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Mercoledì, 25 Giugno : 2008
L'INDAGINE DOPO LA RICHIESTA DI UN RISCATTO
Foto d'archi Foto d'archivio
La ragazza di origine marocchine promessa sposa a un 60enne, avrebbe simulato il rapimento
PIACENZA - Venduta dai genitori come promessa sposa a uno sconosciuto in cambio di una cospicua dote, una giovane marocchina fugge di casa fingendo di essere stata sequestrata. È lo scenario sul quale stanno indagando i carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza, dopo l’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Bologna. Gli inquirenti si sono messi sulle tracce di una ragazza marocchina di 16 anni che era scomparsa dalla sua abitazione in provincia di Piacenza qualche giorno fa.
Inizialmente sembrava che si trattasse di un sequestro di persona, ma quando i militari l’hanno trovata nascosta in un’abitazione dell’Hinterland milanese hanno capito che c’era qualcosa che non andava. La ragazza infatti ha subito confessato di essersi allontanata volontariamente dalla sua famiglia, sia per alcuni presunti maltrattamenti subiti ma soprattutto - ha raccontato - perchè a breve sarebbe arrivato dalla Francia un 60enne con il quale i genitori erano «in trattativa» per combinare un matrimonio. Ora la ragazza si trova al sicuro in un centro di accoglienza, mentre la posizione dei genitori è ancora al vaglio degli inquirenti.
Le indagini dei carabinieri, coordinati dal tenente Rocco Papaleo, erano scattate quando il padre della giovane straniera si era rivolto ai militari denunciando il sequestro della figlia. I presunti rapitori, dopo numerosi contatti telefonici con la famiglia marocchina e dopo aver ricevuto alcune somme di denaro, non si erano ancora decisi a liberare l’ostaggio. A questo punto la Procura di Piacenza ha trasmesso gli atti alla Dda bolognese e le indagini sono proseguite coordinate dal dottor Walter Giovannini.
Interrogata con la partecipazione psicologi e assistenti sociali del Comune di Piacenza, la giovane ha confermato di essersi allontanata consapevolmente e per libera scelta, facendo così decadere l’ipotesi del rapimento e scagionando gli altri giovani. Gli investigatori dell’Arma hanno anche accertato che le richieste di denaro erano state effettuate con la piena consapevolezza della ragazza per provvedere al suo sostentamento nella città lombarda.
Nel colloquio in caserma la ragazza ha parlato ai carabinieri delle motivazioni che l’avevano spinta a tanto. «Tali motivazioni - afferma il comandante del Nucleo investigativo - sono da ricondursi essenzialmente al desiderio della giovane di condurre una vita senza imposizioni dovute a retaggi culturali che non le appartengono più: è cresciuta a Piacenza, frequentando le scuole della città, e attualmente risulta iscritta presso un istituto tecnico cittadino.
Inizialmente sembrava che si trattasse di un sequestro di persona, ma quando i militari l’hanno trovata nascosta in un’abitazione dell’Hinterland milanese hanno capito che c’era qualcosa che non andava. La ragazza infatti ha subito confessato di essersi allontanata volontariamente dalla sua famiglia, sia per alcuni presunti maltrattamenti subiti ma soprattutto - ha raccontato - perchè a breve sarebbe arrivato dalla Francia un 60enne con il quale i genitori erano «in trattativa» per combinare un matrimonio. Ora la ragazza si trova al sicuro in un centro di accoglienza, mentre la posizione dei genitori è ancora al vaglio degli inquirenti.
Le indagini dei carabinieri, coordinati dal tenente Rocco Papaleo, erano scattate quando il padre della giovane straniera si era rivolto ai militari denunciando il sequestro della figlia. I presunti rapitori, dopo numerosi contatti telefonici con la famiglia marocchina e dopo aver ricevuto alcune somme di denaro, non si erano ancora decisi a liberare l’ostaggio. A questo punto la Procura di Piacenza ha trasmesso gli atti alla Dda bolognese e le indagini sono proseguite coordinate dal dottor Walter Giovannini.
Interrogata con la partecipazione psicologi e assistenti sociali del Comune di Piacenza, la giovane ha confermato di essersi allontanata consapevolmente e per libera scelta, facendo così decadere l’ipotesi del rapimento e scagionando gli altri giovani. Gli investigatori dell’Arma hanno anche accertato che le richieste di denaro erano state effettuate con la piena consapevolezza della ragazza per provvedere al suo sostentamento nella città lombarda.
Nel colloquio in caserma la ragazza ha parlato ai carabinieri delle motivazioni che l’avevano spinta a tanto. «Tali motivazioni - afferma il comandante del Nucleo investigativo - sono da ricondursi essenzialmente al desiderio della giovane di condurre una vita senza imposizioni dovute a retaggi culturali che non le appartengono più: è cresciuta a Piacenza, frequentando le scuole della città, e attualmente risulta iscritta presso un istituto tecnico cittadino.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















