Marted́, 30 Ottobre 2007
SOLDATESSA POSA SENZA VELI,
E' FESTA IN CASERMA
E' FESTA IN CASERMA
Basco, borraccia, autoreggenti e tanga.
Pilar Pacheco e' la prima soldatessa spagnola ad aver posato 'senza veli' per la copertina di una rivista. Ventisei anni, la bella Pilar e' nata a Salamanca e si arruolata nell'esercito raggiunta la maggiore eta'. Attualmente lavora come amministrativa in una caserma di Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino.
Questa settimana ha realizzato il suo sogno: posare per una rivista. 'Interviu'' le ha dedicato la copertina e un ampio reportage all'interno della rivista.
"Il reportage ha fatto scalpore nella mia caserma, i miei compagni sono entusiasti", ha raccontato Pilar a 'El Pais', "Pero' e' normale, perche' io non sono famosa e questo li ha sorpresi molto. Tutti mi fanno i complimenti perche' dicono che sono venuta molto bene nelle foto". Il Comando dell'esercito non si e' espresso sul servizio, ma la soldatessa pensa che non sara' punita: "I miei capi sono migliori di quelli che si possono incontrare nella vita civile, perche' qui tutti sono rispettati e trattati con cortesia militare".
Pilar Pacheco e' la prima soldatessa spagnola ad aver posato 'senza veli' per la copertina di una rivista. Ventisei anni, la bella Pilar e' nata a Salamanca e si arruolata nell'esercito raggiunta la maggiore eta'. Attualmente lavora come amministrativa in una caserma di Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino.
Questa settimana ha realizzato il suo sogno: posare per una rivista. 'Interviu'' le ha dedicato la copertina e un ampio reportage all'interno della rivista.
"Il reportage ha fatto scalpore nella mia caserma, i miei compagni sono entusiasti", ha raccontato Pilar a 'El Pais', "Pero' e' normale, perche' io non sono famosa e questo li ha sorpresi molto. Tutti mi fanno i complimenti perche' dicono che sono venuta molto bene nelle foto". Il Comando dell'esercito non si e' espresso sul servizio, ma la soldatessa pensa che non sara' punita: "I miei capi sono migliori di quelli che si possono incontrare nella vita civile, perche' qui tutti sono rispettati e trattati con cortesia militare".
- Horacio Verbitsky












