SCEGLI: Cronaca - Politica - Economia - Ambiente - Salute - VideoNews
- Sport
L'Okkio Arte, Cinema e Comunicazione - "Ridendo castigo i mori" - Le "altre"news - Seduti sul muretto
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini - ZTL in Italia
Chi è Chi - Entertainment
- Spettacoli - Arte & Cultura - Eventi - Cuoco anch'io
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
(documentazione video)
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
L'Okkio Arte, Cinema e Comunicazione - "Ridendo castigo i mori" - Le "altre"news - Seduti sul muretto
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini - ZTL in Italia
Chi è Chi - Entertainment
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Venerdì, 8 Agosto : 2008
Dal prossimo inverno nuovo giro di vite contro l'inquinamento
Smog, requiem per gli Euro2
Stop per i diesel con più di 10 anni
Stop per i diesel con più di 10 anni
A quale categoria "Euro" appartiene la mia auto?
Torino. Smog, nuova ondata di divieti. Dal prossimo inverno i diesel Euro 2 immatricolati da più di 10 anni, privati e merci, terranno compagnia agli Euro0 benzina e agli Euro0-Euro1 diesel che a Torino e nei 16 Comuni dell’area metropolitana sono già stati messi fuori gioco da novembre 2007 tra non poche proteste.
Ora la mannaia si abbatterà sugli Euro 2 diesel con oltre 10 anni di vita, ma solo nei Comuni che superano i 20 mila abitanti. «Il 10 settembre incontreremo le Province per verificare i miglioramenti della qualità dell’aria e i cambiamenti di rotta per proseguire nella lotta all’inquinamento - annuncia l’assessore regionale Nicola de Ruggiero (Ambiente) -. Inoltre esamineremo la nuova direttiva europea, caratterizzata da limiti più ferrei».
Tra le altre cose, si parlerà anche del nuovo divieto. Spetterà alle Province convocare in un secondo momento le amministrazioni interessate per decidere come tradurlo in pratica. Il dibattito riguarderà gli orari, che potrebbero ricalcare quelli dei provvedimenti già in vigore, e le eventuali deroghe. Nel 2007, quando scattarono i limiti di circolazione per i veicoli Euro0 ed Euro 1, il Comune di Torino decise di «graziare» gli ultrasessantacinquenni al volante nonostante le proteste della Regione («Misura incoerente», sentenziò de Ruggiero). Lo schema potrebbe ripetersi.
Un altro problema chiama in causa la convivenza tra divieti diversi in aree diverse del territorio urbano. Il discorso vale per Torino, dove i mezzi Euro 2 - benzina e diesel, privati e merci - sono già esclusi dalla ZTL Ambientale: quelli privati dalle 7,30 alle 19; I merci dalle 9 alle 13. «Bisognerà armonizzare il divieto della ZTL Ambientale con il resto del territorio urbano - commenta l’assessore comunale Domenico Mangone (Ambiente) -. Sarà una bella sfida...».
Al momento non è nemmeno chiaro quanti sono i mezzi interessati dal nuovo giro di vite. Stando ai numeri forniti qualche tempo fa dalla Regione, gli autoveicoli con più di 10 anni di età circolanti in provincia di Torino sono 253.576: 190.488 quelli privati, 63.088 i merci. Vai a sapere quanti sono gli Euro 2 diesel.
Si vedrà. Garantita la confusione degli automobilisti e le proteste di chi si chiede che senso abbia pagare bollo, assicurazione, revisione e controllo dei fumi per veicoli «virtuali». Qualche perplessità si respira anche in Provincia, con riferimento all’efficacia di questo ed altri provvedimenti. «Troppe misure, non sempre legate tra loro. Alcune di difficile attuazione», taglia corto l’assessore Dorino Piras (Qualità dell’Aria).
Il riferimento chiama in causa non solo i divieti di circolazione ma l’obbligo per i Comuni sopra i 20 mila abitanti di estendere di almeno il 20% la Zone a traffico limitato (ZTL) sul loro territorio: pena giocarsi i finanziamenti previsti dalla Regione. Un’altra bella gatta da pelare. Ad oggi la risposta da parte delle amministrazioni del Torinese è stata a dir poco tiepida. Persino il conteggio della superficie adibita a ZTL presentato dal Comune di Torino è oggetto di una diatriba con la Provincia, incaricata di certificare il calcolo. Solo per Palazzo civico c’è in ballo un incentivo di 700 mila euro. A proposito: il Piano regionale prevede che dal prossimo inverno le ZTL vengano adottate anche nei Comuni tra 10 e 20 mila abitanti.
Ce n’è abbastanza per mettere al lavoro schiere di geometri. Il che non smorza la determinazione della Regione. «Il miglioramento della qualità dell’aria e il rinnovo del parco-auto ci incoraggiano a proseguire - spiega de Ruggiero, contrario a concedere rinvii -. Particolare non trascurabile, è solo grazie agli interventi già messi in campo se ci sono state risparmiate le multe, salatissime, previste da Bruxelles per chi non rispetta i limiti previsti dalla direttiva europea. Un’apertura di credito importante, ma non illimitata».
Ora la mannaia si abbatterà sugli Euro 2 diesel con oltre 10 anni di vita, ma solo nei Comuni che superano i 20 mila abitanti. «Il 10 settembre incontreremo le Province per verificare i miglioramenti della qualità dell’aria e i cambiamenti di rotta per proseguire nella lotta all’inquinamento - annuncia l’assessore regionale Nicola de Ruggiero (Ambiente) -. Inoltre esamineremo la nuova direttiva europea, caratterizzata da limiti più ferrei».
Tra le altre cose, si parlerà anche del nuovo divieto. Spetterà alle Province convocare in un secondo momento le amministrazioni interessate per decidere come tradurlo in pratica. Il dibattito riguarderà gli orari, che potrebbero ricalcare quelli dei provvedimenti già in vigore, e le eventuali deroghe. Nel 2007, quando scattarono i limiti di circolazione per i veicoli Euro0 ed Euro 1, il Comune di Torino decise di «graziare» gli ultrasessantacinquenni al volante nonostante le proteste della Regione («Misura incoerente», sentenziò de Ruggiero). Lo schema potrebbe ripetersi.
Un altro problema chiama in causa la convivenza tra divieti diversi in aree diverse del territorio urbano. Il discorso vale per Torino, dove i mezzi Euro 2 - benzina e diesel, privati e merci - sono già esclusi dalla ZTL Ambientale: quelli privati dalle 7,30 alle 19; I merci dalle 9 alle 13. «Bisognerà armonizzare il divieto della ZTL Ambientale con il resto del territorio urbano - commenta l’assessore comunale Domenico Mangone (Ambiente) -. Sarà una bella sfida...».
Al momento non è nemmeno chiaro quanti sono i mezzi interessati dal nuovo giro di vite. Stando ai numeri forniti qualche tempo fa dalla Regione, gli autoveicoli con più di 10 anni di età circolanti in provincia di Torino sono 253.576: 190.488 quelli privati, 63.088 i merci. Vai a sapere quanti sono gli Euro 2 diesel.
Si vedrà. Garantita la confusione degli automobilisti e le proteste di chi si chiede che senso abbia pagare bollo, assicurazione, revisione e controllo dei fumi per veicoli «virtuali». Qualche perplessità si respira anche in Provincia, con riferimento all’efficacia di questo ed altri provvedimenti. «Troppe misure, non sempre legate tra loro. Alcune di difficile attuazione», taglia corto l’assessore Dorino Piras (Qualità dell’Aria).
Il riferimento chiama in causa non solo i divieti di circolazione ma l’obbligo per i Comuni sopra i 20 mila abitanti di estendere di almeno il 20% la Zone a traffico limitato (ZTL) sul loro territorio: pena giocarsi i finanziamenti previsti dalla Regione. Un’altra bella gatta da pelare. Ad oggi la risposta da parte delle amministrazioni del Torinese è stata a dir poco tiepida. Persino il conteggio della superficie adibita a ZTL presentato dal Comune di Torino è oggetto di una diatriba con la Provincia, incaricata di certificare il calcolo. Solo per Palazzo civico c’è in ballo un incentivo di 700 mila euro. A proposito: il Piano regionale prevede che dal prossimo inverno le ZTL vengano adottate anche nei Comuni tra 10 e 20 mila abitanti.
Ce n’è abbastanza per mettere al lavoro schiere di geometri. Il che non smorza la determinazione della Regione. «Il miglioramento della qualità dell’aria e il rinnovo del parco-auto ci incoraggiano a proseguire - spiega de Ruggiero, contrario a concedere rinvii -. Particolare non trascurabile, è solo grazie agli interventi già messi in campo se ci sono state risparmiate le multe, salatissime, previste da Bruxelles per chi non rispetta i limiti previsti dalla direttiva europea. Un’apertura di credito importante, ma non illimitata».
A quale categoria "Euro" appartiene la mia auto?
Ultimo aggiornamento 03.01.2008 9:10
La Comunità europea ha emanato una serie di Direttive per regolamentare le emissioni di inquinanti dei veicoli. In base a queste direttive sono state individuate diverse categorie di appartenenza. Per capire a quale di queste categorie appartiene la propria auto è necessario controllare i riferimenti presenti nella carta di circolazione del veicolo. Tali riferimenti indicano quale normativa Euro è stata rispettata dalla casa costruttrice.
Sulla carta di circolazione di vecchio tipo l'indicazione dell'Euro di riferimento si trova in basso nel riquadro 2, su quella di nuovo tipo, formato A4, l'indicazione è riportata alla lettera V.9 del riquadro 2 ed è spesso integrata con una ulteriore specifica nel riquadro 3.
Le Direttive anti-inquinamento per autoveicoli e veicoli commerciali con massa complessiva a pieno carico (m.c.p.c.) non superiore a 3,5 ton
Categoria Euro Direttiva di riferimento Data di entrata in vigore
Euro 1 91/441/CEE
91/542/CEE punto 6.2.1.A
93/59/CEE 1.1.1993
Euro 2 91/542/CEE punto 6.2.1.B
94/12/CE
96/1/CE
96/44/CE
96/69/CE
98/77/CE 1.1.1997
Euro 3 98/69/CE
98/77/CE rif 98/69/CE A
1999/96/CE A
1999/102/CE rif. 98/69/CE
2001/1/CE rif 98/69/CE
2001/27/CE A
2001/100/CE A
2002/80/CE A
2003/76/CE A 1.1.2001
Euro 4 98/69/CE B
98/77/CE rif. 98/69/CE B
1999/96/CE B
1999/102/CE rif. 98/69/CE B
2001/1/CE rif. 98/69 CE B
2001/27/CE B
2001/100/CE B
2002/80/CE B
2003/76/CE B
2005/55/CE B1
2006/51/CE rif. 2005/55/CE B1 1.1.2006
Euro 5 2005/55/CE B2
2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2
2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 (ecol. migliorato) oppure Riga C
1999/96/CE fase III oppure Riga B2 o C
2001/27/CE Rif. 1999/96 Riga B2 oppure Riga C
2005/78/CE Rif 2005/55 CE Riga B2 oppure riga C 1.9.2009
Altre diciture sono visualizzabili sul sito "Liberiamo l'aria" della Regione Emilia-Romagna.
Attenzione: occorre verificare sempre sulla carta di circolazione (libretto) la Direttiva riportata. Le date di obbligatorietà per le nuove immatricolazioni sono solo indicative ma non determinanti. Molti costruttori commercializzano infatti anni prima dell'obbligatorietà di una nuova categoria Euro, ma sono anche ammesse le commercializzazioni delle giacenze dopo la data di obbligatorietà.
Si precisa che l'autoveicolo rientra nella classe ambiente EURO 4 solo se la Direttiva di riferimento riporta la lettera B. Qualunque altra sigla indica il riferimento ad una normativa precedente (Euro1, Euro2, Euro3).
Quando si decide l'acquisto di un veicolo nuovo, è dunque importante informarsi anche sulla direttiva europea osservata per costruirlo.
Immagine di una carta di circolazione tipo nuovo di un autoveicolo Euro 4 benzina (106 Kb) Euro 4 diesel (45 Kb)
Immagine di una carta di circolazione tipo vecchio (77 kb)
Significato dei codici riportati sulla carta di circolazione di nuovo tipo (332 Kb)
Elenco delle Sigle FAP
Aggiornato in base ai dati forniti dall'Unione nazionale rappresentanti autoveicoli (Unrae) e dalle case costruttrici.
Categorie Euro di motocicli, ciclomotori e autocarri
A quale "categoria Euro" appartiene la mia moto?
A quale "categoria Euro" appartiene il mio camion?
Per informazioni: Informambiente 800 018235
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















