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Giovedì, 3 Aprile : 2008
Saltano le nomine bloccate dall’election day
Stagione lirica a rischio
di MAGDA BIGLIA
CI SONO GIÀ I TITOLI, le date, ma la stagione lirica 2008-09 è in pericolo. Tutto il teatro Grande è a rischio. Dopo anni e anni, finalmente stava prendendo corpo la Fondazione ad hoc con il concorso dei due enti pubblici, Comune e Provincia, e dei palchettisti privati. Era anche già stata approvata dai due consigli, mancavano pochi passi successivi.
UN ACCORDO difficile era stato trovato fra 61 palchettisti, il Comune con 29 palchi, la Provincia con 4, la società Teatro Grande con 15. Ma i ritardi burocratici, avallati dai politici quando ci sono nomine in ballo, hanno fatto slittare le decisioni che sono così incappate nell'election day. Il consiglio comunale non può più deliberare. Il teatro si trova privo di una società di gestione che lo possa far funzionare.
«I TEMPI SONO strettissimi. O la cosa viene messa all'ordine del giorno, non dico della prima, ma almeno della seconda seduta dei nuovi eletti, o la stagione dell'opera è compromessa e con essa tutta l'attività del prossimo autunno-inverno», dichiara Renato Borsoni, legale rappresentante della deputazione, l'organismo che prima governava l'istituzione. Si spera, negli uffici di piazzetta Paganora, «ma, vedendo il posto che la cultura ha nei programmi dei candidati, i timori non sono pochi», dice Borsoni interpretando le paure dei colleghi, il conte Giuliano Terzi, Guido Rossi, Marcello Berlucchi, Flora Fisogni, Alessandra Giappi. Già la situazione è drammatica. Da quando gli spettacoli del cartellone di prosa del Centro teatrale sono stati trasferiti al Sociale, il portone con scalinata sotto i portici è rimasto quasi sempre ben serrato. La bella sala sette-ottocestesca, di recente rimessa a nuovo, è stata usata 12 giorni dalla lirica, 15 giorni dal festival pianistico, che comunque non è organizzato dal teatro, più 28 giorni su richiesta esterna.
ROSSI, NOTO commercialista che segue i conti, fa il confronto con il teatro di Ancona «che ha aperto tutti i santi giorni dell'anno, spesso dalla mattina alla sera ma che ha tutt'altri contributi pubblici. I biglietti da soli pesano non più del 20% sulle entrate». «Siamo vicini ad una svolta storica- è l'appello di Borsoni agli undici candidati sindaco - non buttiamo tanto lavoro e tanta fatica ora che il più è fatto». «Abbiamo tanti progetti - aggiunge il direttore artistico Umberto Fanni - ma siamo bloccati». I titoli delle opere per l'autunno sono stati anticipati ieri, tutti sotto la spada di Damocle. Sono 'Don Pasquale' di Donizetti, 'Gianni Schicchi-The medium' di Puccini e Gian Carlo Menotti, 'Turandot' di Puccini, 'Falstaff' di Verdi, 'Carmen' di Bizet. Manca solo da definire il balletto.
UN ACCORDO difficile era stato trovato fra 61 palchettisti, il Comune con 29 palchi, la Provincia con 4, la società Teatro Grande con 15. Ma i ritardi burocratici, avallati dai politici quando ci sono nomine in ballo, hanno fatto slittare le decisioni che sono così incappate nell'election day. Il consiglio comunale non può più deliberare. Il teatro si trova privo di una società di gestione che lo possa far funzionare.
«I TEMPI SONO strettissimi. O la cosa viene messa all'ordine del giorno, non dico della prima, ma almeno della seconda seduta dei nuovi eletti, o la stagione dell'opera è compromessa e con essa tutta l'attività del prossimo autunno-inverno», dichiara Renato Borsoni, legale rappresentante della deputazione, l'organismo che prima governava l'istituzione. Si spera, negli uffici di piazzetta Paganora, «ma, vedendo il posto che la cultura ha nei programmi dei candidati, i timori non sono pochi», dice Borsoni interpretando le paure dei colleghi, il conte Giuliano Terzi, Guido Rossi, Marcello Berlucchi, Flora Fisogni, Alessandra Giappi. Già la situazione è drammatica. Da quando gli spettacoli del cartellone di prosa del Centro teatrale sono stati trasferiti al Sociale, il portone con scalinata sotto i portici è rimasto quasi sempre ben serrato. La bella sala sette-ottocestesca, di recente rimessa a nuovo, è stata usata 12 giorni dalla lirica, 15 giorni dal festival pianistico, che comunque non è organizzato dal teatro, più 28 giorni su richiesta esterna.
ROSSI, NOTO commercialista che segue i conti, fa il confronto con il teatro di Ancona «che ha aperto tutti i santi giorni dell'anno, spesso dalla mattina alla sera ma che ha tutt'altri contributi pubblici. I biglietti da soli pesano non più del 20% sulle entrate». «Siamo vicini ad una svolta storica- è l'appello di Borsoni agli undici candidati sindaco - non buttiamo tanto lavoro e tanta fatica ora che il più è fatto». «Abbiamo tanti progetti - aggiunge il direttore artistico Umberto Fanni - ma siamo bloccati». I titoli delle opere per l'autunno sono stati anticipati ieri, tutti sotto la spada di Damocle. Sono 'Don Pasquale' di Donizetti, 'Gianni Schicchi-The medium' di Puccini e Gian Carlo Menotti, 'Turandot' di Puccini, 'Falstaff' di Verdi, 'Carmen' di Bizet. Manca solo da definire il balletto.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















