In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 Segrega moglie e figlie per 14 anni
Mercoledì, 6 Agosto : 2008 La Stampa
Segrega moglie e figlie per 14 anni
La donna ha denunciato il marito dopo l'ennesimo pestaggio
Arrestato un agricoltore 40enne di Vibo Valentia. Picchiava la moglie con un nervo di bue
VIBO VALENTIA - È stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Vibo Valentia un agricoltore 40enne che, da oltre 14 anni, malmenava e segregava in casa la moglie e le 5 figlie minorenni, impedendo loro di uscire se non in sua compagnia e costringendo giornalmente la propria consorte a sottostare ad ogni sorta di violenza sessuale, anche in presenza delle bambine.
La donna ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri dopo l’ennesimo pestaggio avvenuto all’interno delle mura domestiche. I militari dell’arma, intervenuti per soccorrere la donna e le bambine, hanno provveduto ad allontanare le vittime dall’uomo, affidandole ad un istituto. I carabinieri, su ordinanza del tribunale di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto l’uomo con le accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e corruzione di minori. Ulteriori notizie saranno fornite nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.00 presso il comando dei carabinieri di Vibo Valentia.
Il protegonista della vicenda, G.A.M., 39 anni, sarebbe stato un vero e proprio padre-padrone, responsabile della lunga catena di reati nei confronti della moglie, di due anni più giovane, e delle cinque figlie, di età compresa tra i sei e i quattordici anni. Una vicenda allucinante che andava avanti dal giorno in cui l’uomo si è sposato e che si era aggravata con la nascita delle figlie costrette ad assistere alle violenze, comprese quelle sessuali, nei confronti della loro mamma, che sopportava in silenzio dentro le pareti domestiche di una casa popolare del piccolo centro di Maierato.
La donna veniva picchiata anche con un nervo da bue. L’ultimo pestaggio il 28 luglio scorso, giorno in cui la vittima ha avuto la forza di presentarsi in caserma e denunciare il tutto al maresciallo Italo Masala che è intervenuto prontamente facendo trasferire in una località protetta madre e figlie. Il resto lo hanno fatto il sostituto procuratore Stefano Troiani, del tribunale di Vibo, che ha coordinato le indagini, ed il Gip Enrica Medori, che ha emesso l’ordinanza di arresto. Altro particolare agghiacciante, l’uomo costringeva le figlie a fare taccheggio nei supermercati. Da qui la contestazione del reato di corruzione di minori.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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