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Sabato, 26 Luglio : 2008
SVELATO IL MISTERO DELLE AURORE BOREALI
WASHINGTON - I bagliori delle aurore boreali non sono più un mistero. La 'danza delle luci del Nord', come il fenomeno viene definito, è stato svelato. La Nasa ha reso noto di aver scoperto ulteriori dettagli sul meccanismo scientifico che genera forti e discontinui lampi di luce nello spettacolare scenario dell'aurora boreale. Secondo gli scienziati dell'agenzia spaziale americana i 'bagliori danzanti' sono frutto di 'sottotempeste' elettromagnetiche generate dall'incontro delle linee del campo magnetico planetario con quelle del campo terrestre.
Il fenomeno degli improvvisi bagliori, conosciuto come 'Northern Ligths Dance' ('Danza delle luci del nord') e famoso in tutto il mondo per la sua bellezza, ha intimorito per millenni le popolazioni del Nord, generando mitologie fantastiche. I vichinghi, ad esempio, credevano che quella misteriosa raggiera di luci e colori fosse tutta opera delle Valchirie, vergini guerriere che cavalcavano nel cielo con le loro scintillanti armature. Per gli Inuit della Groenlandia le stesse luci erano gli spiriti dei bambini deceduti di morte violenta o nel giorno del loro compleanno. Per alcune tribù indiane, come gli Athabaska, erano i riflessi di una 'danza del fuoco' ballata da alcuni folletti. Per i nativi dello Sri Lanka, sono - ancora oggi - messaggi del Buddha. Il primo a studiarle in chiave scientifica fu Galileo Galilei. E fu lui a definirle "aurore boreali".
A cinque secoli di distanza da Galileo gli studiosi della Nasa hanno annunciato di aver fatto finalmente progressi nella ricerca. E' stato possibile osservando le immagini trasmesse da cinque satelliti Themis e da una rete di 20 centri di osservazione tra il Canada e l'Alaska. Tecnicamente l'aurora boreale nasce quando alcune particelle cariche di energia che compongono il vento solare penetrano all'interno della magnetosfera, la 'bolla' magnetica che circonda la Terra. Gli elettroni a quel punto cominciano a viaggiare velocissimi in direzione del campo magnetico terrestre, convergendo verso i poli: quando collidono con gli atomi della ionosfera (a 120mila chilometri dalla Terra) fanno scintille ed emettono la luce tipica delle aurore boreali. Ora la Nasa ha scoperto che queste improvvise esplosioni di energia magnetica aumentano anche la forza di alcune 'sottotempeste': proprio quest' ultime sono all'origine dei chiarori che si vedono nelle aurore e dei loro particolarissimi movimenti.
La 'danza', appunto, delle luci del Nord. Le 'sottotempeste' spesso accompagnano tempeste magnetiche che causano danni ai satelliti, alle navicelle spaziali e ai sistemi di comunicazione. Se gli scienziati imparassero a predire in anticipo l'intensitàe gli effetti di questi fenomeni potrebbero risolvere il problema delle comunicazioni via radio e garantire agli astronauti viaggi più sicuri. E pensare che ancora nel 1870 il poeta Aleardo Aleardi descriveva così le aurore boreali: "Luce di sangue per notturno cielo/ splende da raggi lividi rincorsa/ languono incerti sotto il roseo velo/ i sette soli della gelid'orsa..".
Il fenomeno degli improvvisi bagliori, conosciuto come 'Northern Ligths Dance' ('Danza delle luci del nord') e famoso in tutto il mondo per la sua bellezza, ha intimorito per millenni le popolazioni del Nord, generando mitologie fantastiche. I vichinghi, ad esempio, credevano che quella misteriosa raggiera di luci e colori fosse tutta opera delle Valchirie, vergini guerriere che cavalcavano nel cielo con le loro scintillanti armature. Per gli Inuit della Groenlandia le stesse luci erano gli spiriti dei bambini deceduti di morte violenta o nel giorno del loro compleanno. Per alcune tribù indiane, come gli Athabaska, erano i riflessi di una 'danza del fuoco' ballata da alcuni folletti. Per i nativi dello Sri Lanka, sono - ancora oggi - messaggi del Buddha. Il primo a studiarle in chiave scientifica fu Galileo Galilei. E fu lui a definirle "aurore boreali".
A cinque secoli di distanza da Galileo gli studiosi della Nasa hanno annunciato di aver fatto finalmente progressi nella ricerca. E' stato possibile osservando le immagini trasmesse da cinque satelliti Themis e da una rete di 20 centri di osservazione tra il Canada e l'Alaska. Tecnicamente l'aurora boreale nasce quando alcune particelle cariche di energia che compongono il vento solare penetrano all'interno della magnetosfera, la 'bolla' magnetica che circonda la Terra. Gli elettroni a quel punto cominciano a viaggiare velocissimi in direzione del campo magnetico terrestre, convergendo verso i poli: quando collidono con gli atomi della ionosfera (a 120mila chilometri dalla Terra) fanno scintille ed emettono la luce tipica delle aurore boreali. Ora la Nasa ha scoperto che queste improvvise esplosioni di energia magnetica aumentano anche la forza di alcune 'sottotempeste': proprio quest' ultime sono all'origine dei chiarori che si vedono nelle aurore e dei loro particolarissimi movimenti.
La 'danza', appunto, delle luci del Nord. Le 'sottotempeste' spesso accompagnano tempeste magnetiche che causano danni ai satelliti, alle navicelle spaziali e ai sistemi di comunicazione. Se gli scienziati imparassero a predire in anticipo l'intensitàe gli effetti di questi fenomeni potrebbero risolvere il problema delle comunicazioni via radio e garantire agli astronauti viaggi più sicuri. E pensare che ancora nel 1870 il poeta Aleardo Aleardi descriveva così le aurore boreali: "Luce di sangue per notturno cielo/ splende da raggi lividi rincorsa/ languono incerti sotto il roseo velo/ i sette soli della gelid'orsa..".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















