Maria de Filippi,Maurizio Costanzo,Studio Aperto,Lucignolo,rubriche guardone del tg4 e poi i pomeridiani di Leofreddi,Cucuzza,i quiz del preserale,i domenicali dalla Perego a Giletti alla Ventura,il kitsch del Bagaglino,senza escludere il giornalismo d'approfondimento tipo Porta a porta o Matrix,gli intelligenti delle Iene Gialappa's,Striscia ,Markette che ci campano su da anni rimorchiando la medesima compagnia con la scusa di prenderne le distanze...
Ne dimentico senz'altro parecchi.Ma basta un rapido sguardoai palinsesti per riconoscere come Lele Mora incarni nella nostra televisione,più o meno la stessa funzione di regista ispiratore svolta fino al 2000 da Enrico Cuccia nell'establishment dell'economia italiana.Fornisce,ma prima seleziona plasma e ricicla,il materiale umano che andrà per la maggiore.Non ci fosse lui,se ne inventerebbe un altro,d'accordo,ma intanto è diventato quasi un monopolista,non a caso omaggiato da direttori che in teoria dovrebbero essere più potenti di lui.Tant'è vero che i programmi dedicati al cosiddetto scandalo di Vallettopoli da giorni non fanno altro che ritrasmettere materiale d'archivio a loro familiare,prodotto in casa nei giorni del pappa e ciccia con i compari ora caduti in disgrazia.Altrimenti chi ce lo mandava un Azouz di qua e una velina letterina meteorina di là?
Uomo senz'altro abile,Lele Mora,mi dicono corretto nei confronti delle controparti, protettivo con i cortigiani, fin troppo compiaciuto nell'esibire quel ruolo di eminenza che rafforzava il mito: il boss sempre contornato da un'incredibile varietà di proci .
Leggende di vita sregolata.
Una scuderia che alimenta l'interesse intorno a se evocando back stage dietro le quinte, gossip fantasmagorici di orge, festini e baccanali. Quasi che ad ogni comparsata TV , convention, serata discotecara,promozione di marchi facesse seguito la vera polpa della dissoluzione e del godimento assoluto.
L'attimo in cui il potere, che è poi quello che noi comuni mortali sognamo accada nelle ville di Berlusconi, nel loft di Lapo Elkann, nel bagno nelle discoteche frequentate la domenica notte dai calciatori. Corpi lucidati, tatuati, palestrati, a disposizione come nella corte decadente di un imperatore romano.
A me della rilevanza penale dell'inchiesta che vede imputato Lele Mora insieme a Fabrizio Corona ed altri importa assai poco .
Come già scrissi l'estate scorsa a proposito di salvatore Sottile che riceveva la Gregoraci alla farnesina, dubito che ci siano reati in ballo. Ma in compenso ce n'è più che abbastanza per farci un'idea del sistema di potere che sconfina dalla schermo televisivo, si intreccia con il parlamento delle soubrette e degli esibizionisti, tramite le edicole ramifica negli stadi di calcio, nelle discotech, nelle radio.
Un bel pezzo della nostra classe dirigente esibisce uno stile alla Lele Mora e scommette che funzioni. Scommette che l' italia all'antica premi ancora chi riduce la dignità della donna alle minivesti delle soubrette., il modello vincente da candidare alla Camera.
Senza rendersi conto che la sovraesposizione sta uccidendo l'erotismo dopo avere già provocato la caduta del desiderio. E per una Carfagna che va di là in politica, ecco un' Irene Pivetti che arriva da questa parte dello schermo, reclutata nella scuderia Mora : in fondo che differenza c'è tra fare la leghista ultracattolica, la presidente della Camera, la mastelliana e la conduttrice trasformista ?
Le foto compromettenti servono a dipingere un mondo in cui il piacere continua oltre la durata dello show. Anzi, il meglio viene dopo. Chi glielo dice a Emilio Fede che appare patetico, poco decoroso, con tutte quelle ragazzine intorno ? Se l'alternativa è la scomparsa del palcoscenico lui terrà duro , sprezzante il ridicolo, convinto di rappresentare una posizione invidiabile.
Ecco, la compagnia di giro di Lele Mora e Fabrizio Corona - dominatori dei palinsensi televisivi - non fa che riproporci in versione nazionalpopolare l'immaginario dell'uomo di potere. State pur tranquilli che nessuno la censurerà mai.
Ormai hanno capito che funziona pure gli stilisti gay, che disegnano una donna sempre più zoccola e poi nella pubblicità la piazzano in mezzo a uomini innamorati solo di se'.
Il cattivo gusto è diventato moda. ma la rivolta non tarderà.
Speriamo solo non sia bacchettona e reazionaria.
Gad Lerner











