Parisi, no alle forze armate per la sicurezza interna
SICUREZZA: CASINI "NON VOTIAMO DL"
Prosegue in Senato l'esame del Dl sulla sicurezza e sulle espulsioni anche per i cittadini comunitari responsabili di gravi reati. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi dice no all'utilizzo delle Forze armate per affrontare i problemi legati alla sicurezza interna. Il ministro ha parlato a 'Radio anch'io' e sottolinea che pur comprendendo le ragioni della richiesta, in quanto le Forze armate rappresentano la statualita' della loro presenza sul territorio significa che lo Stato c'e', "nella Repubblica ognuno deve fare la sua parte, le Forze armate difendono quindi il Paese da minacce che vengono dall'esterno". Dalle fila dell'opposzione il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ribadisce che "noi in queste condizioni il Decreto legge non lo votiamo". Casini definisce inoltre l'incontro di ieri tra il presidente del Consiglio italiano e quello rumeno come un "minuetto di dubbio gusto". Conversando con i cronisti a margine di un convegno sul nucleare, l'ex presidente della Camera sottolinea che il Governo "ha fatto un decreto legge che si preoccupa solo dei problemi della maggioranza e di Rifondazione comunista e non della sicurezza degli italiani. C'e' una emergenza criminalita'" ma "ieri c'e' stato un minuetto di dubbio gusto tra Prodi e Tariceanu" dove "non si sono affrontate le questioni vere, gli italiani continuano ad avere paura, ma noi continuiamo invece a fare i giochi di palazzo con Rifondazione comunista". Insomma, "noi - conclude Casini - in queste condizioni il decreto non lo votiamo". Per il Presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli "abbiamo visto dove siamo andati a finire con il falso buonismo. L'amara soddisfazione per la Lega e' che oggi Veltroni in sostanza dice le stesse cose che noi sosteniamo da dieci anni. E cioe' che l'immigrazione va controllata, che ci vuole grande severita'. Sono dieci anni che lo diciamo e ci siamo presi sempre l'accusa trita e ritrita di razzismo". Per il ministro di Prc, Paolo Ferrero "Veltroni ha proposto nei fatti un impianto emergenzialista e securitario, facendo pressing sul governo. Oggi c'e' la possibilita' di battere questa linea politica che porta dritti dritti all'accordo con Fini, con la destra". (AGI)
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