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 Speciale, dimissioni accettate Annullato l'ultimo suo ordine
Sabato, 15 Dicembre 2007
La Repubblica ha scritto: La decisione dopo la richiesta del generale rimosso dal governo
I giudici del Lazio negano l'indennizzo di 5 milioni per i danni
Visco, Tar accoglie il ricorso di Speciale
"Sono reintegrato e D'Arrigo decade"
Il 19 dicembre il gip decide se archiviare o meno l'accusa di abuso d'ufficio per il viceministro
Padoa-Schioppa: "Il governo eserciterà le proprie prerogative nell'interesse del Paese"
di ELSA VINCI
Roberto Speciale
ROMA - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del generale Roberto Speciale contro la revoca dal suo incarico di comandante generale della Guardia di Finanza, ma non nella parte del risarcimento di 5 milioni. E al ministero dell'Economia è stato ingiunto di pagare 6.000 euro di spese legali. "Così io sono stato reintegrato - è la prima reazione di Speciale in un'intervista al Giornaleradio Rai -, quindi automaticamente" l'attuale comandante della Guardia di finanza, generale Cosimo D'Arrigo, "decade". D'Arrigo decade, secondo il generale Speciale, "perché, se è vero quello che mi hanno detto i miei legali, è stato annullato il provvedimento di nomina del povero D'Arrigo. Lui è incolpevole, io sono molto amico di D'Arrigo, lo rispetto moltissimo". Quindi ora lei tornerà nel suo ufficio a via XXI aprile, chiede il cronista? "Ci sto pensando - rispende il generale - c'è questo fine settimana, lo Stato ordina, io obbedisco come sempre". Se tornerò, ha aggiunto, il primo atto sarà di "riabbracciare i miei 64.000 finanzieri che non mi hanno mai dimenticato".
Dopo la valutazione, il governo fa sapere che si muoverà lungo tre "principi-guida", fra cui "il massimo rispetto della magistratura amministrativa" ma anche l'intendimento di "esercitare pienamente le proprie pregative nell'interesse del Paese", infine "la massima cura e attenzione al corpo della Guardia di finanza e alle sue esigenze di operare in serenità e in condizioni di certezza". Lo ha detto, in Aula, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa.
Speciale contestava davanti al Tar la legittimità del decreto del governo con il quale il primo giugno scorso è stato rimosso da comandante generale della Guardia di Finanza, dopo lo scontro con il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. E aveva chiesto anche un risarcimento di 5 milioni di euro, ritenendo - si leggeva nel ricorso - la rimozione dall'incarico lesiva "non tanto e non solo dal punto di vista economico-professionale, quanto sotto l'aspetto dell'immagine, della dignità e della onorabilità professionale".
Speciale, tramite i suoi legali Filippo Satta, Gianluca Esposito ed Anna Romano, aveva sollevato una lunga serie di rilievi al decreto governativo firmato dal presidente della Repubblica il 1 giugno scorso. Tutto, partendo da un dato: la vera finalità dietro alla sua revoca - continua il ricorso - "e sostituire un soggetto di diversa nomina politica e politicamente, questo sì, non complice". Lo scopo, quindi, non sarebbe stato la nomina di un nuovo comandante, bensì l'azzeramento totale di quel vertice della Gdf che era costato la perdita delle deleghe al vice ministro Vincenzo Visco.
Speciale inoltre, per tramite dei suoi legali, aveva fornito una ulteriore strada interpretativa: la rimozione dall'incarico sarebbe stata "una sanzione disciplinare" in violazione dei "fondamentali principi sul procedimento, sul contraddittorio e quindi sul diritto di difesa".
L'udienza davanti al Tar del Lazio si è svolta lo scorso 7 novembre. E le parti in causa, ovvero il generale da un lato e la presidenza del Consiglio, i ministeri dell'Economia e della Difesa dall'altro, depositarono note e memorie, rinunciando alla discussione formale nel merito del ricorso in quanto ritennero il fascicolo dibattimentale completo e sufficiente ai giudici per prendere la loro decisione.
La sentenza del Tar potrebbe anche riaprire il procedimento penale per abuso d'ufficio nei confronti di Visco. Mercoledì 19, infatti, il Gip di Roma deve pronunciarsi sulla richiesta d'archiviazione della Procura. Gli avvocati di Speciale chiedono l'imputazione coatta sostenendo che il pronunciamento di oggi configura quasi automaticamente il reato.
- IL TESTO COMPLETO DELLA A SENTENZA DEL TAR
La gita di Speciale sulle Dolomiti
Ultima modifica di Redazione il 18 Dic 2007 06:47, modificato 3 volte in totale
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 Re: Visco, Tar accoglie il ricorso di Speciale
A qesto punto scattano diverse domande più che lecite da parte dei componenti Il Popolo Italiano (si, si ... proprio quello cosiddetto "sovrano"):
1) Il TAR dà ragione al generale Speciale e condanna lo Stato italiano al pagamento di 6000 €uro di spese legali.
Ma ... chi paga questi seimila euro? io certo non voglio pagare il mio centesimo di spettanza e, credo, nessun italiano vuole farlo per far fronte ad una menata fatta dallo Stato in chiara contraddizione con il lecito riconosciuto dal Tar.
Ed allora se li pagassero di tasca propria coloro che hanno sbagliato in veste di Amministratori per cui, secondo il Codice Civile, sono responsabili per errori o malafede nell'operato delle loro funzioni (come in una comunissima società).
2) La cosa non deve finire qui con la risoluzione del contenzioso fra il Generale e lo Stato, ma debbono continuare le indagini d'ufficio per accertare se le ragioni che hanno generato la diatriba siano vere o meno.
Se fossero vere è gravissimo che il Vice Ministro avesse fatto pressioni per salvare alcune persone su cui la Guardia di Finanza indagava ed al rifiuto avutene, ha provveduto a dimettere dalla sera alla mattina il Comandante Generale della Guardia di Finanza.
Non dovrebbe insomma cadere tutto nel dimenticatorio ... passato il santo passata la festa!
Franz
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Stanislao
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 Re: Visco, Tar accoglie il ricorso di Speciale
............ se tu non "vorresti" metterci un centesimo, figurati io.
Di fatto però l'hai già messo .... come tutti!
Oddio... tutti proprio no... diciamo TUTTI salvo alcune categorie "allergiche, per l'appunto, al fisco.
Nel merito di questa vicenda, ti confesso, di non averci capito gran che visto il polverone che TUTTI (inclusi il generale stesso ... degno servitore di "questo stato" ed in linea quindi con il suo andazzo) hanno sollevato e ben agitato pro doma loro per cui è ben difficile farsi un'opinione e dare un giudizio, sia pur personale.
L'unica cosa che ho potuto fare, e che spero abbia fatto anche tu, è stato il leggermi la sentenza ed il guardarmi il video che avevo accluso al post precedente.
Nell'incertezza, ne reinserisco qui i link per chi volesse prenderne visione ed ancora non l'avesse fatto:
- IL TESTO COMPLETO DELLA A SENTENZA DEL TAR
La gita di Speciale sulle Dolomiti
Ciò fatto mi permetto di osservare che, se il filmato non è un colossale ed abilissimo montaggio ... ebbene, non è che la figura "retta" del generale ne venga fuori poi tanto linda e pinta e, tornando al centesimo di cui sopra ed all'inizio di questa mia risposta, ............. ne abbiamo allora GIA' pagato qualcuno in più anche per il "diletto" altrui quando io non vado nemmeno tanto spesso al cinema come magari mi piacerebbe anche .... perché mi mancano in CENTESIMI (tanti) necessari.
La cosa, indi, mi fa leggermente incazzare (si puo dire, no?)
Ciao e buona domenica.
PS.
A completamento ed aggiornamento .... leggi le news dell'ultima ora.
Tra le varie "note" potrai leggere anche un:
"Le indagini in corso sui viaggi del Generale Speciale - aggiunge - dovrebbero suggerire all'ex comandante della Guardia di Finanza maggiore prudenza, soprattutto per tutelare l'immagine di un corpo quotidianamente impiegato per la legalità e la sicurezza del nostro Paese e che ha ottenuto grandi risultati contro l'evasione fiscale".
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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 Re: Visco, Tar accoglie il ricorso di Speciale
Domenica, 16 Dicembre 2007 - 11:10
Il caso Speciale divide l'Unione
TAR: ACCOLTO RICORSO SPECIALE, REVOCA ILLEGITTIMA
- IL TESTO COMPLETO DELLA A SENTENZA DEL TAR
- La gita di Speciale sulle Dolomiti
ROMA - La rivincita di Roberto Speciale contro il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa arriva dal Tar del Lazio. E' illegittima - hanno sentenziato oggi i giudici amministrativi di primo grado - la revoca del generale dalla carica di comandante della Guardia di Finanza decretata il primo giugno scorso. Un'altra tegola, dunque, per il Governo dopo il caso Petroni, in quanto la sentenza ripristina "in via immediata - come spiegato dall'avvocato di Speciale Gianluca Maria Esposito - la situazione di fatto e di diritto precedente alla revoca". E in serata, nell'aula della Camera, un'informativa del ministro dell'Economia sul caso Speciale. Il tribunale amministrativo ha ritenuto che la sua decisione debba avere come effetto il ripristino della situazione precedente la revoca dall'incarico di comandante generale della guardia di finanza. Il reintegro del generale tuttavia appare piuttosto problematico, come lascia intravedere uno dei suoi legali, l'avvocato Filippo Satta: "Per reintegrare il generale non è sufficiente il puro e semplice annullamento della sua revoca ma sono indispensabili atti dell'amministrazione che riorganizzino il rientro. Speciale, inoltre, dovrebbe essere reintegrato nei ruoli dell'amministrazione militare di provenienza, ovvero l'esercito e lui ormai come ufficiale delle forze armate è in pensione". "Io sono stato reintegrato - ha commentato il generale - quindi automaticamente l'attuale comandante della Guardia di finanza, generale Cosimo D'Arrigo decade". Alla domanda di un cronista del Giornale Radio Rai se tornerà nel suo ufficio di via XXI aprile Speciale ha risposto: "Ci sto pensando, c'é questo fine settimana, lo Stato ordina, io obbedisco come sempre". Il Tar ha dunque stabilito che la rimozione dell'allora responsabile delle fiamme gialle sia stata caratterizzata da un "eccesso di potere" rappresentato "dal fatto - è scritto nella sentenza - che le Amministrazioni dapprima propongono il ricorrente per la nomina ad un altissimo ufficio giudiziario (consigliere della Corte dei conti) e appena dopo lo rimuovono dall'incarico fino a quel momento ricoperto per ragioni di seria, se non grave inidoneità al posto". A Speciale i giudici amministrativi non hanno riconosciuto, malgrado la richiesta di cinque milioni di euro, alcun risarcimento per il danno di immagine subito. "La sua revoca - si legge nelle motivazioni - ha avuto una notevole risonanza mediatica nell'opinione pubblica" e la cosa, ad avviso dei giudici, potrà ugualmente accadere "in senso favorevole al ricorrente, con la presente sentenza, con ogni probabilità destinata ad avere pari richiamo". Da qui il rigetto della richiesta di risarcimento. Per i giudici, tuttavia, dall'annullamento del decreto impugnato "discende il diritto del ricorrente a percepire le differenze retributive tra il trattamento economico onnicomprensivo goduto per la carica dalla quale è stato illegittimamente rimosso e quanto successivamente ricevuto ad altro titolo" per l' attività da lui compiuta successivamente alla sua rimozione. La sentenza ha scatenato il dibattito politico: dall' opposizione di sono già levate le prime invocazioni di dimissioni di Padoa Schioppa e del viceministro Vincenzo Visco. Secondo Fabrizio Cicchitto (Fi) è "la seconda volta che l'arroganza del ministro Padoa Schioppa è stata pesantemente certificata dalla magistratura amministrativa"; per Maurizio Gasparri (An) dopo "il caso Petroni un'altra bocciatura per un ministro che rappresenta una vergogna per l'Italia. Va cacciato subito". Di arroganza di Padoa Schioppa parlano anche Jole Santelli e Renato Schifani (Fi), mentre per il leghista Roberto Castelli "é evidente che il ministro non è in grado di gestire le nomine dei più importanti funzionari di Stato che dipendono dal suo dicastero". "Il centrodestra - ha detto Gianni Alemanno (An) - rifletta ora sull'opportunità di presentare una mozione di sfiducia individuale contro Padoa Schioppa o contro Visco". Dal fronte della maggioranza il ministro Antonio Di Pietro parla di "bagno di umiltà che il governo deve fare, comprendendo che le ragioni politiche, anche se buone, non sono sufficienti a piegare le ragioni del diritto".
PADOA-SCHIOPPA,RISPETTO TAR MA GOVERNO VA AVANTI
"Massimo rispetto per la magistratura amministrativa", ma anche "intendimento del governo ad esercitare pienamente le proprie prerogative nell'interesse del Paese". Sono i "principi-guida" su cui si muoverà il governo dopo la valutazione degli uffici della presidenza del Consiglio e dei ministeri della Difesa e dell'Economia. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa, chiamato pesantemente in causa dall'opposizione dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione al generale Roberto Speciale nella querelle con il viceministro Vincenzo Visco, in una informativa-lampo alla Camera (durata solo 3 minuti), ha delineato le prossime mosse dell'esecutivo, facendo intendere che il governo farà ricorso al consiglio di Stato. Intanto - ha premesso il ministro, che è intervenuto alla Camera questa sera subito dopo l'approvazione della Finanziaria - la sentenza in questione è allo studio della presidenza del Consiglio e dei ministeri competenti. Ma si sappia fin d'ora - é stato il senso del suo intervento - che, pur nel rispetto della magistratura, l'esecutivo eserciterà pienamente tutte le sue prerogative in materia. Resta un punto fermo, ha tenuto a sottolineare Padoa-Schioppa, "la massima cura e attenzione al corpo della Gdf e alle sue esigenze di operare in serenità e in condizioni di certezza". Condizioni, in verità messe a repentaglio dalle prossime mosse che Speciale, convinto di essere ormai pienamente "reintegrato", intenderebbe fare (si dice pronto a recarsi nel vecchio ufficio dove però la sua poltrona è ormai occupata dal nuovo comandante generale, Cosimo D'Arrigo). Subito dopo l'informativa l'opposizione, che ha martellato il ministro per tutto il giorno, è tornata a chiederne le dimissioni. Lo ha fatto l'azzurro Donato Bruno che ha ricordato anche il caso del consigliere d'amministrazione della Rai Angelo Petroni. All'attacco pure An e Udc. Alberto Giorgetti, del partito di Fini, ha detto che "il Parlamento e il paese sono stati nuovamente presi in giro". E Giampiero D'Alia ha parlato di "imbarazzante" informativa di un governo che "non sa che pesci prendere". A difesa del ministro dell'Economia Lanfranco Tenaglia per il quale "bisogna avere rispetto per la magistratura ma in questo caso - ha sottolineato l'esponente del Pd - si deve tener conto del primato della politica". A suo giudizio inoltre è "imprescindibile" il "rapporto di fiducia tra il governo e i vertici delle forze dell'ordine. Ma la minoranza non ha allentato la presa per tutto il giorno. Gianni Alemanno (An) ha ventilato l'ipotesi di una mozione di sfiducia individuale. Il ministro dell'Economia, infatti, per il centrodestra, è stato "clamorosamente sconfessato" sia sul fronte Rai, con il caso Petroni, sia sulla vicenda del generale Speciale. Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, ha detto che Padoa-Schioppa ha una "faccia di gomma" per essere riuscito ad ammortizzare, con i casi Petroni-Speciale, i "due tremendi schiaffoni" del Tar. Ma invece di dimettersi, ha osservato Bonaiuti, "fa finta di nulla" pur di "restare attaccato alla poltrona". Per il leghista Roberto Castelli, il ministro dovrebbe chiedere "pubblicamente scusa" al generale. Mentre il collega di partito Roberto Calderoli ha chiesto l'intervento del Quirinale. Di "nuova figuraccia" ha parlato Antonio Tajani, di "arroganza" Fabrizio Cicchitto che ha definito Padoa-Schioppa "dittatorello sudamericano". Critiche sono giunte anche da una parte della stessa maggioranza. Il ministro Antonio Di Pietro ha invitato il governo a fare "un bagno di umiltà" perché, ha affermato, "le ragioni politiche anche se buone non possono piegare le ragioni del diritto".
Ma Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, rivolto all'opposizione ha ricordato che Speciale è quel generale che "andava in vacanza con mezzi dello Stato".
Il premier: «Oggi non è una giornata "speciale"
«Oggi non è una giornata "speciale"». Con una battuta il presidente del Consiglio, Romano Prodi, risponde ai cronisti che gli domandano un commento circa il caso del generale Roberto Speciale, revocato dal comando della Guardia di Finanza, all’indomani della sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso del generale stesso, giudicando illegittima la sua revoca. In particolare, Prodi risponde così ai cronisti che, fuori dalla messa domenicale, gli domandano chi sarà domani alla guida della Guardia di Finanza.
Il ministro Anna Finocchiaro
«Parlo molto francamente, ci sono stati momenti in cui leggi volute strenuamente dal presidente del Consiglio (Berlusconi, ndr) e dalla sua maggioranza sono state dichiarate incostituzionali e ciò nonostante quel presidente del Consiglio non si è dimesso». Così il capogruppo al Senato del Pd, Anna Finocchiaro, intervenendo al convegno di An «Forum per la nazione» a Chianciano Terme, risponde alle polemiche scatenatesi in Parlamento a seguito della decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso dell’ex comandante della Gdf, Roberto Speciale. «Potrei dire che c’è un altro grado di giudizio - aggiunge la Finocchiaro - e vedremo cosa dirà il Consiglio di Stato. Invece dico che per me sono stati commessi degli errori dagli uffici che hanno scritto il provvedimento con cui è stato sollevato dall’incarico Speciale». «Mi piacerebbe - continua l’esponente del Pd - un Paese in cui questi errori non si producessero, ma anche un Paese in cui un capo della Guardia di finanza non usi risorse pubbliche per fini personali. Credo che abbiamo tutti bisogno di abbassare i toni e cercare l’utilità pubblica in ciò che sta accadendo».
Il segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano
Il conflitto fra il generale Roberto Speciale e il ministro Vincenzo Visco è materia che riguarda il Governo: il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, non vuole entrare nei dettagli tecnici della vicenda, dopo la decisione del Tar che dà ragione al comandante della Guardia di finanza sostituito dal Governo. A chi gli chiese se l’esecutivo dovrebbe fare ricorso al Consiglio di Stato, il leader del Prc replica: «Secondo me no. Perché questa è una materia delicata e complessa». «So solo - aggiunge Giordano, a margine dei lavori del comitato politico nazionale di Rifondazione - che Visco me lo sono ritrovato sempre ogni qual volta si trattava di intervenire nella lotta all’evasione fiscale. E non aggiungo altro». Quanto all’ipotesi che Speciale venga reintegrato al vertice della Finanza, Giordano si limita a commentare: «Ci sono delle facoltà che sono proprie del Governo e quelle facoltà le deve esercitare in piena autonomia».
Il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli:
"Il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa non ha nulla da rimproverarsi, il suo comportamento è stato ineccepibile e ci auguriamo che il governo ricorra presto al Consiglio di Stato", ha detto Bonelli, commentando la sentenza del Tar sul ricorso del generale della Guardia di Finanza Speciale contro il viceministro Visco per il suo trasferimento.
"Le indagini in corso sui viaggi del Generale Speciale - aggiunge - dovrebbero suggerire all'ex comandante della Guardia di Finanza maggiore prudenza, soprattutto per tutelare l'immagine di un corpo quotidianamente impiegato per la legalità e la sicurezza del nostro Paese e che ha ottenuto grandi risultati contro l'evasione fiscale".
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 SPECIALE: PRODI VEDE DOMANI PADOA-SCHIOPPA
Lunedì, 17 Dicembre 2007
SPECIALE: Prodi VEDE OGGI PADOA-SCHIOPPA
(di Fabrizio Nicotra)
ROMA - Questa mattina Romano Prodi vede Tommaso Padoa-Schioppa. Il governo fara' ricorso contro la sentenza del Tar che boccia la decisione dell'esecutivo di rimuovere Roberto Speciale dal comando della Guardia di Finanza. Sulla questione pero' l'Unione, che mostra qualche segno di imbarazzo, si divide, mentre il centrodestra torna all'attacco e continua a chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia.
''Oggi non e' una giornata 'speciale''', aveva detto il presidente nel primo pomeriggio. Ma in serata, ospite di Fabio Fazio a'Che tempo che fa', arriva la conferma: ''Innanzitutto la sentenza del Tar riguarda problemi procedurali e non di sostanza. Domani mattina vedro' Padoa-Schioppa per parlare del ricorso e la decisione sara' questa''.
Il centrodestra pero' per tutta la giornata non ha mollato l'osso. Alleanza nazionale insiste perche' Speciale riprenda subito il suo posto al vertice della Gdf, mentre il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, attacca e dice che Padoa-Schioppa si e' reso protagonista di ''un caso di prepotenza mai vista''. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini chiede le dimissioni del ministro dell'Economia, in Forza Italia c'e' invece chi vuole la testa di Vincenzo Visco, il viceministro delle Finanze protagonista diretto dello scontro chiuso con la rimozione di Speciale.
Unione e governo difendono i due e in tanti ricordano la vicenda dell'aereo di Stato utilizzato dall'ex comandante della Guardia di Finanza per fini personali. In ogni caso, dopo il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, anche la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro manifesta tutte le sue perplessita' sulla gestione della vicenda da parte del Governo: ''Sono stati commessi degli errori dagli uffici che hanno scritto il provvedimento con il quale Speciale veniva sollevato dall'incarico''.
Segnali di una difficolta' dal quale il governo e il Tesoro provano ad uscire con la mossa del ricorso. La vicenda, tra l'altro, segue di pochi giorni lo schiaffo del Consiglio di Stato che ha giudicato illegittima la rimozione di Angelo Maria Petroni (consigliere in quota Forza Italia) dal Cda della Rai. Sulla questione pero' la maggioranza non marcia compatta. Se per esempio Socialisti e Verdi sembrano decisi a procedere, Rifondazione comunista e' contraria. Il segretario Franco Giordano dice che proprio non e' il caso ''perche' questa e' una materia delicata e complessa''.
COLLEGATA:
Da Gasparri a Marzano e Buttiglione
i ministri sugli elicotteri del generale
[url=http://www.vivicentro.org/viewtopic.php?p=12270#p12270 ]« Speciale, dimissioni a sorpresa»[/url]
Ultima modifica di Redazione il 17 Dic 2007 14:09, modificato 1 volta in totale
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 SPECIALE: "MI DIMETTO". GOVERNO FARA' RICORSO CONT
Lunedì, 17 Dicembre 20072007 - 12:15
SPECIALE: "MI DIMETTO".
GOVERNO FARA' RICORSO CONTRO TAR
ROMA - Il generale Roberto Speciale si è dimesso dall'incarico di comandante della Guardia di finanza, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La scorsa settimana, il tar aveva accolto il ricorso del generale Speciale contro la rimozione dall'incarico decisa dal governo. A dare la notizia delle dimissioni è stato lo stesso Speciale , con una telefonata all'ANSA.
INCONTRO PRODI-PADOA SCHIOPPA - Si è concluso l'incontro tra il premier Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, convocato per decidere il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha reintegrato l'ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale.
Al termine dell'incontro, durato quasi due ore, Prodi e Padoa-Schioppa sono usciti in auto senza fare dichiarazioni.
IERI, VERSO RICORSO CONTRO SENTENZA TAR
(di Fabrizio Nicotra)
ROMA - Questa mattina Romano Prodi ha visto Tommaso Padoa-Schioppa. Il governo fara' ricorso contro la sentenza del Tar che boccia la decisione dell'esecutivo di rimuovere Roberto Speciale dal comando della Guardia di Finanza. Sulla questione pero' l'Unione, che mostra qualche segno di imbarazzo, si divide, mentre il centrodestra torna all'attacco e continua a chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia.
''Oggi non e' una giornata 'speciale''', aveva detto il presidente ieri nel primo pomeriggio. Ma in serata, ospite di Fabio Fazio a'Che tempo che fa', arriva la conferma: ''Innanzitutto la sentenza del Tar riguarda problemi procedurali e non di sostanza. Domani mattina vedro' Padoa-Schioppa per parlare del ricorso e la decisione sara' questa''.
Il centrodestra pero' per tutta la giornata non ha mollato l'osso. Alleanza nazionale insiste perche' Speciale riprenda subito il suo posto al vertice della Gdf, mentre il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, attacca e dice che Padoa-Schioppa si e' reso protagonista di ''un caso di prepotenza mai vista''. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini chiede le dimissioni del ministro dell'Economia, in Forza Italia c'e' invece chi vuole la testa di Vincenzo Visco, il viceministro delle Finanze protagonista diretto dello scontro chiuso con la rimozione di Speciale.
Unione e governo difendono i due e in tanti ricordano la vicenda dell'aereo di Stato utilizzato dall'ex comandante della Guardia di Finanza per fini personali. In ogni caso, dopo il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, anche la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro manifesta tutte le sue perplessita' sulla gestione della vicenda da parte del governo: ''Sono stati commessi degli errori dagli uffici che hanno scritto il provvedimento con il quale Speciale veniva sollevato dall'incarico''.
Segnali di una difficolta' dal quale il governo e il Tesoro provano ad uscire con la mossa del ricorso. La vicenda, tra l'altro, segue di pochi giorni lo schiaffo del Consiglio di Stato che ha giudicato illegittima la rimozione di Angelo Maria Petroni (consigliere in quota Forza Italia) dal Cda della Rai. Sulla questione pero' la maggioranza non marcia compatta. Se per esempio Socialisti e Verdi sembrano decisi a procedere, Rifondazione comunista e' contraria. Il segretario Franco Giordano dice che proprio non e' il caso ''perche' questa e' una materia delicata e complessa''.
Dal decreto di rimozione alle dimissioni di oggi
La vicenda dell'ex comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale comincia il primo giugno scorso con un decreto con il quale il governo lo rimuove dal suo incarico e nomina al suo posto il generale Cosimo D'Arrigo. Speciale si oppone, e ricorre al Tar del Lazio, sostenendo la illegittimità dell'atto, e chiedendo il reintegro al comando delle Fiamme gialle, nonché un risarcimento economico.
Il tribunale amministrativo, con una sentenza emessa sabato scorso, ha dato ragione a Speciale, affermando la illegittimità della revoca, ma negando il risarcimento economico. Per i giudici amministrativi, la rimozione dell'allora responsabile delle Fiamme gialle è stata caratterizzata da un "eccesso di potere" rappresentato "dal fatto che le Amministrazioni dapprima propongono il ricorrente per la nomina ad un altissimo ufficio giudiziario (consigliere della Corte dei conti) e appena dopo lo rimuovono dall'incarico fino a quel momento ricoperto per ragioni di seria, se non grave inidoneità al posto".
E' immediata la reazione dello stesso gen.Speciale, che afferma di essere stato reintegrato al ruolo di comandante generale della Guardia di Finanza. Più cauti i suoi avvocati, per i quali il reintegro riguarderebbe solo il rientro nei quadri ufficiali dell'esercito, da cui proviene Speciale, e da cui però è già in pensione. Già nella serata di sabato scorso il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa annuncia la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar e stamane si vede con Prodi per decidere il ricorso. Infine, la lettera di Speciale al capo dello Stato Napolitano con cui si dimette da comandante della Guardia di Finanza.
Collegate:
- La lettera al capo dello Stato
]« Speciale, dimissioni a sorpresa»
» I ministri sugli elicotteri del generale »
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 Re: SPECIALE: Prodi VEDE OGGI PADOA-SCHIOPPA
Lunedì, 17 Dicembre 2007 - 17:53
"NON VOGLIO PIU' COLLABORARE
COL GOVERNO IN CARICA"
ROMA - Il generale Roberto Speciale si è dimesso dall'incarico di comandante della Guardia di finanza, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La scorsa settimana, il tar aveva accolto il ricorso del generale Speciale contro la rimozione dall'incarico decisa dal governo. A dare la notizia delle dimissioni è stato lo stesso Speciale , con una telefonata all'ANSA.
NAPOLITANO, GIRATE SUE DIMISSIONI A GOVERNO
"Generale, ho ricevuto la lettera con la quale ella ha rassegnato (in 'spirito di servizio verso le istituzioni') le 'dimissioni dalle funzioni di Comandate Generale della Guardia di Finanza', e le comunico di aver già provveduto a investire della questione le competenti autorità di governo. Le ricambio sinceri auguri per il Natale e il Nuovo Anno". Questo il testo della lettera inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al generale Roberto Speciale.
PRODI, NON CAMBIA POSIZIONE GOVERNO
ROMA - "E' una lettera irrituale nei contenuti e nei modi, che non cambia la posizione del Governo. Vedremo nelle prossime ore gli aspetti procedurali da seguire". Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha commentato la lettera di dimissioni dell'ex comandante della Guardia di finanza, Roberto Speciale.
INCONTRO PRODI-PADOA SCHIOPPA - Si è concluso l'incontro tra il premier Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, convocato per decidere il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha reintegrato l'ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Al termine dell'incontro, durato quasi due ore, Prodi e Padoa-Schioppa sono usciti in auto senza fare dichiarazioni.
NOTA
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 Speciale, dimissioni accettate Annullato l'ultimo suo ordine
Martedì, 18 Dicembre 2007
La Repubblica ha scritto: Lettera dell'ex comandante al presidente della Repubblica: "Non collaboro con questo governo"
La decisione mentre era in corso il faccia a faccia tra Prodi e il ministro economico
Speciale, dimissioni accettate
Annullato l'ultimo suo ordine
In serata Padoa Schioppa accetta le dimissioni e annulla l'ultimo, fasullo, ordine del generale
Possibile mozione di sfiducia della Cdl durante la votazione finale della manovra al Senato
Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa
ROMA - Il generale Roberto Speciale si è dimesso dall'incarico di comandante della Guardia di Finanza, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lettera che, fa sapere il Quirinale, "è stata già girata al governo". La mossa a sorpresa del capo delle Fiamme Gialle, che la scorsa settimana il Tar del Lazio aveva rimesso in sella dopo la rimozione dall'incarico decisa dal governo, arriva contemporanemanete all'incontro di due ore svolto questa mattina a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Incontro il cui esito è rimasto segreto. Nel pomeriggio Prodi, uscendo da palazzo Chigi, ha detto che quella lettera "irrituale nei modi e nel contenuto non cambia la posizione del governo. Vedremo nelle prossime ore gli aspetti procedurali da seguire".
In serata interviene e chiarisce il ministro Padoa Schioppa: "Accetto le dimissioni, a questo punto valuteremo se fare ricorso". La lettera di dimissioni potrebbe ora avere l'effetto di interrompere il ricorso al Consiglio di Stato, il secondo grado di giudizio dopo il Tar. La lettera di Padoa Schioppa è lunga tre paragrafi. Nel primo il ministro accetta le dimissioni. Nel secondo chirisce che il governo si riserva cosa fare. Il terzo contiene un nuovo inedito di questa lunga storia: il ministro infatti annulla l'ultimo ordine del generale dell'Esercito Roberto Speciale decaduto dal comando della Guardia di Finanza. "Osservo altresì - conclude la lettera - che quand'anche si ritenesse automaticamente applicabile tale sentenza (quella del Tar ndr), Ella avrebbe dovuto essere ricollocato in servizio, al fine di poter riprendere l'esercizio del Comando. Il Suo ordine indirizzato al Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, con lettera in data 17 dicembre, è pertanto invalido". Significa che per tornare alla guida della Fiamme Gialle, eventualità paventata da Speciale nella giornata di domenica, il generale avrebbe dovuto essere "ricollocato" dal governo. Sarebbe stata cioè necessaria una lettera di reincarico da parte degli uffici di via XX Settembre. Ecco che l'ordine dato stamani da Speciale allo Stato Maggiore delle Fiamme Gialle di diffondere al personale la sua lettera di dimissioni, è un ordine fasullo e impossibile. E quindi annullato.
"Ho rassegnato le definitive ed irrevocabili dimissioni dal comando generale della Guardia di Finanza - aveva chiarito in mattinata Speciale - direttamente al Capo dello Stato, che è al di sopra del governo, rappresenta la Nazione ed è il capo delle Forze Armate, nell'interesse della Guardia di Finanza, del Paese, e perché non intendo più collaborare al servizio di questo governo".
Nella lettera al Quirinale, Speciale se la prende anche con Repubblica che in questi mesi ha svelato le sue gite sulla neve e l'uso degli elicotteri come fossero dei taxi a spese della collettività. "Non pretendo alcuna gratitudine - scrive il generale - poiché credo che, chi opera nello spirito di servizio verso le istituzioni, non si debba aspettare riconoscimenti, né in alcun modo possa anelarvi. La mia immagine, che in questi mesi è stata fatta oggetto di un assalto ingiusto e selvaggio da parte di informatori spregiudicati, faziosi e privi di ogni moralità, è stata, finalmente, risarcita e onorata".
Il faccia a faccia tra Prodi e Padoa Schioppa, preannunciato ieri sera dallo stesso premier, è durato in tutto un paio di ore e al termine nessuno ha rilasciato dichiarazioni. Secondo quanto ha riferito Prodi ieri alla trasmissione "Che tempo che fa", l'incontro doveva servire a stabilire i termini di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha bocciato la decisione dell'esecutivo di rimuovere Speciale dal comando della Finanza.
La questione stava iniziando a creare crescenti malumori all'interno dell'Unione, con il moltiplicarsi di voci imbarazzate e accuse al governo di aver gestito l'intera vicenda malamente. Difficoltà aumentate dagli attacchi del centrodestra che ha continuato a chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia, malgrado l'emergere di nuovi dettagli sull'uso di aerei, elicotteri, motovedette e motoscafi della Finanza da parte di esponenti della ex maggioranza.
Oggi le dimissioni del generale hanno ridato fiato alle polemiche. Non è escluso che la Cdl possa presentare una mozione di sfiducia contro Padoa Schioppa proprio mentre l'aula di palazzo Madama sta votando la Finanziaria ed è già impegnata su tre voti di fiducia consecutivi. La decisione sarà presa domani. Il leghista Roberto Calderoli parla di "lezione di stile" data al governo mentre, aggiunge Alfredo Mantovano di An "chi ha fatto della cialtroneria la bussola dell'agire politico ha perso un fine settimana, impegnato nel decidere se e come ricorrere al Consiglio di Stato". Esalta il gesto di Speciale anche il capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani. "Un gesto che merita rispetto - afferma - per un uomo dello Stato che dimostra di non essere interessato al potere personale, ma alla sola tutela della verità e della sua dignità".
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 Querela Speciale a Padoa-Schioppa: Procura Roma chiede archi
Martedì, 8 Aprile : 2008 adnkronos
Il 6 giugno 2007 le dichiarazioni del ministro al Parlamento sul caso Visco
Querela Speciale a Padoa-Schioppa:
Procura Roma chiede archiviazione
Secondo il pm Racanelli, il titolare dell'Economia facendo quelle critiche al generale della Guardia di Finanza, ha esercitato un diritto e un dovere riconosciuto dall'articolo 51 del codice penale
La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto al tribunale dei ministri, in veste di Gup, di archiviare il procedimento per diffamazione che su querela del generale Roberto Speciale (nella foto) vedeva indagato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa.
La denuncia di Speciale si riferiva alle dichiarazioni fatte dal ministro in Parlamento sui fatti che avevano coinvolto il generale, dichiarazioni fatte il 6 giugno dello scorso anno. Secondo il pubblico ministero Angelantonio Racanelli, il ministro facendo quelle critiche, ha esercitato un diritto e un dovere riconosciuto dall'articolo 51 del codice penale.
La querela era stata presentata dal generale Speciale con l'assistenza dell'avvocato Ugo Longo il 18 luglio dello scorso anno.
Al ministro dell'Economia l'alto ufficiale contestava almeno 6 circostanze per lui diffamatorie, a cui aveva fatto riferimento Padoa-Schioppa il 6 giugno dello scorso quando in Senato intervenne sulla vicenda Speciale-Visco.
In quell'affermazione del ministro Padoa-Schioppa, il generale aveva identificato una forma di diffamazione pluriaggravata per l'attribuzione di un fatto determinato per essere l'offesa contenuta in un atto pubblico.
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