SCONTRI IN KENYA DOPO IL VOTO, DA IERI 124 MORTI
NAIROBI - La televisione del Kenya ha annunciato che i morti dal momento della proclamazione - contestata - di Mwai Kibaki alla presidenza del Paese, ieri nel pomeriggio, sono 124. Molti osservatori temono che il bilancio sia peggiore. L'opposizione ha intanto indetto una grande manifestazione di protesta a Nairobi per il 3 gennaio. Il clima é sempre più teso, violenti incidenti continuano in tutto il paese.
Alla popolazione degli slum di Nairobi la polizia ha intimato di restare nelle loro baracche, altrimenti potrebbe essere aperto il fuoco contro di loro. La notizia non è ufficiale, ma giunge da fonti convergenti sul campo. Alcuni slums di Nairobi, dove vivono ammassati milioni di persone, sono stati l'epicentro delle violenze che hanno fatto seguito alla contestata proclamazione di Mway Mbeki a presidente del Kenya. Ci sono stati morti e feriti, incendi e violenze di ogni tipo. Intanto si stanno allargando in tutto il Paese gli sms del terrore. Messaggi che indicano che questo o quel leader sono stati uccisi. Non è vero, ma si mira così ad alimentare il clima del terrore, già di per sé tragico. Oltre a quelli degli slums di nairobi, nell'Ovest del Paese si contano già almeno una sessantina di morti.
Incidenti violentissimi sono scoppiati ieri al momento della proclamazione di Mwai Kibaki quale vincitore delle presidenziali in Kenya, respinta da Odinga come "inaccettabile frode" che "potrebbe gettare il Paese nel caos".
Alla popolazione degli slum di Nairobi la polizia ha intimato di restare nelle loro baracche, altrimenti potrebbe essere aperto il fuoco contro di loro. La notizia non è ufficiale, ma giunge da fonti convergenti sul campo. Alcuni slums di Nairobi, dove vivono ammassati milioni di persone, sono stati l'epicentro delle violenze che hanno fatto seguito alla contestata proclamazione di Mway Mbeki a presidente del Kenya. Ci sono stati morti e feriti, incendi e violenze di ogni tipo. Intanto si stanno allargando in tutto il Paese gli sms del terrore. Messaggi che indicano che questo o quel leader sono stati uccisi. Non è vero, ma si mira così ad alimentare il clima del terrore, già di per sé tragico. Oltre a quelli degli slums di nairobi, nell'Ovest del Paese si contano già almeno una sessantina di morti.
Incidenti violentissimi sono scoppiati ieri al momento della proclamazione di Mwai Kibaki quale vincitore delle presidenziali in Kenya, respinta da Odinga come "inaccettabile frode" che "potrebbe gettare il Paese nel caos".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















