Bene amici, ho promesso di dire qualcosa a proposito dell'economia di Rosarno e del suo vasto hinterland.
Se fossi uno scrittore di favolette per bambini inizierei dicendo ... C'era una volta una pianura benedetta da Dio dove tutto ciò che viene a contatto con la fertile terra dà i suoi frutti.
La vita era dura, certamente, perchè la vita dei campi non è una passeggiata, ma tutti si viveva discretamente.
Poi vennero i marziani ... pardon, volevo dire i politici (alcuni perlomeno) e volendo accaparrarsi il maggior numero possibile di voti promisero mare e monti.
Perchè la Piana ed i suoi 33 Comuni debbono sfiaccarsi sotto al sole? meglio le industrie che fanno guadagnare di più e lavorare in condizioni più umane.
Ci fu promesso il "V° Centro Siderurgico" e, guarda caso, proprio nel momento che Bagnoli stava per chiudere o già lo aveva fatto, Taranto era in profonda crisi, Genova era al lumicino e così via.
Gioia Tauro avrebbe dovuto rappresentare l'eccezione malgrado le materie prime dovessero giungere da fuori ed il materiale semilavorato dovesse prendere le vie del Nord dove ci sono le grandi trafilerie, quindi gli utilizzatori!
Ma, come detto in altro mio post la fame annebbia la vista e fa credere a tutto ed a tutti! perciò furono distrutti centinaia di ettari di rigogliosi agrumeti e di splendidi ulivi, unici al mondo per la loro non spiegata capacità di raggiungere i 30/35 metri di altezza.
Ne scaturì una sola immensa landa desertica che prese il nome pomposo di Area Industriale.
Immaginate che i prezzi di un ettaro di terreno (stante la bontà di quella zona) all'epoca oscillava fra i 6 ed i 12 milioni di vecchie lire, ma il terreno espropriato fu remunerato con bel 35.000.000 milioni per ettaro.
Voi direte: bene, almeno i proprietari hanno avuto un buon utile! nient'affatto dal momento che il 75/80 % dei terreni erano di una sola azienda agricola (coloro che all'epoca della bonifica erano stati ricompensati dai Borboni con il terreno per l'opera di bonifica che hanno realizzato, a costo quasi zero dal momento che la mano d'opera venne fornita dalle ... patrie galere borboniche con tutti gli ergastolani) che crearono una nuova a zienda agricola immensa nel sud Africa.
Solo il 25% andò a singoli proprietari, di cui, a sua volta, un buon 15 % era di un altro Signore che viveva a Napoli e che ci siam poi sciroppati come Ministro della nostra Repubblica.
Ma ... il centro siderurgico non ebbe l'onore nemmeno di vedere la posa della prima pietra, ed i politici di turno virarono dicendo che si sarebbe costruita una enorme centrale elettrica a carbone.
Anche questa finì nel nulla così come nel nulla naufragarono tante altre alternativo al primiero "V° Centro Siderugico"!
Si puntò poi sul porto che avrebbe risolto i millenari problemi occupazionali della zona, una sorta di toccasana per Rosarno e l'intera Piana.
... ed il porto fu realizzato, ma sapete perchè? perchè la base militare americana della Nato era ubicata sul monte Gambarie (alle spalle di Reggio) e tutte le attività gravitavano sul porto di Reggio.
Ma ... il porto di Reggio aveva un grosso difetto strategico ... è ubicato su quel "canale" di mare largo solamente 3000 metri che divide la Calabria dalla Sicilia (lo Stretto).
Il canale è percorso da pericolosissime e forti correnti che ne rendono difficile la navigazione e poi, essendo un budello, in caso di guerra un sottomarino dal lato sud ed un ... pattino dal lato nord ne avrebbero bloccati il traffico.
Così venne il porto e la Nato per un brevissimo periodo trasloco nell'area portuale di Gioia Tauro (il porto è conosciuto come porto di Gioia Tauro anche se per il 75% è in territorio di San Ferdinando, ex frazione di Rosarno).
Furono spese somme enormi ma ... il ricarico sul territorio fu pressocchè nullo! solo circa 2000 unità lavorative impiegate su una popolazione che sfiora i 500.000 abitanti.
Intanto la mentalità agricola tendeva ad essere abiurata dagli indigeni (sempre supportati da capziosi discorsi di politici) ma non riuscì mai a decollare una mentalità industriale per cui si creò una ambigua ibridazione.
Questo l'antefatto, per il resto ... alla prossima quando avrete ben metabolizzato quanto sopra scritto non volendo mettere sotto stress il vostro fegato già torturato da quanto vi ho raccontato.
Fromor
Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi




















