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Domenica, 6 Luglio : 2008
VICO EQUENSE - Cordoglio negli ambienti culturali della Penisola Sorrentina e non solo per l´improvvisa scomparsa di Franco Autiero, scenografo e autore teatrale. Autiero aveva 63 anni, molti dei quali dedicati al teatro, una passione che lo ha unito ad Annibale Ruccello di cui è stato scenografo. Docente di Storia dell´arte, ha saputo appassionare alla materia migliaia di studenti. Negli ultimi anni la verve narrativa di Autiero aveva integrato quella di apprezzato scenografo. ´´Matamoro, canto penitenziale di due voci itineranti´´, ´´Polveri condominiali´´, ´´Ambo´´, questi alcuni dei titoli di opere vincitrici di concorsi nazionali.
Il forte legame con Annibale Ruccello era stato recentemente riproposto a Napoli assieme a Enzo Moscato. Autiero aveva anche scritto il volume sugli affreschi giotteschi della cappella di Santa Lucia a Massaquano e la storia di Vico Equense nella piantina edita dall´Azienda di Turismo, ma ha scritto anche un pregiato libretto sul restauro dei quadri della chiesa di Santa Maria del Castello, la frazione che si affaccia su Positano e il mare della Costiera Amalfitana . Franco Autiero è scomparso al Cto di Napoli. Al dolore della moglie Vincenza Alvino e della figlia Valentina si sono associati amici e istituzioni culturali. Significativo il messaggio sul manifesto del suo istituto, il Liceo classico Virgilio Marone di Meta dove si commemora la ´´rara figura di educatore e uomo di cultura, che ha avvicinato intere generazioni di studenti della Penisola Sorrentina ai grandi temi dell´arte e della conservazione dei beni culturali e ambientali del territorio´´
I più lo ricorderanno per le scenografie di «Ferdinando», lo spettacolo più fortunato di Annibale Ruccello, più volte trasmesso anche in tv. Ma Franco Autiero, scomparso a fine Febbraio 2008 al Cto di Napoli, era molto di più: drammaturgo, regista, scrittore, storico dell'arte e della letteratura e talvolta attore. Insomma un intellettuale a tutto tondo, un umanista moderno figlio di quella provincia colta e curiosa (era nato nel 1945 a Vico Equense dove viveva in una sorta di fecondo «buen retiro») dalla quale era partita la sua ricerca teatrale intrecciata alla «colonna stabiese» (Ruccello e Lello Guida) della Nuova Drammaturgia Napoletana. Fu cioè uno dei pilastri di quella scrittura post-eduardiana cresciuta alle falde del Vesuvio tra fine anni '70 e inizio '80 e di cui furono compagni di strada Enzo Moscato, Manlio Santanelli, Francesco Silvestri, Fortunato Calvino e ovviamente Ruccello. Fra i suoi testi più conosciuti «Ambo», che nel 1993 vinse il premio Madonna, poi pubblicato nel '98 da Eidos, e messo in scena all'ultimo Benevento Città Spettacolo da Lello Giulivo e Ernesto Lama. E ancora «Espiantati», affidato ad Alessandra Borgia, «Sale degli Esposti», segnalato al premio Riccione, «La trapassata delle trapassate» del ‘96, «Miserabilia» fino a «Metamero» messo in scena nel 2000, vincitore del Premio Candoni nel 1995. L'anno scorso, infine, fu interprete con Moscato e Guida di «Assoli», un documentario di Domenico Sabino su Ruccello, con cui aveva collaborato anche nella cooperativa Il Carro-Teatro Nuovo.
Il forte legame con Annibale Ruccello era stato recentemente riproposto a Napoli assieme a Enzo Moscato. Autiero aveva anche scritto il volume sugli affreschi giotteschi della cappella di Santa Lucia a Massaquano e la storia di Vico Equense nella piantina edita dall´Azienda di Turismo, ma ha scritto anche un pregiato libretto sul restauro dei quadri della chiesa di Santa Maria del Castello, la frazione che si affaccia su Positano e il mare della Costiera Amalfitana . Franco Autiero è scomparso al Cto di Napoli. Al dolore della moglie Vincenza Alvino e della figlia Valentina si sono associati amici e istituzioni culturali. Significativo il messaggio sul manifesto del suo istituto, il Liceo classico Virgilio Marone di Meta dove si commemora la ´´rara figura di educatore e uomo di cultura, che ha avvicinato intere generazioni di studenti della Penisola Sorrentina ai grandi temi dell´arte e della conservazione dei beni culturali e ambientali del territorio´´
I più lo ricorderanno per le scenografie di «Ferdinando», lo spettacolo più fortunato di Annibale Ruccello, più volte trasmesso anche in tv. Ma Franco Autiero, scomparso a fine Febbraio 2008 al Cto di Napoli, era molto di più: drammaturgo, regista, scrittore, storico dell'arte e della letteratura e talvolta attore. Insomma un intellettuale a tutto tondo, un umanista moderno figlio di quella provincia colta e curiosa (era nato nel 1945 a Vico Equense dove viveva in una sorta di fecondo «buen retiro») dalla quale era partita la sua ricerca teatrale intrecciata alla «colonna stabiese» (Ruccello e Lello Guida) della Nuova Drammaturgia Napoletana. Fu cioè uno dei pilastri di quella scrittura post-eduardiana cresciuta alle falde del Vesuvio tra fine anni '70 e inizio '80 e di cui furono compagni di strada Enzo Moscato, Manlio Santanelli, Francesco Silvestri, Fortunato Calvino e ovviamente Ruccello. Fra i suoi testi più conosciuti «Ambo», che nel 1993 vinse il premio Madonna, poi pubblicato nel '98 da Eidos, e messo in scena all'ultimo Benevento Città Spettacolo da Lello Giulivo e Ernesto Lama. E ancora «Espiantati», affidato ad Alessandra Borgia, «Sale degli Esposti», segnalato al premio Riccione, «La trapassata delle trapassate» del ‘96, «Miserabilia» fino a «Metamero» messo in scena nel 2000, vincitore del Premio Candoni nel 1995. L'anno scorso, infine, fu interprete con Moscato e Guida di «Assoli», un documentario di Domenico Sabino su Ruccello, con cui aveva collaborato anche nella cooperativa Il Carro-Teatro Nuovo.
Io l'anno scorso ho fatto parte insieme a lui della commissione per gli esami di maturità nel Liceo Scientifico "F. Severi" di Castellammare di Stabia ... Purtroppo ho appreso solo ieri della sua scomparsa e ho appreso la notizia dal Presidente di quella commissione. Dopo Le parole di Eduardo quelle parole ho avvertito un senso di disorientamente misto a sgomento!!! In quel breve periodo Franco mi ha dato molto! E' stato e sarà sempre per me un grande uomo dall'enorme umanità e sensibilità e dalla sconfinata cultura. Aveva un temperamento focoso che si avvicinava molto al mio e forse era anche per questo che mi sentivo in sintonia con lui ... ciao Franco, ti saluto commosso e spero che ora tu sia nel Regno dei Cieli ad insegnare l'arte agli angeli ... ciao caro amico mio ... Giuseppe
















