SOLDINI,
VI RACCONTO IL DRAMMA DEL PRECARIATO
VI RACCONTO IL DRAMMA DEL PRECARIATO
- Depardieu omaggia Bertolucci
- Alla Festa anche le donne assassine
di Alessandra Magliaro
ROMA - E' l'Italia del precariato, quella senza certezze di posto di lavoro, senza sicurezze sociali ad irrompere alla Festa di Roma. Silvio Soldini, il regista poetico, intimista di Pane e Tulipani e di Agata nella tempesta, porta nella sezione Premiere, Giorni e Nuvole, un bel film ambientato a Genova che intercetta, anche volutamente, l'attualità sociale del nostro paese.
La disgregazione della coppia formata dal dirigente Antonio Albanese e dalla restauratrice Margherita Buy, la sua più o meno tenuta dopo 20 anni di unione e una figlia (Alba Rohrwacher), è direttamente collegata all'improvviso prematuro licenziamento di lui, incapace a quel punto di reagire ad una situazione che certo non pensava di vivere. "Storie come queste sembra che possano capitare sempre a qualcun altro, mai a te, e con questo stupore le vive il protagonista che ne risulta come tramortito", ha raccontato oggi Soldini del film che, prodotto da Lionello Cerri, uscirà distribuito dalla Warner Bros venerdì. Giorni e Nuvole, quasi tutto girato con la macchina a mano e con una fotografia notevole (di Romiro Civita) "é una storia ha spiegato Antonio Albanese - che mi ha coinvolto immediatamente. Ho fatto l'operaio, sono figlio di operai e non ho mai dimenticato quel mondo che anzi ho raccontato a teatro con Giù al Nord. Il mondo del lavoro, le sue problematiche mi appartengono.
Così mi ci sono buttato con cuore e anima. Un mio amico che ha perso il lavoro come il mio personaggio, per un mese ha avuto lo sguardo fisso per lo choc, l'umiliazione e la vergogna. Il brutto è che non mi sono stupito di quel mio coetaneo che due settimane fa si è suicidato perché non riusciva a pagare il mutuo, conosco bene queste situazioni e il film è bello proprio perché è un'onesta rappresentazione di questi drammi, senza permettersi di giudicarli". Soldini ha lottato molto, con se stesso soprattutto, affinché il finale fosse nonostante tutto, nonostante l'ex dirigente si improvvisi pony express, tinteggiatore di appartamenti, comunque un fallito, pieno di speranza. "Tutta la storia mi portava alla disperazione, il personaggio si sarebbe potuto suicidare, ma io non volevo. Per questo la fine è positiva: lui trova nell'amore per la moglie qualcosa che lo aiuta a lottare".
Accanto al dramma sociale c'é infatti in equilibrio anche la storia della coppia, "dopo l'esperienza di Agata nella tempesta, un film colorato, surreale, avevo voglia di stare dentro la realtà e però analizzare a fondo, più di sempre, il tema della relazione d'amore". Francesco Piccolo, con Doriana Leondeff, Federica Pontremoli e lo stesso Soldini, ha scritto la sceneggiatura, "volendo raccontare la lenta ma inesorabile discesa di una coppia borghese in caduta libera in questi tempi difficili".
Il film, che ha nel cast anche Fabio Troiano e l'attore feticcio di Soldini Giuseppe Battiston (impegnato su un set in Argentina), ha avuto il merito di guarire in parte le note nevrosi di Margherita Buy: "ho scoperto che Albanese è più nevrotico di me e mi sono placata. Io, che sono la donna più ansiosa possibile, dicevo a lui di stare tranquillo, il colmo". Spera la Buy con il ruolo di questa moglie che riesce a reagire in maniera concreta allo sfaldamento delle certezze, di "riscattare gli ultimi ruoli che mi avevano vista come donna tradita, sottomessa ai sentimenti".
La disgregazione della coppia formata dal dirigente Antonio Albanese e dalla restauratrice Margherita Buy, la sua più o meno tenuta dopo 20 anni di unione e una figlia (Alba Rohrwacher), è direttamente collegata all'improvviso prematuro licenziamento di lui, incapace a quel punto di reagire ad una situazione che certo non pensava di vivere. "Storie come queste sembra che possano capitare sempre a qualcun altro, mai a te, e con questo stupore le vive il protagonista che ne risulta come tramortito", ha raccontato oggi Soldini del film che, prodotto da Lionello Cerri, uscirà distribuito dalla Warner Bros venerdì. Giorni e Nuvole, quasi tutto girato con la macchina a mano e con una fotografia notevole (di Romiro Civita) "é una storia ha spiegato Antonio Albanese - che mi ha coinvolto immediatamente. Ho fatto l'operaio, sono figlio di operai e non ho mai dimenticato quel mondo che anzi ho raccontato a teatro con Giù al Nord. Il mondo del lavoro, le sue problematiche mi appartengono.
Così mi ci sono buttato con cuore e anima. Un mio amico che ha perso il lavoro come il mio personaggio, per un mese ha avuto lo sguardo fisso per lo choc, l'umiliazione e la vergogna. Il brutto è che non mi sono stupito di quel mio coetaneo che due settimane fa si è suicidato perché non riusciva a pagare il mutuo, conosco bene queste situazioni e il film è bello proprio perché è un'onesta rappresentazione di questi drammi, senza permettersi di giudicarli". Soldini ha lottato molto, con se stesso soprattutto, affinché il finale fosse nonostante tutto, nonostante l'ex dirigente si improvvisi pony express, tinteggiatore di appartamenti, comunque un fallito, pieno di speranza. "Tutta la storia mi portava alla disperazione, il personaggio si sarebbe potuto suicidare, ma io non volevo. Per questo la fine è positiva: lui trova nell'amore per la moglie qualcosa che lo aiuta a lottare".
Accanto al dramma sociale c'é infatti in equilibrio anche la storia della coppia, "dopo l'esperienza di Agata nella tempesta, un film colorato, surreale, avevo voglia di stare dentro la realtà e però analizzare a fondo, più di sempre, il tema della relazione d'amore". Francesco Piccolo, con Doriana Leondeff, Federica Pontremoli e lo stesso Soldini, ha scritto la sceneggiatura, "volendo raccontare la lenta ma inesorabile discesa di una coppia borghese in caduta libera in questi tempi difficili".
Il film, che ha nel cast anche Fabio Troiano e l'attore feticcio di Soldini Giuseppe Battiston (impegnato su un set in Argentina), ha avuto il merito di guarire in parte le note nevrosi di Margherita Buy: "ho scoperto che Albanese è più nevrotico di me e mi sono placata. Io, che sono la donna più ansiosa possibile, dicevo a lui di stare tranquillo, il colmo". Spera la Buy con il ruolo di questa moglie che riesce a reagire in maniera concreta allo sfaldamento delle certezze, di "riscattare gli ultimi ruoli che mi avevano vista come donna tradita, sottomessa ai sentimenti".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).













