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Domenica, 23 Novembre : 2008
> La scienza in orbita
ROMA - Saranno italiane le prime immagini tridimensionali della Terra fornite da satellite: il primato che l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) si prepara a raggiungere a breve grazie alla costellazione Cosmo SkyMed poggia su una tradizione più che ventennale. Osservazione della Terra, telecomunicazioni, navigazione satellitare sono le sfide dei prossimi anni, ed anche i settori nei quali lo spazio italiano è stato presente fin dall'inizio. Nel 1977 il lancio di Sirio, il primo satellite nazionale per le telecomunicazioni, ha segnato il debutto dell'Italia nei satelliti di tipo applicativo. Una strada nella quale l'Italia ha continuato a impegnarsi in pieno dopo la nascita dell'Asi, avvenuta nel febbraio 1988: nemmeno un anno più tardi, il 12 luglio 1989 l'Italia entrava a far parte dei Paesi in grado di trasmettere programmi televisivi via satellite grazie alla partecipazione al satellite dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) per la televisione diretta Olympus. Dopo la tv, le telecomunicazioni: il 16 gennaio 1991 l'Asi lanciava Italsat 1, unico nel suo genere perché funzionava come una vera e propria centrale telefonica in orbita. Per potenziare ulteriormente le trasmissioni di canali televisivi, il 9 agosto 1996 venne lanciato Italsat 2, utilizzato anche per comunicazioni telefoniche nazionali e per comunicazioni con mezzi mobili in Europa, Nord Africa e Turchia.
L'Italia ha inoltre partecipato alla realizzazione del più grande satellite per telecomunicazioni europeo, Artemis: lanciato il 12 luglio 2001, venne utilizzato come ripetitore per migliorare velocità e qualità delle trasmissioni degli altri satelliti europei posizionati in un'orbita più bassa. Artemis é anche un elemento chiave del sistema di navigazione satellitare Egnos, il precursore del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo. Oggi l'Asi continua ad essere in prima fila negli sviluppi di Galileo, che prevede il posizionamento in orbita di una costellazione di 30 satelliti per il 2013 ed è in via di realizzazione in Italia, nel centro Spaziale del Fucino della Telespazio (Finmeccanica-Thales) uno dei due centri di controllo del sistema; l'altro si trova in Germania, a Monaco.
L'osservazione della Terra è un altro fiore all'occhiello dello spazio italiano. Le attività dell'Asi in questo campo sono partite nei primi anni '90 con la partecipazione ai programmi dell'Esa Ers 1 (17 luglio 1991) ed Ers 2 (21 aprile 1995): vere e proprie sentinelle dell'ambiente, dal controllo dell'inquinamento agli effetti delle maree, ai movimenti della crosta terrestre, anche grazie tecnologie italiane d'avanguardia come i quattro sensori Gome di Ers 2 destinati a controllare il buco dell'ozono. Altrettanto importante è il contributo italiano a Envisat, il satellite dell'Esa che dal primo marzo 2002 controlla lo stato di salute del pianeta, dalla situazione dei ghiacci alla desertificazione. Da queste esperienze e dalle competenze acquisite nel settore dei radar è nato il programma per l'osservazione della Terra Cosmo SkyMed, il più grande programma spaziale italiano, frutto di un accordo fra Asi e ministero della Difesa e costato un miliardo di euro. I radar ad apertura sintetica (Sar) permettono di rilevare immagini anche di notte e attraverso le nubi e, grazie a queste caratteristiche, nei mesi scorsi i primi due satelliti della costellazione (lanciati l'8 giugno e il 9 dicembre 2007) hanno fornito le immagini dei disastri causati dal ciclone Nargis in Birmania, dal terremoto in Cina e dagli uragani Hannah e Ike su Haiti. Il 25 ottobre scorso è stato lanciato il terzo dei quattro satelliti della costellazione: con gli altri due fornirà entro l'anno le prime immagini tridimensionali della Terra.
L'AGENZIA SPAZIALE ITALIANA COMPIE 20 ANNI
Equilibrio tra ricerca e infrastrutture: è il segreto grazie al quale da 20 anni l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) "gioca in serie A" a livello internazionale. Ed è con questo spirito che l'Asi sta guardando al futuro, alla vigilia di appuntamenti cruciali come la conferenza ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) del prossimo 25 novembre e il nuovo Piano Spaziale Nazionale. Lo fa forte di una lunga e intensa esperienza, cominciata ufficialmente il 3 febbraio 1988, con la legge che l'ha istituita.
L'Italia ha inoltre partecipato alla realizzazione del più grande satellite per telecomunicazioni europeo, Artemis: lanciato il 12 luglio 2001, venne utilizzato come ripetitore per migliorare velocità e qualità delle trasmissioni degli altri satelliti europei posizionati in un'orbita più bassa. Artemis é anche un elemento chiave del sistema di navigazione satellitare Egnos, il precursore del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo. Oggi l'Asi continua ad essere in prima fila negli sviluppi di Galileo, che prevede il posizionamento in orbita di una costellazione di 30 satelliti per il 2013 ed è in via di realizzazione in Italia, nel centro Spaziale del Fucino della Telespazio (Finmeccanica-Thales) uno dei due centri di controllo del sistema; l'altro si trova in Germania, a Monaco.
L'osservazione della Terra è un altro fiore all'occhiello dello spazio italiano. Le attività dell'Asi in questo campo sono partite nei primi anni '90 con la partecipazione ai programmi dell'Esa Ers 1 (17 luglio 1991) ed Ers 2 (21 aprile 1995): vere e proprie sentinelle dell'ambiente, dal controllo dell'inquinamento agli effetti delle maree, ai movimenti della crosta terrestre, anche grazie tecnologie italiane d'avanguardia come i quattro sensori Gome di Ers 2 destinati a controllare il buco dell'ozono. Altrettanto importante è il contributo italiano a Envisat, il satellite dell'Esa che dal primo marzo 2002 controlla lo stato di salute del pianeta, dalla situazione dei ghiacci alla desertificazione. Da queste esperienze e dalle competenze acquisite nel settore dei radar è nato il programma per l'osservazione della Terra Cosmo SkyMed, il più grande programma spaziale italiano, frutto di un accordo fra Asi e ministero della Difesa e costato un miliardo di euro. I radar ad apertura sintetica (Sar) permettono di rilevare immagini anche di notte e attraverso le nubi e, grazie a queste caratteristiche, nei mesi scorsi i primi due satelliti della costellazione (lanciati l'8 giugno e il 9 dicembre 2007) hanno fornito le immagini dei disastri causati dal ciclone Nargis in Birmania, dal terremoto in Cina e dagli uragani Hannah e Ike su Haiti. Il 25 ottobre scorso è stato lanciato il terzo dei quattro satelliti della costellazione: con gli altri due fornirà entro l'anno le prime immagini tridimensionali della Terra.
L'AGENZIA SPAZIALE ITALIANA COMPIE 20 ANNI
Equilibrio tra ricerca e infrastrutture: è il segreto grazie al quale da 20 anni l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) "gioca in serie A" a livello internazionale. Ed è con questo spirito che l'Asi sta guardando al futuro, alla vigilia di appuntamenti cruciali come la conferenza ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) del prossimo 25 novembre e il nuovo Piano Spaziale Nazionale. Lo fa forte di una lunga e intensa esperienza, cominciata ufficialmente il 3 febbraio 1988, con la legge che l'ha istituita.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















