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Sulla situazione del traffico a Brescia hanno scritto:
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Messaggio Sulla situazione del traffico a Brescia hanno scritto: 
 



Martedì, 25 Marzo : 2008

- MARIO VENTURINI - ha scritto: 
Se il furore ideologico diventa banalizzazione



In una lettera al Giornale di Brescia l’ing. Alessandro Barattieri, dopo aver notato che «l’aumento delle vetture in questi ultimi dieci anni è stato solo del 5%», afferma che la «vera causa» del peggioramento del traffico cittadino consiste nella politica dell’«Amministrazione Corsini che ha teso ad ostacolare il traffico con tutti i mezzi possibili, Lam, rotonde, restringimenti di carreggiata, riqualificazioni urbanistiche, vasi e fioriere, sensi unici cervellotici». - Il gentile lettore continua poi sperando «che qualcuno ci pensi alla prossima tornata elettorale» perché «non c’è niente di peggio di prendere decisioni (quelle dell’Amministrazione uscente) solo sulla spinta di idee preconcette senza badare ai fatti e senza essersi documentato obiettivamente». - Documentazione obiettiva, quindi. - Se davvero avesse letto con «obiettività» le sue fonti l’ing. Barattieri avrebbe notato che l’aumento citato del 5% del traffico riguarda solo la mobilità «sistematica» (casa-lavoro e casa-scuola) e che l’aumento stesso si riferisce al decennio 1991-2001 (altre ricerche aggiorneranno i dati). - È noto che la mobilità sistematica è solo fra un terzo e un quarto di quella totale che comprende anche la mobilità legata al tempo libero e quella legata alla gestione familiare, forme queste ultime di mobilità a Brescia come in tutta Italia in continuo aumento. - In una ricerca recente riferita al 2007 curata dall’Isfort (Istituto di formazione e ricerca sui trasporti) si dice che «si va affermando in Italia un modello intensivo di domanda con meno viaggiatori (per auto) ma che fanno viaggi più lunghi e ripetuti». - Sulla base di dati incompleti sul traffico e per di più riferiti al 2001, il nostro lettore accusa poi Corsini e la sua Amministrazione. - Ed ecco coinvolte le Lam, che sono il modo in cui a Brescia si è tentato di rendere più efficiente il trasporto pubblico e senza un trasporto pubblico minimamente efficiente, come ci insegna l’esperienza di qualunque città europea, le condizioni del traffico peggiorano. - E poi ancora le rotonde - togliendo i semafori in verità le rotonde fluidificano il traffico - e i «restringimenti di carreggiata, le riqualificazioni urbanistiche, vasi e fioriere...». - Le riqualificazioni urbanistiche - talora anche le disprezzate fioriere e il verde - hanno lo scopo di innalzare la qualità del paesaggio urbano, di evitare e correggere il degrado causato dall’abbandono o da pratiche sociali scorrette. - A Borgo Trento come a Fornaci o al Violino o al Villaggio Sereno o a San Polo, ad esempio, le operazioni di riqualificazione hanno voluto semplicemente migliorare i livelli di convivenza e di decoro urbano, anche regolando meglio la sosta e la mobilità. - E la riduzione delle carreggiate? Solo in pochi casi e solamente per la sicurezza di pedoni e ciclisti e per fare passare qualche mezzo pubblico si sono ridotte di fatto le carreggiate. - In ambito urbano, per la verità, le condizioni di traffico non sono determinate (entro certi limiti) dalla larghezza delle strade ma, oltre che dal numero di vetture circolanti, dalla presenza o meno di «ostacoli» a valle del flusso veicolare quali semafori, mezzi in manovra, impedimenti di qualsiasi tipo anche minimali. - Malgrado tentazioni elettoralistiche, un uso accurato dei dati e analisi più puntuali potrebbero forse evitare furori ideologici e banalizzazioni su temi tanto importanti attinenti alla convivenza civile e spesso alla vita e alla morte sulle strade delle persone.


Assessore - all’Urbanistica - del Comune - di Brescia -



- GIAN CARLO ARIOSTO - Brescia - ha scritto: 
Sull’inquinamento da traffico dati obiettivi,
non paradossi



Ho letto la lettera dell’ing. Barattieri pubblicata martedì 18 marzo. - Vorrei far presente all’esimio ingegnere che non ha alcun senso calcolare un dato di emissione specifica di CO2 per km per CV: il dato è espresso in grammi/km perché viene rilevato su un percorso standard, il valore di potenza massima è del tutto irrilevante. - Di conseguenza, se (dati del sito di Quattroruote) un Porsche Cayenne emette 310 g/km di CO2 e una Multipla Natural Power emette 216 g/km (ma c’è di meglio: la mia Zafira ecoM emette solo 138 g/km), non è affatto corretto sostenere che «Una Multipla emette, a parità di potenza, il doppio di un Cayenne» perché una rilevazione «a parità di potenza» è fuorviante: la potenza mediamente emessa dal motore del Cayenne è circa il triplo di quella mediamente emessa dal motore della Multipla, e quindi le emissioni di CO2 a parità di percorso sono ben più alte per il Cayenne, come risulta dai dati ufficiali. - Postscriptum: anch’io non guido un Suv, ma apprezzo l’obiettività...

  





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