaria), resta a Roma dove da due mesi è stato trasferito in Vaticano, don Mario Vaudagnotto ha chiesto al vescovo di poter restare almeno per qualche giorno lontano dalla sua parrocchia a due passi dal centro. «Don Mario è sereno: attende che si faccia piena luce su questi fatti, contestando ciò che è stato riferito da chi indirettamente lo accusa» spiega l’avvocato Luigi Chiappero. Ed è al vaglio degli investigatori il materiale che è stato sequestrato l’altra sera dai carabinieri nella sua casa di via Palazzo di città. Proverebbero i contatti tra Costa e l’anziano e rispettato sacerdote. Rientrerà a Torino al più presto, invece, don Nino Fiori, sacerdote quarantenne del Duomo di Torino, tirato in ballo nel corso del primo interrogatorio.
  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
6/10/2007 (21:56)

Preti ricattati, Costa resta in carcere

 
 
Il tribunale ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato del ventiquattrenne

La Stampa TORINO

Resta in carcere Salvatore Costa, il ventiquattrenne torinese accusato di estorsione ai danni di due sacerdoti. Il tribunale del riesame ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato difensore, Basilio Foti, secondo il quale - alla luce delle dichiarazioni rese dal giovane - ormai erano cessate le esigenze cautelari.

Costa, arrestato ai primi di agosto, aveva preteso del denaro dai due preti minacciando di rendere pubbliche le loro abitudini sessuali. I nomi di entrambi i sacerdoti, dopo la deposizione del giovane, erano stati iscritti nel registro degli indagati per reati come l’induzione alla prostituzione minorile e la violenza sessuale; in seguito si era aggiunto all’elenco il nome di un terzo religioso - indicato da Costa come il suo primo partner - per atti sessuali con minorenne.
  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
SCUSAMI GRETA MA QUESTA NOTIZIA SI RIALLACCIA ALLA DISCUSSIONE DA TE APERTA QUI. TROVO CHE DI SCANDALI ECCLESIASTICI CE NE SONO A BIZZEFFE. IN QUESTO TROVO CHE VERAMENTE COME SI SUOL DIRE "IL BUE DICE CORNUTO ALL'ASINO". ALMENO QUESTO HA AVUTO CORAGGIO!!!


Padova/ Cacciato il parroco innamorato: "Non potra più neanche confessare"
Lunedì 08.10.2007 15:46
Alla fine l'hanno cacciato. La mobilitazione del paese, l'invocazione a cambiare parere, la petizione con 800 firme. Non è bastato niente.
Il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, ha comunicato alla Diocesi e in particolare ai parrocchiani di Monterosso di aver emesso il decreto di rimozione dall'ufficio di parroco per don Sante Sguotti, il parroco padovano legato da tempo a una donna da cui potrebbe avere avuto un figlio, che ha chiesto la dispensa per fidanzarsi.  
Il provvedimento è stato consegnato al sacerdote dal notaio di Curia, don Luciano Barin. Il decreto ha effetto immediato e pertanto don Sante Sguotti ha l'obbligo di lasciare quanto prima e non oltre il 13 ottobre la parrocchia e non può più esercitare le funzioni di parroco.
Al sacerdote è stata inoltre revocata la facoltà di udire le confessioni e pertanto non può impartire validamente l'assoluzione sacramentale. Amministratore parrocchiale della parrocchia di San Bartolomeo di Monterosso è stato nominato don Giovanni Brusegan, delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura.
Il vescovo ha già nominato alla guida della comunità parrocchiale un nuovo religioso, don Giovanni Brusegan, delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura. "Don Sante Sguotti - ha scritto categorico il vescovo nel decreto di rimozione - deva lasciare la parrocchia entro e non oltre il 13 ottobre".



Consiglio a Don Sante Sguotti di rivolgere la sua vocazione accedendo al Movimento dei Preti Sposati. Lui ha dimostrato di essere uno uomo che si confessa e non si nasconde dietro la “tonaca”. Meglio un prete sposato, padre e felice che un “pretuncolo frustrato e pedofilo”. Visto quanti ed a quali alti gradi di protezione girano questi zozzi, trasferiti di diocesi in diocesi che, cambiano zona, città, stato ma sempre a contatto con i più indifesi e sempre a perpetrare le loro nefandezze!!

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
............. mi inserisco nel vostro "archiviare e riportare" unicamente perché, Melusina, fà un preciso riferimento :

melusina ha scritto: [Visualizza Messaggio]
SCUSAMI GRETA MA QUESTA NOTIZIA SI RIALLACCIA ALLA DISCUSSIONE DA TE APERTA QUI.[...]

Consiglio a Don Sante Sguotti di rivolgere la sua vocazione accedendo al Movimento dei Preti Sposati. [...]


per cui vorrei semplicemente seganalare a voi, e a chi altri ne fosse interessato, che tra i nostri iscritti e "collaboratori" esterni abbiamo direttamente "Fausto (Alberto) Marinetti" .... su di lui non mi dilungo, non credo che serva ed anzi mi meraviglia che vi sia sfuggito tanto più che ne avevo parlato e ci sono anche diversi suoi contributi (Readzione: Fausto Marinetti) inseriti in:



Una lettura dei suoi post ed una ricerca in internet vi diranno molto di più di quanto io potrei qui dire e/o condensare.

Segnalazione fatta e quindi, ciao!

Vi lascio alla vostra area.

  





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
Salve, in rete ho trovato anche questo sito. Riguardo le "intrusioni" sono le benvenute. A volte mi sento sola.

Il Mattino di Padova

Il sito internet è stato completamente rinnovato nelle ultime ore
www.chiesacattolicadeipeccatori.it

 
ABANO. Don Sante Sguotti fa sul serio. Oltre ad avere attivato un numero verde per stabilire, come ha detto ieri pomeriggio a «Buona Domenica», un filo diretto con i preti che vivono la sua stessa situazione, nelle ultime ore ha anche rinnovato il sito internet www.chiesacattolicadeipeccatori.it. Sito attivato meno di un mese fa, nei giorni della bufera con monsignor Mattiazzo. Lo ha reso più accattivante, ad iniziare dal suggestivo filmato introduttivo su «Chi è senza peccato scagli la prima pietra». Attraverso il web il parroco di Monterosso porta avanti le sue battaglie e, ora, si attrezza anche per ricevere finanziamenti attraverso tutti i canali possibili. Rende inoltre noto che il 16, 17 e 18 di novembre ad Abano organizzerà un convegno sul trattamento discriminante che la Chiesa riserva oggi ai divorziati risposati e ai separati conviventi. Oltre ai principi ispiratori, nel sito è presente anche il rendiconto economico dell’associazione «Chiesa cattolica dei peccatori». Un bilancio per il momento attivo, che ha tra le voci in entrata i 10.000 euro «guadagnati» ieri a «Buona Domenica» e 350 euro di offerte da una famiglia di Abano e da un gruppo di donne di Monterosso. Tra le uscite, che ammontano per ora a 1828,08 euro, oltre alle spese per l’attivazione del sito, del numero verde e della carta di credito, figura lo stanziamento di 600 euro a sostegno delle vittime di abusi sessuali da parte di preti e religiosi. La parte più corposa riguarda i messaggi sulla vicenda di don Sante da un mese a questa parte. Il parroco li ha divisi in «favorevoli» e «contrari». Tra i favorevoli c’è quello di una ragazza scout della parrocchia di San Lorenzo di Abano che dice di essere stata colpita dal suo sorriso, di volerlo conoscere, e lo invita a non mollare. Una donna di Bagnoli di Sopra, sposata con un divorziato, lo incita a resistere e a stare al suo posto. C’è anche il messaggio di un prete di Napoli che condivide la battaglia del collega di Monterosso. Numerosi anche i contrari. «Se tu avessi letto i dialoghi della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena non faresti quello che stai facendo» scrive un anonimo. «Viziosa è ogni specie di contro natura. La varietà di uomo più viziosa è il prete. Lui insegna la contro natura. Contro il prete non si hanno ragioni, si ha il carcere», scrive un altro. Una suora ricorda: «Dio non legge i nostri fatti sui giornali, lui li legge dentro di noi». Un altro anonimo invita don Sante ad andare a lavorare per mantenere la donna e il figlio come fanno tanti. (
g.b.)(01 ottobre 2007)
  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
AVEVO INIZIATO A SCRIVERE DI PADRE FAUSTO MARINETTI SUL MIO BLOG!!! LO HO CONOSCIUTO PERSONALMENTE AL CONVEGNO DEL 22.GIUGNO SCORSO A ROMA "LA REPRESSIONE SESSUALE: UNA POLITICA CHE GENERA VIOLENZA".
I SUOI RACCONTI, LA SUA VOCE, LA SUA MERAVIGLIOSA MIMICA MI HANNO COLPITA PROFONDAMENTE E, ALLA FINE DEL CONGRESSO, IN SILENZIO CI SIAMO AVVICINATI E CI SIAMO ABBRACCIATI (PROPRIO COME QUANDO DUE ANIME SI RICONOSCONO TRA MILLE). UNA DELLE POCHE PERSONE SPECIALI CHE HO AVUTO L'ONORE DI CONOSCERE. CONSERVO ANCORA IL TOVAGLIOLO DI CARTA SU CUI MI SCRISSE IL SITO SU CUI TROVARLO. E' PER QUESTO CHE HO FATTO RIFERIMENTO NEL MIO POST AI "PRETI SPOSATI". MI ASSOCIO A TE STANISLAO CHIEDENDO DI ANDARE A LEGGERE LE SUE COLLABORAZIONI CON vivicentro. E' UNA PERSONA MERAVIGLIOSA

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
melusina ha scritto: [Visualizza Messaggio]
AVEVO INIZIATO A SCRIVERE DI PADRE FAUSTO MARINETTI SUL MIO BLOG!!! LO HO CONOSCIUTO PERSONALMENTE AL CONVEGNO DEL 22.GIUGNO SCORSO A ROMA "LA REPRESSIONE SESSUALE: UNA POLITICA CHE GENERA VIOLENZA".
I SUOI RACCONTI, LA SUA VOCE, LA SUA MERAVIGLIOSA MIMICA MI HANNO COLPITA PROFONDAMENTE E, ALLA FINE DEL CONGRESSO, IN SILENZIO CI SIAMO AVVICINATI E CI SIAMO ABBRACCIATI (PROPRIO COME QUANDO DUE ANIME SI RICONOSCONO TRA MILLE). UNA DELLE POCHE PERSONE SPECIALI CHE HO AVUTO L'ONORE DI CONOSCERE. CONSERVO ANCORA IL TOVAGLIOLO DI CARTA SU CUI MI SCRISSE IL SITO SU CUI TROVARLO. E' PER QUESTO CHE HO FATTO RIFERIMENTO NEL MIO POST AI "PRETI SPOSATI". MI ASSOCIO A TE STANISLAO CHIEDENDO DI ANDARE A LEGGERE LE SUE COLLABORAZIONI CON vivicentro. E' UNA PERSONA MERAVIGLIOSA


......... inutile dire che concordo con te e che sono lieto del tuo averlo potuto conoscere di persona.

Purtroppo, in questo post da voi aperto si evidenzia ben altra chiesa, ben altra gente!
 Chiesa e gente che noi non gradiamo e che ci hanno derubato di quell'angolino sereno dove pensavamo di poterci rifugiare, ed abbandonare, nei momenti di crisi e di sconforto.

Ed invece no ......... l'uomo, qualsiasi veste indossi, mostra di essere sempre e solo uguale e fedele a se stesso e quindi è riuscito a sporcare anche quest'angolo "distruggendolo" pian piano nel modo peggiore possibile. Se poi si considera che l'ha potuto fare contando anche sulla non meno colpevole indulgenza dei suoi confratelli il tutto non può che farti gridare dalla rabbia.
E' mai possibile che i "Confratelli" non si son resi conto, ed ancora NON vogliono rendersene conto, che così facendo hanno contribuito a ulteriormente lordare quella casa che "loro" propriamente non è essendo essa la casa di Dio, affidata si alle loro cure ma che pur sempre era e dovrebbe essere, la casa di noi tutti ............. che tristezza e che rabbia ed amarezza, mia cara.

Oggi poi, il nostro amico Gennaro Carotenuto ha inviato un altro dei suoi pregevoili articoli che troverai inserito, al solito, nell'area dove si è stabilito che andranno immesse alcune "perle" di giornalismo che facilmente nessuno pubblicherà e che forse troppo pochi leggeranno.

Anche in questo caso trattasi di un "prete" ... e che prete!

Leggi e vedrai:




........ ma ogni tanto capita anche che "giustizia" sia fatta ............ speriamo!!
  





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- Horacio Verbitsky
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
VISTO CHE E' DOMENICA, HO PENSATO DI POSTARE QUESTO BELLISSIMO ARTICOLO CHE RACCONTA VECCHI SCANDALI ECCLESIASTICI. SONO FATTI AVVENUTI UN SECOLO FA....ANCHE SE NON SEMBRA.
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Varazze, 1907: lo scandalo del collegio dei salesiani e i moti anticlericali

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La scena politica italiana degli inizi del Novecento fu caratterizzata da un’opinione pubblica divisa sostanzialmente fra clericali ed anticlericali, questi ultimi quasi sempre di ispirazione socialista.Già poco prima dell’Unificazione vi erano state leggi molto discusse volte alla laicizzazione dello Stato, come la Siccardi del 1850 che prevedeva la riorganizzazione dei beni della Chiesa, l’abolizione del Foro ecclesiastico e di diversi diritti riservati al clero, e la legge Rattazzi di qualche anno dopo, volta, tra l’altro, a chiudere le istituzioni religiose prive di utilità pubblica (furono soppressi circa 334 conventi).Gli scandali legati a suore, preti e prelati rappresentavano per la stampa di area socialista una vera e propria ghiottoneria e così faceva notizia tutto ciò che poteva riguardare la corruzione morale e materiale del clero.In un periodo di soli pochi giorni dell’estate del 1907 si poteva leggere, ad esempio, di “Atti nefandi in un asilo di pseudomonache – cinque donne e un prete arrestati”, de “L’arresto di don Riva a Torino”, coinvolto in uno scandalo di abusi sessuali verso una fanciulla, fatto noto come “lo scandalo Fumagalli”, de “Gli scandali nell’educatorio di Alassio”, dove don Bretoni venne accusato di sevizie sessuali verso un ragazzo tredicenne, di “Suore denunciate al Procuratore del Re per maltrattamenti e inganni”[5] a Trani.Fra i tanti scandali di quell’epoca, spicca il fattaccio che coinvolse il collegio dei Padri salesiani di Varazze, un cattivo affare frutto di un’”epidemia nera”che ebbe conseguenze di dimensioni a dir poco colossali.Nella bellissima cittadina ligure sorgeva un collegio costruito nel 1871 a spese della comunità per la ragguardevole cifra di 110.000 lire, il quale venne visitato dal “Santo dei Fanciulli” e quindi venduto ai padri salesiani; si trattava evidentemente di una manovra amministrativa poco pulita, dal momento che l’edificio fu ceduto allo scontatissimo prezzo di 40.000 lire. Non solo: la comunità di Varazze era tenuta a pagare prima 12.000 e poi 6.000 lire ai confratelli di don Bosco quale contributo per le attività scolastiche. Il 31 luglio il quotidiano “Il Caffaro” riportava in un articolo a piena pagina il quale informava che “mentre l’intera nazione è tutt’ora sotto la più penosa impressione per i turpi fatti accaduti nel collegio Greco-Milanese (abusi verso fanciulle, ndr.), giungono oggi notizie di altri scandali scoperti nel Collegio dei Salesiani della vicina Varazze. La notizia grave giunge fra noi inattesa come un fulmine, aumentando negli animi l’impressione dolorosa”.Era accaduto che la signora Besson, figlia di quello che fu fino a qualche anno prima il console francese presso il Regno di Sardegna, aveva ottenuto dal figlio Alessandro delicate confessioni circa abusi sessuali subiti nel collegio di Varazze, dov’era ospitato. La madre aveva incaricato il figlio di redigere un diario dettagliato sulle giornate trascorse presso il collegio dei padri salesiani: in quello che presto sarà il famigerato “Diario Besson” (ne parlerà a lungo il poeta e scrittore Gian Pietro Lucini, grande amico di Paolo Valera), il ragazzo aveva riportato di effigi del re distrutte, di messe nere tenute in “costume adamitico” e di atti sessuali fra i frati, le suore del vicino collegio di Santa Caterina da Siena e gli alunni convittori.Subito era partita un’inchiesta ed il 30 luglio il sottoprefetto cavalier Silva si presentò al collegio di Varazze con otto agenti, separò gli alunni dagli insegnanti ed iniziò gli interrogatori.Dalle prime indagini risultò che cinque ragazzi avevano subito violenze comprovate da certificazione medica, anche se però non era del tutto chiara la causa. Verso sera il procuratore del re, il cavalier Polito de Rosa spiccò un mandato d’arresto per il sacerdote trentenne don Giulio Disperati, insegnante presso il ginnasio e per il guardarobiere del collegio, Giovanni Lattuada, “incaricato della pulizia dei convittori”.Nel frattempo si era sparsa la notizia dei gravi fatti e una folla inferocita si recò sotto le finestre del collegio fischiando ed urlando invettive contro i padri salesiani. Anche a Savona e a Spezia il mormorio popolare, aggravando fantasiosamente l’accaduto, aveva dato il via a dimostrazioni anticlericali, sobillate molto probabilmente dalle forze socialiste radicate nelle due città portuali.Giunse poi a Varazze la signora Besson per ritirare il figlio dall’istituto e per cooperare nelle indagini, ma venne riconosciuta da alcuni abitanti e quindi insultata e minacciata al punto da dover essere messa sotto la scorta di due carabinieri reali. Poco dopo fu emanato l’ordine di chiusura provvisoria del collegio.L’interrogatorio dei ragazzi aveva innescato un’aspra polemica fra il direttore dell’istituto, il sacerdote don Carlo Maria Viglietti ed il cavalier Zaglia: il primo incolpava il secondo di pressioni psicologiche e di confessioni estorte, l’altro sosteneva ovviamente il contrario.Il giorno successivo “Il Corriere della Sera” riportava una lunga nota in cui dal Vaticano partivano gli strali contro gli inquirenti, accusati di aver sottoposto i giovani “a una vera tortura morale da insidiosi interrogatori” ed ancora di aver dato “forti tirate d’orecchi, schiaffi e percosse, finché qualche alunno impaurito o suggestionato disse che le accuse erano vere”.Non solo: “Un infame equivoco fu creato sulla messa nera. Gli alunni dissero che spesso l’avevano vista celebrare dai salesiani, intendendo parlare delle messe da morto che vengono celebrate con le pianete nere. Allora gli interroganti spiegarono con ributtante linguaggio che la messa nera era una schifosa orgia e i poveri giovanetti, che non avevano nemmeno inteso parlare di tali nefandezze, ne ebbero per la prima volta cognizione dai vindici della moralità”.La Segreteria di Stato Vaticano protestava anche contro la “vergognosa visita fatta da un medico scelto dagli interroganti”e sempre “Il Corriere della Sera” riportava una nota a dir poco incandescente del papa apparsa su “La Corrispondenza romana”: “Pio X è rimasto profondamente colpito dalla benevola inerzia e dal mal celato appoggio del Governo e della sua stampa verso la campagna anticlericale organizzata dalla massoneria e dal socialismo e rafforzata dalla teppa. Mentre ormai tutti comprendono che lo sfruttamento in senso anticlericale dello scandalo Fumagalli è favorito dalla stampa ministeriale, come paravento  alla realtà tutt’altro che clericale dello scandalo stesso, è sopravvenuta l’enormità di Varazze, ove i rappresentanti del Governo hanno tenuto un comportamento ributtante di settari”. Il diario di Alessandro Besson era il motore immobile che faceva girare sempre più vorticosamente la catena degli eventi; riportava tuttavia la verità o i fatti erano frutto di chissà quali fantasie? Gli abusi sessuali dei padri salesiani nei confronti degli alunni erano accaduti realmente oppure erano il prodotto dell’immaginazione di un quattordicenne sognatore? Il “Corriere della Sera” del 2 agosto riportava una descrizione abbastanza pittoresca del ragazzo: “Egli ha circa 14 anni ed è un tipo speciale, degno dello studio di qualche scienziato. Ha tutte le caratteristiche esteriori del rachitico e dell’isterico: molto sviluppato di statura ha, come tutti i rachitici, le gambe eccessivamente lunghe, il busto corto ed esile, il torace pochissimo sviluppato, ha capelli biondi e alquanto lunghi, occhi non molto vivi, naso aquilino, quasi privo di setto nasale, terminante a punta e alquanto aguzzo. Parla a scatti e pare sotto l’impressione continua di una grande agitazione non giustificata”.  Un tentativo forse di screditarlo e quindi di rendere inattendibili le sue dichiarazioni? La stessa madre, si mormorava, avrebbe avuto interesse a screditare i salesiani per via di un torto subito in passato.Il diario del giovane riportava di fantasmi, considerati anime dei trapassati, che apparivano nella notte ai convittori, i quali li invitavano ad asportare dalle proprie case oggetti preziosi e denaro e quindi di dare il tutto ai padri del collegio; ed ancora indicavano ai ragazzi di compiere sacrifici, come prestare il proprio corpo o svegliarsi nella notte per pregare, al fine di placare l’ira del Padre Eterno dovuta alla “cacciata dei preti dalla Francia”[16]; vi era poi l’obbligo di assistere a messe tenute in strani abiti e dai riti curiosi, in cui le predice erano centrate sul fatto che il Governo dell’Italia sarebbe dovuto essere consegnato al Papa e all’Austria; ed ancora i convittori erano stati costretti a vedere l’impiccagione da parte dei padri salesiani e delle monache del convento di santa Caterina di un fantoccio raffigurante il re e la distruzione di un ritratto raffigurante Garibaldi.Sempre secondo il Besson, vi sarebbero state minacce di castighi e di pene fino alla morte volute da di Dio nel caso i giovani non avessero prestato fede al giuramento di omertà.Il giorno successivo gli inquirenti interrogarono separatamente gli alunni del collegio ed emerse che alcuni di essi avevano confermato gli abusi denunciati dal giovane Besson; sul corpo dei ragazzi vennero riscontrate dai medici lesioni da sevizie.Fu spiccato un mandato d’arresto nei confronti di un padre salesiano, don Musso, fino a qualche tempo prima insegnate presso il collegio di Varazze, il quale però non fu trovato in casa in quanto ormai si era dato frettolosamente alla fuga, o meglio a una “misteriosa scomparsa”, come asseriva il filoclericale "Secolo XIX". Lo stesso quotidiano dovette tuttavia correggere il suo atteggiamento di prudenza quando, qualche giorno dopo, un altro padre salesiano inquisito, tal don Rolla, fece perdere le sue tracce.Nel frattempo le autorità di pubblica sicurezza fecero affluire in Liguria truppe dell’esercito di rinforzo ai carabinieri, dal momento che i disordini ed i moti anticlericali stavano assumendo proporzioni preoccupanti.Alla Spezia in particolare vi erano stati diversi casi di religiosi aggrediti e di chiese saccheggiate. In più occasioni i manifestanti ingaggiarono scontri violenti con le Forze dell’ordine: “Davanti alla chiesa dei Salesiani (di Spezia, ndr.) vennero lanciati dai soliti ignoti sassi contro le truppe. Dopo i segnali venne fatta una prima scarica. Seguitando la sassaiola, seguì una seconda scarica a salve. Rimasero feriti vari carabinieri e guardie. Nel frattempo essendo stato ferito pittosto gravemente un carabiniere vennero sparati alcuni colpi di rivoltella. All’angolo di via Napoli un individuo non ancora identificato venne ferito all’addome cadendo morto al colpo”.A Roma furono appesi manifesti dai filoclericali con i quali si dava sostegno alla tesi secondo cui i fatti di Varazze altro non erano che manovre massoniche e socialiste atte a screditare l’Italia nei confronti dei Paesi esteri e da lì a trasformare il fattaccio del collegio dei Salesiani in una bagarre parlamentare il passo fu breve.Ci furono invettive di deputati di una parte contro quelli dell’altra, comizi nelle piazze di tutt’Italia dove gli esponenti dell’ala filoclericale attaccavano duramente tutti i politici che non apparivano devoti a Santa Romana Chiesa. Mentre il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti si dava da fare per smentire un articolo apparso su “La vita pubblica” nel quale veniva riportata una sua idea circa legge atta a ridurre la punibilità delle congregazioni religiose, i tumulti continuavano ed aumentavano di numero e di gravità in tutto il Paese. Dalla Spezia giungevano in continuazione notizie allarmanti di scontri di inaudita violenza, con carabinieri e dimostranti gravemente feriti; in uno scontro con le Forze dell’ordine cadde un secondo giovane operaio, tal Angelo Micchi.Per i religiosi del Belpaese le cose non andavano certo meglio, dal momento che vi furono numerose aggressioni fisiche e verbali, come quelle rivolte a Firenze al noto astronomo padre Guido Alfani e a Milano don Guido Gondangelo; a Roma l’abate dei cistercensi, don Amedeo de Bie, fu oggetto di una sassaiola, stessa sorte toccò al vescovo di Faenza, mentre a Palermo un tal Padre Pasta venne soccorso da un giovane operaio filoclericale armato di rivoltella, il quale salvò il sacerdote da un gruppo di socialisti inferociti che lo insultavano al grido di “abbasso i preti, viva la scuola laica”.Da ogni città erano segnalate agitazioni e cortei di protesta, cariche dei carabinieri sui dimostranti, vetri delle chiese infranti, conventi imbrattati; a Sampierdarena una folla inferocita si diresse al convento dei padri salesiani con l’intento di appiccarvi fuoco: i dimostranti resero inoffensivi i due carabinieri di guardia e sfondarono il portone. Furono gli stessi frati a sparare sette colpi a vuoto e quindi ad allontanare i manifestanti, ma ci vollero un battaglione di alpini ed uno di finanzieri per disperdere i rivoltosi. La paura era molta e motivata, tanto che diversi collegi dei salesiani furono prudentemente chiusi ed i preti andavano armandosi: “E’ ormai dimostrato che nelle manifestazioni pubbliche di questi giorni predomina la teppa, per cui moltissimi preti fecero domanda per ottenere il porto d’armi allo scopo di poter difendersi se aggrediti”.La Chiesa sospese i pellegrinaggi previsti per il giubileo sacerdotale, la Camera del Lavoro ligure indisse uno sciopero generale, le donne di Varazze organizzarono una marcia di sostegno ai padri salesiani e il circolo “Giordano Bruno”, un’organizzazione laicista ampiamente diffusa, pubblicò un nuovo manifesto: “Non una reale giustificazione, non una smentita sulla gravità terribile delle accuse, ma la vacua bestialità delle ingiurie ed il grottesco appello all’intervento delle potenze straniere e la minaccia di sopprimere il misero beneficio di pellegrinaggi di cui hanno usufruito poche congregazioni religiose costrette dalla civiltà degli altri paesi a sfruttare il nostro”. Il 5 agosto una nota dal Vaticano informava: “Da ottima fonte documentata possiamo affermare quanto segue:  la presente campagna anticlericale in Italia è sostenuta anche col denaro della massoneria francese. Tra la recente campagna elettorale e quella attuale del teppismo di penna e di piazza contro le case religiose, la massoneria francese ha speso in Italia circa 150.000 lire - giova rammentare che i Besson, fabbricanti del fantastico romanzo di Varazze, sono francesi”.E così nell’estate del 1907 avvenne che un semplice ed quasi insignificante ragazzo di quattordici anni scosse la giovane Italia da cima a fondo; per alcuni si trattava di un sognatore, per altri di un diffamatore, per altri ancora di uno strumento in mano alle logge massoniche. Più probabilmente fu solo un giovane stanco di essere vittima di abusi sessuali da parte dei padri salesiani del collegio di Varazze in cui era ospitato.Una curiosità: nello stesso anno in cui si svolsero i fatti, era ospitato presso il collegio di Varazze l’allora undicenne Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica italiana. pagina delle ricerche
  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
CARA "GRETA"  Mr. Orange
MI PERMETTO, ANCHE SE SO' CHE GIA' CONOSCI IL CASO, DI INSERIRE QUESTO ALTRO POST SUGLI "SCANDALI ECCLESIASTICI". MA COME? ADESSO PURE LE MONACHE DI CLAUSURA? SI LITIGANO IL POSTO! SI MENANO! SI ACCUSANO A VICENDA? PARLANO? (ma non hanno fatto pure il voto del silenzio??). INSOMMA UN GRAN CASINO QUESTO CASO DI "SANTA CHIARA DI BISCEGLIE"!! E GUARDA IN QUANTI PURE QUI PARLANO OLTRE CHE LE MONACHE?? LE PARTI SOTTOLINEATE SONO QUELLE CHE, ALMENO A ME, HANNO COLPITO DI PIU'.... E QUINDI, DOPO QUELLO CHE DICE "QUANTO SEI BONOO!!" CI MANCAVA SOLO QUELLO CHE PARLA DI "MASTURBAZIONE MENTALE"... E SUOR LILIANA CHE DICE CHE E' TUTTA UNA MANOVRA PER ENTRARE IN POSSESSO DELLA STRUTTURA CON ANNESSA UNA SCUOLA MATERNA??? DOPO TUTTI GLI SCANDALI NELLE SCUOLE MATERNE HO UN BRIVIDO DI PAURA A TUTTO QUESTO!!! SUOR LILIANA SI PRENDE UN AVVOCATO (BELSITO ATTACCATO DURAMENTE DALL'ALTRA PARTE) ED I FEDELI APRONO UN BLOG DI RACCOLTA FIRME CONTRO LA CHIUSURA DI SANTA CHIARA.... QUANTI SANTI IN PARADISO SI STANNO SENTENDO MALE A VEDERE CHE SCEMPIO GLI UOMINI E LE DONNE DI CHIESA FANNO DEI LUOGHI DI DIO E DELLE ANIME DI NOI ANCORA UMANI??


Singolare decisione dell'arcivescovo della diocesi barese "Impossibile garantire un sereno prosieguo della vita monastica" Suore di clausura troppo litigiose, chiuso il monastero di Risceglie. Le religiose sono state trasferite in un altro convento. E' rimasta solo la superiora: la sua nomina era stata contestata dalle altre

di GIOVANNI DI BENEDETTO  29.9.2007
La crisi delle vocazioni non c'entra. È pur vero che le suore sono ormai una rarità: in assenza di problemi economici, però, se un monastero di clausura chiude, il motivo deve essere sicuramente un altro. Almeno a Bisceglie. Poche, appena tre, ma anche litigiose le monache del convento Santa Chiara. E così il vescovo di Trani, Giovan Battista Pichierri, usa le maniere forti. Con un decreto decide: "Niente più celebrazione della santa messa e ritiro immediato dell'Eucarestia dalla cappella del monastero".
L'avviso è pubblico, oltre che perentorio, e porta la data del 30 agosto. I fedeli mormorano e chiedono spiegazioni. "Cosa succede là dentro?". Le voci si inseguono per tutta l'estate, il mistero diventa sempre più fitto, nessuno che sappia rispondere. Fino a quando la storia diventa di dominio pubblico costringendo la diocesi a correre ai ripari.
L'unica nota ufficiale è del 27 settembre, a firma del cancelliere arcivescovile monsignor Giuseppe Asciano. Il quale scrive, fra le altre cose, di una vita comunitaria che negli ultimi tempi si è fatta difficile, soprattutto dopo la morte di madre Candida e il decesso di suor Agnese.
"Alla evidente mancanza di vocazioni", scrive il prelato, "si aggiunga una non facile convivenza fra le monache presenti in monastero". Non solo: secondo monsignor Asciano c'è stata la "rottura della comunione ecclesiale venutasi a creare dopo ripetuti atti di insubordinazione da parte della badessa nei confronti dell'arcivescovo". Motivo per il quale, è spiegato nella nota, sono venute meno le ragioni per cui l'autorità costituita potesse conservare la celebrazione della santa messa quotidiana e la presenza della Eucaristia nella cappella del monastero. Risultato: due monache, suor Annamaria e suor Gianbattista, sono state fatte tornare nelle famiglie di origine per decisione del vescovo. E la madre superiora suor Liliana è rimasta da sola nel convento, decisa a tutto pur di non lasciare la struttura da lei fondata nel 1963.

Che cosa è successo di così grave nel convento di clausura? Da noi interpellata, suor Liliana rispetta la regola del silenzio. Ma dice solo che lei dal monastero non andrà mai via: "Neanche con la forza". E sostiene che dietro la decisione del vescovo Pichierri ci sarebbe la volontà della diocesi di entrare in possesso della struttura con annessa una scuola materna. "Andrò via di qui", sbotta, "solo se lo vorrà il Signore. E presto scriverò al Santo padre".
I fedeli si stringono attorno a lei e la descrivono come una donna "stanca e provata". Secondo alcune indiscrezioni, confermate però da un carteggio riservato tra il vescovo e il monastero, l'episodio incriminato è avvenuto a metà luglio. Tra le tre anziane monache di clausura rimaste nel convento sarebbero volate parole grosse: qualcuno sottovoce parla addirittura di spintoni e riferisce che suor Liliana sarebbe addirittura finita in ospedale. I motivi precisi non si conoscono. Si racconta soltanto di forti tensioni nell'abbazia dopo la morte di suor Candida, forse legati alla sua successione.
Insomma, tra le monache non doveva correre buon sangue. E così, "dopo attenta e ponderata riflessione", scrivono dalla diocesi, "si è pervenuti alla decisione di chiedere alla Santa sede, tramite la congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, chiarimenti in merito al governo del monastero, non essendo possibile garantire un sereno prosieguo della vita monastica".

http://www.repubblica.it/2007/09/se...ero-chiuso.html



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'Troppo chiasso sulla chiusura del monastero Santa Chiara. Giù le mani dall’arcivescovo!''

di Mimì Capurso/ 11/10/2007      

Mimì Capurso, già collaboratore di "Luce Eucaristica", periodico fondato da madre Candida De Mitri, conosce molto da vicino la realtà del convento delle clarisse in Bisceglie e ci offre una lettura dei fatti che "salva" le autorità religiose coinvolte."È noto che per costituire una comunità sotto l’aspetto canonico/giuridico, questa deve essere formata da almeno tre religiosi/e". Va rilevato, che Capurso non specifica quali siano le "tante falsità sulla chiusura del monastero Santa Chiara di via Imbriani in Bisceglie", che "dai media locali e nazionali" sarebbero state "scritte e dette". Inoltre, va sottolineato che la lettura dei fatti, offerta da Capurso, conferma la ricostruzione della vicenda fatta su Korazym.org, nell’articolo Bisceglie, il caso delle ''clarisse litigiose'' del monastero di Santa Chiara arriva a Roma del 1° ottobre 2007, nel quale oltrettuto era stata riportata la posizione dell'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie mons. Giovanni Battista Pichierri, il testo integrale della nota della curia arcivescovigle emessa in data 27 settembre a firma del cancelliere arcivescovile mons. Giuseppe Asciano e le dichiarazioni del portavoce arcivesovile Riccardo Losappio ad Apcom il 31 settembre.
* * *

È abbastanza evidente: è stato fatto, dai media locali e nazionali, troppo chiasso e, anche, scritte e dette tante falsità sulla chiusura del monastero Santa Chiara di via Imbriani in Bisceglie.
Personalmente, sia chiaro, ero "innamorato" della figura della Madre fondatrice suor Candida De Mitri, candida di nome e di fatto. Così pure dell’attuale co-fondatrice e attuale abbadessa suor Liliana Martina. È evidente a tutti i biscegliesi (e non solo) che le due monache su citate, insieme alle altre fondatrici e a quelle che si sono avvicendate in questi anni, hanno trasformato una "schifosa topaia" in un "Giardino dell’Eden". Più volte ho scritto anche sul periodico nazionale edito dal monastero Luce Eucaristica, amabilmente diretto da un’autorevole "penna" locale con tiratura di seimila copie circa. Anche il senatore Giulio Andreotti ben conosce questo periodico. Ancora: non erano poche le volte che gioiosamente ero presente alle Veglie di Pasqua e Natale etc.
Il litigio fra loro, perché? Beh, non è solo una mia "masturbazione mentale", ma le due monache, suor Annamaria e suor Gianbattista, in vista dell’ormai imminente Capitolo (elezione della nuova abbadessa) ambivano anch’esse alla guida del monastero. Ovvio: con questa premessa è facile andare oltre, magari anche in ospedale, così come si evince dai servizi in TV e stampa nazionale e locale.
E però! Epperò, non ammetto, senza se e senza ma, come è in uso dire oggi, la disobbedienza piuttosto virulenta dell’abbadessa suor Liliana nei confronti del nostro arcivescovo Giovan Battista Pichierri e delle sue decisioni in merito alla eventuale chiusura temporale del monastero, decisioni ben descritte nel comunicato emesso in data 27 settembre u.s. a firma del cancelliere arcivescovile mons. Giuseppe Asciano (Prot. N. 018807/C2). Di più: è stato doveroso, a mio modesto parere, togliere il Santissimo dalla cappella interna al Monastero, non esistendo più "la comunione ecclesiale, causa ripetuti atti di insubordinazione della abbadessa nei confronti dell’arcivescovo ed essendo stata smembrata la comunità con il passaggio ad altro monastero delle altre due monache" (mons. Asciano), lasciando ai fedeli abituali frequentatori del monastero la Messa festiva nella grande chiesa dell’Adorazione Eucaristica Perpetua. Attenti: la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ha affidato il governo del monastero a mons. Filippo Salvo, vicario giudiziale arcivescovile.


Mons. Pichierri, quindi, non poteva fare altro che ritirare Gesù Eucaristico, non potendo più considerare, ahimé, il monastero come una comunità di fratellanza e amore, in special modo con il suo Pastore. Non solo: è noto che per costituire una comunità sotto l’aspetto canonico/giuridico, questa deve essere formata da almeno tre religiosi/e. In questo caso, rimanendo solo la badessa, che nulla ha voluto saperne di riaccogliere le altre due consorelle, mons. Pichierri, non ha potuto fare altro che dichiarare temporaneamente chiuso il monastero di Santa Chiara, facendo richiesta di chiarimenti in merito alla Santa Sede. Sia chiaro, anche: le due consorelle, per il momento fuori dal monastero, non credo che quando si addormenteranno, per poi risvegliarsi al ritorno di Lui da Lassù, saranno in terra dichiarate beate e quindi sante! Poche parole a buon intenditor!
Chiaro, illustre avvocato Antonio Belsito, legale dell’abbadessa suor Liliana, che nella Gazzetta del Nord Barese del 3 ottobre scorso, in prima pagina, afferma: "È del tutto pretestuosa la chiusura del monastero a Bisceglie". Così non è, caro avvocato Belsito!
E poi, giù le mani dall’arcivescovo! Egli è il nostro Pastore, che si è limitato ad applicare le norme vigenti di Santa Madre Chiesa.
Questa vicenda ha mortificato noi tutti cattolici biscegliesi (e non solo!) ed in primis il nostro Padre e Pastore Pichierri che, conoscendolo bene, sicuramente avrà tanto sofferto nel vivere questa triste vicenda e nell’applicare la canonica chiusura, anche se temporanea, del monastero della tanto amata madre Candida. A tal proposito, tutti ricordano la commovente preghiera, da sua eccellenza stessa composta, dedicata alla fondatrice del monastero in occasione dell’anniversario della sua scomparsa.
Fonte: Bisceglielive.it, 9 ottobre 2007.
http://www.bisceglielive.it:80/news/news.aspx?idnews=2390

17 ottobre 2007 Arriva un blog a sostegno di suor Liliana. Pronta una raccolta di firmeUna petinzione per chiedere nell'immediato almeno la modifica del decreto arcivescovile dello scorso 22 settembre, con la nomina a commissario di Suor Liliana Martina al posto di Monsignor Salvo. di Mario Lamanuzzi
I sostenitori di suor Liliana Martina che condividono la battaglia per opporsi alla chiusura del Monastero di Santa Chiara da parte della Diocesi, si incontrano sulla rete per organizzare le iniziative di contrasto alle decisioni delle autorità ecclesiali.
Un commento ad una delle numerose notizie riportate su Bisceglielive a proposito, ha informato i lettori dell'apertura di un blog a sostegno di suor Liliana; lo trovate all'indirizzo http://sosmonastero.forumer.it/. Tra i messaggi finora pubblicati ci sono le interessanti note storiche sul monastero da parte dell'avv. Antonio Belsito e le note sulle intenzioni della Diocesi che costituiscono la battaglia legale dello stesso avv. Belsito, difensore di suor Liliana, già dichiarate in una recente conferenza stampa. È presente anche una piccata risposta di Enza Martina ad un articolo di Mimì Capurso sull'argomento apparso qualche giorno fa sulle pagine del nostro portale.
La novità che emerge dal blog è la volontà di avviare una raccolta firme, lanciata attraverso questo messaggio: «il comitato per la difesa del monastero s.chiara di bisceglie, ha indetto una raccolta di firme x chiedere nell'immediato almeno la modifica del decreto arcivescovile del 22/09/2007, con la nomina a commissario p.t. Suor Liliana Martina in luogo di Monsignor Salvo. In tal modo si potrebbero evitare ulteriori gravissimi disagi e danni all'ente in attesa di nuove suore». Chi scrive ha chiesto ulteriori delucidazioni sulla petizione. I lettori saranno aggiornati.
http://www.bisceglielive.it/news/news.aspx?idnews=2429

  





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
INCONTRO ALL’ARCIGAY, DIETROFRONT DEL VESCOVO: «NON SDOGANO NESSUNO»

Grosseto, monsignor Agostinelli cancella la visita per «nervosismo mediatico: non faccio il cavallo di Troia» giovedì 18 ottobre 2007 , di L'Unità  
 
     di Giuseppe Di Teresa

NON EXPEDIT, letteralmente significa «non conviene». Il fermo divieto - quando tutto era stato organizzato già da tempo - è arrivato probabilmente ieri mattina

da oltre Tevere al vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, che si accingeva a visitare la sede del circolo grossetano dell'Arcigay, nell’ambito degli incontri stabiliti per la visita pastorale alla città. Nel 2007 le aperture alla comunità gay, nelle sacre stanze suscitano evidentemente la stessa allergia che spinse Pio IX ad impedire ai cattolici la partecipazione alla vita politica del neonato stato Italiano.

Il monsignore maremmano ha negato fermamente che l’incontro sia stato annullato, come riferito da Arcigay, «per non meglio precisati ordini da Roma». «Nei miei due anni di vescovo a Grosseto - ha dichiarato Agostinelli - ho incontrato persone di tutti i tipi. E gli omossessuali hanno avuto le porte aperte sempre. Ma non c'è mai stata una tv dietro. Sono sempre disposto ad incontrarli, ma a telecamere spente».

Tuttavia, l'argomentazione del «nervosismo mediatico intorno alla visita», utilizzata dal vescovo per far saltare l'incontro, appare una forzatura. «La visita al circolo Leonardo - spiega il presidente dell'Arcigay grossetana David Buzzetti - era stata proposta dal vescovo stesso». Ieri mattina tutti i giornali locali ne parlavano, riportando dichiarazioni aperturiste di Agostinelli. Era del tutto chiaro, pertanto, che la cosa avrebbe avuto un risalto mediatico.

Evidentemente è scattato l’alt della Conferenza Episcopale e del Vaticano, con la contromossa diplomatica di proporre un incontro in “terra consacrata”, nella parrocchia di San Giuseppe. «Noi però - dichiara Buzzetti - non ci siamo resi disponibili, perchè troviamo imbarazzante questo repentino ripensamento riservato esclusivamente alla nostra associazione».

Il problema è chiaramente quello del riconoscimento 'diplomatico' del mondo gay come interlocutore della chiesa. «Il mio gesto - ha dichiarato Agostinelli - andava nel senso dell'accoglienza, non della strumentalizzazione o del riconoscimento di Arcigay. Io non giudico nessuno, ma non sono d'accordo con le ostentazioni e non facci oil cavallo di Troia per nessuno: non posso e non voglio dare a questa associazione alcun riconoscimento».

L'Arcigay grossetana rimane dispiaciuta di questo incidente. «Per noi - spiega Buzzetti - è un'occasione sprecata. Tuttavia, rimane la stima per il vescovo di Grosseto, e apprezziamo il tentativo che ha fatto per aprire il dialogo con il mondo Glbt, chiedendoci ufficialmente un incontro, che evidentemente qualcun altro ha visto come un pericolo».

«L'annunciata visita alla nostra sede locale da parte del vescovo - ha sottolineato Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay - era sicuramente un gesto di grande rispetto nei nostri confronti proveniente dal mondo cattolico. Il fatto che la stessa diocesi abbia ricevuto ordini vaticani perchè questa visita non avvenga non fa che aumentare il distacco fra Roma e le sue chiese locali. La cosa non ci stupisce più di tanto, ma vogliamo ringraziare comunque Agostinelli per la proposta iniziale che ci ha fatto e siamo solidali con lui per essere costretto a seguire imposizioni non del tutto in linea col suo pensiero».

  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
Ho trovato in rete questa lista. Purtroppo incompleta....


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