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Mercoledì, 26 Marzo : 2008 La Stampa
I carabinieri hanno liberato una famiglia ridotta in schiavitù: una diciannovenne in vasca con piranha, la sorella con le tarantole
Una famiglia bulgara è stata ridotta in schiavitù dai titolari di un circo equestre da alcuni giorni allestito a Petina (Salerno). Tre le persone arrestate e altre tre quelle denunciate per tratta internazionale di esseri umani e riduzione in schiavitù. A liberare padre, madre e le due figlie, una di 19 e l’altra di 16 anni, i Carabinieri della compagnia di Eboli che hanno consentito di fare luce su un’organizzazione che operava tra Bulgaria e Italia.
Le indagini, condotte dal Pm della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, Mariella De Masellis, hanno ricostruito come, dall’inizio di quest’anno, i quattro bulgari erano costretti a turni massacranti di lavoro: 15, 20 ore al giorno per un compenso di 100 euro la settimana invece delle 480 concordate. Gli aguzzini impedivano loro di uscire e costringevano la ragazza di 19 anni ad immergersi in una vasca trasparente, riempita di acqua gelida con all’interno pesci piranha. La minore di 16 anni era invece costretta, con minacce, ad un numero con tarantole e rettili uno dei quali l’avrebbe anche morsa nel corso di uno spettacolo.
I bulgari vivevano in due cassoni di autocarro in pessime condizioni igienico-sanitarie nei quali sono stati ritrovati scarafaggi. I Carabinieri hanno sequestrato documenti, cellulari e computer che potrebbero essere utili a smascherare del tutto l’organizzazione che operava tra l’Est Europa e l’Italia. La famiglia sottoposta a schiavitù è stata trasferita in una struttura protetta mentre i tre arrestati, tutti componenti del circo ’Marinò, rinchiusi nel carcere di Salerno. Secondo quanto accertato altre persone sempre provenienti dall’Est Europa, anch’esse sottoposte a violenze, sono riuscite a fuggire nel corso del tempo.
Una famiglia bulgara è stata ridotta in schiavitù dai titolari di un circo equestre da alcuni giorni allestito a Petina (Salerno). Tre le persone arrestate e altre tre quelle denunciate per tratta internazionale di esseri umani e riduzione in schiavitù. A liberare padre, madre e le due figlie, una di 19 e l’altra di 16 anni, i Carabinieri della compagnia di Eboli che hanno consentito di fare luce su un’organizzazione che operava tra Bulgaria e Italia.
Le indagini, condotte dal Pm della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, Mariella De Masellis, hanno ricostruito come, dall’inizio di quest’anno, i quattro bulgari erano costretti a turni massacranti di lavoro: 15, 20 ore al giorno per un compenso di 100 euro la settimana invece delle 480 concordate. Gli aguzzini impedivano loro di uscire e costringevano la ragazza di 19 anni ad immergersi in una vasca trasparente, riempita di acqua gelida con all’interno pesci piranha. La minore di 16 anni era invece costretta, con minacce, ad un numero con tarantole e rettili uno dei quali l’avrebbe anche morsa nel corso di uno spettacolo.
I bulgari vivevano in due cassoni di autocarro in pessime condizioni igienico-sanitarie nei quali sono stati ritrovati scarafaggi. I Carabinieri hanno sequestrato documenti, cellulari e computer che potrebbero essere utili a smascherare del tutto l’organizzazione che operava tra l’Est Europa e l’Italia. La famiglia sottoposta a schiavitù è stata trasferita in una struttura protetta mentre i tre arrestati, tutti componenti del circo ’Marinò, rinchiusi nel carcere di Salerno. Secondo quanto accertato altre persone sempre provenienti dall’Est Europa, anch’esse sottoposte a violenze, sono riuscite a fuggire nel corso del tempo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















