ROMA - "Siamo pronti a votare il decreto ma questo non deve essere una presa in giro". Ad affermarlo è il leader di An Gianfranco Fini nel corso della trasmissione "In mezz'ora" di Lucia Annunziata. "Le espulsioni cioé devono essere vere - precisa - e non dei semplici foglietti da dare agli stranieri. Ci deve essere l'accompagnamento coatto". "Solo a Roma andrebbero fatte subito 20.000 espulsioni", ha aggiunto il leader di An. I politici, aggiunge Fini, dovrebbero andare poi a farsi anche "un bel giro a Tor bella Monaca" che ormai "é diventata come il Bronx". Bisogna integrare chi viene in Italia per lavorare. Ma nessuno deve "mettere i piedi sul tavolo". Gianfranco Fini spiega che 200-250 mila espulsioni rappresenterebbero già un bel repulisti. Fini difende quindi la scelta di essersi recato alla stazione di Tor di Quinto, dopo l'aggressione alla signora Reggiani. "Se rimaniamo nel palazzo - commenta - allora siamo la casta; se ci rechiamo sul posto per capire strumentalizziamo".
AMATO, IN DL C'E' QUANTO CHIEDE FINI
"E' positiva la disponibilità di Fini al dialogo, ma va detto che le cose che chiede sono già nel decreto". Così Fabrizio Forquet, portavoce del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, commenta - interpellato dall'ANSA - l'intervista al leader di Alleanza Nazionale al Corriere della Sera, in cui chiede la modifica di tre punti chiave affinché sia possibile l'ok di An al decreto legge sulle espulsioni.
Di fronte alla presenza degli immigrati occorre assicurare ''la sicurezza e l'accoglienza'', garantendo ''i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli''. E' quanto ha affermato Benedetto XVI parlando ai fedeli di Piazza San Pietro dopo la recita dell'Angelus. ''Auspico - e' stato l'appello del Papa - che le relazioni tra popolazioni migranti e popolazioni locali avvengano nello spirito di quell'alta civilta' morale che e' frutto dei valori spirituali e culturali di ogni popolo e Paese''. ''Chi e' preposto alla sicurezza e all'accoglienza - ha aggiunto - sappia far uso dei mezzi atti a garantire i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli''.
PRODI SENTE TARICEANU, PRESTO SARA' A ROMA
Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha avuto oggi un lungo e cordiale colloquio telefonico con il premier rumeno Tariceanu. Nel corso della conversazione, Tariceanu ha ribadito la solidarietà sua personale e del suo governo al nostro paese per quanto accaduto a Roma. E' inoltre stata confermata la volontà di collaborazione sul tema della sicurezza. Tariceanu sarà a Roma nei prossimi giorni.
VELTRONI ALLA CDL: E' CROLLATA LA DIGA, SERVE UNITA'
''Rinnovo l'appello alla Cdl: questo e' il tipico caso che richiederebbe una mobilitazione solidale di tutti per approvare in fretta il decreto e poi l'intero pacchetto sicurezza. Sarebbe un buon viatico per un dialogo bipartisan sulle riforme costituzionali''. Il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, su 'La Repubblica', fissa i paletti per la collaborazione con il centrodestra sui temi della sicurezza, chiedendo ''piu' solidarieta' e piu' senso delle istituzioni'', per bloccare ''l'odio e le polemiche''. La diga e' crollata, continua Veltroni, le citta' non possono reggere a un flusso di immigrazione cosi' imponente senza la solidarieta' ma anche una politica seria per la sicurezza e l'integrazione.
CASINI: ITALIA NON SIA RICETTACOLO DELLA DELINQUENZA EUROPEA
''Esiste anche un'altra Roma, non solo quella della Festa del Cinema, ma una Roma non censita e che tutti fanno finta di non vedere''. Visitando un campo nomadi alla periferia della capitale, il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, non risparmia le critiche per la gestione dell'amministrazione Veltroni di questi anni. ''Da lungo tempo e' la sinistra che governa Roma - attacca - e si deve quindi assumere la responsabilita' di rispondere di questa doppia citta'''. La capitale, come altre citta' italiane, secondo Casini, e' diventata un ''ricettacolo di delinquenza''. ''E' emblematico -sottolinea - quello che hanno ricordato le autorita' della Romania: da noi, hanno detto, non ci sono questi reati e in queste dimensioni, perche' i nostri delinquenti sono andati via''. Per il leader dell'Udc ''e' paradossale che l'Italia a causa di un messaggio di lassismo e tolleranza malinteso, diventi ricettacolo di tutta la delinquenza europea''. In una situazione di questo genere, per Casini, ''le ronde non basta condannarle, le condanniamo ma dobbiamo capire perche' esistono'', visto che ''dipendono da uno stato di disperazione dei romani che vivono nei quartieri piu' degradati della citta' e molte volte sono esasperati perche' non riescono ad arrivare alla fine del mese''.
BERLUSCONI: DA PREMIER AVREI CHIUSO FRONTIERE ROMANIA
"L'Italia avrebbe dovuto fare una "moratoria nei confronti della Romania, come hanno fatto Spagna, Germania e Austria e Inghilterra che hanno chiuso le frontiere per due anni ai lavoratori provenienti da quel Paese. Se io fossi stato al governo l'avrei fatta". Questa sarebbe stata la ricetta vincente infatti secondo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per combattere e vincere sul fronte della sicurezza. Su 'La Stampa', il Cavaliere sottolinea l'inadeguatezza delle misure prese dal governo prima che l'emergenza scattasse. Una lentezza dovuta alla necessità di "accontentare la sinistra radicale". Chiara anche l'esigenza dalla quale nasce invece l'idea di varare un decreto: un provvedimento fatto per "coprire l'immagine del sindaco della capitale, cioé di una città in preda al degrado".
15:37
ROMA - Controlli sistematici e continuità nell'azione di monitoraggio dei soggetti comunitari da allontanare. E' quanto raccomanda il Viminale in una circolare ai prefetti che stabilisce le regole applicative del decreto per l'allontanamento dei cittadini comunitari dal territorio nazionale. La circolare di due pagine raccomanda "la continuità dell' azione, senza far ricorso ad interventi accentuati nel numero, che potrebbero inficiare l'efficacia dei provvedimenti adottati".
La circolare del Viminale, firmata dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, nella prima parte spiega le novita' introdotte dal decreto legge approvato nel recente Consiglio dei Ministri ed invita i prefetti ''ad esercitare i poteri attribuiti loro dalla nuova normativa, adottando iniziative tali da consentire una pianificazione degli interventi che li rendano idonei ad individuare quei soggetti per i quali i provvedimenti di allontanamento siano adeguatamente motivati''. La circolare si conclude con l'invito ai prefetti ''ad assicurare un monitoraggio costante delle situazioni a rischio, privilegiando il metodo della sistematicita' dei controlli e della continuita' dell'azione''.
AMATO, IN DL C'E' QUANTO CHIEDE FINI
"E' positiva la disponibilità di Fini al dialogo, ma va detto che le cose che chiede sono già nel decreto". Così Fabrizio Forquet, portavoce del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, commenta - interpellato dall'ANSA - l'intervista al leader di Alleanza Nazionale al Corriere della Sera, in cui chiede la modifica di tre punti chiave affinché sia possibile l'ok di An al decreto legge sulle espulsioni.
Di fronte alla presenza degli immigrati occorre assicurare ''la sicurezza e l'accoglienza'', garantendo ''i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli''. E' quanto ha affermato Benedetto XVI parlando ai fedeli di Piazza San Pietro dopo la recita dell'Angelus. ''Auspico - e' stato l'appello del Papa - che le relazioni tra popolazioni migranti e popolazioni locali avvengano nello spirito di quell'alta civilta' morale che e' frutto dei valori spirituali e culturali di ogni popolo e Paese''. ''Chi e' preposto alla sicurezza e all'accoglienza - ha aggiunto - sappia far uso dei mezzi atti a garantire i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli''.
PRODI SENTE TARICEANU, PRESTO SARA' A ROMA
Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha avuto oggi un lungo e cordiale colloquio telefonico con il premier rumeno Tariceanu. Nel corso della conversazione, Tariceanu ha ribadito la solidarietà sua personale e del suo governo al nostro paese per quanto accaduto a Roma. E' inoltre stata confermata la volontà di collaborazione sul tema della sicurezza. Tariceanu sarà a Roma nei prossimi giorni.
VELTRONI ALLA CDL: E' CROLLATA LA DIGA, SERVE UNITA'
''Rinnovo l'appello alla Cdl: questo e' il tipico caso che richiederebbe una mobilitazione solidale di tutti per approvare in fretta il decreto e poi l'intero pacchetto sicurezza. Sarebbe un buon viatico per un dialogo bipartisan sulle riforme costituzionali''. Il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, su 'La Repubblica', fissa i paletti per la collaborazione con il centrodestra sui temi della sicurezza, chiedendo ''piu' solidarieta' e piu' senso delle istituzioni'', per bloccare ''l'odio e le polemiche''. La diga e' crollata, continua Veltroni, le citta' non possono reggere a un flusso di immigrazione cosi' imponente senza la solidarieta' ma anche una politica seria per la sicurezza e l'integrazione.
CASINI: ITALIA NON SIA RICETTACOLO DELLA DELINQUENZA EUROPEA
''Esiste anche un'altra Roma, non solo quella della Festa del Cinema, ma una Roma non censita e che tutti fanno finta di non vedere''. Visitando un campo nomadi alla periferia della capitale, il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, non risparmia le critiche per la gestione dell'amministrazione Veltroni di questi anni. ''Da lungo tempo e' la sinistra che governa Roma - attacca - e si deve quindi assumere la responsabilita' di rispondere di questa doppia citta'''. La capitale, come altre citta' italiane, secondo Casini, e' diventata un ''ricettacolo di delinquenza''. ''E' emblematico -sottolinea - quello che hanno ricordato le autorita' della Romania: da noi, hanno detto, non ci sono questi reati e in queste dimensioni, perche' i nostri delinquenti sono andati via''. Per il leader dell'Udc ''e' paradossale che l'Italia a causa di un messaggio di lassismo e tolleranza malinteso, diventi ricettacolo di tutta la delinquenza europea''. In una situazione di questo genere, per Casini, ''le ronde non basta condannarle, le condanniamo ma dobbiamo capire perche' esistono'', visto che ''dipendono da uno stato di disperazione dei romani che vivono nei quartieri piu' degradati della citta' e molte volte sono esasperati perche' non riescono ad arrivare alla fine del mese''.
BERLUSCONI: DA PREMIER AVREI CHIUSO FRONTIERE ROMANIA
"L'Italia avrebbe dovuto fare una "moratoria nei confronti della Romania, come hanno fatto Spagna, Germania e Austria e Inghilterra che hanno chiuso le frontiere per due anni ai lavoratori provenienti da quel Paese. Se io fossi stato al governo l'avrei fatta". Questa sarebbe stata la ricetta vincente infatti secondo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per combattere e vincere sul fronte della sicurezza. Su 'La Stampa', il Cavaliere sottolinea l'inadeguatezza delle misure prese dal governo prima che l'emergenza scattasse. Una lentezza dovuta alla necessità di "accontentare la sinistra radicale". Chiara anche l'esigenza dalla quale nasce invece l'idea di varare un decreto: un provvedimento fatto per "coprire l'immagine del sindaco della capitale, cioé di una città in preda al degrado".
15:37
Circolare ai prefetti,
controlli sistematici
controlli sistematici
La circolare del Viminale, firmata dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, nella prima parte spiega le novita' introdotte dal decreto legge approvato nel recente Consiglio dei Ministri ed invita i prefetti ''ad esercitare i poteri attribuiti loro dalla nuova normativa, adottando iniziative tali da consentire una pianificazione degli interventi che li rendano idonei ad individuare quei soggetti per i quali i provvedimenti di allontanamento siano adeguatamente motivati''. La circolare si conclude con l'invito ai prefetti ''ad assicurare un monitoraggio costante delle situazioni a rischio, privilegiando il metodo della sistematicita' dei controlli e della continuita' dell'azione''.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















